Regione Lazio

Piano Casa Governo Berlusconi

 

 

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25 febbraio 2010 - ASCA

Roma: Alemanno su Piano Casa, con delibera subito bandi edilizia sociale

'Su questo piano casa ci lavoriamo da sei, otto mesi. E' una delibera quadro, un vero piano come non se ne erano mai visti da molti anni a questa parte. Con l'approvazione, se tutto andra' bene, potremo far partire una serie di bandi e interventi amministrativi concreti che, gia' dai prossimi giorni, ci metteranno in condizione di mettere a disposizione alcune case da destinare a edilizia economica popolare''. Cosi' il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, anticipando la discussione della delibera quadro sul piano casa che iniziera' oggi pomeriggio in consiglio comunale e che dovrebbe portare all'approvazione del documento nella seduta di lunedi' prossimo.

23 febbraio 2010 - ASCA

Lazio: Legambiente, si a diritto casa ma non con scempio agro romano

''Il diritto alla casa non si garantisce con l'inutile sacrificio di 200 ettari di Agro Romano''. A poche ore dall'approvazione in Consiglio comunale del ''piano casa'' del Comune di Roma (giovedi' prossimo si aprira' la discussione), Legambiente presenta critiche circostanziate alla delibera capitolina e proposte per risolvere l'emergenza abitativa nella Capitale, con politiche innovative per garantire il diritto all'abitare, piuttosto che attraverso lo scempio della campagna romana con nuovo cemento nell'agro.
''Il piano casa del Sindaco Alemanno - denuncia l'associazione - vede il proprio cuore nella campagna romana vincolata: su un insieme di 25.676 alloggi in previsione ben 9.850 sono individuati nell'Agro Romano, centinaia di migliaia di metri quadri per quasi due milioni e mezzo di metri cubi distruggerebbero duecento ettari del nostro meraviglioso territorio, e' uno scempio che va fermato cambiando la delibera prima dell'approvazione in Consiglio comunale''. ''Il bando per il reperimento di nuove aree agricole da destinare all'housing sociale sta dando i suoi frutti avvelenati, trasformando aree agricole pregiate in aree edificabili - avverte Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio -. Una scelta che peraltro non garantirebbe affatto il diritto alla casa per le fasce di cittadini piu' deboli, visto che solo tra i tremila e i seimila alloggi sarebbero destinati all'edilizia popolare mentre gli altri ventimila andrebbero sul mercato. Servono risposte concrete, cercando le soluzioni nel piano regolatore vigente, anche sul fronte degli affitti''.
Per Legambiente sono piuttosto necessarie politiche innovative capaci di risolvere il disagio abitativo della Capitale applicando il PRG, senza toccare un metro quadro di Agro Romano. Per questo l'associazione ha elaborato sette proposte gia' presentate nel novembre 2008 senza,pero', avere alcuna risposta dall'Amministrazione.
In particolare, si chiede, di: avviare tutti i 35 piani di zona approvati con la delibera n. 53 del 2005 (7.673 appartamenti ricavati); emettere un nuovo bando per il frazionamento degli appartamenti con grandezze superiori a 180 metri quadri (circa 7mila appartamenti); avviare le centralita' urbane e metropolitane da pianificare previste dal PRG, destinando la quota residenziale e flessibile prevista al mercato dell'affitto sociale (5.204 appartamenti ricavati); piani di recupero urbano - art. 11 - mutare le destinazioni d'uso ''residue'' da commerciale a residenziale (1.813 appartamenti); revisione del piano del commercio regionale nell'area romana (3.008 appartamenti); nuovo bando per la ''deterziarizzazione (1.600 appartamenti); individuare all'interno degli 81 programmi integrati residenziali - print - aree di ''completamento'' per l'emergenza abitativa (3.000 appartamenti).

23 febbraio 2010 - Iris Press

Piano Casa - Petrucci (ATER), soddisfatto e orgoglioso del lavoro svolto

"Sono molto orgoglioso di presentare il Bilancio sociale ATER un'opera, redatta e pubblicata per la prima volta dall’Azienda, che ha lo scopo di rendere conto delle nostre attività e delle scelte strategiche che le hanno determinate, unitamente alle risorse impiegate e ai risultati raggiunti nell’esercizio 2008". Queste le parole di Luca Petrucci, Presidente dell’ATER del Comune di Roma, presentando il Bilancio sociale dell’Azienda relativo all’anno 2008 (Il documento è disponibile integralmente sul sito internet aziendale www.aterroma.it).
"Si tratta di un lavoro di 66 pagine complessive – ha proseguito il Presidente dell’ATER - che racchiude l’essenza stessa della missione aziendale dell’ATER al servizio degli oltre 150.000 inquilini, che risiedono nei circa 53.000 alloggi di sua proprietà: interventi effettuati, investimenti compiuti, destinazione delle risorse umane ed economiche gestite, rappresentazione dei rapporti con gli enti pubblici cui ci si interfaccia costantemente a livello politico, amministrativo, tecnico e operativo".
"Questo testo vuole essere un ulteriore segnale di impegno e innovazione, in linea con l’oneroso lavoro portato avanti dal Consiglio di Amministrazione dell’Azienda fin dall’inizio dell’attuale mandato. Un lavoro del quale non posso che ritenermi estremamente soddisfatto: basti pensare che, al nostro arrivo, abbiamo trovato un’Azienda travolta da mutui per 206 milioni di euro. Con grande difficoltà abbiamo pagato, attraverso nostre risorse, 166 milioni e oggi il debito dell'ATER è di 40 milioni. Entro marzo - ha concluso Petrucci- pagheremo l'ultima rata del mutuo, dopodiché l’Azienda avrà maggiori risorse per la gestione ordinaria e straordinaria e potrà venire incontro con più efficacia alle esigenze degli inquilini. Possiamo dire che, grazie al nostro prezioso lavoro, è stata evitata la bancarotta".
Hanno preso parte alla conferenza stampa, oltre al Presidente Petrucci, Esterino Montino, Vice Presidente della Regione Lazio; Mario Di Carlo, Assessore alla Casa della Regione; Giovanni Carapella, Presidente della Commissione Casa della Regione e Carlo Maltese, Direttore Generale dell’ATER di Roma.

