Piano Casa Governo Berlusconi

 

Guida al Piano Casa promosso dal Governo Berlusconi.
Notizie, informazioni, approfondimenti e commenti sul piano per l'edilizia che dovrebbe rilanciare il settore e, più in generale, l'economia, consentendo ai cittadini di aumentare la cubatura degli edifici, oltre a venire incontro alle classi più disagiate dando nuovi alloggi alle giovani coppie e alle categorie maggiormente in difficoltà.

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29 aprile 2010 - Il Messaggero

Dl incentivi, semplificato il piano casa: due categorie di lavori nelle abitazioni

Mano libera alle regioni. Introdotti provvedimenti pro settore calzaturiero. Governo battuto su un emendamento Pd
Il decreto legge incentivi approderà in aula alla Camera lunedì, dopo che le commissioni FInanze e Attività Produttive hanno concluso l'esame degli emendamenti. Diverse le novità introdotte, dalla casa al settore calzaturiero
Semplificato il piano casa. Interamente riscritto l'articolo 5 del decreto legge incentivi con le misure di avvio del piano casa. Un emendamento a firma Cosimo Ventucci (Pdl) semplifica ulteriormente le misure sulla attività edilizia libera. In primo luogo viene rivisto il ruolo delle Regioni: scompare la premessa che le norme si applicano «salvo più restrittive disposizioni previste dalla disciplina regionale», mentre resta il riferimento ai regolamenti comunali. Viene introdotta la possibilità per le Regioni a statuto ordinario di estendere queste misure a interventi edilizi ulteriori; di prevedere la necessità della relazione tecnica per altri interventi rispetto a quelli già indicati; e di stabilire ulteriori contenuti per la relazione tecnica.
Due categorie di lavori in casa. I possibili interventi sono divisi in due categorie: quelli che possono essere eseguiti senza la dichiarazione di inizio attività attualmente richiesta (manutenzione ordinaria, eliminazione di barriere architettoniche, opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo, movimenti di terra legati all'attività agricola, serre mobili stagionali) e quelli per i quali serve il titolo abilitativo previa comunicazione per via telematica, allegando eventuali autorizzazioni obbligatorie (manutenzione straordinaria, opere per obiettive esigenze contingenti e temporanee, opere di pavimentazione, pannelli solari, fotovoltaici e termici, aree ludiche). Per la manutenzione straordinaria serviranno anche i dati identificativi dell'impresa e una relazione tecnica. Introdotta una sanzione di 258 euro per la mancata comunicazione dell'inizio lavori o della relazione tecnica; la sanzione è ridotta di due terzi se la comunicazione è fatta spontaneamente quando i lavori sono in esecuzione.
Governo e maggioranza battuti su un emendamento Pd pro battelli. La proposta, a prima firma Laura Froner, ha come obiettivo di agevolare il rinnovo della flotta navigli impiegati per il trasporto di persone sui laghi attraverso l'acquisto di battelli solari a ridotto impatto ambientale. I voti favorevoli sono stati, secondo quanto viene riferito 33, mentre i contrari sono stati 31. Sulla proposta i relatori hanno espresso parere negativo e il governo si è conformato a tale giudizio
I contributi previsti per le moto potranno essere applicati anche alle «biciclette a pedalata assistita», prevede un emendamento a firma Luciano Dussin (Lega). Gli aiuti saranno dati «nell'ambito delle risorse disponibili». E che però sono quasi esaurite, stando al bilancio del governo.
Via libera alle agevolazioni per il settore calzaturiero e per la fabbricazione dei bottoni. Lo prevedono due emendamenti, una firma Raffaello Vignali (Pdl) e una firma Paola De Micheli. Gli oneri per le calzature, ha spiegato il relatore Marco Milanese, sono pari a 13 milioni di euro. Entrambe le proposte allargano infatti i settori per i quali sono previsti gli incentivi fiscali per gli investimenti disposti dal decreto legge.

