Regione Molise

Piano Casa Governo Berlusconi

 

 

26 aprile 2010 - Prima Pagina Molise

Piano casa, Pd e Insieme per Bojano di nuovo alla carica

La proposta di deliberazione non costituisce un tentativo di "evidenziare ai cittadini la ratio dell'iter logico e delle ragioni tecnico urbanistico"né di "spiegare in maniera piu' articolata le specifiche valutazioni di carattere urbanistico, edilizio, paesaggistico, ambientale anche come interpretazione autentica limitata alla motivazione, ma comunque con funzione meramente confermativa della intera delibera consiliare n. 2/2010, bensì costituisce il maldestro tentativo della maggioranza di modificare e sostituire la citata deliberazione con un nuovo atto deliberativo.
Luigi Amorosa e Armando Altieri ribadiscono la posizione del Pd e di "Insieme per Bojano".
"E' evidente che la proposta di deliberazione contiene una nuova motivazione sulle scelte operate dall'amministrazione - nella sua sola componente di maggioranza - nel tentativo, tardivo e maldestro, di colmare le lacune motivazionali del precedente atto deliberativo.
E' bene chiarire, senza ricorso a metafore o a giri di parole, che quello che la maggioranza si appresta ad adottare è un atto assolutamente illegittimo, atteso che la normativa regionale sul Piano casa, e cioè la Legge Regionale n. 30/2009, impedisce l'adozione di atti deliberativi consiliari oltre il termine perentorio dei 60 giorni dalla pubblicazione sul B.U.R.M..
Se la maggioranza, dunque, procederà alla approvazione della proposta deliberativa darà vita a un atto in violazione di una legge.
Alle precedenti considerazioni aggiungiamo un ulteriore profilo in ordine al quale i consiglieri di maggioranza, che pensassero di votarla, non riteniamo possano rimanere indifferenti.
Molti di loro conoscono detto profilo, così come conoscono le "reali ragioni" che sono alla base della proposta di deliberazione: proposta di deliberazione che non reca indicazione dell'Ufficio proponente e che quindi non reca pareri tecnici: è un atto meramente politico: maldestro, tardivo, illegittimo, ma politico.
Qualcuno, però, non conosce le appena dette "reali ragioni" e allora, senza infingimenti, è bene rimarcare - anche per evitargli spiacevoli sorprese, ivi inclusi esposti-denunce alle competenti autorità giudiziarie - che l'atto deliberativo n. 2/2010 è stato adottato in una evidente situazione di conflitto di interessi, atteso che molti consiglieri, ovvero loro parenti o affini entro il quarto grado, erano e sono proprietari - o titolari di altri diritti reali di godimento - di immobili insistenti in aree non escluse dai benefici della Legge Regionale n. 13/2009.
Vi invitiamo, ancora un volta, a prestare attenzione alle nostre parole: il 13 Febbraio, alla violazione di legge, si è aggiunto l'ingiusto beneficio.
Se oggi approvate la proposta di deliberazione rafforzate:
da una parte la violazione della legge,
dall'altra, soprattutto, la situazione di conflitto di interesse e quindi il beneficio ingiusto che molti di voi ottengono dall'atto".

24 aprile 2010 - @altro Molise

Convegno a Venafro sul 'Piano casa'

