Regione Liguria

Piano Casa Governo Berlusconi 2009

 

 

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16 gennaio 2010 - Il Vostro Giornale

Melgrati: “Revoca circolare su Piano casa? Una porcata amministrativa”

Alassio. Il sindaco Melgrati è sul piede di guerra con la Regione. A far andare su tutte le furie il primo cittadino alassino è stata la rettifica della circolare esplicativa della Legge Regionale “Piano Casa” emessa nei giorni scorsi dal Direttore Generale del Dipartimento Pianificazione Territoriale, Arch. Franco Lorenzani. La circolare più che rettificare il precedente documento, di fatto, lo cancella. Per questo motivo Melgrati ha immediatamente fatto sentire la sua voce e ha promesso che se sarà necessario ricorrerà al Tar.
“E’ incredibile come, il presidente del Consiglio Regionale Mino Ronzitti sia riuscito, fortemente condizionato e tenuto per gli attributi dalle frange più estremiste dei consiglieri dell’ultrasinistra, ambientalisti e verdi, a fornire una interpretazione, trasformata in nota trasmessa alla Giunta Regionale in data 11.1.2010, con la quale si ritiene quanto esplicitato nella circolare non conforme allo spirito e alla lettera della legge. Io credo che questo provvedimento sia assolutamente illegittimo, viziato da abuso di potere, e soprattutto una bufala amministrativa” tuona Melgrati.
“Le leggi si scrivono, e il testo viene interpretato letteralmente dagli uffici. Se il Consiglio ha sbagliato a scrivere la legge, non può con una nota modificare una legge, perché questo era il pensiero del legislatore. Se la maggioranza di sinistra ha sbagliato a scrivere la legge, se vuole cambiarla, la riporta in Consiglio Regionale e la cambia, non può modificarla con una nota della Presidenza del Consiglio sulla base di un ‘pensiero’ che avrebbe permeato la maggioranza, ma che non si è correttamente trasposto nel provvedimento divenuto legge” aggiunge il primo cittadino alassino.
“Quello che disciplinava la precedente circolare non è che l’applicazione pedissequa il lingua italiana della legge; questa interpretazione non era una forzatura della legge, ma soltanto il minimo applicativo di una norma di per sé già severa, che esclude tutti gli edifici nati in seguito al condono, in tipologia 1, quindi completamente abusivi. Ho già attivato l’ufficio legale del Comune per l’eventuale ricorso al Tar; ricorrerò in tutte le sedi opportune perché questa ‘porcata’ amministrativa, questo ‘aborto giuridico’ non possa passare sotto silenzio” prosegue il sindaco di Alassio.
“Oltre tutto questo sconfessare gli uffici, e come ho già avuto modo di dire non posso non pensare che questa circolare non abbia avuto l’avvallo della avvocatura della regione, che agisce sempre in sinergia con l’architetto Lorenzani, è un segnale che del momento di sbandamento da fine mandato, un atteggiamento da Caporetto legislativa, da abbandono del Titanic. Ci si rende conto che la festa è finita, e si cerca di porre rimedio agli errori in ogni modo, anche quelli non conformi alle leggi e ai regolamenti; ma quando mai una circolare interpretativa è stata ispirata dalla Presidenza del Consiglio? Come può questo aborto giuridico che è stato partorito avere legittimità?” dice ancora Marco Melgrati.
“Rimane poi il fatto che il non estendere la legge a immobili condonati, che sono legittimi a tutti gli effetti, e pari nei diritto a quelli che nascono da concessioni e permessi a costruire, è assolutamente anticostituzionale. Nei prossimi giorni scriverò al Ministro per gli Affari Regionali Fitto per chiedere di impugnare davanti alla Corte Costituzionale la legge R.L. 49/09 nei punti dove non si ammettono ai benefici della legge gli edifici condonati con tipologia 1, che la giurisprudenza consolidata ha già ripetutamente equiparato agli immobili che nascono legittimi” spiega il primo cittadino alassino.
Spero di essere supportato nelle mie parole e negli atti doveroso che dovrò compiere contro questa porcata di fine mandato dei bolscevichi al governo della Regione dai sindaci, dai presidenti delle Province di Imperia e Savona, dai Consiglieri Regionali in carica del Pdl, per compiere insieme una crociata di legittimità e di Libertà, a vantaggio dei cittadini che abitano costruzioni legittime e che hanno condonato una piccola porzione, e secondo questa forzata interpretazione non possono ampliare la costruzione seguendo le indicazioni del Piano Casa di Berlusconi” conclude Melgrati.

