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19 febbraio 2010 - Rete5.tv

Raiano, approvato il Piano casa

SULMONA - Il consiglio comunale di Raiano, nella seduta dei giorni scorsi, ha approvato il Piano casa (ai sensi della legge regionale 16/09, “Interventi a sostegno del settore edilizio”).
“La finalità degli interventi previsti – spiega il sindaco Enio Mastrangioli in una nota - è quella di rilanciare l’economia e sostenere il settore edilizio attraverso il miglioramento della qualità architettonica, energetica ed abitativa, per preservare e riqualificare il patrimonio edilizio esistente. Interventi rispettosi dell’ambiente e dei beni storici, culturali e paesaggistici e nel rispetto della normativa sismica, nonché per razionalizzare l’uso del territorio”.
Il Piano approvato non si applica, come previsto dalla legge, al Centro Storico e l’Ambito Urbano Storicizzato e Consolidato. Mentre in tutti gli altri ambiti, compreso quello agricolo, è possibile effettuare interventi di ampliamenti volumetrici del valore massimo del 20% come stabilito dalla legge ed interventi di demolizione e recupero di ruderi abbandonati nello stesso sito con premi di volumetria oppure di demolizione e ricostruzione in altre aree, con ulteriori premi volumetrici se il sito abbandonato lo si dona al Comune per realizzare aree a adibite a parcheggi o servizi pubblici.
“Con il Piano casa approvato, oltre a recepire le disposizioni normative nazionali e regionali, - conclude Mastrangioli - si contribuisce alla ripresa di un’attività di micro-edilizia e, quindi, di tutte le attività e settori collegati ad una filiera economica così importante e cruciale per una piccola comunità”.

15 febbraio 2010 - Il Tempo - Giuseppe Fuggetta

Piano regolatore invito ad accelerare le norme di attuazione

SULMONA Un'accelerazione delle procedure per l'entrata in vigore delle norme di attuazione del Piano regolatore e delle norme del piano casa, secondo le prescrizioni del piano approvato dal Consiglio regionale, sarà chiesta dal presidente della sezione sulmonese dell'Associazione costruttori e vice presidente provinciale, Antonio Angelone, nell'incontro fissato per oggi pomeriggio con il vice sindaco e assessore all'Urbanistica, Palmiero Susi.
La maggioranza, anche di recente, ha mostrato incertezze ed esitazioni su questi due importanti strumenti. «Non entro nel merito di quel che può accadere tra le forze politiche della maggioranza - ha premesso Angelone - devo dire però che la crisi del comparto edilizio in città si fa sentire ed è indispensabile, a questo punto, che l'amministrazione comunale si attivi, con determinazione, per sbloccare questi strumenti che possono rappresentare un mezzo per dare nuova linfa al settore, farlo respirare e quindi sostenerne la ripresa». Il comparto edilizio, in una città che vede aggravato il problema occupazionale, può costituire un antidoto a disoccupazione, cassintegrazione e precariato sempre più diffusi e allarmanti. «Non risolveremo tutti i problemi esistenti - ha continuato il presidente dell'Ance - ma possiamo segnare, con il contributo decisivo degli amministratori comunali, un momento di svolta, uscendo finalmente dal tunnel della crisi».
In effetti la maggioranza, giorni addietro, ha avuto un suo vertice sull'urbanistica, convocato dall'assessore Susi ma anche in quel caso sono riaffiorate incertezze, nonostante le indicazioni già date dalla maggioranza all'assessore ad andare avanti con passo più celere e più deciso verso il vigore delle norme di attuazione del piano regolatore e verso il piano casa.

