Regione Molise

Piano Casa Governo Berlusconi 2009

 

 

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18 gennaio 2010 - @ltro Molise

Gatti: 'Prendiamo atto della nostra esclusione dal tavolo del centrosinistra'

Dopo l'esclusione dal tavolo politico convocato da IDV per riunire la coalizione di centro-sinistra in occasione delle elezioni amministrative di Termoli, il portavoce di Costruire Democrazia, Erminia Gatti, interviene nel merito.
“Prendiamo atto - risponde Erminia Gatti a chi chiede di spiegare le ragioni dell'estromissione dal tavolo di concertazione - di non essere stati invitati alla definizione di un progetto comune. Non è il tempo né l'occasione per alimentare inutili polemiche: si è persa l'ennesima occasione per fare sintesi, semplicemente. Avevamo offerto la nostra disponibilità ad una leale collaborazione, sin dalla prima ora, nell'interesse della città di Termoli: probabilmente, gli interessi che muovono alcuni leader politici sono di segno più personalistico che di visione collettiva. A questo tavolo, che si riunisce per l'improbabile individuazione del candidato sindaco del centro sinistra, chiediamo se almeno è stato individuato il programma per il quale il futuro sindaco intende impegnarsi.
Ci chiediamo se l'incertezza e i dubbi che sinora hanno impedito la scelta serena ed unanime di un candidato, non riflettono le incertezze sulle scelte strategiche che la nuova Amministrazione dovrà affrontare. Potremmo iniziare con tre semplici domande, ma altre ne segnaleremo.
Alla luce della transazione con la ditta Sorgenia, e la rinuncia al primo giudizio intrapreso, il futuro sindaco ritiene che Termoli dovrà costituirsi parte civile rispetto al processo che vede il Presidente della Regione Iorio, l'assessore Vitagliano e diversi manager della Sorgenia Spa rinviati a giudizio per abuso d'ufficio e falso ideologico? Noi riteniamo di sì, senza alcuna incertezza.
Riguardo al piano casa, condividiamo gli allarmi per la deriva speculativa che potrebbe derivare da una liberalizzazione selvaggia dei programmi di edilizia sociale, ed i timori per i possibili condoni dei numerosi abusi edilizi (soprattutto nella zona del lungomare nord, ma non solo). Ma allo stesso tempo, non si possono tacere le responsabilità per la mancata attuazione del p.r.g., indispensabile per una pianificazione ragionata del territorio. Rifiutiamo l'idea che una sana politica urbanistica debba essere affermata attraverso le aule dei Tribunali amministrativi: un'impostazione giudiziaria dell'urbanistica è la negazione di una visione d'insieme, di sviluppo, tanto più necessaria ad un'amministrazione che si insedierà in un clima indebolito da contenziosi e scarsa capacità di sistema.
Settore agroindustriale: il futuro sindaco ritiene di dover assumere un ruolo politico forte, che finora non ha avuto, nelle dinamiche che riguardano le scelte di politica industriale sul proprio territorio, a partire dal futuro dello Zuccherificio? In quale modo?
Turismo: rispetto alle legittime aspirazioni ed alle richieste provenienti dal settore più qualificante per la città di Termoli, cioè il terzo settore, quali sono le idee per il rilancio della città? Ritiene il futuro sindaco di aderire alla ripartizione dei fondi PISU stabilita dall'amministrazione Greco, e quindi proseguire in continuità con tale azione, o vi sono ipotesi alternative da proporre?
A questa chiarezza facevamo riferimento, quando abbiamo declinato l'invito al toto-nome e rilanciato il tema del programma per la coalizione. Non comprendiamo e non condividiamo la scelta di anteporre i tatticismi e le strategie personali all'interesse dei cittadini, che in questo momento deve ripartire da un'informazione certa, chiara e trasparente da parte di coloro che aspirano a rappresentarli”.

