Piano Casa Governo Berlusconi

 

Guida al Piano Casa promosso dal Governo Berlusconi.
Notizie, informazioni, approfondimenti e commenti sul piano per l'edilizia che dovrebbe rilanciare il settore e, più in generale, l'economia, consentendo ai cittadini di aumentare la cubatura degli edifici, oltre a venire incontro alle classi più disagiate dando nuovi alloggi alle giovani coppie e alle categorie maggiormente in difficoltà.

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28 gennaio 2010 - Edilportale - Paola Mammarella

Piano Casa, nel ‘Milleproroghe’ un emendamento per l’aumento volumetrico

Percorsi regionali indipendenti dalle direttive centrali, Malan: la disposizione elimina le incertezze
Aumento delle cubature e deroghe agli strumenti di pianificazione. È lo spirito del Piano Casa, confluito anche nell’emendamento al disegno di legge per la conversione del DL “Milleproroghe” 194/2009, presentato dal relatore del PdL Lucio Malan. Contenuto dell’emendamento: L’emendamento 6.0.3, che introduce nel disegno di legge l’articolo 6 bis, prevede che le leggi emanate in attuazione dell’intesa raggiunta il primo aprile 2009 in Conferenza Unificata, sull’atto concernente le misure per il rilancio dell’economia attraverso l’attività edilizia, possano prevedere interventi di trasformazione edilizia e territoriale.
Un obiettivo raggiungibile grazie a disposizioni aventi validità temporale definita, contenenti il riconoscimento di forme di incentivazione volumetrica e di semplificazione delle procedure, anche in deroga alle norme e agli strumenti urbanistici di pianificazione.
Secondo Malan l’emendamento mira a eliminare le incertezze e i dubbi interpretativi.
Panorama normativo attuale: In realtà, dopo il blocco del decreto governativo sul Piano Casa, tale interpretazione è stata ampiamente colta dalle Regioni, che hanno iniziato percorsi normativi autonomi per il varo di leggi regionali e delibere più o meno permissive.
Le Regioni nella maggior parte dei casi hanno già regolato la portata degli interventi di ampliamento volumetrico, demolizione e ricostruzione, studiati in chiave anticrisi, ma anche con attenzione alla tutela del territorio.
I testi di legge approvati contengono riferimenti espressi alle deroghe, giustificate dalla straordinarietà di disposizioni che grazie al proprio ruolo anticrisi e a una durata a termine possono prevalere sulle previsioni di regolamenti comunali, strumenti urbanistici e leggi regionali contrastanti.
La Valle d’Aosta e la Provincia Autonoma di Bolzano, invece, hanno ignorato il suggerimento di porre un limite temporale alle misure di rilancio dell’edilizia. La legge regionale della Valle d’Aosta è stata infatti concepita senza un termine per la presentazione delle istanze. Diverso il caso della Delibera di Giunta Provinciale di Bolzano, dalla quale il limite è stato eliminato in seguito all’approvazione della L.P. 2/2010.
Mancano ancora all’appello Calabria e Sicilia, dove però le Commissioni Consiliari hanno già dato il via libera al disegno di legge regionale. La Provincia Autonoma di Trento, al contrario, ha dichiarato fin dall’inizio la propria volontà di non recepire l’accordo Stato – Regioni.
Le Regioni, data la competenza legislativa esclusiva in materia di edilizia e urbanistica, attribuita loro dalla Costituzione, hanno già dimostrato di agire indipendentemente dagli indirizzi centrali.

28 gennaio 2010 - Agorà Vox

Casa: scade la proroga sfratti, aumentano quelli per morosità

Per il triennio 2009/2011 previsti sfratti per 150mila famiglie, “Piano Casa” sparito dall’agenda politica il tema dell’edilizia sociale e dell’affitto.
La proroga degli sfratti è scaduta il 31 dicembre 2009 e vedrà interessate un numero sempre crescente di famiglie, per questo la CGIL e il SUNIA (Sindacato Unitario Nazionale Inquilini ed Assegnatari) chiedono un’immediata proroga e rapide misure per affrontare l’emergenza morosità.
Il costo dell’abitazione e dei servizi connessi, come spiega il SUNIA, rappresenta ormai un peso insopportabile per le famiglie, accentuato dalla gravissima crisi economica. Sono queste le cause del dilagare degli sfratti per morosità.
L’incidenza dell’affitto sulle economie degli italiani continua a crescere e come si apprende da una ricerca della CGIL e del SUNIA negli ultimi due anni il reddito medio da lavoro dipendente è rimasto stabile, ma gli affitti sono aumentati del 16%. Nelle città ad alta tensione abitativa per una famiglia con un reddito da lavoro dipendente l’affitto incide oltre il 40% (tra il 50 e il 70% a Bologna e Firenze, oltre il 70% a Milano, Napoli, Roma), per una famiglia con due pensioni minime l’affitto incide tra il 50% e il 70%.
Negli ultimi 5 anni, prosegue la ricerca, 120mila famiglie hanno perso la loro abitazione, di cui 100mila a causa della morosità, il restante per necessità del locatore e finita locazione. Data la crescita dei canoni, le difficoltà delle famiglie a sostenere le spese per la casa e l’aggravarsi della situazione economica, senza misure di sostegno al reddito delle famiglie in locazione nel triennio 2009/2011 si prevede che altre 150.000 famiglie perderanno la propria abitazione in quanto non avranno le capacità economiche per far fronte al pagamento d’affitto.
Critiche sono state espresse anche da CGIL, CISL, UIL: “E’ inaccettabile che di fronte ad una situazione delicata come questa il Governo operi una diminuzione dei Fondi per il sostegno agli affitti, che dal 2006 al 2009 sono passati da € 310.660.000 a € 181.101.060, con una diminuzione pari al 43%”. Inoltre le tre Confederazioni puntano il dito contro il fatto che non sia stato ancora avviato l’aumento dell’offerta delle abitazioni in affitto, auspicato dal cosiddetto "Piano Casa", che avrebbe dovuto consentire il passaggio "da casa a casa" di molte famiglie sfrattate.

