Regione Sicilia

Piano Casa Governo Berlusconi

 

 

28 febbraio 2010 - IMG Press - On. Nino Germanà On. Alessandro Pagano

“Piano Casa”, questione secondaria per la politica? Argomento vitale per i siciliani

“Il Piano Casa è uno dei punti focali delle linee programmatiche del Governo nazionale, non solo dal punto di vista economico, ma anche in termini di riqualificazione della città e del paesaggio urbano”, la dichiarazione dell’ Onorevole Nino Germanà si colloca così nel solco del dibattito sul “Piano Casa” che, in Sicilia, sta acquistando sempre più preminenza nell’Agenda politica.
Alla dichiarazione dell’Onorevole Germanà, fanno eco quelle dell’Onorevole Alessandro Pagano che giudica indispensabile l’elaborazione di una normativa che permetta l’ampliamento delle abitazioni affinchè possano essere raggiunti due obiettivi strettamente correlati, infatti normando la fattispecie, da un lato i nuclei familiari potranno vivere in modo più agevole lo spazio abitativo, dall’altro l’immediato conseguente input all’economia locale inaugurerebbe il ciclo virtuoso che troverebbe il suo acme nel coinvolgimento dell’intero sistema economico regionale, infine i Parlamentari del Pdl non esitano ad attribuire la massima importanza alla questione, relegata in un ruolo secondario, rilanciando l’intreccio inestricabile tra esigenze dei cittadini e sviluppo economico.
Muoversi all’interno di un quadro ben delineato di regole chiare, è la garanzia dell’efficacia di un progetto capace di controllare lo sviluppo urbano, riqualificando al contempo gli spazi.
Quasi tutte le regioni italiane si sono aperte all’accoglimento del “Piano Casa”, un progetto che esulando dai meri confini degli schieramenti politici, ha prodotto un humus di concordia che ha reso possibile la predisposizione del “Piano Casa” in linea con i criteri e le linee-guida elaborate dal Governo Nazionale che, grazie alla lungimiranza e la capacità di analisi politica e previsione economica del Presidente Berlusconi, nell’attuale clima di crisi economica rappresenta un ulteriore tutela del cittadino.
E’ quindi indispensabile che il Governo Regionale si adegui, uniformandosi, agli indirizzi del Governo Nazionale, e proprio a questa logica è riconducibile l’impegno dei deputati regionali pdl all’ARS di votare il “Piano Casa” , giustificando inoltre la circostanza con argomenti di rilancio dell’economia edilizia siciliana e perseguendo l’obbligo di adeguare il testo presentato dal Governo Lombardo, rendendolo il più conforme possibile a quello del Governo Nazionale, così come recepito dall’intesa tra Stato, Regioni ed Enti locali.
I parlamentari del Pdl invitano - infine - il Governatore Lombardo ad emulare l’opera del Presidente Berlusconi, affinchè si possano comporre le divergenze e le contraddizioni in seno ai vari gruppi operando per il raggiungimento del bene comune grazie alla condivisione di interessi prioritari.

27 febbraio 2010 - Quotidiano di Sicilia

Maira e Cordaro (Udc): “Piano casa, decisivo nostro voto”

PALERMO – “È fin troppo evidente che questo governo non ha il sostegno di una maggioranza: sul Piano casa un emendamento dell’onorevole Cracolici, principale supporter del governo Lombardo, è stato sonoramente bocciato. Fin qui gli articoli approvati hanno avuto il sostegno decisivo dell’Udc solo perché riguardano materie attinenti al vero Piano casa”. Lo affermano Rudy Maira e Toto Cordaro, capogruppo e vice capogruppo dell’Udc all’Ars.

25 febbraio 2010 - Il Giornale di Sicilia

Piano casa, approvati altri tre articoli

L'Assemblea ha dato l'ok ieri all'articolo 5 sugli interventi e i controlli da parte dei comuni, all'articolo 10 che prevede la possibilità di realizzare parcheggi sotterranei nelle aree di verde pubblico e all'articolo 11 sulle norme energetiche. Polemica del Pd
Palermo. Dopo l'incontro di ieri tra il presidente della Regione e i capigruppo parlamentari, il governo ha presentato in aula alcuni ementamenti che riscrivono gli articoli 2, 3, 6 e 7 del ddl sul Piano casa. L'articolo 2 stabilisce modalità e possibilità di ampliamento degli edifici esistenti; il 3 riguarda il rinnovamento del patrimonio edilizio attraverso demolizione e ricostruzione; il 6 si riferisce alla semplificazione e snellimento delle procedure burocratiche;l'articolo 7 riguarda le misure antisismiche. La nuova versione di questi articoli adesso dovrà passare al vaglio dell'Ars. L'Assemblea, intanto, ha approvato ieri l'articolo 5 sugli interventi e i controlli da parte dei comuni e l'articolo 10 che prevede la possibilità di realizzare parcheggi sotterranei nelle aree di verde pubblico. Il Pd aveva chiesto con un emendamento la cancellazione dell'art.10 ma l'aula con voto segreto (34 a favore e 26 contrari) ha salvato la norma. L'articolo 9 invece è stato soppresso. Mercoledì Sala d'Ercole aveva approvato gli articoli 1 e 4 sulle finalità generali della legge e gli oneri concessori. Approvato anche l'articolo 11 sulle norme energitiche. Il dibattito proseguirà la settimana prossima. Non sono mancati i momenti di tensione all'interno dei partiti, in particolare nel Pd, dove Antonello Cracolici ha convocato il gruppom prima della seduta in aula. Ne è venuta fuori una spaccatura, dato che alcuni deputati non condividono la legge.