17 gennaio 2010 - Primo Numero

Piano Casa: confronto tra politici e imprenditori

Termoli. L’incontro organizzato sul Piano Casa dall’ex consigliere Alberto Montano ha radunato al hotel Mistral numerosi imprenditori immobiliari, professionisti e addetti ai lavori. Un incontro che sì ha illustrato le opportunità che la nuova legge può offrire a partire da una semplificazione di tempi e burocrazia, nella convinzione che possa essere un’occasione di sviluppo e di rilancio per Termoli, ma che è stato anche l’occasione per screditare l’Amministrazione Greco e il dirigente all’Urbanistica Berchicci «responsabili di aver bloccato il settore e di essere stati continuamente ostili soffocando gli imprenditori». In realtà dell’ex sindaco si è parlato parecchio anche per la durissima nota che Greco ha inviato alla stampa un paio d’ore prima dell’appuntamento al Mistral. Una nota a cui in più occasioni Montano e i relatori hanno fatto riferimento, davanti a una platea che nemmeno ne conosceva i contenuti. I Comuni ora devono scegliere ambiti della propria zona urbana per incentivare gli interventi. Termoli avrà due mesi a disposizione per applicare la nuova legge a partire dall’insediamento della nuova amministrazione, visto che il Comune è stato sciolto prima dell’approvazione della Finanziaria. All’incontro c’era il centrodestra al completo con gli ex consiglieri comunali, i parlamentari molisani Di Giacomo e De Camillis, oltre al presidente Iorio, a cui sono state affidate le conclusioni.

16 gennaio 2010 - Primo Numero - Vincenzo Greco

Piano Casa: per Greco una “legge corsara”