28 gennaio 2010 - Il Sole 24 Ore - Nicoletta Cottone

Nel milleproroghe spunta il piano casa e un condono edilizio

Nel puzzle del decreto milleproroghe spunta il piano casa. Un emendamento firmato dal relatore, Lucio Malan (Pdl), al decreto all'esame della commissione Affari Costituzionali del Senato, prevede, infatti, aggiungendo al provvedimento l'articolo 6-bis, che le leggi regionali emanate in attuazione dell'Intesa sancita dalla Conferenza unificata nella seduta del 1º aprile 2009, relativa a misure per il rilancio dell'economia attraverso l'attività edilizia, possano «prevedere, con disposizioni aventi validità temporale definita, interventi di trasformazione edilizia e territoriale, in particolare mediante il riconoscimento di forme di incentivazione volumetrica e di semplificazione, anche in deroga alle norme e agli strumenti di pianificazione vigenti in materia territoriale e urbanistica». La commissione Affari costituzionali inizierà domani con le inammissibilità ad entrare nel vivo dell'esame dei 646 emendamenti al milleproroghe, come annunciato dal presidente della commissione Affari costituzionali del Senato, Carlo Vizzini (Pdl).
Un nuovo condono edilizio nel pacchetto della maggioranza. Fra gli emendamenti depositati, uno fra quelli presentati da esponenti del Pdl, chiede più esplicitamente un nuovo condono per alcuni abusi edilizi, compresi quelli commessi prima del 2003. L'emendamento a firma dei senatori del Pdl Carlo Sarro e Vincenzo Nespoli, cancella anche i palettì degli abusi commessi ai danni dei «beni ambientali e paesistici». La norma, inoltre, è retroattiva: «la speciale sanatoria di cui al presente articolo si applica anche agli abusi edilizi realizzati entro il 31 marzo 2003». Gli interessati potranno, se l'emendamento sarà appprovato, presentare domanda entro il 31 dicembre 2010. Non manca la sospensione dei procedimenti in atto: «sono sospesi - recita l'emendamento - tutti i procedimenti sanzionatori, di natura penale ed amministrativa, già avviati, anche in esecuzione di sentenze passate in giudicato, fino alla definizione delle predette istanze».
I dividenti alle ex municipalizzate fuori dal patto interno. In base a un emendamento firmato dal relatore Lucio Malan le risorse che derivano dalla distribuzione di dividendi determinati da operazioni straordinarie di società quotate sui mercati regolamentati operanti nel settore dei servizi pubblici locali non concorrono alla definizione del calcolo del saldo finanziario 2007 ai fini del Patto di stabilità interno per gli enti locali. La disposizione si applica esclusivamente a province e comuni con popolazione superiore a 5mila abitanti che, avendo rispettato il patto nel 2007, per ciascuno degli anni 2009, 2010 e 2011 devono conseguire un saldo finanziario in termini di competenza mista almeno pari al corrispondente saldo finanziario dell'anno 2007, come risulta dai conti consuntivi, peggiorato del 10% per il 2009, del 10% per il 2010 e dello 0% per il 2011.
Nuova stretta agli organici della Pa. Nuovo giro di vite sugli uffici e gli organici della pubblica amministrazione dello Stato. Un emendamento del relatore Malan punta ora ad «apportare entro il 30 giugno 2010, un'ulteriore riduzione degli uffici dirigenziali di livello non generale, e delle relative dotazioni organiche, in misura non inferiore al 10%» di quelli che ci sono stati a seguito dell'applicazione della precedente manovra. Prevista anche una «rideterminazione delle dotazioni organiche del personale non dirigenziale, ad esclusione di quelle degli enti di ricerca, apportando una ulteriore riduzione non inferiore al 10% della spesa complessiva relativa al numero dei posti di organico di tale personale». Sul fronte delle amministrazioni inadempienti, a decorrere dal «30 giugno 2010 è fatto comunque divieto di procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo e con qualsiasi contratto».
Riproposti gli agravi sui tartufi. Viene riproposta fra gli emendamenti al milleproroghe la norma sui tartufi bocciata nella Finanziaria 2010. La proposta del relatore Lucio Malan, piemontese, prevede sgravi fiscali per gli acquirenti di tartufi dai raccoglitori dilettanti o occasionali. Vale un milione di euro l'anno, a partire dal 2011.
Commissione di garanzia sugli scioperi in carica per 6 anni. La commissione di garanzia sugli scioperi potrebbe rimanere in carica per sei anni e non più per tre anni com'è attualmente. Lo prevede un emendamento del relatore Malan al milleproroghe.
Nuove regole per il finanziamento dell'Expo 2015. Novità in vista per il finanziamento delle opere per l'Expo 2015. Un emendamento al milleproroghe del relatore Malan prevede per la prosecuzione, per gli anni 2010 e successivi delle attività per la realizzazione dell'evento Expo Milano 2015, fatto salvo il finanziamento integrale delle opere, che possa «essere utilizzata, in misura proporzionale alle partecipazione azionaria detenuta dallo Stato, una quota non superiore al 10% delle risorse autorizzate» dalla manovra triennale «destinate al finanziamento delle opere delle quali la Società Expo 2015 è soggetto attuatore» e «ferma restando la partecipazione proquota alla copertura delle medesime spese da parte degli altri azionisti, a valere sui rispettivi finanziamenti». I contributi e le somme comunque erogate a carico del bilancio dello Stato a favore della Società Expo 2015 - si legge nella norma - sono versati su apposito conto corrente infruttifero da aprirsi presso la Tesoreria centrale dello Stato.

