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26 gennaio 2010 - Il Sole 24 Ore - Giuseppe Amadore
Il piano casa siciliano avvia il cammino verso l'aula
Piano casa in Sicilia: a che punto siamo? Nel periodo prenatalizio, in piena crisi del precedente governo regionale, in due sedute successive la IV commissione dell'assemblea regionale aveva esaminato e approvato con modifiche 9 dei 10 articoli che compongono il testo del Ddl. Poi, dalla costituzione del nuovo governo, il testo del ddl ha subito un breve fermo in commissione, dovuto anche all'entrata in vigore della legge sul riordino delle competenze degli assessorati e dei relativi dipartimenti (l'assessorato ai Lavori pubblici, promotore del Ddl, è stato trasformato in assessorato alle Infrastrutture: la competenza sulla materia dovrebbe quindi passare all'assessorato al Territorio, come sarebbe stato più logico fin dall'inizio).
Possono ipotizzarsi quindi ulteriori modifiche nel corso dell'iter parlamentare in aula, anche se da dichiarazioni di rappresentanti del governo il testo dovrebbe approdarvi in tempi strettissimi ed essere velocemente approvato. Nella sostanza, il testo ha mantenuto l'impianto originario, con modifiche sostanziali degli articoli di maggiore impatto sulle possibilità edificatorie.
Gli ampliamenti. Passata l'onda dell'emozione dovuta agli eventi franosi verificatesi in provincia di Messina, sulla scorta della quale erano state espresse perplessità in merito agli ampliamenti degli edifici esistenti previsti nel testo, la fattispecie è stata reintrodotta con emendamenti presentati in commissione.
Nel testo approvato (articolo 2) viene introdotta una limitazione alla tipologia di edifici interessati (esistenti ad uso residenziale con tipologia unifamiliare o bifamiliare, ultimati al 31 dicembre 2008). Viene altresì esclusa la possibilità di intervento su edifici che hanno beneficiato di condoni edilizi. L'ampliamento consentito è inferiore al 20% del volume esistente fino a un massimo di 150 metri cubi. Viene altresì introdotto l'obbligo della riduzione (almeno) del 10% del fabbisogno di energia primaria per la climatizzazione invernale.
L'articolo 3, "Rinnovo del patrimonio edilizio", amplia al 31 marzo 2003 la data di ultimazione degli immobili interessati, mantiene la possibilità di intervento anche per gli edifici destinati ad attività produttive e oggetto di condono edilizio.
Vengono rivisti gli incrementi possibili (35% della cubatura per uso residenziale; 25% della superficie per altri usi) e viene introdotto l'obbligo di utilizzo delle tecniche di bioedilizia.
L'articolo 4, "Oneri concessori", modifica gli indici di riduzione degli oneri dovuti (riduzione del 20% sugli ampliamenti elevata al 30% nel caso di prima abitazione; 50% per interventi di demolizione e ricostruzione).
Viene inoltre confermata (articolo 8) una riduzione del 20% degli oneri per l'utilizzo di sistemi di isolamento e/o di dissipazione sismica. L'articolo 6, "Snellimento delle procedure", sembra introdurre la possibilità di avvalersi del silenzio-assenso per l'atto autorizzativo: o, quanto meno, non riporta più l'esplicita esclusione di tale istituto (articolo 2 della legge regionale 17/94) prevista nel testo del Ddl governativo.
Le opere sulle terrazze. Viene poi introdotto l'articolo 9bis, che prevede la possibilità di recupero ai fini abitativi delle opere realizzate ai sensi dell'articolo 20 della legge regionale 4/2003 (chiusura di terrazze e/o copertura di spazi interni con strutture precarie) da eseguirsi tramite Dia.
Rimane confermata la potestà dei comuni (da esercitarsi con delibera consiliare entro 120 giorni) sulla limitazione/esclusione di aree del territorio comunale o sulle quali imporre limitazioni delle modalità applicative sulla base di apposite ragioni di carattere urbanistico, paesaggistico e ambientale.
Altre modifiche riguardano la soppressione dell'articolo 7 (libretto casa) e alcune variazioni meno significative del testo precedente.
Rimane a questo punto l'attesa per l'approdo in aula del testo, con il dubbio che i nuovi, delicatissimi, equilibri politici possano impedire un percorso spedito per l'approvazione.
