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27 febbraio 2010 - Il Messaggero
Casa, protesta contro gli sgomberi: in otto si arrampicano sul Colosseo
Otto persone, tra attivisti dei movimenti per la casa e sgomberati da una scuola di Centocelle, si sono arrampicati sul Colosseo. «Chiediamo un incontro immediato con il sindaco Alemanno - dice uno degli attivisti che fa parte del gruppo dei senza casa sgomberati qualche giorno fa dalla ex-scuola Tommaso Grossi di Centocelle - non scenderemo fino a che non avremo risposta».
Gli otto attivisti protestano contro gli sgomberi e contro il piano casa del sindaco Alemanno che non risolve l'emergenza abitativa. Sullo storico anfiteatro i manifestanti hanno esposto due striscioni inneggianti al diritto alla casa: «Mentre il piano casa va piano le nostre vite scorrono veloci», si legge su uno dei due teli. «Una casa una vita», recita l'altro.
«Stiamo qui e vi rimarremo - dicono - andremo avanti ad oltranza. Attendiamo un segnale dalle istituzioni che finora non c'è stato. Chiediamo che ci venga fissato un incontro con il sindaco». Ai piedi del Colosseo va avanti anche il presidio dei senza casa a supporto degli otto attivisti «arrampicatori» che da un megafono urlano slogan e diffondono musica. Due gli striscioni che pendono dall'anello occupato: «Mentre il Piano-casa va piano, le nostre vite scorrono veloci» e «Una casa, una vita».
«Questa amministrazione non sta facendo nulla per risolvere l'emergenza casa - spiega Luca Fagiano, del coordinamento Lotta per la casa -, intanto la crisi morde e le persone che non hanno un tetto sono costrette ad occupare edifici abbandonati e poi ad essere sgomberate. Protestiamo contro le risposte a suon di manganello che si danno alle legittime proteste dei cittadini».
26 febbraio 2010 - Il Tempo - Matteo Vincenzoni
Piano casa, sos di Alemanno allo Stato
Il sindaco di Roma: "Contro i no del Tar servono regole certe sugli espropri". E il Prg va riadottato.
Appello di Alemanno allo Stato per salvare il salvabile del nuovo Piano regolatore e di conseguenza il piano per l'emergenza abitativa dal "bombardamento" del Tar: "Il Parlamento faccia uno sforzo per sanare i problemi derivanti dalle sentenze del Tribunale. amministrativo che aggrediscono parti importanti del Prg". Il sindaco ha inoltre ricordato come «le due sentenze del Tar che mettono in discussione la norma sul "contributo straordinario", tolgano dalle casse del Comune tra i 2 e i 3 miliardi di euro che avrebbe potuto spendere in opere pubbliche».
Le parti importanti di cui parla Alemanno sono alcune norme tecniche, regole complesse che hanno sì consentito negli ultimi anni di non bloccare totalmente l'edilizia (che a Roma produce il 65% della ricchezza), ma che ora rischiano di ingarbugliare un Piano regolatore perché approvate in fretta e furia da Veltroni. Per mandare avanti il Piano Casa è infatti necessario fare chiarezza soprattutto sulle norme che riguardano gli espropri. Il Comune non ha soldi, ed è noto. Per questo si è ricorsi a metodi alternativi, in parte contestati dal Tar. E qui sta il punto. I giudici contestano il Prg in base a leggi dello Stato degli anni '40. Lo sforzo che chiede il sindaco al Parlamento è dare all'urbanistica regole certe, in tempi brevi, a cui il Comune possa far riferimento senza tuttavia azzerare quegli strumenti creati "ad hoc" dagli uffici comunali per superare l'arretratezza legislativa dello Stato.
Una nuova legge nazionale sugli espropri non consentirà comunque di mantenere in vita il nuovo Piano regolatore che dovrà, in ogni caso, essere riadottato dal Consiglio comunale. E questa non è una cosa che si fa con uno schiocco di dita. Va avanti, intanto, l'iter consiliare del Piano casa che dovrebbe vedere la luce lunedì sera e che prevede la realizzazione di 27.500 alloggi in 5 anni, di cui 6000 di edilizia popolare. Per il Pd nessun problema di fondo. Qualche emendamento e via. Anzi l'opposizione voterà contro gli emendamenti del rappresentante in Aula dei comitati di lotta per la Casa, Andrea Alzetta, il cui intervento è stato sostenuto dagli slogan di un centinaio di attivisti dei comitati per la casa che si sono radunati in piazza del Campidoglio.
26 febbraio 2010 - Il Giornale - Rita Smordoni
Piano Casa: è l’ora della verità Salgono a 6mila gli alloggi Erp
Piano Casa del Comune, siamo alla stretta finale. Ieri la delibera con le linee di indirizzo è stata discussa in Aula Giulio Cesare. Lunedì è in calendario il voto conclusivo del consiglio comunale. Due le novità delle ultime ore. Da tremila gli alloggi Erp salgono a seimila. Inoltre, in delibera si prevede espressamente che le proprietà demaniali (le ex caserme dismesse) girate dallo Stato al Comune per coprire i 500 milioni di trasferimento annuo alla capitale, vengano destinate ad alloggi Erp, o come abitazioni o come ricavato dall’alienazione.
