Regione Molise

Piano Casa Governo Berlusconi 2009

 

 

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15 gennaio 2010 - Edilportale - Paola Mammarella

Molise, a rischio la legge sul Piano Casa

Chiesta l’impugnazione in Corte Costituzionale per un approccio troppo generico alla sicurezza antisismica
Potrebbe essere impugnato davanti alla Corte Costituzionale il Piano Casa del Molise. Nel mirino le deroghe agli standard di sicurezza antisismica previsti dalla Legge Regionale 30/2009.
Con questo scopo il consigliere regionale dell’area Pd, Michele Petraroia, ha inoltrato una nota al Consiglio dei Ministri, che dovrebbe pronunciarsi sull’impugnabilità della norma. Sull’argomento è stata presentata anche un’interrogazione urgente da parte dei Senatori Roberto Della Seta e Francesco Ferrante.
Secondo i proponenti, dal momento che la Regione Molise è caratterizzata da un elevato rischio sismico, il Piano Casa dovrebbe rappresentare un’opportunità di adeguamento a migliori standard di sicurezza, senza diventare invece una chance per gli speculatori dell’edilizia.
A parere di Petraroia la legge regionale viola il limite del 20% per gli ampliamenti volumetrici fissato dal Governo.
Si tratta in realtà di un tetto indicativo dal momento che il decreto governativo per gli aumenti di cubatura non è mai entrato in vigore e che la Costituzione riconosce alle Regioni potere legislativo in materia di edilizia e urbanistica. Ciò che preoccupa maggiormente è la trattazione superficiale del rischio sismico.
Ricordiamo che il Piano Casa del Molise prevede ampliamenti fino al 40% e demolizioni e ricostruzioni con un bonus del 50%. Non esistono divieti espliciti agli interventi nei centri storici, a eccezione di quelli sugli edifici abusivi. Sono consentiti ampliamenti in sopraelevazione, contigui alle aree di pertinenza del prefabbricato. Nel caso di condomini l’ampliamento può riguardare ciascuna delle singole unità immobiliari. La legge consente inoltre il cambio di destinazione d’uso delle aree agricole, sulle quali diventerà possibile edificare.
Al contrario, continua Petraroia, i cenni all’efficienza energetica e alla sicurezza antisismica sarebbero eccessivamente generici.

14 gennaio 2010 - Termoli online

Dibattito sul piano casa al Mistral con Iorio, Montano e i tecnici locali

TERMOLI. Sabato 16 gennaio alle ore 16, nella sala congressi dell’hotel Mistral sul lungomare Cristoforo Colombo di Termoli, si terrà un convegno –dibattito dal titolo “IL PIANO CASA-PER UNA PROPOSTA EQUILIBRATA TRA SVILUPPO URBANISTICO, RILANCIO ECONOMICO E SALVAGUARDIA DEL TERRITORIO”.
Al convegno parteciperà in qualità di moderatore il dottor Alberto Montano, mentre saranno relatori per gli aspetti tecnici l’ingegner Bruno Ramos e l’architetto Elio Scutti e per i profili giuridici l’avvocato Michele Marone. All’incontro, aperto alla partecipazione di imprese, tecnici e cittadini interessati alle opportunità offerte dalla normativa regionale recentemente approvata, interverrà il Presidente della Regione Michele Iorio a cui saranno affidate le conclusioni.

14 gennaio 2010 - Primo Numero

Appartamenti al mare. Il Tar li blocca, ma il Piano casa li salva

Il Tar Molise con una sospensiva ha congelato la delibera di consiglio con cui si approvava il progetto di edilizia convenzionata alla marina di Montenero. Per i ricorrenti, tra cui la Provincia di Campobasso e l’Italia dei Valori si tratta già di una vittoria. Secondo i giudici manca la variante al Prg. Intanto il sindaco non si mostra preoccupato: "La nuova legge regionale sul Piano casa mi permette di andare avanti".
Montenero di Bisaccia. La costruzione di 144 appartamenti di edilizia convenzionata alla marina di Montenero di Bisaccia per ora è bloccata. Il Tar Molise infatti ha accolto con una sospensiva il ricorso presentato dalla Provincia di Campobasso, da tre consiglieri comunali e dal movimento ‘Montenero Viva’, contro la delibera approvata lo scorso settembre dal consiglio comunale con la quale si dava un primo parere favorevole alla lottizzazione, approvando lo schema di convenzione con la ditta immobiliare Gianfelice.
Un’assise che aveva segnato la spaccatura definitiva nella maggioranza del sindaco D’Ascenzo, al suo secondo mandato consecutivo, e che aveva dato il via ad una serie di accuse e veleni all’interno della coalizione e all’interno della stessa giunta, tanto che l’assessore Adriano Potalivo aveva rinunciato alla sua delega proprio per il conflitto sorto con il sindaco, dopo nove anni e mezzo di lavoro insieme.
L’ordinanza del Tar per ora sospende la delibera, ma il tribunale deve ancora entrare nel merito. Tuttavia l’Italia dei Valori e gli altri ricorrenti annunciano già vittoria, sostenendo che nel dispositivo i giudici danno già in parte ragione alla tesi sostenuta dall’Idv. «Appare evidente – scrivono i giudici – che l’intervento in questione ricade in zona C, destinata ad attività commerciale della grande distribuzione (…) e che la delibera con la quale il consiglio ha approvato la lottizzazione in dette aree di un intervento di edilizia convenzionata, ha determinato in sostanza una variante alla zonizzazione prevista dal Prg, senza il rispetto del procedimento previsto per l’adozione delle varianti al piano regolatore».
Secondo il Tar con questi presupposti «la localizzazione appare oltre che in contrasto con il Prg anche in conflitto con l’articolo 51 della legge 865 del 1971, che prevede che tali interventi costruttivi debbano essere realizzati nell’ambito delle zone residenziali dei piani regolatori». Motivazioni, dunque, che spingono i ricorrenti a sbilanciarsi e a considerare la causa già vinta. «Abbiamo bloccato una grossa speculazione edilizia e finanziaria» ha detto Marco Delle Monache, presidente del movimento Montenero Viva nella sede di piazza delle Libertà.
Ostenta invece tranquillità il sindaco Giuseppe D’Ascenzo, secondo cui grazie alla legge regionale sul Piano casa, che permette quel tipo di interventi in tutte le zone e sottozone, il progetto di edilizia convenzionata a mare potrà andare avanti. Chi ha ragione? Lo si saprà solo tra qualche mese. Resta, intanto, la forte opposizione dell’Italia dei Valori: «Questo territorio non può essere svenduto, la cementificazione non è sviluppo della zona» ha detto Simona Contucci, coordinatore locale del partito. Molto colorite anche le parole usate dal consigliere provinciale Cristiano Di Pietro: «Sono andati contro l’interesse della città. Non permetteremo mai a nessuno di mettere le mani sporche sulla nostra realtà» ha affermato il figlio del leader dell’Idv, che sulla questione ha ricevuto anche intimidazioni e minacce di morte. All’indomani del consiglio comunale che aveva segnato lo spartiacque nel centrosinistra erano stati diffusi in paese alcuni volantini con il corpo di Cristiano martoriato dalle frecce, con accanto il padre Antonio e sotto i due le parole “Stai attento”, scritte in dialetto. «C’è un indagine dei carabinieri, sono traquillo» ha confidato poi alla fine dell’incontro il figlio di Di Pietro.

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