Piano Casa Governo Berlusconi
Guida al Piano Casa promosso dal Governo Berlusconi.
Notizie, informazioni, approfondimenti e commenti sul piano per l'edilizia che dovrebbe rilanciare il settore e, più in generale, l'economia, consentendo ai cittadini di aumentare la cubatura degli edifici, oltre a venire incontro alle classi più disagiate dando nuovi alloggi alle giovani coppie e alle categorie maggiormente in difficoltà.
VISITA ANCHE L'ALTRO NOSTRO SITO: CERTIFICAZIONE ENERGETICA
««« NOTIZIE SUCCESSIVE --- NOTIZIE PRECEDENTI »»»
27 gennaio 2010 - Repubblica - Carmelo Lopapa
Blitz Pdl al Senato: subito il piano casa - Un emendamento anche per gli abusi ambientali
Nel calderone della legge spuntano anche il rinvio del taglia-poltrone per Comuni e Province, sgravi fiscali per i tartufi e nuove autostrade
ROMA - Una stanza per il figlio di qua, una sopraelevazione al fabbricato di là. La copertura per il garage sotto casa, l'allargamento del capannone industriale. Il famoso "piano casa" del "più 20 per cento" del governo Berlusconi - frutto di un'intesa con le regioni stipulata nell'aprile dell'anno scorso - era rimasto in stand-by. Dapprima un decreto, poi le polemiche e lo stop, infine la delega alle Regioni che lo hanno quasi tutte adottato, ma con parecchie remore ed eccezioni al via alla cementificazione. Adesso, in quel calderone che è il decreto Milleproroghe approdato al Senato, ecco un emendamento del relatore Lucio Malan, Pdl, che punta a spazzare via incertezze e "dubbi interpretativi", come spiega lui. "Per il rilancio dell'economia attraverso l'edilizia" si possono prevedere "interventi di trasformazione mediante incentivazioni volumetriche in deroga alle norme esistenti".
Emendamento destinato a superare le forche caudine dell'ammissibilità al quale saranno invece sottoposti tutti i 646 depositati ieri in commissione Affari costituzionali. Dentro il calderone, come sempre, è sbocciato di tutto. Soprattutto dai banchi della maggioranza. Ha tutti i connotati di un'altra sanatoria, paesaggistica stavolta, l'emendamento proposto dai pidiellini Carlo Sarro e Vincenzo Nespoli che risolverà il condono del 2003 per far cadere anche i paletti sugli abusi su "beni ambientali e paesistici". Una "speciale sanatoria" che si applica "anche agli abusi edilizi realizzati entro il 31 marzo 2003". Gli interessati, se l'emendamento diventasse legge, avrebbero tempo fino al 31 dicembre 2010. Dentro il decreto, che già nel nome dà l'idea del guazzabuglio, c'è anche tanta roba seria. La riapertura dei termini per i rimborsi ai risparmiatori Alitalia, la proroga al 31 dicembre di quest'anno della sospensione degli sfratti, un taglio ulteriore sugli uffici dei dirigenti della pubblica amministrazione.
Come il rinvio al 2011, già contestato dalle opposizioni, del taglio del 20 per cento delle poltrone di comuni e province e degli stipendi d'oro dei consiglieri regionali. Era tutto previsto dal decreto Calderoli, ora stoppato da un emendamento Pdl (sempre Malan). Il fatto è che tutti provano a infilare quel che si può e dei paesi loro, nel Milleproroghe. Così, il leghista Massimo Garavaglia da Marcallo con Casone, nel Milanese, propone con altri colleghi che in un particolare segmento della A4, la Milano-Brescia, "nel tratto intersezione A4-A26" di particolare interesse per i proponenti, venga incentivato dal governo il dirottamento dei Tir su "percorsi alternativi". Come pure è rispuntato l'emendamento che propone "sgravi fiscali per gli acquirenti di tartufi dai raccoglitori dilettanti o occasionali", un milione di euro l'anno. Firma del relatore Malan, "sono piemontese, vero, ma del Piemonte ovest, quasi Francia - precisa lui - la patria del tartufo è il Piemonte meridionale". Che poi è più o meno il sentimento che ha spinto il senatore pidiellino beneventano Cosimo Izzo a chiedere 1,5 milioni l'anno per tre anni per il Comune di Pietralcina (provincia di Benevento), prorogando i benefici della legge del 2006 varata in occasione della beatificazione di Padre Pio. C'è anche il democratico Raffaele Ranucci che in barba alla crisi e ai tagli propone l'istituzione di una pubblica "Scuola superiore di alta formazione per il turismo" al modico costo di 10 milioni l'anno da moltiplicare per i prossimi tre.
