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11 gennaio 2010 - Il Capoluogo d'Abruzzo
Mia Casa su agibilità ATER: Ecco i numeri
"Dopo 9 mesi dal terremoto molte famiglie di Inquilini e Assegnatari ATER e dei Comuni del cratere non sono state messe in condizione di rientare “nemmeno” negli alloggi classificati A, cioè agibili, mentre in quelli classificati B e C non sono ancora iniziati i primi lavori di pronto intervento e di ripristino delle condizioni di sicurezza antisismica." Si legge in una nota di Pio Rapagnà (Mia Casa Abruzzo).
"Quasi tutte le famiglie assegnatarie di alloggi pubblici classificati E ed F - continua la nota - in assenza di un apposito piano di recupero con adeguamento sismico e ricostruzione, si trovano davanti a tempi lunghissimi per la cosiddetta “ricostruzione pesante”.
Allo stato attuale, la situazione complessiva delle “agibilità” e delle “inagibilità” di tutta la Edilizia Residenziale Pubblica dell'Aquila e dei Comuni del cratere colpiti dal terremoto è “ancora” la seguente:
* il 54,4 % con esito A - 2.176 alloggi sono stati dichiarati agibili;
* il 15,6% con esito B – 624 alloggi dichiarati temporaneamente inagibili, ma resi agibili con provvedimento di pronto interevento;
* il 3,9% con esito C – 156 alloggi dichiarati parzialmente inagibili;
* l'1,3% con esito D – 52 alloggi dichiarati temporaneamente inagibili da rivedere con approfondimento;
* 21,3% con esito E – 852 alloggi dichiarati totalmente inagibili;
* il 3,5% con esito F – 140 alloggi dichiarati inagibili per rischio esterno.
PRATICAMENTE” quasi 2.000 famiglie di alloggi classificati A – agibili e altre 800 famiglie di alloggi classificati B e C avrebbero già potuto rientrare nelle loro abitazioni ma non lo hanno potuto fare perchè la Protezione Civile, il Provveditorato interregionale alle opere pubbliche e il Commissario delegato, nella loro qualità di “soggetti attuatori”, non hanno provveduto ad attuare un “piano di interventi urgenti per il loro rispristino” , che era nelle loro rispettive competenze"
"In modo particolare bisognava - aggiunge Rapagnà - “intervenire” immediatamente sulla abitazioni classificate A per le quali, pur se dichiarate “agibili”, in applicazione della nuova normativa sismica italiana e della Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, è necessario che siano “consolidate e adeguate” sul piano antisismico attraverso un “miglioramento controllato” della loro vulnerabilità.
In ogni caso la Regione Abruzzo, proprio alla luce della nuova e vigente normativa antisismica, e anche indipendentemente dagli interventi post-terremoto finanziati dalla Protezione Civile attraverso il “Decreto-Legge Abruzzo”, avrebbe “dovuto e potuto” mettere in campo un programma per l'adeguamento sismico degli alloggi pubblici dichiarati “agibili” (“A”), attuato con urgenza attraverso risorse proprie, i fondi residui della ex-GESCAL, dei contratti di quartiere e del Piano Casa, rispettivamente assegnati e trasferiti alla Regione stessa, ma non utilizzati a dovere."
Purtroppo - conclude la nota - la situazione non è chiara sotto diversi punti di vista ed i tempi per il ritorno a casa si allungano “anche” per quelle abitazioni che invece avrebbero potuto e dovuto essere “il fiore all'occhiello” della Regione, dei Comuni e dell'ATER che, nella loro qualità di “proprietari e amministratori pubblici”, a nome e per conto dei Cittadini abruzzesi, avrebbero dovuto e potuto “essere di esempio”, nel merito, per tutti gli altri soggetti ed enti pubblici e privati."
10 gennaio 2010 - Teramo News - Antonella Gaita
Cavallari: “E’ un’amministrazione che naviga a vista”
Si è svolta la conferenza stampa del Pd in merito all’attività dell’amministrazione Brucchi di questi sei mesi
“Il 2010 sarà un anno chiave – ha affermato Gianguido D’Alberto – e la nostra sarà un’opposizione organica e alternativa”.
D’Alberto ha analizzato le varie questioni amministrative della giunta Brucchi.