25 febbraio 2010 - Quotidiano di Sicilia

Barbagallo (Pd): Piano casa non risponde a esigenze

“In un territorio fragile come quello siciliano gli interventi legislativi devono prioritariamente rimuovere le situazioni di pericolo. La legge cosiddetta sul piano casa non risponde alle esigenze della nostra regione poiché non affronta il tema della sicurezza né quello del risanamento”. Lo afferma in una nota il deputato del Pd all’Ars Giovanni Barbagallo.

24 febbraio 2010 - La Repubblica

Piano casa, approvati due articoli passano solo gli sconti sugli oneri

Sono solo due gli articoli del Piano casa approvati all'Assemblea regionale. Sono gli articoli 1 e 4 che riguardano gli sconti sugli oneri concessori. Per le altre norme del disegno di legge, quelle più complesse e controverse, è stato deciso il rinvio e un supplemento di analisi. Durante la seduta l'Ars ha approvato anche un ordine del giorno che consente di pubblicare la legge sugli agriturismi senza le parti impugnate dal Commissario dello Stato. I lavori dell'aula sono stati aggiornati a domani alle 16.

24 febbraio 2010 - La Repubblica

Piano casa, dal governo nuovi emendamenti il dibattito dell'aula è rinviato a domani

E' stato rinviato alle 16 di oggi l'esame del disegno di legge sul Piano casa all'Assemblea regionale. La decisione è stata presa dal presidente dell'Ars, Francesco Cascio, dopo che il governo ha annunciato la presentazione di un sub emendamento che riscrive circa la metà del testo approvato dalla Commissione e che è il risultato dell'intesa raggiunta lunedì sera tra i partiti che fanno parte dell'esecutivo di Palazzo d'Orleans e il Partito democratico. Di qui il nuovo rinvio con i partiti che hanno riunito i gruppi per esaminare le modifiche richieste dalla giunta.
«A palazzo d'Orleans è andata in scena una commedia che l'Udc aveva già previsto indicando gli attori e anche la sceneggiatura. Infatti il ribaltone non solo si è materializzato ma addirittura formalizzato con un vertice di maggioranza Mpa-Pd-Pdl Sicilia», afferma il segretario regionale dell'Udc, Saverio Romano, sottolineando «un fatto che, sebbene noto a tutti sino a ieri, veniva costantemente negato dagli stessi protagonisti».

23 febbraio 2010 - La Repubblica - Gioia Sgarlata

Piano casa, Pd verso l'accordo col governo ampliamenti pure per le attività commerciali

