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13 febbraio 2010 - L'Eco di Bergamo

Crollano i mutui per la casa - Nel 2009 sono diminuiti del 20%

I mutui erogati nel 2009 in Bergamasca sono diminuiti del 18-20%, le transazioni sono scese del 14-16% e anche i prezzi sono diminuiti del 4-5 per cento. È il quadro presentato da Gianfederico Belotti, direttore di «Case e terreni», in apertura del Salone degli immobili, in Fiera fino a domenica. E qui è emerso un altro dato: sono solo cinque le richieste presentate al Comune di Bergamo nell'ambito del Piano casa. Se è ancora presto per parlare di flop, è però evidente che in pochi abbiano fatto ricorso alla normativa che consente di riutilizzare volumetrie abbandonate.
Tant'è che la Regione sta estendendo la possibilità di ampliamento anche all'edilizia convenzionata. Gli immobiliaristi: «Per risollevare il mercato sono necessari interventi fiscali e normativi». Diversi anche i valori dei quartieri: in Boccaleone, Malpensata e Celadina offerta obsoleta; bene Longuelo, Loreto, Colognola.
Durante il convegno è stato fatto il punto sul mercato immobiliare bergamasco. Il 2010 si profila come anno di transizione e di assestamento: i prossimi mesi dovrebbero segnare la conclusione del periodo di difficoltà del settore; il secondo semestre di quest'anno dovrebbe far registrare una frenata della discesa dei prezzi. Belotti ha concluso osservando che le prospettive per il 2010 dipenderanno da «provvedimenti fiscali e normativi ormai improcrastinabili» quali la cedolare secca del venti per cento sugli affitti, il piano di edilizia sociale, il Piano casa, la semplificazione delle procedure edilizie. «Nel secondo semestre di quest'anno – ha concluso Belotti – la discesa dei prezzi dovrebbe arrestarsi, favorendo un'inversione di tendenza. È il momento di comprare».
Il Piano casa - La normativa consente, innanzitutto, la possibilità di recuperare, riutilizzandole a scopo residenziale, quelle volumetrie abbandonate o sotto utilizzate che attualmente hanno un'altra destinazione. Ci sono poi gli ampliamenti e nella sostanza il Piano del Pirellone consente aumenti fino al 20% della volumetria attuale (con un massimo di 300 metri cubi) per gli edifici residenziali di piccola dimensione (mono e bifamiliari) oppure per quelli inferiori ai 1.200 metri cubi. Infine le demolizioni con ricostruzione di edifici residenziali: in questo caso il «bonus» volumetrico non dovrà superare il 30% del preesistente, con deroghe al 35% nel caso ci siano adeguate dotazioni di verde.
Rispetto al provvedimento varato lo scorso luglio, è recentemente arrivata una variante che, tutto sommato, potrebbe offrire al Piano casa qualche chances in più: la Regione ha recentemente approvato un provvedimento collegato alla legge istitutiva del piano riguardante l'edilizia residenziale pubblica. In sostanza si stabilisce che la possibilità di incremento volumetrico del 40 per cento non si applica più solo a quella gestita dall'Aler, ma a tutta l'edilizia convenzionata sia in caso di nuove costruzioni sia per le trasformazioni.

8 febbraio 2010 - Il Giornale

Il caso «Repubblica s’inventa l’attacco a Formigoni sull’edilizia»

La cronaca della cerimonia di apertura dei cantieri della Pedemontana, sabato a Cassano Magnago (Varese) con la telefonata «in diretta» del premier Silvio Berlusconi, diventa nelle pagine milanesi di «Repubblica» la cornice della «bacchettata» da parte del presidente del Consiglio nei confronti del governatore lombardo Roberto Formigoni.
Scrive infatti il quotidiano diretto da Ezio Mauro: «Gli suggerisco - le parole attribuite al Cavaliere - di far partire in fretta il piano casa che il governo ha approvato qualche mese fa, per permettere ai proprietari di dare il via ai lavori...». E poco più avanti, addirittura un appunto presidenziale all’uomo del Pirellone pure sulla questione del verde pubblico: il milione di alberi che verranno piantati lungo la Pedemontana per Berlusconi «vanno bene, ma non bastano». Con Formigoni che avrebbe anche replicato, riguardo agli intoppi del piano casa: «La colpa non è nostra, sono i Comuni che hanno il braccino corto».
A smontare il caso creato dal quotidiano di Largo Fochetti ci ha pensato ieri il vicepresidente del Popolo della libertà alla Camera: «Ormai siamo abituati al metodo “Repubblica”: stravolgere sempre e comunque la realtà. La notizia - continua Lupi - secondo cui Berlusconi avrebbe sgridato Formigoni sul piano casa è palesemente falsa». Ecco come stanno veramente i fatti, secondo il deputato pidiellino: «La Regione Lombardia ha dato risposte puntuali su questo tema e non ci sono rimproveri da fare.
Ma a “Repubblica” evidentemente i fatti non interessano».

