Regione PiemontePiano Casa Governo Berlusconi |
![]() |
24 febbraio 2010 - ANSA
Regionali: Bresso; vero Piano Casa da noi, non da Berlusconi
"Quello della Regione Piemonte è il vero piano casa, non quello del governo che ora Berlusconi vuole rilanciare, dopo avere fatto nulla, a scopo di propaganda elettorale": lo ha affermato Mercedes Bresso, presidente della Regione Piemonte, al convegno organizzato da Federcasa presso l'Atc, oggi a Torino.
"Ma il cavaliere di cosa parla - ha domandato Bresso - quando dice di puntare sulla applicazione del suo piano casa per ottenere l'affermazione dei candidati governatori della sua coalizione? Il suo piano ricorre a fondi di investimento e impegna così poche risorse pubbliche - ha fatto notare - da rendere incerto che possa garantire un'offerta di alloggi a prezzi veramente contenutì.
"In Piemonte, invece - ha spiegato - ciò che è stato fatto dalla giunta che ho guidato è concreto e si può già toccare con mano. Lo dicono i numeri, i fatti, non le chiacchiere: 750 milioni stanziati dalla Regione per rendere la casa più accessibile e realizzare, entro il 2012, 10 mila alloggi, di cui novemila sono già costruiti o in corso di realizzazione. E poi abbiamo varato una legge regionale per migliorare il patrimonio edilizio e promuovere il risparmio energetico".
"Per realizzare efficaci politiche per la casa, con l'edilizia residenziale pubblica, l'housing sociale e il sostegno all'affitto - ha aggiunto - servono risorse stabili. Noi in Piemonte in questi cinque anni di amministrazione abbiamo garantito un flusso di fondi regolare. Risorse delle quali nel 2005 non c'era traccia, nonostante la giunta Ghigo non avesse speso soldi per la casa. Noi, ciò nonostante, siamo riusciti a reperire le risorse per una seria programmazione. E continueremo a farlo nel prossimo mandato".
23 febbraio 2010 - EdicomEdizioni
Piano Casa Regione Piemonte - Interventi per il miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici
Il Piano Casa della Regione Piemonte (L.R. 20 del 14 luglio 2009) si propone di promuovere il rilancio del settore edilizio attraverso interventi di ampliamento volumetrico, che coniugano obiettivi di efficienza e di risparmio energetico con la semplificazione normativa.
La legge prevede infatti la possibilità di ampliare gli edifici fino al 20% della volumetria esistente a condizione che gli interventi vengano effettuati con l’utilizzo di tecnologie volte al risparmio energetico che consentano di avere un fabbisogno di energia primaria del fabbricato entro i limiti previsti dalla normativa regionale (L.R. 13 del 28 maggio 2007) o di ridurre il fabbisogno di almeno il 40% per ciascuna unità immobiliare.
La legge consente inoltre la demolizione e totale ricostruzione di edifici con ampliamenti ammissibili fino al 25% o al 35% della volumetria esistente, imponendo però il rispetto di adeguati criteri di sostenibilità ambientale valutati con il Protocollo ITACA Sintetico adottato dalla regione Piemonte nel 2009.
In tale contesto EdicomEdizioni, in collaborazione con il gruppo BigMat (CAMERONI SPA, ANTONIO PEDRETTI SAS), ha ritenuto opportuno promuovere un seminario tecnico in cui, partendo dalle novità legislative, si incentivi la conoscenza delle tecnologie e dei materiali per l’edilizia sostenibile disponibili sul mercato piemontese.
Il seminario si svolgerà a Novara martedi 2 marzo e sarà occasione per tecnici e progettisti di approfondimento sull'applicazione del Piano Casa in Piemonte e sulle opportunità tecniche e progettuali applicabili alle costruzioni oggetto degli inteventi.
Il Seminario è gratuito e si terrà al Centro Congressi Ramada Ticinum Hotel, via per Gallarate 116/A - Oleggio dalle 14.30.
E' possibile iscriversi entro il 27 febbraio on line sul sito di EdicomEdizioni oppure inviando la seguente brochure al numero di fax 0481.485721.
5 febbraio 2010 - Edilportale - Paola Mammarella
Piano Casa Piemonte, alberghi come edifici produttivi
Abrogata con la Finanziaria la disposizione che equipara strutture ricettive a immobili residenziali
Modifiche al Piano Casa del Piemonte. Con la Finanziaria Regionale, L.R. 30/2009, cambia lo status di alberghi e edifici a finalità ricettiva, equiparati non più agli immobili residenziali, ma a quelli con destinazione produttiva.
L’articolo 7 comma 3 della Legge Regionale sul Piano Casa 20/2009 ammetteva infatti per le strutture ricettive le stesse possibilità di intervento previste per gli edifici residenziali.
L’articolo 42 comma 5 della Legge Regionale 30/2009 ha invece abrogato la disposizione, assimilando di fatto alberghi e edifici a finalità ricettiva alla categoria degli immobili con destinazione produttiva, regolati dall’articolo 7 della legge sul Piano Casa.
È quindi consentito un aumento fino al 20% della Sul, Superficie utile lorda, fino a un massimo di 200 metri quadrati, in deroga alle previsioni quantitative degli strumenti urbanistici e ai regolamenti edilizi.
I fabbricati esistenti, legittimamente realizzati entro il 31 luglio 2009, per i quali sia esaurita la Sul consentita, possono essere soppalcati per un aumento massimo del 30% della Sul esistente.
Gli edifici ricettivi potranno essere ampliati presentando la Dia o richiedendo il permesso di costruire entro il 31 dicembre 2011.
All’aumento della Sul devono corrispondere standard urbanistici che, se non disponibili, devono essere monetizzati. Gli oneri di urbanizzazione possono invece essere ridotti del 20% se gli interventi comportano il superamento delle barriere architettoniche.
