Regione Lazio

Piano Casa Governo Berlusconi

 

 

30 aprile 2010 - Adnkronos

Roma: Quadrana (Lista Civica), a rischio Piano Casa Campidoglio

"Dopo le dimissioni del consigliere Visconti da delegato alla casa per motivi personali, al novanta per cento gia' da lunedi' prossimo Raffaele Marra lascera' la direzione del Dipartimento del Patrimonio e della Casa e nel frattempo l'assessore Antoniozzi continua ad essere sottopressione per la richiesta di dimissioni da parte dei dissidenti del Pdl". Lo dichiara in una nota Gianluca Quadrana, capogruppo Lista civica al Comune di Roma.
"E cosi' Campidoglio 2, Piano Casa, bandi di acquisto, cambi di destinazione d'uso tutto e' ormai bloccato - sostiene Quadrana - Anche in questa occasione la Giunta Alemanno ferma Roma in un momento in cui sarebbe necessario dare risposte immediate all'emergenza abitativa".

28 aprile 2010 - Adnkronos

Roma: Visconti (PdL) a Quadrana, emergenza abitativa ereditata da giunta precedente

''Se per fumo ci si riferisce ad un Piano Casa approvato dal Comune che prevede circa 26.000 alloggi, di cui 6.000 rivolti all'edilizia residenziale pubblica, allora il consigliere Quadrana ha ragione. Ricordiamo inoltre che il Piano prevede anche 19.700 abitazioni destinate all'Housing sociale, e la riqualificazione di vasti ambiti agricoli delle zone periferiche della citta'''. Lo ha affermato il presidente della commissione Patrimonio e Politiche abitative del Comune di Roma, Marco Visconti.
''Poi, ci siamo impegnati al reperimento di nuove aree edificabili da destinare agli alloggi sociali, proprio perche' ci rendiamo conto della gravita' dell'emergenza abitativa, che riguarda migliaia di romani e che abbiamo ereditato'', conclude.

14 aprile 2010 - Il Tempo - Matteo Vincenzoni

Sentenza del Tar sospesa. Prg valido

Il Consiglio di Stato ha accolto l'appello della Regione Lazio. Una speranza per le periferie
Una speranza per le periferie da recuperare, da valorizzare, da rendere più vivibili. Una speranza che da ieri può contare sulla sospensione della sentenza del Tar che invalidava una parte importante del piano regolatore generale di Roma approvato nel 2008 dal sindaco Veltroni. La Quarta Sezione del Consiglio di Stato ha infatti sospeso l'efficacia della sentenza di primo grado del Tribunale amministrativo regionale. La prossima udienza con sentenza definitiva è prevista per l'8 giugno, una data che l'amministrazione Alemanno, comunque vada, non dimenticherà.
«Nell'atto di appello della Regione - spiegano i legali Enrico Lorusso e Sebastiano Capotorto che avevano presentato il ricorso da parte della Regione Lazio - si contesta la tesi sostenuta dal Tar secondo cui non vi sarebbero tra le leggi vigenti norme che autorizzino il Comune a ricercare l'accordo con i privati per ottenere la cessione di aree per servizi pubblici, o il contributo straordinario per la loro realizzazione, in cambio della valorizzazione delle aree di proprietà privata». «Al contrario - aggiungono - sostiene la Regione nell'atto di appello, la decisione del Tar collide con almeno quattro fondamentali principi del nostro sistema giuridico, altrettanti pilastri ai quali sono ancorati i meccanismi della perequazione urbanistica: l'autonomia privata e negoziale che l'ordinamento riconosce a ogni soggetto di diritto, comprese le persone giuridiche pubbliche; la potestà normativa attribuita da norme di valore costituzionale ai comuni; il principio, anche questo sancito dalla Costituzione, di buona amministrazione, inteso sotto l'aspetto della parità di trattamento nei confronti dei cittadini; e infine la disciplina del procedimento amministrativo dettata dalla legge n. 241 del 1990, che ha profondamente innovato i caratteri dell'azione delle pubbliche amministrazioni, riconoscendo lo strumento dell'accordo come criterio generale di azione che si affianca ai provvedimenti autoritativi della tradizione».
Una buona notizia, quindi, e un passo ulteriore verso la risoluzione del rebus dell'urbanistica che fino a qualche mese fa sembrava irrisolvibile. Il 30 settembre scorso il Consiglio di Stato aveva infatti ribaltato un'altra sentenza del Tar secondo cui il Campidoglio sarebbe stato obbligato a riportare in Consiglio comunale le modifiche al Piano regolatore apportate in sede di conferenza di copianificazione con la Regione. In quel mancato passaggio la Corte non riscontrò alcun vizio formale e sostanziale. Il Comune aveva proceduto secondo i principi della semplificazione burocratica, motivo per cui era nato il tavolo inter-territoriale tra gli ento locali. Se l'8 giugno venisse bocciata definitivamente la sentenza del Tribunale amministrativo regionale, l'attuale Amministrazione capitolina potrebbe fare qualche passo avanti sul fronte della riqualificazione delle periferie e dare una sterzata all'ardito Piano casa lanciato dal Campidoglio.
Secondo le più ottimistiche previsioni il via libera del Consiglio di Stato spianerebbe la via a circa due milioni di metri cubi. Un'eventuale bocciatura definitiva della sentenza, infatti, non cancellerebbe solo la ventina di ricorsi di società che si sono rivolte al Tar, ma potrebbe «portarsi dietro» i restanti 200 su cui il Tribunale deve ancora esprimersi.