8 febbraio 2010 - MelitoOnLine.it - Luigi Palamara

Piano casa – Mutui a tasso zero per le famiglie – Inizio lavori entro 6 mesi.

Il presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi l’altro ieri ha invitato i Sindaci lombardi a favorire l’attuazione del piano casa che sta languendo.
Dichiarazione del presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici: « Le famiglie, in questo momento di crisi economica, sono molto prudenti nel fare nuove spese e mostrano di essere restie ad impegnare, nei lavori edilizi in attuazione del piano casa, i risparmi tenuti in banca.
E d’altronde lo stesso termine di scadenza, previsto dalle leggi regionali, per le agevolazioni e per le deroghe agli strumenti di pianificazione territoriale ( 18 mesi dalle delibere comunali attuative ), permette agli eventuali interessati di “stare alla finestra”, cioe’ di vedere come si mettono le cose prima di decidere, fino ai primi mesi del 2011.
Ed allora, per attivare da subito il piano casa, si propone di istituire, come incentivo, i mutui a tasso zero( attraverso il meccanismo del credito di imposta-detrazione fiscale del costo degli interessi del mutuo; analogamente a quanto avviene per il 36 % del costo degli interventi manutentivi o il 55 % per gli interventi energetici ) per tutti gli interventi di ampliamento e di recupero di unita’ abitative degradate, promossi dalle famiglie in forza delle norme del piano stesso, a condizione che si inizino i relativi lavori entro 6 mesi dalla data della nuova misura di incentivazione. »

4 febbraio 2010 - Il Giornale - Gioia Locati

Casa Perini: «Il piano deve partire subito, l’edilizia rilancia l’economia»

Il piano casa subito, senza tentennamenti. È un coro a più voci quello che si è sentito ieri al convegno inaugurale della Fiera «Made Expo» dedicata all’arredamento, al designer e all’edilizia. Il presidente della Regione Roberto Formigoni ha criticato la lentezza di molti comuni nell’applicare le regole sull’ampliamento delle abitazioni approvate in marzo dal governo: «Chiedo che i Comuni siano più coraggiosi nell’utilizzare questa legge che stimola l’edilizia permettendo ai cittadini di ampliare le proprie case e allo stesso tempo dando un po’ di benzina all’economia» ha detto. L’appello del governatore è stato rilanciato dal presidente di Fiera Michele Perini: «Il territorio è lento, i Comuni, le comunità montane, le sovrintendenze hanno tempi che non vanno bene per l’economia». Il piano casa ha ottenuto già le delibere attuative in 18 Regioni su 22 ma non tutti i Comuni hanno tenuto il passo, non hanno cioè ancora illustrato quali sarebbero le aree dove si può intervenire e quelle off-limits, tipo i centri storici e così via.
«In Lombardia, che è una delle regioni più virtuose, su 1.600 amministrazioni quasi la metà ha presentato il piano casa ma sia qui che nel resto d’Italia i lavori non decollano - denuncia Giuseppe Freri presidente di Federcomated Confcommercio a nome delle 12mila imprese dedite alla distribuzione di materiali edili - Perchè in tutta Italia le amministrazioni che hanno varato il piano sono sparse a macchia di leopardo e i cittadini non si fidano a presentare i permessi e a pagare un progetto se non sono sicuri che poi i lavori vadano in porto». Freri ha insistito sull’importanza che questa legge avrebbe per l’edilizia perché il «2009 è stato un anno nero, il nostro fatturato è calato del 24 per cento e i mancati pagamenti sono stati il 30 per cento. Il governo non ha dato incentivi alle piccole e medie imprese come alla Fiat ma il piano casa per noi equivale a due finanziarie. Chiediamo a gran voce che decolli, siamo stufi di sentire parole a vanvera, vogliamo che gli operai inizino a lavorare. Noi non saliremo sui tetti ma siamo pronti a presentarci a Roma, siamo in dodicimila».
Da un lato dunque Formigoni si appella ai comuni e Perini si rivela attento alle esigenze degli imprenditori aggiungendo «abbiamo bisogno che il piano parta subito, non tra qualche mese, perché gli imprenditori riuniti in questa fiera possano vendere già da domani i loro materiali e i loro prodotti innovativi».
Ma dall’altro l’Anci lombarda difende il lavoro svolto dai Comuni: «È stato nell’interesse dei sindaci presentare il piano per evitare abusi edilizi e scempi del territorio - spiega Rinaldo Redaelli segretario Anci lombarda - Nella nostra regione la stragrande maggioranza delle amministrazioni è in regola e ha stabilito i criteri per ampliare o ristrutturare le villette. Mi risulta però che in pochi fra i residenti abbiano presentato le domande, in molti comuni non lo ha fatto nessuno. E questo probabilmente perché i comuni hanno divulgato direttive vincolanti nel rispetto del territorio, sono stati attenti a non permettere scempi»

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