Regione Valle d'Aosta

Piano Casa Governo Berlusconi

 

 

29 aprile 2010 - ANSA

Turismo: Legambiente, in VdA regali a edilizia senza frontiere

"Travestiti da incentivi allo sviluppo turistico, sostegno alle famiglie numerose, interventi anticrisi e via dicendo, tutti i provvedimenti in questione rappresentano un regalo all'edilizia senza frontiere e una progressiva esautorazione delle autonomie comunali". Così il direttivo di Legambiente Valle d'Aosta commenta, in una nota, il disegno di legge proposto dalla Giunta in materia di disposizioni in materia di strutture, imprese e operatori turistici, condividendo "i dubbi formulati da parte del settore alberghiero valdostano".
Dopo il 'Piano Alberghi' e il 'Piano Casa', segue ora il 'Piano Residences' che è - secondo Legambiente - "criticabile sotto diversi aspetti". In particolare si sottolinea che "il ritorno al frazionamento della proprietà delle Residenze Turistiche Alberghiere è molto grave: la previsione dell'unicità della proprietà, prevista dal governo Vierin, si era resa necessaria per far fronte alla speculazione edilizia; il vincolo convenzionale di 10 anni è insufficiente e discriminatorio rispetto agli alberghi, che sono invece sottoposti ad un vincolo di 20 anni".
Inoltre, "il fatto di rendere permanente l'infausto sistema degli aumenti volumetrici per le destinazioni alberghiere, rende inutili gli strumenti di regolamentazione del territorio". Infine, "il legislatore continua ad intervenire in maniera disordinata con provvedimenti dal contenuto eterogeneo relativi a materie magari connesse, ma comunque diverse (in questo caso materia urbanistica-edilizia e promozione turistica)".

26 aprile 2010 - ANSA

Edilizia: in calo il numero imprese in Valle d'Aosta

Nel 2009 il numero delle imprese iscritte alla Cassa Edile della Valle d'Aosta "risulta complessivamente in contrazione (-1,4%) rispetto all'anno precedente". Un calo che "é spiegato completamente dalle imprese con sede legale in Valle", diminuite del 2,6%. E' quanto emerge dal rapporto trimestrale dell'Osservatorio regionale del credito.
In tutto le imprese iscritte alla Cassa Edile con almeno una denuncia presentata ammontavano nel 2009 a 885 unità, di cui 724 con sede legale in Valle d'Aosta. In calo è anche il numero dei lavoratori iscritti con almeno un'ora lavorata nel corso dell'anno, dai circa 5.100 del 2008 ai 4.800 del 2009 (-6,2%).
"La diminuzione - si legge nel rapporto - non riguarda soltanto il numero complessivo della forza lavoro impiegata, ma concerne anche il volume di attività realizzate (ore lavorate), che si riduce del 10,7%". Una tendenza che viene collegata, dal rapporto, ad una "perdita di competitività delle imprese del settore delle costruzioni". "L'auspicio - ha commentato il presidente della regione, Augusto Rollandin - è quello di avere dati ancora più confortanti nel prossimo trimestre, quando avranno effetto alcuni provvedimenti come il recente Piano Casa regionale".

8 aprile 2010 - Edilportale - Paola Mammarella

Piano Casa, la Valle d’Aosta pubblica le linee guida

Ok alla deroga alle altezze interne per gli ampliamenti ma non per le demolizioni e ricostruzioni
Via libera alle linee guida sul Piano Casa della Valle d’Aosta. La Giunta Regionale ha emanato la Delibera 635/2010 per l’applicazione della Legge Regionale 24/2009.
Limiti e possibilità: Gli ampliamenti devono essere realizzati in connessione strutturale con la parte originaria, consentendo miglioramento qualitativo in termini di sostenibilità ambientale. Ribadita la non cumulabilità degli interventi, che non possono essere realizzati in modo frazionato nel tempo. Disco rosso anche per il cambio di destinazione d’uso della parte ampliata. D’altra parte però, la legge regionale ammette sia il cambio di destinazione d’uso, sia la creazione di nuove unità immobiliari, rendendo possibile la ammissibile creazione di due unità immobiliari con destinazioni d’uso diverse purché ammesse dal PRG. Rispetto alla LR 11/1998 le altezze interne utili dei locali di abitazione possono essere ridotte fino a 15 centimetri. La deroga non vale invece per la sostituzione edilizia.
Nella richiesta del titolo abilitativo, oltre alla documentazione prevista dal Dpr 380/2001, Testo Unico dell’edilizia, si dovrà allegare alla domanda anche attestazione del titolo di legittimazione, planimetria di accatastamento, dichiarazione sul rispetto delle destinazioni d'uso, della normativa sulla stabilità e distanza degli edifici stabilite dagli strumenti urbanistici generali.
Nei centri storici non è possibile realizzare interventi sugli immobili privi della classificazione ottenuta ai sensi della L.R. 11/1998, che non può però apportare modifiche alla perimetrazione e alla denominazione di zona A.
Nelle zone E a bassa o inesistente edificazione, destinate ad usi agro silvo pastorali, è ribadita la limitazione degli interventi ai soli edifici residenziali a meno che il Prg non preveda cambi d’uso o recupero di unità immobiliari con diversa destinazione.
Per esempio, se un edificio è composto da due unità immobiliari, la prima destinata a residenza temporanea per attività agricole e la seconda ad attività agricole e il PRG consente un mutamento della destinazione agricola verso la destinazione residenziale, l’intervento è già ammissibile anche senza ricorrere al Piano Casa. Il volume di ampliamento deve riferirsi solo all’unità immobiliare già destinata a residenza. Alla fine l’edificio ristrutturato potrà risultare composto da due unità immobiliari residenziali il cui ampliamento però è stato calcolato solo sulla parte inizialmente già residenziale, anche se poi risulterà distribuito tra le due unità immobiliari, al fine di perseguire un progetto organico e di riqualificazione complessiva dell’edificio.
In attuazione dell’articolo 12 della Legge Regionale 24/2009 sul Piano Casa, la Giunta ha emanato anche la Delibera 634/2010 perl’istituzione di una banca dati immobiliare informatizzata in grado di gestire l’elenco degli interventi effettuati.
Per ogni edificio, sarà realizzato un “dossier del fabbricato” con le informazioni inerenti a identificazione, localizzazione, destinazioni d’uso, titoli edilizi che ne hanno consentito la realizzazione e le successive trasformazioni, situazione urbanistica, servizi e reti tecnologiche, accessibilità, stato conservativo, indagini, perizie e certificazioni edilizie, territoriali ed ambientali.