Il Comune di Venafro e l’Ance Molise hanno organizzato per il 30 aprile il convegno il “PIANO CASA: OPPORTUNITA’ PER LO SVILUPPO DEL TERRITORIO”.
Il convegno, che si svolgerà presso il Castello Pandone, è stato fortemente voluto per chiarire i numerosi e delicati problemi interpretativi del provvedimento legislativo e di far acquisire ai partecipanti una visione integrata ed interfunzionale della complessa gestione della normativa regionale.
“Una giornata di studio e di approfondimento con diverse figure professionali del settore –ha spiegato l’Assessore all’Urbanistica Marco Valvona- per fare chiarezza sui nuovi scenari che potranno aprirsi con l’applicazione della nuova legge» Il “Piano Casa” interverrà in materia di ampliamenti e di demolizione e ricostruzione degli edifici esistenti, interessando anche l’edilizia sociale, turistica, ricettiva e scolastica con l’obiettivo di migliorare le caratteristiche architettoniche, energetiche, tecnologiche e la sicurezza statica dei fabbricati, nonché di avviare un processo di riqualificazione urbana.
«La nuova legge –sottolinea l’Assessore Valvona- offre un potenziale di soluzioni che per tradursi in interventi concreti necessitano di una base conoscitiva approfondita ma anche di una sinergia tra il mondo della pubblica amministrazione e quello dell’imprenditoria, per far fruttare nel migliore dei modi le opportunità di tali misure legislative. Tutto il sistema edilizio deve essere coinvolto nella conoscenza dei nuovi strumenti di governo sul territorio, essendo tra gli attori principali del settore urbanistico. Questa legge rappresenta una straordinaria opportunità di sviluppo per l’economia locale.
Creare lavoro significa alimentare un indotto, fatto di tecnici, imprenditori, lavoratori autonomi, professionisti, ecc. Desidero esprimere un ringraziamento particolare all’Ance Molise che ha voluto organizzare questo importante convegno in collaborazione con il Comune mettendo a disposizione le proprie competenze tecniche e professionali in materia».

19 aprile 2010 - Il Sole 24 Ore

Il piano casa si modifica in altre cinque regioni

Modifiche e precisazioni sono ormai una costante per i piani casa regionali. In attesa degli ammorbidimenti annunciati dai governatori regionali appena eletti (ad esempio in Piemonte, Abruzzo e Campania) altre regioni sono intervenute.
In Sardegna è stata approvata, con decreto della giunta 9 marzo 2010, n. 9/15, una circolare esplicativa: chiarito innanzitutto l'ambito di applicazione, che è esteso dalla legge 4/2009 ai «servizi connessi alla residenza e a quelli connessi alle attività produttive». Un elenco dei servizi connessi, meramente esemplificativo, è contenuto nell'articolo 4 del decreto assessoriale 20 dicembre 1983, n. 2266-U, che include i negozi di prima necessità, gli studi professionali, i bar e le tavole calde, mentre in quelli delle attività produttive sono inclusi i fabbricati utilizzati a fini industriali o artigianali e quelli in cui si esercita il commercio o si erogano i servizi.
Inoltre, agli immobili ad attività turistico-ricettiva è riservato l'articolo 4 della stessa legge, con regole particolari. Insomma, difficile dire quali immobili siano esclusi.
Mutamento di rotta in Basilicata. In precedenza, gli interventi di demolizione e ricostruzione erano vietati tout court in aree con tutela paesaggistica; ora, grazie alla legge regionale 11/2010 sono consentiti, salvo convocazione della conferenza di servizi con eventuale assenso del ministero dei Beni culturali.
In Lazio cancellato dalla legge 1/2010 l'obbligo della redazione del fascicolo del fabbricato e applicabile la disciplina anti-sismica esistente, nelle more della redazione del relativo regolamento.
Il Molise, con la legge 3/2010 è stata ampliata l'applicazione del piano casa regionale alle costruzioni che abbiano completato le strutture portanti alla data del 19 dicembre 2009 ed è stato dato ai comuni il termine di 60 giorni per decidere sulle domande di sanatoria edilizia collegate. Con la legge 6/2010, poi, è stata cancellata la precedente previsione che le sopraelevazioni degli edifici esistenti non configurino nuove costruzioni, al fine del calcolo delle distanze tra edifici e dell'osservanza delle fasce di rispetto. Istituito anche un comitato tecnico con funzioni di supporto le amministrazioni locali per l'applicazione della legge.
La Puglia ha ridefinito più volte (l'ultima con la legge 5/2010) la procedura per i nuovi accatastamenti e le variazioni, che devono essere presentati entro il termine del 31 ottobre 2010.
Marcia indietro in Liguria rispetto al dettato della circolare esplicativa del 28 dicembre 2009, n. 184296. Una nuova circolare (la n. 4421 del 12 gennaio scorso) chiarisce che sono del tutto esclusi dagli ampliamenti gli edifici condonati con tipologia di abuso 1 – opere realizzate in assenza o difformità della licenza edilizia o concessione e non conformi alle norme urbanistiche – anche qualora la difformità riguardi solo parte della costruzione.