14 aprile 2010 - politicamenteCorretto.com

Piano Casa, Ciocchetti (UDC): " Servono solide fondamenta per riforma complessiva"

Serve partire da solide fondamenta per avviare una riforma complessiva e più ampia delle politiche abitative a Roma e nel Lazio. Avviare una strategia che si basi sui maggiori premi di cubatura e un seria restrizione di vincoli burocratici che permettano di semplificare e snellire le complesse procedure. Puntare alla riqualificazione delle zone esistenti promuovendo la demolizione e poi la ricostruzione bloccando così la corsa sfrenata ai terreni rimasti liberi.” - È quanto dichiara il segretario regionale dell'Udc Luciano Ciocchetti - “Detto questo credo, più in generale, che occorra un approccio diverso al problema dell'emergenza abitativa, specie per le categorie più deboli e disagiate. Da venti lunghissimi anni – continua l’esponente centrista - l’edilizia pubblica è rimasto in questa regione un tema irrisolto. Solo con un programma regionale che punti alla costruzione di nuove case, mutui agevolati per le nuove famiglie e ad una diversa politica degli affitti si potrà avere un cambio di rotta.” “Sono convinto che in questa nuova legislatura, grazie al nostro programma e agli impegni presi dal presidente Polverini – conclude - realizzeremo una politica per la casa efficace e attenta alle reali esigenze delle persone. Se vogliamo veramente affrontare con serietà la piaga sociale dell'emergenza abitativa serve una rivoluzione copernicana.”

