Regione Puglia

Piano Casa Governo Berlusconi

 

19 aprile 2010 - Il Sole 24 Ore

Il piano casa si modifica in altre cinque regioni

Modifiche e precisazioni sono ormai una costante per i piani casa regionali. In attesa degli ammorbidimenti annunciati dai governatori regionali appena eletti (ad esempio in Piemonte, Abruzzo e Campania) altre regioni sono intervenute.
In Sardegna è stata approvata, con decreto della giunta 9 marzo 2010, n. 9/15, una circolare esplicativa: chiarito innanzitutto l'ambito di applicazione, che è esteso dalla legge 4/2009 ai «servizi connessi alla residenza e a quelli connessi alle attività produttive». Un elenco dei servizi connessi, meramente esemplificativo, è contenuto nell'articolo 4 del decreto assessoriale 20 dicembre 1983, n. 2266-U, che include i negozi di prima necessità, gli studi professionali, i bar e le tavole calde, mentre in quelli delle attività produttive sono inclusi i fabbricati utilizzati a fini industriali o artigianali e quelli in cui si esercita il commercio o si erogano i servizi.
Inoltre, agli immobili ad attività turistico-ricettiva è riservato l'articolo 4 della stessa legge, con regole particolari. Insomma, difficile dire quali immobili siano esclusi.
Mutamento di rotta in Basilicata. In precedenza, gli interventi di demolizione e ricostruzione erano vietati tout court in aree con tutela paesaggistica; ora, grazie alla legge regionale 11/2010 sono consentiti, salvo convocazione della conferenza di servizi con eventuale assenso del ministero dei Beni culturali.
In Lazio cancellato dalla legge 1/2010 l'obbligo della redazione del fascicolo del fabbricato e applicabile la disciplina anti-sismica esistente, nelle more della redazione del relativo regolamento.
Il Molise, con la legge 3/2010 è stata ampliata l'applicazione del piano casa regionale alle costruzioni che abbiano completato le strutture portanti alla data del 19 dicembre 2009 ed è stato dato ai comuni il termine di 60 giorni per decidere sulle domande di sanatoria edilizia collegate. Con la legge 6/2010, poi, è stata cancellata la precedente previsione che le sopraelevazioni degli edifici esistenti non configurino nuove costruzioni, al fine del calcolo delle distanze tra edifici e dell'osservanza delle fasce di rispetto. Istituito anche un comitato tecnico con funzioni di supporto le amministrazioni locali per l'applicazione della legge.
La Puglia ha ridefinito più volte (l'ultima con la legge 5/2010) la procedura per i nuovi accatastamenti e le variazioni, che devono essere presentati entro il termine del 31 ottobre 2010.
Marcia indietro in Liguria rispetto al dettato della circolare esplicativa del 28 dicembre 2009, n. 184296. Una nuova circolare (la n. 4421 del 12 gennaio scorso) chiarisce che sono del tutto esclusi dagli ampliamenti gli edifici condonati con tipologia di abuso 1 – opere realizzate in assenza o difformità della licenza edilizia o concessione e non conformi alle norme urbanistiche – anche qualora la difformità riguardi solo parte della costruzione.

2 aprile 2010 - Edilportale - Paola Mammarella

Piano Casa, i nuovi Governatori annunciano novità

In arrivo semplificazioni e liberalizzazioni per le manutenzioni straordinarie
In arrivo novità per i Piani Casa delle Regioni che hanno cambiato colore politico nella scorsa consultazione elettorale. Promessi meno vincoli burocratici e sostegno all’occupazione del settore edile nel rispetto della sostenibilità ambientale.
Nel Lazio il neo Presidente Renata Polverini ha annunciato una nuova legge urbanistica per rispondere sia all’emergenza abitativa, causata dalla carenza di alloggi, sia alle richieste dei costruttori, che mirano ad un aumento del premio volumetrico dal 35% al 50% per le demolizioni con successiva ricostruzione.
Attualmente la legge regionale prevede solo per edifici mono e bifamiliari la possibilità di accedere agli interventi, vietando sopraelevazioni, imponendo restrizioni nelle aree agricole e stringenti requisiti antisismici.
Il nuovo corso dell’edilizia passa invece attraverso la costruzione di abitazioni da parte delle Ater, nuove modalità per l’accesso alle graduatorie, contributi della Regione al mercato delle locazioni private e forme diversificate di incentivi per gli inquilini, con il sostegno ai Comuni nella lotta all'abusivismo edilizio.
Promesse di liberalizzazioni anche in Piemonte, dove adesso il Piano Casa prevede la riduzione del 40% del fabbisogno energetico per accedere ad ampliamenti, demolizioni e ricostruzioni. Un sistema giudicato troppo rigido, che potrebbe essere modificato nell’ottica di una maggiore semplificazione.
Attesa una revisione anche in Campania, che ammette gli ampliamenti sugli edifici fino a mille metri cubi con l’obbligo di adeguamento antisismico. Il nuovo governatore ha annunciato un recupero più amplio delle aree industriali dismesse, oltre alla semplificazione degli interventi interni, che potrebbero non richiedere la Dia. Grande attenzione sarà riservata anche all’edilizia sociale, con ristrutturazioni per l’adeguamento alle norme antisismiche di case e uffici, riqualificazione dei centri storici e delle aree a forte vocazione turistica.
Sulla stessa lunghezza d’onda la Calabria, Regione commissariata per non aver varato la norma entro i tempi stabiliti. La legge attuale è stata inoltre impugnata davanti alla Corte Costituzionale, perché rimanda la sua attuazione ad un regolamento ancora da approvare. Per il futuro si prevedono opere interne senza Dia, così come la liberalizzazione dei piccoli interventi e delle manutenzioni straordinarie senza variazioni volumetriche.
A discapito delle accuse mosse contro le restrizioni normative, ricordiamo che la prima ad aver varato il Piano Casa è stata la Toscana, Regione governata da una Amministrazione di centrosinistra. Al Sud il primato per la velocità di risposta alle proposte di rilancio del Governo spetta alla Puglia, che ha di recente riconfermato una presidenza di sinistra.