L'incontro per raggiungere l'intesa è andato avanti fino a tarda notte. Prima, la riunione politica. Poi un secondo tavolo con i tecnici per mettere nero su bianco la bozza del nuovo Piano casa da portare in aula, forse già oggi pomeriggio. Il testo si conoscerà solo oggi ma già nella prima serata di ieri l'accordo politico sembrava raggiunto. Al tavolo, oltre al governatore Raffaele Lombardo e all'assessore alle Infrastrutture Luigi Gentile, i deputati regionali Giulia Adamo e Guglielmo Scammacca della Bruca del Pdl Sicilia, Marianna Caronia in qualità di relatrice del ddl, Francesco Musotto e Fortunato Romano per l'Mpa, Antonello Cracolicie Davide Faraone per il Pd.
Quattro i punti cardine della discussione: estensione dei benefici anche agli immobili non residenziali; delocalizzazione degli immobili realizzati su zone a rischio o sulla costa; nuove regole per il cambio di destinazione uso degli edifici; Dia per l'avvio dei lavori di ampliamento o demolizione e ricostruzione. Saldi invece i presupposti del ddl uscito dalla Commissione. Ovvero: ampliamenti del 20 per cento solo su costruzioni uni-bifamiliari; e del 35 per cento nell'ipotesi di demolizione e ricostruzione secondo particolari accorgimenti e uso di materiali costruttivia risparmio energetico. Ma tant'è. Ieri per il Piano casa è stata la giornata più lunga.
«Dovrà essere strumento di sviluppo dell'edilizia abitativa perché così è stato pensato. Si dovrà trovare una sintesi che non snaturi l'impostazione della legge», aveva detto già in mattinata Lombardo a margine della presentazione a Palazzo d'Orleans del progetto «Le Città del Mediterraneo», ribadendo il proprio no a qualsiasi speculazione. L'incontro tra Mpa, Pdl Sicilia e Pd annunciato per le 3 del pomeriggio a Palazzo d'Orleans ha avuto il via solo due ore più tardi.
Ecco le novità politiche poste all'attenzione dei tecnici per la riscrittura del testo.
Immobili commerciali. L'ampliamento dei benefici agli immobili commerciali previsto nell'ultimo maxi emendamento del governo era stato uno dei punti di rottura più forti tra Pdl Sicilia, Mpa e Pd. Ieri, il Partito democratico ha aperto alle istanze del governo ma solo a metà, riproponendo un emendamento a firma Cracolici - Faraone già presentato al primo ddl: la possibilità, cioè, di interventi sugli immobili non residenziali ma solo nelle aree D, zone omogenee industriali e artigianali e senza la possibilità di cambio di destinazione d'uso, in linea con quanto previsto dalla Conferenza Stato Regioni.
Delocalizzazione. Altra novità discussa nella prima serata di ieri: la possibilità di delocalizzazione di immobili in disuso o costruiti in zone a rischio idrogeologico o sulla costa. Su questo Pd, Pdl Sicilia ed Mpa si sono ritrovati in totale accordo. In pratica, se nella notte la proposta avrà trovato il supporto normativo da parte dei tecnici, i proprietari potranno demolire e ricostruire con ampliamenti fino al 35 per cento anche in terreni diversi. Un principio che potrebbe essere utile nelle zone colpite da frane o considerate a rischio.
Silenzio assenso per cambi di destinazione. La proposta avanzata al tavolo politico dal centrodestra è quella di introdurre il silenzio-assenso dopo 120 giorni per il cambio di destinazione d'uso di alcuni immobili in disuso, come ad esempio vecchie tonnare, per destinarli ad attività recettive. Un punto solo abbozzato nella riunione preliminare e la cui discussione è stata rinviata a dopo l'esame del testo scritto.
Dichiarazione di inizio lavori. Per iniziare i lavori non sarà necessario attendere la concessione edilizia così come recitava il testo esitato dalla Commissione. In linea con la maggior parte dei piani casa approvati nel resto d'Italia, Mpa, Pdl Sicilia e Pd hanno raggiunto l'intesa per la Dia. I lavori di ampliamento o di demolizione e ricostruzione potranno essere avviati solo con una Dichiarazione di inizio attività, una boccata d'ossigeno immediata per le aziende del settore e tempi celeri per l'attuazione del Piano casa.

23 febbraio 2010 - AGI

Piano Casa: Sicilia, accordo notturno oggi alla prova dell'ARS

Accordo alla prova dell’Ars oggi pomeriggio sul piano casa siciliano. Nella notte sarebbe stata raggiunta l’intesa, infatti, tra i partiti di maggioranza e opposizione, con la benedizione del governatore Raffaele Lombardo. Quattro ore di confronto nel pomeriggio e una no stop notturna sono serviti a tessere un’ipotesi comune sul punto piu’ controverso, quello sugli edifici industriali. Lombardo, Mpa, Udc e Pd - a differenza del Pdl-Sicilia e del Pdl ‘ufficiale’ - da tempo sostengono che il testo deve limitarsi solo agli edifici abitativi (ampliamenti del 20% su costruzioni uni-bifamiliari e del 35% nell’ipotesi di demolizione e ricostruzione nella logica del risparmio energetico).
Ora la mediazione sarebbe stata raggiunta. Ampliamenti e ricostruzioni saranno possibili anche per gli immobili destinati ad attivita’ produttive, purche’ si trovino nelle Asi, le aree di sviluppo industriale, e nelle zone D dei piani regolatori, destinate agli insediamenti produttivi. L’ampliamento sarebbe limitato al 20% rispetto alla struttura originaria. Alla luce di questa bozza d’intesa, il governo oggi pomeriggio potrebbe chiedere all’aula il ritiro dei 400 emendamenti. L’esito di tale richiesta sara’ la cartina di tornasole della solidita’ dell’accordo. Ieri Lombardo aveva sottolineato l’urgenza dell’approvazione del testo e la necessita’ di giungere a una sintesi tra le diverse posizioni.

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