14 gennaio 2010 - ASCA

Burlando, più attenzione alla difesa del territorio

'Eravamo partiti, cinque anni anni fa, da una Liguria bella, ma fragile. Una Liguria che rappresenta l'unico sbocco sul mare per tutto il Nord Ovest Italiano, con tutto quel che ne consegue in termini logistici, viari, energetici. Crediamo di aver riservato grandi attenzioni alla difesa del territorio, anche di fronte alle trasformazioni attuate''. Per il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando, intervenuto nel pomeriggio a Casa Paganini, a Genova, al convegno di fine legislatura dell'assessorato all'Urbanistica, ambiente e sviluppo hanno accompagnato insieme, in questi cinque anni, le iniziative regionali di valorizzazione del territorio. Cinque Terre e Parco Costiero del Ponente, con la pista ciclabile da Ospedaletti a San Lorenzo al Mare, i principali segnali di ripresa di una qualificazione del territorio che, secondo Burlando , e' stata difesa anche confrontandosi con il mondo produttivo di fronte nel momento di importanti trasformazioni , come nel caso della Piaggio, in trasferimento da Finale Ligure a Villanova d'Albenga o della Maersk a Vado Ligure.
Positivo anche il bilancio sul fronte delle infrastrutture, le numerose varianti alla via Aurelia aperte e la progettazione di nuovi tratti, a Savona, alla Spezia, a Capo Noli. ''Si era sempre detto, si' al Terzo Valico Genova- Milano, ma prima ci sono la strada a mare di Cornigliano e il nodo ferroviario di Genova. Ebbene, mi pare che i lavori per queste ultime due importantissime opere per la citta' di Genova siano partite'', ha detto Burlando. Il presidente della Regione Liguria, insieme con l'assessore all'Urbanistica Carlo Ruggeri ha poi confermato il ritiro della circolare sul Piano Casa nella parte riguardante gli edifici con opere condonate. ''Forse, con il senno di poi, la norma, poteva essere scritta meglio e permettere agli interessati di usufruire del piano-casa del governo, ''scalando'' la parte condonata'', ha commentato Burlando.
Sulla questione e' intervenuto anche Ruggeri: ''Si trattava di una interpretazione tecnica degli uffici che non coincideva con l'interpretazIone del consiglio il quale, ovviamente e' il custode dello spirito della legge. Per i comuni, quando si condona, per esempio, uno sgabuzzino, la parte condonata e' lo sgabuzzino. Non l'edificio che lo comprende. Una lettura di questo tipo era di natura tecnica.
Diversa, invece, la volonta' del legislatore, secondo il Consiglio Regionale, che indica come edifici condonati tutti quelli che hanno utilizzato del condono'', ha spiegato l'assessore.

12 gennaio 2010 - Edilportale - Paola Mammarella

Piano Casa, la Liguria apre agli edifici abusivi

Possibili gli ampliamenti su immobili parzialmente condonati, via libera anche alla cumulabilità degli incentivi
La Liguria fornisce chiarimenti sull’applicabilità del Piano Casa. Coinvolgimento degli edifici condonati e cumulabilità degli interventi sono al centro della Circolare PG/2009/184296, emanata il 28 dicembre scorso.
La circolare esplicativa, dopo un confronto con i Comuni e le categorie professionali, ha cercato di interpretare l’articolo 5, comma 1 b della Legge Regionale 49/2009, che esclude gli edifici condonati a fronte di un abuso edilizio di tipo 1, cioè opere realizzate in assenza o difformità della licenza edilizia o concessione e non conformi alle norme urbanistiche ed alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.
Edifici parzialmente abusivi: Il risultato, basato su un’interpretazione letterale della disposizione, ha ammorbidito il divieto, includendo gli immobili solo parzialmente abusivi. Sarà quindi possibile effettuare interventi di ampliamento solo sulle parti non interessate dal condono, scorporate da quelle sanate ai fini della quantificazione dell’incremento. Ad esempio, se un’abitazione ha ottenuto il condono di una veranda, si può usufruire delle misure del Piano Casa scorporando la volumetria della veranda da quella dell’unità immobiliare.
Demolizione e ricostruzione: La circolare ha spiegato anche le modalità di sostituzione edilizia con ricostruzione in sito, anche su diverso sedime. Per sito si intende infatti l’area asservita al fabbricato al momento del rilascio del titolo edilizio. Sono quindi esclusi i lotti di terreno non contigui, come quelli asserviti per costruzione in zona agricola, che possono trovarsi anche a distanza del lotto di edificazione.
Se la costruzione risale al periodo in cui non era obbligatoria la licenza edilizia, per sito si intende la fascia dei 5 metri intorno al perimetro dell’edificio, che non può comunque superare la linea di confine.
Linea soft anche per la cumulabilità degli ampliamenti. Il Piano Casa approvato a novembre esclude la possibilità di sommare i bonus volumetrici “a termine” della legge regionale con quelli una tantum previsti dagli strumenti urbanistici.
Orientamento diverso per la circolare, in base alla quale sono ammessi agli aumenti di cubatura gli edifici che al 30 giugno 2009 hanno usufruito degli ampliamenti previsti dagli strumenti urbanistici e che nonostante ciò non superano la soglia dei mille metri cubi fissata dal Piano Casa.
Inclusi anche gli immobili per i quali è stato rilasciato un titolo edilizio a fronte di interventi di ampliamento, consentiti dagli strumenti urbanistici, di entità minore a quella prevista dalla legge regionale. In questo caso si potrà effettuare un ampliamento aggiuntivo fino a raggiungere la percentuale ammessa dal Piano Casa.
Gli interessati che non hanno realizzato nessuna tipologia di intervento possono optare per il regime normativo più favorevole alle proprie esigenze.

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