Questo e tanto altro che comunque non preoccupa ancora le opposizioni, in attesa dell'esame in prima commissione e poi in Bilancio. "Non è il caso di fare allarmismi, siamo alle comiche iniziali" per dirla col dipietrista Francesco Pardi. Appare più preoccupato il presidente della commissione Affari costituzionali, Carlo Vizzini (Pdl), chiamato a una prima scrematura: "Ci sono emendamenti di tutti i colori, spero che scatti anche tra i colleghi una proroga in nome del buonsenso".
26 gennaio 2010 - Edilportale - Paola Mammarella
Piano Casa, 100 mila alloggi in 5 anni con i fondi immobiliari
Depositato dal Mit il documento per l’amministrazione delle risorse, tra un mese il bando per le società di gestione
Vicino al capolinea il Piano Casa per il contenimento del disagio abitativo. La scorsa settimana il gruppo di lavoro, incaricato dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti di definire i requisiti dei fondi immobiliari per gli investimenti nel social housing, ha consegnato la bozza di regolamento, utile anche per la selezione delle società che gestiranno le operazioni.
Obiettivo degli stanziamenti, che grazie alla movimentazione dei capitali potrebbero raggiungere quota 7 miliardi di euro, è la costruzione o il recupero di 100 mila alloggi nei prossimi cinque anni, da destinare a nuclei familiari e giovani coppie a basso reddito, anziani in condizioni sociali o economiche svantaggiate, studenti fuori sede, sfrattati, immigrati regolari a basso reddito residenti in Italia da almeno 10 anni o almeno 5 nella medesima regione.
Funzionamento del fondo: Il fondo avrà una durata predefinita di 30 anni, con un rendimento del 2%. Agli investitori non è riservata la possibilità di recedere dall’investimento, a eccezione di alcuni casi menzionati dal regolamento, come liquidazione anticipata e rimborso parziale per disinvestimenti. Il testo approvato prevede anche la trasferibilità delle quote tra investitori qualificati.
I progetti finanziabili saranno valutati in base al grado di fattibilità, dimensione e stato di avanzamento. Preferiti gli interventi che non implicano il consumo di suolo, come ristrutturazioni e recupero delle aree destinate alla riqualificazione urbana. Il regolamento predilige inoltre i progetti che coinvolgono coordinamenti di più Comuni e dà priorità agli edifici di classe energetica B.
Nel testo compaiono inoltre raccomandazioni per evitare lo squilibrio territoriale. Ad ogni modo, però, alla Sgr è riconosciuta la piena autonomia nella gestione del fondo nazionale come strumento di mercato.
Iter del social housing: Ricordiamo che il Piano Casa per l’edilizia sociale è stato previsto dal DL 112/2008, convertito dalla Legge 133/2008 per l’incremento dell’offerta di abitazioni di edilizia residenziale pubblica. Dopo il confronto in Conferenza Stato Regioni e Unificata e il parere favorevole del Cipe, espresso con la delibera dell’8 maggio 2009, il Presidente del Consiglio ha emanato un dpcm per l’assegnazione di 200 milioni di euro, cui ha fatto seguito il DM 40111/2009 per la ripartizione dei fondi tra le Regioni. A questi si aggiungono gli investimenti movimentati dai fondi immobiliari locali e nazionale il cui funzionamento è disciplinato dal regolamento predisposto dal gruppo di lavoro istituito dal Ministero delle Infrastrutture.
Concluderà l’iter una gara per la selezione del gestore del fondo, che il Ministero conta di poter pubblicare entro un mese. I fondi immobiliari, in cui il Governo investirà 150 milioni di euro, saranno integrati da ulteriori 377 milioni ripartiti per regioni, per i quali saranno stipulati appositi accordi di programma.
26 gennaio 2010 - ASCA
Piano Casa: Reggi (ANCI), Comuni non frenano, esercitano solo loro ruolo
''Le pagine dei giornali di questi giorni ci portano a chiedere con forza una riflessione seria sulla gestione del patrimonio immobiliare - pubblico, ma soprattutto privato - del nostro Paese e sul ruolo delle amministrazioni comunali in questo ambito''.