Come per gli edifici residenziali, è obbligatorio prevedere dispositivi utili a garantire la sicurezza in fase di manutenzione ordinaria e straordinaria del manufatto in tempi successivi alla sua ultimazione. Per l’approvazione degli interventi è necessario anche il rispetto delle norme vigenti in materia antisismica, antincendio e igienico sanitaria.
3 febbraio 2010 - Eco del Chisone
Edilizia pubblica, tra sociale e business
Un patrimonio difficile da controllare e che cerca nuove forme di gestione - A Pinerolo un intervento a prezzi poco popolari – La novità del social housing
C'erano una volta le case popolari. Anzi ci sono ancora e andrebbero ristrutturate, ma non ci sono i soldi. Se poco si fa in questo senso, qualcosa invece cambia nel vocabolario e anche nel modo di realizzare gli interventi. Oggi si parla di "social housing", una definizione importata dall'estero che sottintende nuove forme di politiche abitative sociali, normate con apposite leggi, ispirate alle esperienze del Nord Europa.
Con il Programma casa la Regione ha recentemente finanziato nuovi interventi di edilizia sovvenzionata (sociale) in provincia di Torino: milioni di euro d'investimento quanto mai necessari, anche se non sempre si tratta di progetti oculati dal punto di vista economico. È il caso di un recupero finanziato a Pinerolo, dove a conti fatti un alloggio popolare verrà a costare come uno nuovo in zona centrale e a prezzo di mercato.
Altri interventi - oltre a Pinerolo, sono programmati a Orbassano e Beinasco - comprendono anche progetti di moderna concezione, come l'albergo sociale e le case collettive. Intanto a Roma l'imprenditore Ezio Bigotti ha presentato un suo libro in cui teorizza un nuovo sistema di edilizia sociale con il coinvolgimento dell'iniziativa privata.
3 febbraio 2010 - Eco del Chisone - Manuela Mié
Piano casa: salta il finanziamento regionale
Il Comune di Cavour rinuncia ai 735 mila euro per lo stabile di via Roma - Il sindaco: «Non potevamo sostenere il recupero dell'intero edificio»
CAVOUR - Il finanziamento regionale di 735mila euro del "Piano casa" - revocato al Comune di Cavour nei giorni scorsi - riguardava il progetto di recupero dello stabile di via Roma (angolo via Vittorio Veneto), caseggiato che sta ormai cadendo (pericolosamente) a pezzi sotto il peso della sua fatiscenza.
Lo studio di fattibilità (per la realizzazione di sette alloggi di edilizia sovvenzionata e negozi al piano terra) era stato compiuto nel 2007 con il sindaco Fenoglio, per una spesa di 13mila euro pagati ad uno studio esterno. Un anno fa, allo scadere del bando regionale, il progetto fu concluso con il Commissario prefettizio Ventrice ed altri diecimila euro in parcelle.
Pareva già scontato l'arrivo di un milione di euro (marzo 2009), ma con la nuova Amministrazione, il Comune ha fatto marcia indietro. Il sindaco Pier Giorgio Bertone respinge però le responsabilità di questa revoca: «La causa non è il mancato avvio dei lavori: abbiamo rinunciato al finanziamento perché non saremmo stati in grado di sostenere le spese per l'intero recupero dello stabile. L'indebitamento avrebbe congelato le nostre casse per anni e compromesso il recupero del quartiere nel suo insieme». Non fa misteri: «La struttura è da radere al suolo, lo vedono tutti in che stato sono i muri perimetrali che si affacciano sulla strada principale».
1 febbraio 2010 - ASCA
Casa: Tricarico (ANCI), servono misure urgenti per disagio abitativo
"Sul piano casa i Comuni hanno dimostrato al Governo la propria disponibilita' a collaborare, ma l'avvio dei fondi immobiliari e' solo un aspetto del problema. Per fare fronte al grave disagio abitativo servono investimenti certi ed immediati, e misure per calmeriare il mercato privato delle locazioni". Lo ha detto Roberto Tricarico, Assessore del Comune di Torino e delegato alle politiche abitative ANCI, parlando a margine del convegno sui Comuni e l'housing sociale che si sta svolgendo a Genova.
Tricarico ha ricordato come i Comuni abbiano portato il proprio contributo alla elaborazione del piano casa.
''Abbiamo preparato una nostra proposta e ci siamo seduti al tavolo di concertazione, firmando il regolamento sui criteri per i fondi immobiliari. Ma le nuove case - ha sottolineato - quando ci saranno, arriveranno nel tempo, invece, il problema del pagamento degli affitti e' di oggi''.
Per questo motivo l'ANCI, in occasione della Terza conferenza nazionale sulla casa, in programma il 19 febbraio a Venezia, chiedera' al Governo misure immediate e forti per affrontare il grave disagio abitativo. Misure urgenti, visto che ''nel nostro Paese quasi il 90% degli sfratti e' per morosita', mentre l'incidenza dell'affitto sul reddito e' molto pesante''. Per Tricarico sul versante delle locazioni di privati, servono soprattutto ''interventi di natura fiscale utili per alleggerire il peso fiscale che devono sopportare i proprietari oltre a rendere piu' sostenibile l'affitto per gli inquilini''.
Infine, il delegato ANCI alle politiche abitative puntualizza come il tema dell'housing sociale non possa essere sostitutivo delle politiche residenziali pubbliche.
''Non puo' esserlo assolutamente, deve essere soltanto una integrazione delle altre politiche pubbliche. Anzi - rilancia - non si puo' dire che esiste un piano casa solo se questo e' rivolto all'housing sociale. Esiste un piano casa solo se in grado di dare risposte agli oltre 4 milioni di italiani che vivono in affitto''.