L’ex sindaco di Termoli rompe il silenzio per intervenire con alcune riflessioni sulla legge varata dalla Regione Molise che consente di edificare anche in zone a vocazione agricola. Il notaio si appella commissario prefettizio chiedendogli di «formulare ed emanare quelle regole necessarie per affrontare questo ciclone».
Termoli. Riceviamo e pubblichiamo una nota dell’ex sindaco di Termoli Vincenzo Greco a proposito del Piano casa e dei rischi cui andrebbe incontro il territorio urbano in assenza di un freno amministrativo e di una regolamentazione dell’urbanistica finalizzata a evitare “la devastazione causata da una legge iniqua che Iorio avrebbe fatto meglio a non scrivere”.
«Ho appreso, dagli organi di informazione locale, del convegno di sabato 16 gennaio all’Hotel Mistral sulla legge regionale n. 30 dell’11 dicembre 2009 sul Piano Casa. A moderare il dibattito provvederà il dott. Alberto Montano; gli aspetti tecnici saranno esplicati dall’ing. Ramos e dall’arch. Scutti, quelli giuridici dall’avv. Marone; a raccogliere le conclusioni, infine, chi quella legge ha ispirato e varato, cioè il Presidente della Regione Michele Iorio.
A leggere il cast dei protagonisti del convegno la mia schiena è stata percorsa da un brivido: ho pensato, se c’è Montano ci deve essere la fregatura, e se c’è anche Iorio la fregatura deve essere almeno doppia. Montano è il massacratore del nostro territorio cittadino. Sotto la sua sindacatura si sono perpetrate le peggiori nefandezze a danno del territorio di Termoli:
- le “riclassificazioni “delle aree verdi;
- l’interpretazione arbitraria dell’art. 4 della legge Bucalossi per le cosiddette “zone bianche”;
- l’estensione dissennata dell’art. 51 della legge 865 del 1971 sull’edilizia economica e popolare.
Tutte pratiche “amene e fantasiose” cominciate con lui, proseguite con il suo successore (almeno le ultime due) e da me definitivamente debellate anche a colpi di TAR e di Consiglio di Stato nel primo anno della mia amministrazione.
E credo di capire perché Montano si sia attivato in questa circostanza: far dimenticare il suo volto sfigurato dalla sua pessima amministrazione e ricostruirselo con un lifting per apparire agli occhi degli sprovveduti come vicino ai cittadini e alle loro esigenze, propugnatore delle grandi possibilità contenute nella nuova legge sul Piano Casa e quindi come un potenziale dispensatore di allettanti possibilità di ampliamenti volumetrici. E quale evento gli darebbe risalto maggiore in un momento come questo, prossimo alle elezioni comunali?
Ma il presidente Iorio perché si lascerebbe “moderare” dal più “smodato” dei candidati sindaci della destra, proprio da quello che ha la fedina amministrativa più sporca, specie nel campo dell’urbanistica? Non gli è stata fatta anche dagli altri candidati altrettanta sincera professione di sudditanza - come nella mala si usa fare con un “padrino”- con il conferimento di un “mandato alto e pieno” a decidere chi deve essere il candidato sindaco della destra a Termoli, se mai non si trovasse l’accordo?
Peraltro, a Iorio era già capitato, sempre chiamato da Montano, di venire a Termoli con esito inconcludente ed anche poco onorevole: ricordate la grottesca parata del febbraio 2009 per le vie della città per “liberare Termoli da Greco”, che si concluse con i comizi, tra quattro gatti, al cinema Lumiere?
E, allora, perché questo assist a Montano?
Insomma, che cosa lega l’uno all’altro, a parte un debito di riconoscenza che Montano non può non avere per Iorio, per essere stato “sistemato” alla Regione quale Direttore Responsabile dell’Osservatorio Regionale sulla Qualità dei Servizi Sanitari?
E’ presto detto: tra Iorio e Montano c’è una specie di affinità elettiva in materia urbanistica; insomma, più o meno la vedono allo stesso modo.
E vediamo, infatti, cos’è questa legge regionale sul Piano Casa, la n. 30/2009.
L’occasione del convegno mi da il destro per fare qualche considerazione e mi preme farla sui primi tre commi dell’articolo 6, a proposito degli “interventi straordinari per la realizzazione di edilizia sociale”.
Va anzitutto premesso che la legge regionale n. 30/2009 non contiene solo la regolamentazione dell’incremento volumetrico voluto dal Governo per rilanciare l’economia, cioè il “Piano Casa” vero e proprio, ma è anche una sorta di legge urbanistica. Anzi, è “la legge urbanistica” del Molise - visto che non ne era mai stata varata una in precedenza - e introduce diverse novità nel panorama normativo dell’urbanistica.
Una delle novità riguarda l’edilizia sociale, cioè l’edilizia economica o convenzionata o agevolata, che, appunto, è regolata all’ art. 6 della legge regionale, con una previsione normativa che, seppure in via straordinaria e con durata limitata a soli due anni dall’entrata in vigore della legge, insidia, fino a rendere inutile, ogni tentativo di sana pianificazione del territorio, giacché prevede che nei Comuni sprovvisti di aree libere destinate all’edilizia sociale o che non ne dispongano “in misura sufficiente”, è consentita la presentazione di programmi costruttivi di nuove abitazioni, “da destinare alle giovani coppie ed alle categorie sociali disagiate”, localizzati, oltre che nelle zone C ed F, anche nelle zone agricole “vicine alle zone residenziali esistenti”, con il rispetto dei parametri di cui al D.M.1444 del 1968 e con il limite volumetrico di 2 mc./mq. per le zone C e di 1,50 mc./mq. per le zone agricole. Tali programmi verrebbero approvati con una conferenza di servizi e si attuerebbero mediante una DIA (Dichiarazione Inizio Attività).