28 aprile 2010 - Il Sole 24 Ore

Piano casa: Buzzetti, stallo Governo-Regioni e non si capisce perche'

"Siamo in una condizione di stallo che riguarda il Governo e non capiamo perche' non faccia il provvedimento che aveva annunciato e non ha mai presentato. Poi ci sono le leggi regionali che non partono e cosi' il Piano casa non decollera' mai". Lo denuncia il presidente dell'Ance, Paolo Buzzetti, sostenendo che l'intervento inserito dal Governo nel decreto legge incentivi, che supera l'utilizzo della Dia, "non e' risolutivo e non c'entra niente con la grande semplificazione che chiediamo noi. Non si capiscono le regole e i cittadini non sanno cosa si puo' fare e cosa no: servirebbe una campagna di informazione". Buzzetti, nella situazione di blocco del Piano casa, assolve i Comuni: "Esercitano un controllo ultimo sul territorio che tutti accettiamo".

24 aprile 2010 - Il Sole 24 Ore

Il mattone respinge la crisi grazie alle seconde case e al residenziale di lusso

Segnali di ripresa in Italia per il mercato immobiliare, con compravendite attese nel 2010 in moderato aumento (intorno al 2%), contro il -11,3% segnato nel 2009. Sul fronte dei prezzi, invece, a un calo medio di circa il 4% segnato nel 2009, si prevedono per l'anno in corso quotazioni stabili o al peggio in calo del 2%. È quanto emerge da uno studio della Banca Monte dei Paschi di Siena sul comparto immobiliare residenziale, in cui si precisa che l'Italia negli anni passati era stata estranea a fenomeni speculativi sui prezzi delle case, a differenza di altri paesi, sopratutto anglosassoni, che quindi hanno subito una brusca correzione al ribasso.
Un'indagine sulle 13 maggiori città italiane indica nel 2009 una variazione annua negativa del 4,1% dei prezzi delle abitazioni, con un sensibile e ulteriore allargamento della forbice tra il prezzo medio richiesto e quello finale di vendita (vicino al 15%). Indicazione che è confermata da altri Osservatori, in cui emerge un calo medio delle quotazioni, su tutto il territorio italiano, intorno al punto percentuale.
Sul fronte investimenti, a dimostrazione che in Italia non si riscontra una bolla immobiliare, gli investimenti in nuove abitazioni non superano la domanda reale di alloggi, precisano gli analisi di MPS che prevedono per il 2010 un calo degli investimenti in nuove abitazioni nell'ordine del 12%, contro il -19% del 2009. Un dato che però - precisa il rapporto - non considera il contributo positivo del recente piano casa, atteso intorno al 6-7%.
In controtendenza il mercato delle abitazioni di lusso, che aumenta la quota sul fatturato totale del comparto immobiliare di circa tre volte nel periodo 2007-2008 grazie alla crescente domanda da parte di investitori esteri verso città d'arte e località turistiche italiane. In forte crescita anche la domanda di rustici e case di campagna, anche questi presi di mira da investitori stranieri: i prezzi di vendita dell'intero comparto sono cresciuti dal 1999 al 2009 ad un tasso medio annuo pari al 14,2%.

22 aprile 2010 - Il Sole 24 Ore

Piano casa: Karrer (Lavori pubblici), a giorni Regioni firmano accordi

Tra qualche giorno le Regioni saranno chiamate a firmare gli accordi di programma con il Governo" sul Piano casa. Lo ha detto il nuovo presidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici Francesco Karrer, parlando, a un convegno di Scenari Immobiliari, del progetto a lungo bloccato dalla Conferenza delle Regioni e dagli Enti locali. Karrer ha osservato, "con dispiacere", che "in Italia e' prevalso il profilo del fare cassa, mentre negli altri paesi si fanno politiche per la casa legate al rinnovo urbano".