10 aprile 2010 - Il Giornale - Marcello Viaggio

Piano casa, una realtà concreta

Piano casa, avanti tutta. Questa mattina Alemanno consegnerà a Ponte di Nona, assieme all’assessore alla casa Alfredo Antoniozzi, 117 alloggi agli assegnatari con 10 punti della graduatoria Erp.
Per il sindaco un intervento non più procrastinabile: «Cominciamo ad asciugare queste liste della vergogna, di persone che attendono da decenni una risposta». Il provvedimento è il primo a partire fra quelli previsti dal Piano casa approvato in Campidoglio il 1° marzo 2010. «Si tratta della prima tranche degli oltre 200 appartamenti che abbiamo acquistato col bando di maggio 2009» spiega il direttore dell’Ufficio politiche abitative del Comune, Raffaele Marra. La seconda tranche, che completa il bando, riguarda 148 alloggi situati a Lunghezza e Settecamini. L’acquisto, a 2.200 euro/mq, per un totale di 28 milioni, è stato approvato in consiglio comunale il 12 marzo. Si dà il via, insomma, finalmente ai passi concreti. Il blocco di case, però, questo l’unico neo della faccenda, non finirà interamente ai “punti 10” della graduatoria. Ossia alle famiglie numerose, indigenti, con anziani o disabili a carico. Una parte rilevante, il 23 per cento, finirà invece agli occupanti di scuole e immobili, pilotati e messi lì negli anni da Action e dai collettivi di lotta per la casa. Lo prevede la delibera di giunta n 206/2007. La quota del 23% spetta in base alla delibera, 16 maggio 2007 dell’era Veltroni, tuttora in vigore, a emergenze abitative (Federimmobiliare, Idroscalo, ecc), esubero di autorecupero, scuola di via Pollio, occupanti di via Masurio Sabino, Borghetto Aurelio e così via. In pratica ogni 100 case assegnate, 23 ne spettano agli occupanti abusivi. Una su quattro. Per sempre? Fortunatamente no. Fino a esaurimento della lista allegata. «Ne mancano ancora 800» calcola Marra. Come sono state individuate queste famiglie? All’epoca è stato fatto un censimento dalla polizia municipale, nome e cognome. Ma resta un nutrito pacchetto dove figurano solo numeri. E questi numeri, pare, sono terreno riservato ai collettivi. Insomma, un bel ginepraio. Un binario parallelo, a danno di chi è da anni in graduatoria. Sarà possibile accantonare la vecchia delibera? Si vedrà.
È in dirittura d’arrivo invece il secondo bando di edilizia Erp. Si tratta di 300 immobili da acquistare, nuovi o di recente costruzione, disponibili entro fine 2010. «La scadenza è stata prorogata al 26 aprile - spiega Marra - per permettere anche ai proprietari di case uso studio di fare l’offerta». In pratica si conta di acquisire queste unità a prezzi vantaggiosi e poi usufruire di una legge regionale del 2009 che consente agli enti locali il cambio di destinazione d’uso con una semplice comunicazione al Dipartimento urbanistico. Idea semplice e concreta.
La fetta più grossa del Piano casa resta però quella dedicata all’housing sociale. «L'obiettivo - sottolinea il consigliere del Pdl Marco Visconti - è di realizzare 20mila alloggi in 5 anni, dando un tetto al segmento debole della domanda: famiglie a reddito medio-basso, giovani coppie, universitari fuori sede, immigrati». Affitti bassi e possibilità di riscatto dopo un certo numero di anni, la formula dell’housing sociale. Gli strumenti per raggiungere lo scopo: densificazione dei Piani di zona, modifica delle destinazioni d’uso di fabbricati non residenziali, riqualificazione di immobili agricoli.
Prosegue intanto il piano di dismissione. Il 24 marzo la giunta ha dato mandato a RpR di mettere in vendita 5mila case del patrimonio Erp capitolino. La prima opzione spetta agli inquilini assegnatari, ai conviventi, ai figli non conviventi. Il prezzo, di assoluta convenienza rispetto al valore di mercato, oscillerà tra i 33mila e i 77mila euro. Il taglio medio di questi immobili è di 70 mq.

2 aprile 2010 - Il Tempo - Alberto Di Majo

Nel Lazio l'inganno del Piano casa

La Polverini assicura: "Revisionerò la legge. Così creeremo più posti di lavoro". Le norme approvate dalla giunta Marrazzo rendono impossibile l'ampliamento delle abitazioni. Ora tocca al nuovo governatore.
Toccherà al nuovo presidente del Lazio, Renata Polverini, dare il via libera al Piano casa. Lo farà, è uno dei punti a cui tiene di più anche il premier Berlusconi. L'ha ripetuto ancora una volta due giorni fa. La Pisana dovrà preparare una nuova legge. Nuova, sì, perché una norma la maggioranza di centrosinistra l'ha approvata. Giusto per rendere impossibile, di fatto, l'applicazione del piano varato dall'esecutivo. Nella legge stilata dalla passata amministrazione, infatti, sono state inserite alcune restrizioni che ne bloccano l'attuazione, benché l'ex governatore Piero Marrazzo si sia sempre detto favorevole a dare la possibilità ai cittadini di allargare la propria casa. Si dovevano seguire certe regole, ha precisato spesso l'ex presidente, prima fra tutti l'esclusione dei condomini. Ma sarebbe stato possibile anche ai laziali ingrandire la propria abitazione fino al 20% del volume o della superficie. Non è andata così.
Nell'estate del 2009, infatti, la Pisana ha preparato la legge per «recepire» il Piano casa e all'articolo 3 ha scritto: «Gli ampliamenti di cui al comma 1 sono consentiti esclusivamente a condizione che l'intero edificio sia adeguato alla normativa antisismica». Significa che prima di buttare giù il muro per fare una cameretta in più, si dovrebbe ristrutturare l'intero edificio per rispettare gli ultimi criteri antisismici. Gli «ultimi», perché nel luglio dell'anno scorso la normativa antisismica è diventata più rigida e ha messo fuori gioco gran parte degli edifici esistenti. Metterli in regola sarebbe un'operazione improba, e dai costi esorbitanti, che di fatto cancella la possibilità di allargare la propria villetta. Ma non è tutto.
La legge approvata dalla Regione Lazio crea di fatto una disparità insanabile tra quelli che possono ingrandire la propria casa seguendo le norme urbanistiche e quelli che invece vorrebbero farlo sfruttando il Piano casa. I primi, infatti, non devono seguire la regola che «l'intero edificio sia adeguato alla normativa antisismica» ma semplicemente affidare al progettista il rispetto della legge, che prevede, qualora la nuova struttura non gravi staticamente sull'edificio esistente, di verificare la condizione antisismica unicamente dell'ampliamento. Due pesi e due misure per interventi analoghi: chi si fa la stanza in più con la legge regionale del 2009, perché non ha cubatura a disposizione, deve «caricarsi» l'adeguamento alla normativa antisismica dell'intero edificio, chi invece lo esegue secondo le norme urbanistiche, perché ha ancora cubature a disposizione, deve adeguare alla normativa antisismica solo i nuovi spazi.
Ovviamente va ancora peggio a quelli che abitano in villini bifamiliari o più grandi: tutto si moltiplica. La stanzetta in più diventa un sogno. Sarà il nuovo presidente della Regione Lazio ad occuparsene. Renata Polverini ha le idee chiare: «La revisione della legge regionale sul Piano casa è tra le mie priorità. Innazitutto perché anche in questo modo possiamo rispondere all'emergenza abitativa, e poi perché facendo ripartire l'edilizia favoriremo la creazione di nuovi posti di lavoro». Dunque si avvicina il via libera al «vero» Piano casa, un pallino della maggioranza. Non a caso è stato citato dallo stesso presidente Berlusconi nell'ormai celebre discorso di San Giovanni che ha chiuso la campagna elettorale. Un Piano finora «bloccato dalla sinistra» e che invece adesso potrebbe diventare una sponda anche per i progetti del sindaco Alemanno.