“L’amministrazione ha agito attraverso variazioni di bilancio con una navigazione a vista. Bisogna uscire da questi schemi. Sul rimborso dell’IVA sulla TIA l’amministrazione non ha trovato soluzioni intermedie e la dimostrazione è stata la lettera che è stata inviata ai cittadini senza certezze. Sul discorso della meritocrazia, affinchè si concretizzi, è necessario che vengano fatti concorsi pubblici come dice l’articolo 97. Per quanto concerne l’energia abbiamo perso tempo dietro alla questione della Turbogas in quanto ognuno ha dato la sua tesi scientifica. Bisogna guardare all’Europa e capire i messaggi che ci manda. Sulle opere pubbliche è importante che ci sia maggiore attenzione. Basta osservare il caso del Palasport di San Nicolò che ha subito dei danni di 28 mila euro a seguito dell’alluvione perché i lavori non erano terminati. È un gioiellino che va sfruttato al meglio e non possiamo far altro che ringraziare l’amministrazione per averlo fatto, ma sono opere che vanno finite”.
Maurizio Verna ha parlato del piano integrato di Villa Mosca che “prevede una struttura della sanità privata. Sul Lotto 0 vogliamo capire perché è stato cambiato il programma aumentando il costo da 900 mila a 2 milioni di euro. Non pretendiamo che venga abbandonato ciò che è stato fatto, sbagliando, ma il programma precedente era più piccolo e meno impattante. Non vediamo l’ora che venga riaperto dopo i mille rinvii che ci sono stati e dopo che sono passati sei anni. Abbiamo, inoltre, portato in consiglio comunale la questione dell’ICI, dato che il commissario tra i pagamenti aveva inserito anche le aree verdi. L’amministrazione ha dichiarato che stava facendo un nuovo regolamento. Ho chiamato l’ufficio addetto, ma mi hanno risposto che ora sono impegnati con il bilancio. Su questo, comunque, torneremo”.
“Sul Lotto 0 – è intervenuto Alberto Melarangelo – non possiamo far altro che dire di fare tutti insieme una manifestazione, un sit- in affinchè quest’opera venga fatta quanto prima. Sul Teatro Romano va bene che ci sia un’iniziativa istituzionale, ma l’obiettivo fondamentale è quello di smantellare Palazzo Adamoli perché è diventata una vera e propria realtà incongrua. Non vogliamo che avvenga ciò che è accaduto a Piazza Sant’Anna e alla Madonna delle Grazie con dei veri e proprio obbrobri. Sugli ultimi accadimenti politici successi ultimamente (caso discoteca “Heaven” e minacce alla redazione de “La Città” ndr), vogliamo fare appello a chi di dovere di essere molto attenti e vigili su questi episodi. A tal proposito presenteremo al prossimo consiglio comunale un ordine del giorno contro gli atti di violenza”.
“E’ stato fatto il nulla - ha esordito Manola Di Pasquale – con un’incapacità della progettualità politica; in quanto a Teramo non è il privato che va dal Comune a proporre, ma il contrario con tutta una serie di forme di speculazione immobiliare. Il caso è quello del Polo Scolastico che è il privato che se ne sta occupando. Siamo nel caos totale. Per non parlare di due grandi problemi che vive la nostra città: i rifiuti e il traffico che non si sperimenta con i cambiamenti delle bretelle in entrata e in uscita, tanto più con i sensi unici. C’è una commissione sul traffico che non è mai stata convocata. Siamo una città cantiere. Sul Lotto 0 sembra di vivere la favola del “Al lupo! Al lupo!”. Se questa amministrazione non ha peso e capacità politica deve prendere tutte le forze senza guardare all’ideologia e ai ruoli. Lo studio va fatto a monte in modo serio. Gli atti di violenza che ci sono stati sono espressione di problematiche giovanili perché non c’è una politica giovanile”.
Il capogruppo Giovanni Cavallari sul traffico ha affermato che “è importante l’aumento del chilometraggio del percorso urbano” ed è tornato sul Teramo Basket: “il comunicato stampa che abbiamo fatto è seguito alla bocciatura dell’emendamento proposto dal PD in consiglio regionale. L’emendamento poteva anche essere utile per far conoscere la nostra regione a seguito del sisma del 6 aprile. Su La Torre voglio precisare che occorrono 80 mila euro al mese per lo smaltimento del percolato, 700 mila euro l’anno per lo smaltimento e 600 mila euro annui per la messa in sicurezza. Inoltre, abbiamo convocato per venerdì 22 novembre la commissione di garanzia per lo svincolo sul Lotto 0 e per il sottopasso di Piano d’Accio. Questo è solo l’inizio di un percorso”.
D’Alberto ha poi voluto ringraziare il sindaco Brucchi per essersi complimentato per l’atteggiamento della minoranza in questi sei mesi, ma ha precisato che “il piano casa di cui il sindaco era rimasto amareggiato perché non è stato votato in consiglio da noi, in realtà è il piano edilizio, cosa ben diversa”.