E' quanto afferma Roberto Reggi, Sindaco di Piacenza e responsabile ANCI per le Infrastrutture e la protezione civile.
''Sui giornali di oggi - sottolinea - leggiamo che le amministrazioni comunali, imponendo regole severe, starebbero frenando la attuazione del piano casa varato dal Governo''.
''La realta' - spiega - e' che i Comuni si vedono costretti ad adattare alle proprie specificita' alcune norme di difficile applicazione (e non per incapacita' degli amministratori locali). Ma questo non significa, come invece leggiamo nei titoli dei giornali, 'frenare il piano casa del Governo'; anche perche' sarebbe illogico che una cosa del genere venisse fatta anche da amministrazioni locali guidate da maggioranze analoghe a quella che siede in Parlamento, che evidentemente hanno agito per rispetto del loro ruolo di controllo e gestione del territorio. Se in alcuni casi questo rispetto e' venuto meno, e' giusto denunciarlo. Se invece, come nella vicenda del 'piano casa', esso viene con forza ribadito, ci sarebbe stato da aspettarsi qualche parola di elogio e non, come accade, la attribuzione del marchio degli 'affossatori'''.
''Delle due, l'una. I Comuni hanno una competenza in materia? Se la hanno, come riteniamo, e' giusto che la esercitino, in nome e per conto dei propri cittadini. Se non la hanno, allora non si vada ogni volta ad identificarli con i responsabili unici delle disgrazie. E questo, banalmente - conclude Reggi - in nome della coerenza''.
25 gennaio 2010 - Il Messaggero
Piano casa, il governo prova a rilanciare il decreto legge
Si era arenato sugli sgravi fiscali per le opere di prevenzione anti-sismica il percorso del decreto legge che il governo avrebbe dovuto approvare nello scorso mese di aprile, con l’obiettivo di sostenere i vari piani casa regionali. Ora quel testo, eventualmente riveduto e corretto, potrebbe tornare al centro del confronto con le Regioni: dal punto di vista del governo sarebbe il primo passo necessario per rilanciare un’operazione che nonostante il via libera di diciassette Regioni alle rispettive leggi è ancora alla sua fase iniziale, almeno in larga parte del Paese. Secondo l’intesa raggiunta tra governo e Regioni il primo aprile scorso, il decreto legge nazionale avrebbe dovuto essere emanato entro dieci giorni, le normative locali entro novanta. La maggioranza dei governatori non ha rispettato il termine (e all’appello mancano tuttora Calabria e Sicilia) ma la scadenza relativa al decreto è stata superata in modo ben più clamoroso. Il fatto è che mentre il testo di legge era in preparazione, anzi sostanzialmente pronto, è arrivata la tragedia del terremoto abruzzese. Tra i temi che il sisma ha inevitabilmente portato all’attenzione c’era naturalmente quello della prevenzione delle norme di sicurezza per gli edifici. In quel contesto è apparsa quanto meno inopportuna la norma del decreto (sollecitata anche da varie Regioni) che, con l’obiettivo di semplificare le procedure, trasformava in controlli a campione le verifiche sulla sicurezza sismica.
Il testo è stato così corretto in direzione opposta, quella di una maggiore severità in tema di prevenzione dei terremoti. E dalle Regioni è arrivata la richiesta di concedere alle opere di riduzione del rischio sismico la detrazione fiscale del 55 per cento riservata attualmente alle ristrutturazioni per il risparmio energetico. Una novità che avrebbe evidentemente anche conseguenze sul gettito dei tributi e quindi anche sui conti pubblici.
A quel punto la corsa del decreto si è fermata e il tema è stato messo di fatto in archivio: non se ne è parlato nelle ultime riunioni della Conferenza Stato-Regioni. Ora tocca evidentemente al governo riprendere l’iniziativa. Intanto sul tema del fisco è intervenuto ieri il ministro del Lavoro Sacconi, secondo il quale avrebbe «conseguenze devastanti» lo sciopero generale annunciato dalla Cgil proprio sul tema delle riduzioni fiscali per lavoratori e pensionati. Sulla necessità di una riforma fiscale il governo è unito, ha sostenuto Sacconi, ma sui tempi, a sui avviso «non si possono fare previsioni».
««« NOTIZIE SUCCESSIVE --- NOTIZIE PRECEDENTI »»»