21 aprile 2010 - Edilportale - Paola Mammarella

Piano Casa, nuova tranche da 377 mln alle Regioni

Risorse per il rilancio del settore edile, Lombardia in testa per finanziamenti disponibili
Nuovo stanziamento a favore delle Regioni nell’ambito del Piano nazionale di edilizia abitativa. Con la registrazione alla Corte dei Conti del decreto dello scorso 8 marzo, emanato dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, stanno per essere erogati 377 milioni di euro a favore degli enti locali.
Il fondo iniziale di 77 milioni per l’attuazione del Piano Casa ha subito una variazione in aumento, operazione che ha portato a 727 milioni le risorse disponibili per la soluzione dell’emergenza abitativa.
Dal totale devono essere sottratti 150 milioni, destinati all’attuazione degli interventi contenuti nell’articolo 11 del Decreto Legge 112/2008. Altri 200 milioni sono poi stati sbloccati a novembre con decreto del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e indirizzati all’individuazione degli interventi finanziabili.
I restanti 377 milioni saranno quindi ripartiti tra le Regioni in base ai coefficienti del DM 17 marzo 2003. Sarà quindi possibile firmare gli accordi di programma, individuare le iniziative, i progetti integrati e le procedure attuative per il contenimento della carenza di alloggi.
In testa col 14% delle risorse e circa 55 milioni a disposizione si colloca la Lombardia. Seguita da Campania, Lazio e Piemonte. Agli ultimi posti per finanziamenti si trovano invece Basilicata, Molise e Valle d’Aosta. Posizioni intermedie invece per Sicilia, Toscana, Puglia e Veneto.
L’annuncio dello sblocco di questi ulteriori risorse è stato dato al Convegno sulla qualità delle costruzioni, organizzato da Finco – Confindustria. La notizia è stata accolta con favore da costruttori e operatori del settore, che per il rilancio del comparto edile propongono da tempo l’adozione di misure incisive, come un housing sociale rinnovato.
Secondo le stime del Governo nei prossimi cinque anni il Piano Casa movimenterà circa 4 miliardi grazie al coinvolgimento dei capitali privati. Cifra che renderà possibile la realizzazione e il recupero di 50 mila abitazioni.

19 aprile 2010 - Il Sole 24 Ore

Il piano casa si modifica in altre cinque regioni

Modifiche e precisazioni sono ormai una costante per i piani casa regionali. In attesa degli ammorbidimenti annunciati dai governatori regionali appena eletti (ad esempio in Piemonte, Abruzzo e Campania) altre regioni sono intervenute.
In Sardegna è stata approvata, con decreto della giunta 9 marzo 2010, n. 9/15, una circolare esplicativa: chiarito innanzitutto l'ambito di applicazione, che è esteso dalla legge 4/2009 ai «servizi connessi alla residenza e a quelli connessi alle attività produttive». Un elenco dei servizi connessi, meramente esemplificativo, è contenuto nell'articolo 4 del decreto assessoriale 20 dicembre 1983, n. 2266-U, che include i negozi di prima necessità, gli studi professionali, i bar e le tavole calde, mentre in quelli delle attività produttive sono inclusi i fabbricati utilizzati a fini industriali o artigianali e quelli in cui si esercita il commercio o si erogano i servizi.
Inoltre, agli immobili ad attività turistico-ricettiva è riservato l'articolo 4 della stessa legge, con regole particolari. Insomma, difficile dire quali immobili siano esclusi.
Mutamento di rotta in Basilicata. In precedenza, gli interventi di demolizione e ricostruzione erano vietati tout court in aree con tutela paesaggistica; ora, grazie alla legge regionale 11/2010 sono consentiti, salvo convocazione della conferenza di servizi con eventuale assenso del ministero dei Beni culturali.
In Lazio cancellato dalla legge 1/2010 l'obbligo della redazione del fascicolo del fabbricato e applicabile la disciplina anti-sismica esistente, nelle more della redazione del relativo regolamento.
Il Molise, con la legge 3/2010 è stata ampliata l'applicazione del piano casa regionale alle costruzioni che abbiano completato le strutture portanti alla data del 19 dicembre 2009 ed è stato dato ai comuni il termine di 60 giorni per decidere sulle domande di sanatoria edilizia collegate. Con la legge 6/2010, poi, è stata cancellata la precedente previsione che le sopraelevazioni degli edifici esistenti non configurino nuove costruzioni, al fine del calcolo delle distanze tra edifici e dell'osservanza delle fasce di rispetto. Istituito anche un comitato tecnico con funzioni di supporto le amministrazioni locali per l'applicazione della legge.
La Puglia ha ridefinito più volte (l'ultima con la legge 5/2010) la procedura per i nuovi accatastamenti e le variazioni, che devono essere presentati entro il termine del 31 ottobre 2010.
Marcia indietro in Liguria rispetto al dettato della circolare esplicativa del 28 dicembre 2009, n. 184296. Una nuova circolare (la n. 4421 del 12 gennaio scorso) chiarisce che sono del tutto esclusi dagli ampliamenti gli edifici condonati con tipologia di abuso 1 – opere realizzate in assenza o difformità della licenza edilizia o concessione e non conformi alle norme urbanistiche – anche qualora la difformità riguardi solo parte della costruzione.