Per il resto il Piano resta quello approvato a novembre dalla giunta Alemanno. L’obiettivo è realizzare, in 5 anni, 25.700 alloggi, di cui 6 mila destinati all’edilizia residenziale pubblica Erp. La fetta più grossa, 20 mila alloggi, spetta all’housing sociale ovvero al segmento debole della domanda abitativa: famiglie a reddito medio-basso, giovani coppie, anziani, studenti universitari fuori sede, famiglie di sfrattati, immigrati regolari.
Quattro i principali strumenti urbanistici previsti per raggiungere l’obiettivo: attivare i Piani di Zona residui, densificare le aree già edificabili, modificare le destinazioni d’uso di zone urbanistiche o fabbricati non residenziali, acquisire alloggi in costruzione da destinare all’Erp.
«Tra gli strumenti quello dell’espansione è l’ultima ratio, non ci sarà nessun assalto all’Agro romano - assicura però il sindaco Gianni Alemanno -. Eventuali nuove espansioni urbanistiche saranno effettuate solo nelle aree di ricucitura». «Ci lavoriamo da 7-8 mesi, è una delibera-quadro come non si vedeva da molti anni - aggiunge Alemanno -. Se tutto va bene, faremo partire una serie di bandi e interventi amministrativi già dai prossimi giorni». «A differenza delle nuvole di fumo di Rutelli e Veltroni - afferma invece il delegato del sindaco all’emergenza casa Marco Visconti - questo Piano Casa prevede esattamente che cosa faremo, a che costi e in che tempi. Dedichiamo molta attenzione in particolare alle giovani coppie, alla fascia fra i 20 e i 30 anni. Vogliamo che massimo entro 3-4 anni chi vuole farsi una famiglia sia in condizioni di farlo». Già dalla prossima settimana si passerà alla fase operativa. «Fra le prime azioni in programma - spiega l’assessore alla casa Alfredo Antoniozzi - c’è la delibera per l’acquisizione di 167 alloggi di edilizia residenziale pubblica, ritenuti idonei a seguito del bando del maggio 2009».
È in corso anche il bando (55 milioni) per l’acquisto di 300 alloggi di nuova o recente costruzione sul mercato privato, da destinare a Erp, purché disponibili entro fine 2010. Fra le misure per l’housing sociale, invece, spiccano: la densificazione dei Piani di Zona del II PEEP per 2.400 alloggi a edilizia agevolata; la modifica delle destinazioni d’uso di zone urbanistiche di Prg (1.750 alloggi) e fabbricati non residenziali (1.000 alloggi); la riqualificazione degli immobili agricoli da destinare a locazione (2.000 alloggi).
26 febbraio 2010 - Il Giornale
Gli sfollati di Centocelle: nottata sull’impalcatura
Hanno trascorso la notte sul punto piú alto dell’impalcatura posizionata su una facciata della chiesa di Santa Maria di Loreto a piazza Venezia e non hanno alcuna intenzione di scendere. Sono alcuni rappresentanti dei movimenti della casa sgomberati mercoledì dalla scuola occupata di via degli Eucalipti a Centocelle. «Rimarremo qui ad oltranza fino a lunedì mattina, quando in consiglio comunale si voteranno gli emendamenti al piano casa - spiega Antonio, un rappresentante dei movimenti per il diritto all’abitare -. In quattro hanno dormito qui nonostante la pioggia della scorsa notte e non si muoveranno dall’impalcatura. Sull’ultimo piano dell’impalcatura i manifestanti espongono un grosso striscione con su scritto «Senza casa» che attira la curiosità dei turisti e dei passanti. Folklore capitolino, come le botticelle.
«Il Piano Casa prevede degli alloggi veri, non sistemazioni provvisorie. Basta con occupazioni come quelle di Centocelle, che oltre a degradare strutture pubbliche portano alle stelle la tensione fra chi è in lista d’attesa, aumentano l’insicurezza e il disagio sociale», commenta in una nota il consigliere comunale del Pdl, Marco Visconti, delegato del sindaco all’emergenza abitativa. «Occorre un intervento a 360 gradi come la delibera quadro che approda oggi in consiglio comunale e che lunedì, si spera, andrà al voto finale. - continua Visconti -. Dal Piano Casa del Comune chi ne trarrà i maggiori benefici saranno, in particolare, le persone che non hanno un reddito sufficiente a trovare casa sul mercato libero, ma che tuttavia si possono permettere di pagare tre-quattrocento euro al mese e magari desiderano che dopo un certo numero di anni la casa diventi di loro proprietà».
«Dedichiamo molta attenzione in particolare alle giovani coppie, alla fascia di giovani fra i venti e i trenta anni - conclude il consigliere comunale -. Vogliamo che massimo entro tre-quattro anni al massimo chi vuole farsi una famiglia sia in condizioni di farlo».