8 febbraio 2010 - Il Tempo - Giuseppe Fuggetta

Il giorno del commissario Dopo gli scontri interviene la segreteria regionale del Pd

Finisce nel commissariamento lo scontro esploso da due mesi nel Pd.
Salvo ripensamenti dell'ultima ora oggi la segreteria regionale affiderebbe ad un commissario il compito di traghettare il circolo Pd verso le elezioni e poi al congresso. Resta da vedere quale sarà il destino del comitato di reggenza e dei garanti, insediati solo da dieci giorni. Tutto cominciò tre mesi fa con una petizione di iscritti che contestarono le decisioni sulle candidature, ritenute verticistiche ed il rinvio del congresso locale. Poi il gruppo dei quindici, per lo più dirigenti locali, che invocarono a gran voce un'assemblea. Quindi l'autoconvocazione dei quindici e la decisione di insediare i reggenti.
Sabato scorso l'ultimo atto dello scontro si è consumato con la conferenza stampa sulla sanità convocata dal segretario Antonio Di Rienzo. Una sfida ai vertici regionali del partito. Che non hanno accettato il "motu proprio" del segretario, pensando al commissariamento. Sabato scorso poi ad Avezzano, nella presentazione delle liste per le elezioni provinciali, non sono stati dati tutti i nomi dei candidati dei collegi peligni. Nè si è fatto vedere per l'occasione il consigliere comunale Mimmo Di Benedetto, probabile candidato Pd nel collegio Sulmona centro. Ora le redini dell'irrequieto circolo sulmonese potrebero passare nelle mani del commissario che tenterà di ricomporre un partito frantumato in mille pezzi.
Tensioni, per quanto più lievi, si vivono anche nel centrodestra. Un summit sull'urbanistica, convocato dal vice sindaco Palmiero Susi venerdi scorso, ha incontrato ostilità da parte del consigliere comunale Gaetano Pagone e di altri consiglieri del Pdl e di Alleanza per Sulmona. Pagone, con una lettera al sindaco Fabio Federico, ha ricordato la necessità di un vertice apposito per discutere di Prg e l'inutilità di un nuovo vertice per indicazioni che la maggioranza ha già dato su piano casa e lottizzazione Ponte della Pietra, progetti fermi da mesi solo perchè in attesa di atti formali.