27 gennaio 2010 - ANSA

Milleproroghe: Piano Casa; Legambiente, emendamenti crimihnali

'Emendamenti criminali che mettono a rischio la sicurezza e lo sviluppo del Paese''.
Cosi' il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, commenta la notizia degli emendamenti pro-cemento proposti dalla maggioranza. ''Il Piano casa - aggiunge Cogliati Dezza - doveva, nelle rosee previsioni del governo, rilanciare l'economia del Paese. A un anno di distanza quel piano e' evidentemente fallito perche' quel tipo di sviluppo, miope e poco lungimirante, non ha dato alcun risultato''. Eppure, continua, ''quella proposta superficiale e populista viene riproposta oggi con un emendamento nel decreto Milleproroghe, accompagnata anche dall'idea, assurda, di riproporre un condono generalizzato per gli abusi ambientali a scapito del paesaggio e dell'indotto ad esso collegato''.
Secondo il presidente di Legambiente ''il Piano casa nella sua prima configurazione avrebbe solo favorito il lavoro nero a scapito della sicurezza e della legalita'. Ad oggi, le Regioni hanno approvato Piani diversi, con caratteristiche molto differenti ma nessuna ha previsto norme di prevenzione per il rischio idrogeologico al quale il nostro Paese e' generalmente esposto''. Per questo, ''semplificare ulteriormente il Piano significa condannare l'Italia a nuovi rischi, nuove tragedie annunciate che mettono gravemente a rischio la sicurezza dei cittadini''. Cosi', conclude Cogliati Dezza, ''riaprire anche i termini del condono edilizio vorrebbe dire dare la benedizione agli speculatori a danno del Paese''.

27 gennaio 2010 - Edilio

Piano casa operativo in 16 Regioni

Sedici Regioni già operative, due in procinto di partire e altre due ancora in attesa di una disciplina regionale. Si è messa in moto quasi completamente, su scala nazionale, la macchina del piano casa.
All’appello mancano soltanto Calabria e Sicilia, la prima alle prese con un commissariamento che frutterà entro il 2 febbraio una normativa regionale a detta dei tecnici «super-restrittiva», la seconda «fresca» di approvazione in commissione consiliare. Il testo appena licenziato prevede un aumento di cubature fino al 20% su edifici residenziali uni e bifamiliari ultimati entro il 31 dicembre 2008 e una soglia del 35% per le ricostruzioni (che devono avvenire secondo i parametri della bioedilizia) su volumi autorizzati o condonati (la percentuale scende al 25% per le superfici coperte adibite ad attività produttiva).
Tra le ultime arrivate ci sono poi Campania e Molise, dove non sono ancora scaduti i 60 giorni concessi ai Comuni per deliberare in merito agli ambiti di intervento della legge e che rendono il piano casa, di fatto, pienamente operativo. In Campania il via libera alle domande scatterà il 1° marzo, mentre in Molise i termini decorreranno a partire dal 15 febbraio.
Il piano casa è invece completamente operativo in Abruzzo, Basilicata, Provincia autonoma di Bolzano, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio (dove il Consiglio regionale ha approvato la norma che stralcia l’obbligo di redazione del fascicolo del fabbricato), Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto.
Quadro nazionale comparato di attuazione dell’intesa tra Stato e Regioni del 31 marzo 2009 sulle misure di sostegno all’edilizia

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