2 aprile 2010 - Edilportale - Paola Mammarella

Piano Casa, i nuovi Governatori annunciano novità

In arrivo semplificazioni e liberalizzazioni per le manutenzioni straordinarie
In arrivo novità per i Piani Casa delle Regioni che hanno cambiato colore politico nella scorsa consultazione elettorale. Promessi meno vincoli burocratici e sostegno all’occupazione del settore edile nel rispetto della sostenibilità ambientale.
Nel Lazio il neo Presidente Renata Polverini ha annunciato una nuova legge urbanistica per rispondere sia all’emergenza abitativa, causata dalla carenza di alloggi, sia alle richieste dei costruttori, che mirano ad un aumento del premio volumetrico dal 35% al 50% per le demolizioni con successiva ricostruzione.
Attualmente la legge regionale prevede solo per edifici mono e bifamiliari la possibilità di accedere agli interventi, vietando sopraelevazioni, imponendo restrizioni nelle aree agricole e stringenti requisiti antisismici.
Il nuovo corso dell’edilizia passa invece attraverso la costruzione di abitazioni da parte delle Ater, nuove modalità per l’accesso alle graduatorie, contributi della Regione al mercato delle locazioni private e forme diversificate di incentivi per gli inquilini, con il sostegno ai Comuni nella lotta all'abusivismo edilizio.
Promesse di liberalizzazioni anche in Piemonte, dove adesso il Piano Casa prevede la riduzione del 40% del fabbisogno energetico per accedere ad ampliamenti, demolizioni e ricostruzioni. Un sistema giudicato troppo rigido, che potrebbe essere modificato nell’ottica di una maggiore semplificazione.
Attesa una revisione anche in Campania, che ammette gli ampliamenti sugli edifici fino a mille metri cubi con l’obbligo di adeguamento antisismico. Il nuovo governatore ha annunciato un recupero più amplio delle aree industriali dismesse, oltre alla semplificazione degli interventi interni, che potrebbero non richiedere la Dia. Grande attenzione sarà riservata anche all’edilizia sociale, con ristrutturazioni per l’adeguamento alle norme antisismiche di case e uffici, riqualificazione dei centri storici e delle aree a forte vocazione turistica.
Sulla stessa lunghezza d’onda la Calabria, Regione commissariata per non aver varato la norma entro i tempi stabiliti. La legge attuale è stata inoltre impugnata davanti alla Corte Costituzionale, perché rimanda la sua attuazione ad un regolamento ancora da approvare. Per il futuro si prevedono opere interne senza Dia, così come la liberalizzazione dei piccoli interventi e delle manutenzioni straordinarie senza variazioni volumetriche.
A discapito delle accuse mosse contro le restrizioni normative, ricordiamo che la prima ad aver varato il Piano Casa è stata la Toscana, Regione governata da una Amministrazione di centrosinistra. Al Sud il primato per la velocità di risposta alle proposte di rilancio del Governo spetta alla Puglia, che ha di recente riconfermato una presidenza di sinistra.