22 febbraio 2010 - Edilportale - Paola Mammarella

Piano Casa Lazio, no definitivo al fascicolo di fabbricato

Pubblicata la legge che esclude il libretto da ampliamenti e sostituzione su edifici pubblici e privati
È definitiva la modifica al Piano Casa del Lazio, adottata dopo la dichiarazione di illegittimità del fascicolo di fabbricato. Sul Bollettino Ufficiale n. 6 del 13 febbraio scorso, è stata pubblicata la Legge Regionale 1/2010, che modifica la L.R. 21/2009 per il rilancio del settore edile.
La legge regionale convalida la Delibera di Giunta 927/2009, adottata il 16 dicembre scorso, con la quale la Regione aveva già optato per la cancellazione delle norme in alternativa alla sospensione.
Sono abrogati l’articolo 3, comma 5 lettera b, l’articolo 4 comma 4 lettera b e l’articolo 20, disposizioni inerenti al fascicolo di fabbricato. La modifica si è resa necessaria dopo la pronuncia della Corte Costituzionale, che ha negato la redazione del libretto di fabbricato come condizione per realizzare interventi di ampliamento, demolizione e ricostruzione sul patrimonio edilizio privato e pubblico.
L’impugnativa del Governo è stata determinata soprattutto da quest’ultima previsione. L’edilizia pubblica, infatti, è di esclusiva competenza dello Stato e una legge regionale non può regolarne le modalità di intervento. Lo stralcio completo è stato poi causato dalla considerazione che un iter poco agevole avrebbe potuto disincentivare i cittadini interessati agli ampliamenti.
Nella situazione attuale la realizzazione degli interventi di ampliamento è quindi subordinata solo all’esistenza di opere di urbanizzazione primaria e secondaria o al loro adeguamento in funzione del maggiore carico urbanistico. Nel caso in cui ciò sia impossibile, la legge regionale prevede la possibilità di monetizzazione, corrispondendo al Comune un onere equivalente.
Necessari anche i parcheggi pertinenziali, mentre per la sostituzione edilizia è richiesta anche la realizzazione di interventi di piantumazione almeno per il 25% dell’area su cui vengono effettuati i lavori.
Con la pubblicazione della legge regionale si delinea un quadro normativo più chiaro, utile soprattutto nella fase di presentazione delle domande.

22 febbraio 2010 - Il Tempo Latina - Simone Di Giulio

Centro storico, ecco come ridargli vita

Sezze «Adeguare l'area con servizi efficienti già chiesti dai residenti»
SEZZE La programmazione dello sviluppo urbanistico del territorio setino, con la prossima adozione della delibera di indirizzo del Piano Regolatore, è al centro del dibattito politico e amministrativo.
A dire la sua il consigliere del PdL Antonio Vitelli, che in una nota pone l'attenzione sul centro storico di Sezze e sulla conca di Suso: «Il centro storico deve avere una destinazione urbanistica che favorisca l'ubicazione delle numerose attività socio-culturali, da quelle pubbliche comunali e non, a quelle private capaci di creare i presupposti per un ritorno residenziale delle molte persone che lo avevano abbandonato.
Il problema prioritario – secondo Vitelli – è quello legato alla realizzazione di un grande parcheggio pubblico nelle vicinanze del centro, senza scartare l'idea progettuale ripresa dall'assessore Maurizi del parcheggio sotterraneo nell'area del parco della Rimembranza». Diverso il discorso per il parco dei Cappuccini: «L'area verde sembra essere stata individuata come destinataria di servizi e attività socio-educative e sportive, con il recupero del parco oggi non accessibile alla cittadinanza, in una rete di strutture sportive e ricreative la cui realizzazione è in itinere. Come aree di sviluppo residenziale mi pare ragionevole portare a compimento i processi di urbanizzazione avvenuti negli anni passati, in località Monte Trevi e l'area compresa tra villa Petrara, S.Bartolomeo e la Variante».
Per la conca di Suso invece «bisogna prendere atto dei centri urbani che hanno assunto la struttura di vere e proprie borgate, per dotarli di servizi ed aree attrezzate, la cui necessità è comprensibile, mentre per il resto si dovrebbero applicare le norme del piano casa nazionale e nulla più, salvando quel poco che è rimasto della vegetazione e delle aree verdi della zona». Insomma, interventi mirati che puntino a riqualificare le aree del paese che più ne hanno bisogno.

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