1 febbraio 2010 - InAbruzzo

Ater, 60% di edifici a rischio sismico

Circa il 60% degli edifici e delle abitazioni di Edilizia Residenziale Pubblica di proprietà delle ATER di L’Aquila – Chieti – Pescara – Teramo e dei Comuni ad alto rischio, deve essere messo in sicurezza antisismica, prima che, come per L’Aquila, sia troppo tardi. E’ la premessa di Pio Rapagnà, del movimento Mia Casa.
“Dopo un convegno svoltosi il 14-15 luglio 2003 a Pescara su “La sicurezza sismica dell’edilizia residenziale pubblica” e promosso dalla FEDERCASA Nazionale, in collaborazione con l’ARET – Azienda Regionale Edilizia Territoriale d’Abruzzo – è stato “lanciato” un piano di adeguamento del patrimonio gestito dalle ATER e dai Comuni abruzzesi, a partire da un censimento della situazione, per riprendere il tema della prevenzione antisismica su tutto il patrimonio abitativo pubblico, riallacciandosi alla ricerca svolta dal 1985 al 1994, con il contributo del GNDT (Gruppo Nazionale per la Difesa dai Terremoti).
Infatti, dopo le nuove classificazioni delle zone di rischio, che estendevano le aree definite sismiche a nuove parti del territorio regionale abruzzese precedentemente escluse, occorreva avviare una nuova indagine sulla consistenza del patrimonio pubblico collocato in zona sismica, che tenesse conto dell’entità del rischio, anche in considerazione delle condizioni derivanti dalla vetustà.
Dal 1999 al 2009 la Regione, le 5 ATER ed i Comuni abruzzesi classificati ad alto rischio sismico hanno avuto a disposizione più di 250 milioni di euro, ma non li hanno utilizzati per la mancanza di “programmi, piani e progetti” esecutivi. Altrettanti milioni di euro potrebbero essere trasferiti dalla Comunità Economica Europea, se debitamente e documentalmente richiesti. Il Mia Casa, tra l’altro, su proposta della Federcasa subito dopo il 6 aprile 2009, ha chiesto al Governo il trasferimento immediato dei 50 milioni di euro del “Piano casa” spettanti all’Abruzzo a seguito dell’accordo raggiunto il 13 marzo 2009 tra Governo e Conferenza delle Regioni che prevede fra l’altro che dei 550 milioni di euro stanziati per il “Piano Casa”, duecento vengano erogati con la pubblicazione del DPCM di cui all’art. 11, legge 133/2008 ed i 350 nell’anno in corso, con il contestuale trasferimento aggiuntivo di circa 12.388.250 di euro ove ripartiti dal Ministro Infrastrutture di concerto con il Ministro della solidarieta’ sociale.
Il Documento di programmazione economico-finanziario Regionale 2010-2012 approvato dal Consiglio regionale recita semplicemente che: “Nel settore dell’edilizia residenziale pubblica, la necessità di intervenire sul patrimonio edilizio dannegiato e su quello esistente per la messa in sicurezza si incrocia con il processo di riforma del settore e di riordino delle Aziende operanti nel settore (ARET e ATER), attualmente commissariate per compiere ordinaria amministrazione”.
L’articolo 11 del “Decreto-Legge Abruzzo” parla di “Misure per la prevenzione del rischio sismico” e di “Verifiche ed interventi per la riduzione del rischio sismico”. Esso si riferisce esplicitamente alla messa in sicurezza degli edifici e degli alloggi esistenti nelle “zone contigue” ai Comuni colpiti dal terremoto del 6 aprile e attualmente inseriti inseriti nel “cratere” e riporta anche le fonti di finanziamento alle quali attingere.
Per maggiore chiarezza e precisione si riporta il testo integrale dei 3 commi dell’articolo 11:
1. Il Dipartimento della protezione civile e’ autorizzato ad avviare e realizzare in termini di somma urgenza un piano di verifiche speditive finalizzate alla realizzazione di interventi volti alla riduzione del rischio sismico di immobili, strutture e infrastrutture prioritariamente nelle aree dell’Appennino centrale contigue a quelle interessate dagli eventi sismici di cui al presente decreto. La realizzazione delle predette verifiche ha luogo in collaborazione con gli enti locali interessati e puo’ essere realizzata anche attraverso tecnici dei medesimi enti e di ogni altra amministrazione od ente pubblico operante nei territori interessati. A tale fine e’ autorizzata la spesa di 1,5 milioni di euro annui adecorrere dal 2009. Il mancato avvio dei lavori di messa in sicurezza degli immobili pubblici entro sei mesi dagli esiti delle verifiche di cui al presente comma determina l’inutilizzabilita’ dell’immobile.
2. Con provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 1, vengono individuate le aree interessate e disciplinati gli aspetti tecnici e le modalita’ operative, nonche’ stabiliti i criteri di priorita’ degli interventi.
3. Le amministrazioni interessate destinano alla realizzazione dei predetti interventi le risorse necessarie anche attraverso le opportune variazioni di bilancio, ai sensi della legislazione vigente. Nel caso di insufficienza delle risorse disponibili, gli interventi predetti sono realizzati a valere sulle risorse previste ai sensi dell’articolo 14, comma 1 (del medesimo decreto-legge).
Uno specifico studio sullo stato “di sicurezza antisismica” delle Case Popolari, è stato elaborato nel 1999 dalla “Commissione Barberi” e in possesso sia della Protezione Civile Nazionale e sia della Regione Abruzzo. Tale studio è stato rivisto, per conto della stessa Regione, negli anni dal 2003 al 2006 dalla Società “Collabora Engineering” e “ampliato” dalla subentrata “Abruzzo Engineering”. Esso conteneva (e ancora contiene!) anche una dettagliata certificazione sugli edifici pubblici con i lavori da eseguire e le spese da affrontare per rendere “normale e sicuro” lo stato del patrimonio abitativo della Regione Abruzzo”.

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