16 aprile 2010 - Edilportale - Paola Mammarella

Piano Casa, le opportunità inespresse

Nuovo social housing e aumento dei premi volumetrici su demolizioni e ricostruzioni contro il flop
Piano Casa come opportunità inespressa. È emerso al convegno sulla qualità delle costruzioni, organizzato mercoledì 14 aprile da Finco – Confindustria. A un anno dall’accordo tra Stato e Regioni appare infatti deludente l’impatto delle misure anticrisi per il rilancio dell’edilizia.
Secondo l’Ance, Associazione nazionale dei costruttori edili, i reali effetti sui livelli produttivi si potranno manifestare solo nel 2012 e nel 2013.
Sottovalutata la misura delle demolizioni e ricostruzioni, spesso assenti dalle leggi regionali o presenti con percentuali di incentivo giudicate insufficienti dagli operatori del settore.
Nel Lazio, ad esempio, i costruttori lamentano bonus di cubatura troppo bassi, che non incentivano gli investimenti. Alla sostituzione edilizia è riconosciuto attualmente un premio del 35% che l’Acer, associazione romana costruttori, chiede di innalzare al 50%, mentre Ance Lazio mira al 70% e 80%.
Le percentuali attuali non ripagano dei costi necessari per la demolizione, la ricostruzione e l’alloggio temporaneo dei proprietari in altre sistemazioni. A Roma e nelle altre province sono infatti state presentate poche domande.
Il flop potrebbe però ancora essere evitato con una revisione della legge regionale, che il nuovo Governatore Renata Polverini ha inserito tra le priorità della sua agenda politica. Tra le proposte c’è anche l’estensione degli ampliamenti in zona agricola, adesso possibili solo se il proprietario svolge l’attività di coltivatore diretto o imprenditore agricolo. Un limite considerato eccessivo, visto che le zone rurali sono ricche di villette.
La situazione dei costruttori è aggravata anche dai ritardi nei pagamenti delle Pubbliche Amministrazioni, che in media slittano da due mesi a un anno. Secondo il segretario regionale dell'Udc Luciano Ciocchetti, poi, promuovere la demolizione e ricostruzione significa non solo agire in chiave anticongiunturale, ma anche bloccare la corsa ai terreni rimasti liberi, con un minore consumo di territorio.
Per Finco, organizzatrice del tavolo di confronto, il Governo dovrebbe investire maggiormente nella riqualificazione del patrimonio esistente. È stato quindi chiesto nuovamente l’Eco-prestito, che consiste in un bonus fino a 30 mila euro per ristrutturare la propria abitazione, da restituire a tasso zero nell’arco di dieci anni.
Necessario anche un approccio rinnovato all’housing sociale, che dovrebbe contare su un programma per la costruzione di nuove case, la concessione di mutui a tasso agevolato e una diversa politica degli affitti.
A questo proposito il Ministero delle Infrastrutture ha annunciato la registrazione da parte della Corte dei Conti del decreto che sblocca 377 milioni di euro a favore delle Regioni. Possono quindi essere firmati gli accordi di programma, mentre le Regioni devono occuparsi di ripartire le quote assegnate tra i diversi progetti locali.
Ricordiamo che il DM 40111/2009, emanato il 19 novembre dal Ministero della Infrastrutture e Trasporti e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 293 dello scorso 17 dicembre, ha sbloccato 200 milioni, dei quali 2 deviati per la ricostruzione in Abruzzo.

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