Intanto mi pare opportuno fare qualche osservazione sulle approssimazioni terminologiche della norma e sulle impasse interpretative che potrebbe generare. Faccio solo qualche esempio.
Cosa s’intende per “giovane coppia”? Lo è anche quella formata, anche senza matrimonio, da un maturo compagno e da una polacca ventenne, magari sua badante? E’ il tempo della durata o quello della formazione della coppia che conta? E per coppia vale solo quella eterosessuale? E, se il matrimonio non è richiesto per qualificare la coppia, da quanto tempo devono stare insieme un uomo e una donna o due uomini o due donne per qualificarsi coppia utilmente per l’acquisto della casa popolare? E come si prova che la coppia si è formata?
Oppure, per quanto riguarda le zone agricole “vicine” alle zone residenziali esistenti, cosa s’intende per “vicine”? E’ richiesta l’adiacenza oppure no? E se no, quanto “vicine”? E le zone “vicine” devono essere necessariamente già urbanizzate ed edificate o potrebbero essere anche solo aree con destinazione residenziale nel PRG, ma non ancora edificate?
Come è possibile essere così approssimativi nello scrivere degli articoli di legge? E’ incapacità giuridico-lessicale? E’ una predisposizione alla confusione? E’ qualcos’altro?
Per ora giova solo rimarcare che questa è una norma corsara, che irrompe nel sistema spezzando gli equilibri delle previsioni dello strumento urbanistico e, peraltro, senza porre limiti quantitativi alla trasformazione delle aree, o meglio, il limite dovrebbe essere nella realizzazione di tanta volumetria da far venir meno… la condizione di insufficienza delle aree per l’edilizia economica e popolare.
E’, oltretutto, una norma iniqua, perché il fabbisogno di volumetria di edilizia sociale verrebbe colmato da chi arriva prima a protocollare l’istanza al Comune, senza una equa ripartizione, tra più imprese o cooperative, dei benefici portati dalla trasformazione delle aree, anche agricole, in edificatorie.
E’, infine, una norma con conseguenze devastanti per il territorio comunale, giacché, non prendendo essa in alcuna considerazione la ubicazione delle aree da trasformare, potrebbe accadere che, in modo del tutto casuale, queste ultime si concentrino in una parte o in parti del territorio comunale non vocate o non sufficientemente vocate, a giudizio dell’Amministrazione Comunale, a riceversi lo sviluppo edilizio.
Gli unici motivi di conforto appaiono l’operatività temporalmente limitata della norma, ventiquattro mesi (il tempo che resta alla scadenza della Presidenza Iorio) e la possibilità che una saggia Amministrazione Comunale sappia intervenire con tempestività, sia dislocando sul territorio, con procedimenti di varianti al PRG, una sufficiente volumetria di edilizia sociale in piani di zona o in altri strumenti secondari, sia emanando, con Deliberazione di Consiglio, delle regole a cui assoggettare il fenomeno dell’utilizzo casuale delle aree anche agricole, tanto da attenuare, se non eliminare, i connotati dell’assoluta casualità e della possibile iniquità che scaturirebbero dall’attivazione del percorso di trasformazione delle aree affidato all’iniziativa dei proprietari, siano essi imprese, consorzi o cooperative.
Però, oggi Termoli è amministrata da un Commissario e due Sottocommissari, ed a queste persone io mi rivolgo, pregandole di formulare ed emanare quelle regole necessarie per affrontare questo ciclone urbanistico.
Un ulteriore motivo di conforto sta nella probabile natura incostituzionale della norma e nella possibilità che la eccezione di incostituzionalità venga prima o poi sollevata incidentalmente dall’Amministrazione Comunale in un giudizio davanti alla Giustizia Amministrativa.
Insomma, questa è una norma che il Presidente Iorio avrebbe fatto meglio a non scrivere.
Una norma che, guarda caso, dà dignità di fenomeno legittimo ad iniziative ed interventi di privati tesi ad utilizzare aree agricole per l’edilizia sociale, in modo del tutto analogo a quelli di mala gestione urbanistica che erano invalsi sotto le amministrazioni dei miei predecessori e che discendevano da un’interpretazione distorta e compiacente dell’articolo 51 della legge 865 del 1971.
E ciò avveniva con la partecipazione della Regione, anzi del Presidente della Regione, che con suo decreto riteneva di poter legittimare le pretese dei privati, fino a quando il TAR Molise ed il Consiglio di Stato, su iniziativa della mia Amministrazione, hanno dichiarato nulli i provvedimenti del Presidente Iorio, riportando la lettura e la interpretazione dell’art. 51 nei limiti voluti dal legislatore nazionale e ripristinando la legalità violata.
Ecco, legalità violata: e siamo al punto di affinità tra Iorio e Montano».

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