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18 gennaio 2010 - Ance
Piano Casa: come cambiano le regole da Comune a Comune
EMILIA ROMAGNA – LR n. 6/2009
Le esclusioni previste dalla legge
- edifici nei centri storici
- edifici situati nelle zone di tutela naturalistica, nel sistema forestale e boschivo, negli invasi ed alvei di laghi, bacini e corsi d'acqua e nelle zone di tutela della costa e dell'arenile;
- edifici all'interno delle aree dei parchi e delle riserve naturali
- edifici situati sul demanio statale, regionale, provinciale e comunale;
- qualsiasi altra area sottoposta dagli strumenti di pianificazione territoriale ed urbanistica a vincolo di inedificabilità assoluta, ovvero destinata ad interventi di edilizia residenziale pubblica, di cui alla legge 18 aprile 1962, n. 167
- zone classificate a rischio idrogeologico molto elevato
- abitati da trasferire e da consolidare, ferma restando la possibilità di attuare gli interventi ammessi dalle relative perimetrazioni;
- edifici posti nelle aree di danno degli stabilimenti a rischio di incidente rilevante qualora gli edifici stessi risultino non compatibili con i criteri di sicurezza definiti dal DM 9 maggio 2001;
- unità immobiliari oggetto di interventi edilizi abusivi i cui procedimenti sanzionatori non siano stati conclusi entro il 31 marzo 2009, nonché unità immobiliari, totalmente o parzialmente abusive soggette a ordine di demolizione emanato entro la stessa data. Le superfici utili lorde realizzate abusivamente per le quali sia stata applicata e versata alla data del 31 marzo 2009 la sanzione pecuniaria sono decurtate dall'ampliamento ammissibile.
Le facoltà assegnate ai Comuni
Entro il termine perentorio di 60 giorni dall’entrata in vigore della legge (termine scaduto il 21 settembre 2009) i Comuni possono prevedere ulteriori limiti e condizioni di applicazione delle norme relative agli ampliamenti e alle demolizioni e ricostruzioni in relazione a specifici immobili o ambiti del proprio territorio, per ragioni di ordine urbanistico, edilizio, paesaggistico, ambientale e culturale ovvero stabilire limiti differenziati in ordine alle possibilità di ampliamento accordate da detti articoli, in relazione alle caratteristiche proprie dei singoli ambiti e del diverso loro grado di saturazione edilizia.
Le prescrizioni previste dalla legge
Per le realizzazioni degli ampliamenti e delle demolizioni ricostruzione è previsto dalla legge il rispetto della distanza minima dai confini e dagli edifici, dell’altezza massima dei fabbricati e dei limiti inderogabili di densità edilizia; dei vincoli di inedificabilità e delle zone di rispetto. Non trovano, invece, applicazione i limiti di densità edilizia, di altezza e di distanza tra i fabbricati previsti dagli strumenti urbanistici generali ed attuativi e dai regolamenti edilizi.
Le principali scelte dei Comuni
Comune |
Delibera |
| Ravenna | Con alcune specificazione la delibera conferma le esclusioni previste dalla legge. |
| Bologna | La delibera conferma le ipotesi di esclusione degli interventi, già individuate dalla legge. |
| Ferrara | Esclude le aree agricole di rilievo paesaggistico e le zone individuate dal vigente PTCP di tutela dei corsi d'acqua. |
| Parma | Con alcune specificazione la delibera conferma le esclusioni previste dalla legge. |
| Reggio Emilia | Ammessi gli interventi all'interno di ambiti o comparti assoggettati a Piano attuativo la cui convenzione urbanistica attuativa sia ancora in corso di efficacia alla data del 31 marzo 2009 , qualora sia stata dichiarata la funzionalità delle opere di urbanizzazione primaria dell’intero comparto e che gli edifici realizzati abbiano comunicato la fine lavori alla data del 31 marzo 2009. |
| Comacchio | Poche le zone ammesse per realizzare gli interventi in quanto, secondo quanto precisa la delibera, il territorio comunale è costituito in gran parte da ambiti caratterizzati da peculiarità di carattere paesaggistico ambientale. |
| Imola | Conferma le ipotesi di esclusione degli interventi, già previste dalla legge regionale, sugli immobili con vincolo storico testimoniale anche se posti fuori dal centro storico. Esclusi poi gli interventi di ricostruzione conseguente la delocalizzazione in piani attuativi del PRG approvati, al fine di non compromettere l’impianto urbanistico e l’adeguatezza delle dotazioni territoriali. |
| Cento | In linea generale conferma le esclusioni, con ulteriori specificazioni (zona dell’alveo del fiume Reno, zone di rispetto cimiteriale e stradale ecc.), già previste dalla legge. |
14 gennaio 2010 - News Rimini
Ance Rimini: oneri ci penalizzano gli edili. Piano casa un fallimento
Non è positiva la situazione dell'edilizia residenziale a Rimini. Lo sostiene l'Ance, l'associazione dei costruttori.
Sul tappeto, i temi più pressanti sono lo snellimento burocratico, l'approvazione in tempi certi dei piani particolareggiati, la riduzione degli oneri, il piano casa, fotovoltaico e acustica, il ripensamento sulle norme tecniche e gli appalti pubblici. Nel 2008 le aziende attive erano 787, nel 2009 sono state 713 con un calo del 9,40%. I dipendenti occupati nel 2008 erano 4.624, mentre nel 2009 sono stati 4.179 (-445), pari ad un calo del -9,62%. Per i costruttori ci sono stati cali di fatturato anche superiori al 30%. Infine, scrivono, "trovano conferma i nostri timori sul completo fallimento del Piano Casa. Se il Piano Casa doveva essere un aiuto all'edilizia in questo momento difficile, l'intonazione molto restrittiva data dai provvedimenti regionali e comunali lo ha praticamente reso inefficace rispetto agli obiettivi di stimolo del settore. In particolare dobbiamo, a malincuore sottolineare, che nonostante i nostri appelli l'attuale organizzazione degli uffici tecnici comunali non agevola e spesso ostacola il rilascio dei vari atti amministrativi".
