Piano Casa Governo Berlusconi

 

Guida al Piano Casa promosso dal Governo Berlusconi.
Notizie, informazioni, approfondimenti e commenti sul piano per l'edilizia che dovrebbe rilanciare il settore e, più in generale, l'economia, consentendo ai cittadini di aumentare la cubatura degli edifici, oltre a venire incontro alle classi più disagiate dando nuovi alloggi alle giovani coppie e alle categorie maggiormente in difficoltà.

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24 gennaio 2010 - Adnkronos

Riforme: Alemanno, conferenza programmatica dopo regionali

''Vincere le elezioni regionali, non sara' solo un referendum per il governo, ma se vinciamo sara' la prima volta nella seconda repubblica in cui ci sara' grande sintonia tra governo e regioni. Berlusconi ha fatto molto bene a lanciare questo patto per l'Italia, a cominciare dal piano casa''. Lo dice Gianni Alemanno ad Arezzo. Il sindaco di Roma chiede ''subito dopo le regionali, una grande conferenza programmatica per fare il punto delle riforme''. ''Il governo e' stato premuto dalle grandi emergenze, ma adesso dobbiamo riprendere con forza il tema della riforme. Se facciamo questo, risolviamo il prolema della Lega e dell'Udc, perche' se siamo trainanti ci devono correre tutti dietro'', avverte.

24 gennaio 2010 - La Stampa - Ugo Magri

Pdl, un Piano casa contro i feudi rossi

Berlusconi: «Alle elezioni la parola d'ordine è stravincere»
Cresce l’appetito del Cavaliere in vista delle elezioni. Sta mettendo al sicuro il risultato in certe Regioni chiave. E ora prepara qualche gioco di prestigio, tipo coniglio dal cilindro per colpire la fantasia collettiva e spiazzare la campagna avversaria. Tremonti mette l’Italia sull’avviso: «Credo che il presidente del Consiglio elabori idee forti nell’interesse dei cittadini...». I denari mancano, precisa subito il responsabile dell’Economia, dunque niente mance elettorali. Pare piuttosto che Berlusconi voglia rilanciare il suo piano casa, compresa la possibilità di ampliare le cubature fino al 35 per cento. Servono leggi regionali, alcuni governatori «rossi» hanno fatto orecchie da mercante, il premier darà ordine ai suoi candidati di sottoscrivere un «Patto con gli italiani»: se saranno eletti, basta con lacci e lacciuoli, i costruttori stapperanno champagne.
A 64 giorni dal voto, Berlusconi lancia la carica. Tutti i dubbi strategici sono spazzati via, obiettivo non è più vincere ma stravincere. E pazienza se la spallata dovesse abbattere l’unico possibile interlocutore sull’altra sponda, quel Bersani che non può esordire da segretario Pd con una débacle. Se sarà trionfo, segnala Tremonti, seguiranno «tre anni di tregua e di pace, il tempo giusto per fare le grandi riforme». La Terra Promessa berlusconiana passa per gli accordi regionali con l’Udc perché «dopo il 28 marzo Obama ti chiamerà per complimentarsi delle tante Regioni conquistate», racconta Gasparri di aver detto a Silvio, «non per sapere quanti sono gli assessori centristi...». Così non solo il premier rinfodera i propositi di tagliare i ponti con Casini, ma ci sta facendo business. Era in dubbio l’alleanza in Calabria? Ora è di nuovo dietro l’angolo. I centristi in Puglia guardavano a sinistra? Adesso non più, salvo una miracolosa vittoria di Boccia alle primarie Pd, i seguaci di Casini convergeranno col Pdl. Può essere che salti la trattativa in Campania, ma Berlusconi non ci perderà il sonno perché «i napoletani mi amano, lì vinceremo lo stesso».
Smentisce con sdegno Palazzo Chigi che il Cavaliere voglia infarcire le liste di «veline» (ci risiamo?) ma non argina la chiacchiera opposta: stavolta i candidati maschi Berlusconi li vuole giovani e aitanti. Bocciato Palese in Puglia per ragioni televisive. «Niet» sul toscano Migliore (pingue e con la barba). Pollice verso perfino sull’intellettuale Magdi Allan, in Basilicata il premier gli preferisce l’ex parlamentare Pagliuca. Uno via l’altro, ecco sistemati gli ultimi tasselli. Il Cavaliere è certo di avere già in tasca 6 Regioni (su 13 al voto), ormai punta a fare bottino pure nelle roccaforti avversarie. «Dovremo porre rimedio ancora una volta ai guasti del malgoverno regionale della sinistra», scrive Berlusconi di suo pugno.
Del proclama viene data lettura al convegno in corso ad Arezzo, vero evento politico di queste ore: tutti i boss del Pdl adunati insieme su iniziativa di Gasparri e La Russa, una platea di quasi 2 mila persone, clima inconfondibile da Prima Repubblica, quei convegnoni di corrente democristiana dov’era tutto un affollarsi al tavolo di presidenza, un tripudio di notabili, di truppe cammelate, di scorte ipertrofiche, di tavole rotonde (ieri l’ha coordinata una pugnace Bianca Berlinguer, apprezzatissima dalla destra). Qualcuno vede nella kermesse aretina i primi passi di un partito adulto che vorrebbe camminare da solo, sottraendosi alla tutela di entrambi i co-fondatori. «O cominciamo a crescere, oppure saremo ricordati come le pulci che hanno volato una stagione sotto l’ala dell’aquila», è l’immagine poetica di Quagliariello. «Siamo figli dello stesso destino», gonfia orgoglioso il petto La Russa.
E si discute, e si litiga come nei partiti veri. Scajola incrocia la lama con Tremonti, Baldassarri contesta le ricette del Professore sull’economia. Urso sale sul palco per cantare il peana di Fini («Lui è la qualità, Berlusconi la quantità, Silvio porta i voti Gianfranco le idee»), Ronchi invece esorta a farla finita con questa storia di Fini bastian contrario, «chi lo dice è in malafede». Il presidente della Camera spedisce pure lui una lettera, auspica che il Pdl divenga «un grande partito plurale, capace di discussioni innovative, sintesi evolutive e di un costruttivo confronto», in pratica niente pensiero unico. Il ministro dell’Economia getta acqua sul sacro fuoco degli entusiasmi, «nel partito sta crescendo un certo tasso di democrazia, ma ho l’impressione che resti monarchico». Giusto l’impressione.

23 gennaio 2010 - ANSA

Regionali: Errani, su Piano Casa Berlusconi fa propaganda

"Mi dispiace che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, usi argomenti propagandistici, quando c'é un accordo tra governo e regioni sul cosiddetto piano casa che le regioni hanno pienamente applicato con la propria legislazione". Così il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, commenta le dichiarazioni Berlusconi che oggi ha lamentato che il piano casa non sia stato ancora concretamente attuato in tante realtà locali e ha lanciato l'idea di un patto sull'attuazione del piano che vincoli i candidati alle regionali agli elettori.
Errani fa inoltre riferimento alla Regione di cui è governatore: "L'Emilia Romagna, ha applicato coerentemente quell'accordo e questo sottolinea la strumentalità dell'attacco rivolto oggi alle regioni e alle autonomie locali".

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