12 aprile 2010 - Prima Pagina Molise

Piano casa, l'intervento di Silvestri: "le minoranze farebbero meglio a dimettersi per il bene della città"

"La democrazia è il rispetto delle regole, è piena e reciproca legittimazione tra chi governa e chi si oppone.
La dialettica tra maggioranza e opposizione si manifesta attraverso il confronto, anche aspro, che in taluni casi degenera in scontro politico (Consiglio Comunale del 13.02.2010)".
Sono le parole del sindaco di Bojano, Antonio Silvestri, rivolte all'opposizione in consiglio comunale in merito alla discussa approvazione del Piano casa.
"Quello che biasimo del comportamento politico delle minoranze presenti al Comune di Bojano, Insieme per Bojano e PD, è che dimenticano spesso l'interlocutore più importante, il soggetto sociale con cui relazionarsi: il cittadino. La capacità di disorientare i cittadini - sostiene Silvestri - è una caratteristica delle minoranze del Consiglio Comunale di Bojano (Amorosa, Piparo, Doganieri, Altieri e Spina) a tal punto che i bojanesi stanno perdendo la fiducia nella vita pubblica e soprattutto perdono fiducia in loro che rappresentano l'opposizione politica in questa Città".
"E' vergognoso - aggiunge - che in un momento di grande sofferenza per l'economia locale, le minoranze scelgano di limitare a gran parte del territorio comunale l'applicazione del piano casa (Artt. 2, 3 e 6) a differenza della maggioranza che esclude che esclude l'applicazione della legge (Artt. 2, 3 e 6) solo nel centro cittadino, una maggioranza, secondo loro al tramonto. Come fanno a parlare di tramonto persone che non hanno mai visto l'alba e forse mai la vedranno! Dove sono le centinai di cittadini indignati per le scelte della maggioranza?"
Se ci sono cittadini indignati è sicuramente, secondo Silvestri, per il comportamento ambiguo delle minoranze. A questo proposito Silvestri ricorda: "Alcuni giorni prima del Consiglio Comunale del 13.02.2010 i gruppi di minoranza accusavano l'Amministrazione Silvestri di rinunciare alla propria funzione istituzionale limitandosi alla presa d'atto della legge regionale sul piano casa; in Consiglio Comunale non hanno votato l'emendamento proposto dalla maggioranza che esclude dall'applicabilità della legge (Artt. 2, 3 e 6) una parte del centro cittadino, perché volevano estenderla a tutta la zona "A" e "B" quindi limitare ancor di più l'applicabilità della legge sul piano casa (Artt. 2, 3 e 6)".
E ancora: "i consiglieri di Costruire Democrazia nel Comune di Campobasso hanno presentato diversi emendamenti perché non volevano che venisse recepita interamente la legge regionale sul piano casa; successivamente si sono lamentati perché sono state escluse dal piano casa (Artt. 2, 3 e 6) "le aree centrali di meno recente edificazione e per ciò stesso maggiormente bisognose di interventi di riqualificazione del territorio comunale".
"Per farvi comprendere un pochino dai cittadini, invece di fare manifesti, volantini e organizzare gazebo, riordinate un po' le idee e dite in modo chiaro cosa avete proposto alla Città: l'esclusione delle zone "A" e "B" dall'applicabilità della legge sul piano casa (Artt. 2, 3 e 6)", rimarca il sindaco.
"La maggioranza, Bojano Unita, che è ormai un punto di riferimento consolidato e costante per tutti i cittadini, ha espresso, in modo chiaro, la propria volontà politica: non consegnare il centro della Città alle speculazioni edilizie, preservandolo da cementificazioni selvagge e scempi di ogni genere".
I bojanesi, secondo Silvestri, sapranno capire tra le due visioni della Città.

NOTIZIE PRECEDENTI »»»