26 gennaio 2010 - AGI
Crollo Favara: Gentile da Matteoli, arrivano 1,6 mln
"Con il piano casa dello Stato, alla Sicilia saranno assegnati 40 milioni di euro; per Favara, esclusa inizialmente dai finanziamento, sono state reperite altre risorse 1 milione e 600mila euro attraverso gli ex fondi Gescal". Lo ha detto l'assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilita', Luigi Gentile, dopo aver incontrato a Roma il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli che ha garantito il completamento dei finanziamenti stanziati dal Piano casa nazionale
26 gennaio 2010 - Sicilia Informazioni - Salvatore D'Anna
Ars, domani il piano casa regionale approda in aula. L'Udc ribadisce: "Stiamo all'opposizione", ma non esclude appoggio sulle riforme
Il piano casa regionale, approvato qualche giorno fa dalla commissione Territorio e Ambiente dell'Assemblea regionale siciliana, approda domani pomeriggio in aula. La discussione si annuncia infuocata, dopo che in commissione l'Udc ha votato contro il disegno di legge e il Pdl "lealista", a cominciare dal presidente della commissione Fabio Mancuso, ha disertato il voto finale del provvedimento. Per il governo Lombardo-ter, il secondo banco di prova a Palazzo dei Normanni dopo la vittoria registrata la settimana scorsa quando, grazie al "non-voto" del Partito democratico e all'assenza di alcuni deputati lealisti e dello Scudocrociato, Sala d'Ercole aveva bocciato due ordini del giorno, uno contro il presidente della Regione Raffaele Lombardo, l'altro contro l'assessore Gaetano Armao, entrambi presentati congiuntamente dai due partiti che un tempo facevano parte della maggioranza di governo.
Assenze che avevano provocato dei malumori all'interno dei due gruppi, tanto che qualcuno aveva visto la possibilità di fuga da parte di qualcuno, soprattutto in casa Udc. Oggi pomeriggio, prima della seduta d'aula, il gruppo dello Scudocrociato si è riunito per dettare la linea comune. Il capogruppo Rudy Maira ha fatto capire che non saranno più tollerate altre assenze "sospette". Un messaggio chiaro ai deputati Savona, Cintola, Lo Giudice, Forzese e Fagone, "disertori" martedì scorso. L'Udc, però, non chiude completamente la porta a possibili appoggi al governo Lombardo in aula, almeno per quanto riguarda le riforme. "Il gruppo parlamentare dell'Udc ha ribadito, con compattezza e unanimità, le ragioni per portare avanti un’opposizione costruttiva e propositiva in Sicilia, impegnandosi a presentare disegni di legge ed a collaborare sulle reali riforme nell’interesse esclusivo dei siciliani", afferma Maira al termine della riunione dei 12 parlamentari centristi. "Il gruppo – continua Maira - è compatto sull'azione da svolgere in parlamento. Ed anche sul voto contrario espresso dall'onorevole Salvatore Cintola al Piano casa, in IV commissione Ars, il gruppo Udc ha condiviso le ragioni – prosegue Maira - per le quali era opportuno, come lo stesso deputato Cintola ha sottolineato in sede di commissione, rinviare i lavori alla luce di un nuovo emendamento dell'attuale maggioranza che presentava 80 commi. Seguiremo l'iter del Piano casa – conclude Maira - lavorando anche a nostri emendamenti migliorativi".
Oltre agli emendamenti di Pdl e Udc, si attendono modifiche al "piano casa" anche da parte del Partito democratico, che pure ha visto accogliere in commissione gran parte degli emendamenti presentati in quella sede. Saranno ripresentati gli emendamenti che riguardano la riqualificazione di ambiti urbani degradati e la programmazione, in capo ai comuni, di interventi per la qualità urbana. "La tragedia di Favara deve far riflettere: il ‘Piano casa’ recentemente approvato dalla commissione Ambiente dell’Ars è un primo passo importante per dotare la Sicilia di una legge utile per far fronte all’emergenza abitativa, ma può e deve essere migliorato tenuto conto delle condizioni in cui versa il patrimonio edilizio e urbano della maggior parte delle città siciliane", dice Davide Faraone, deputato regionale del Pd e componente della commissione Territorio e Ambiente all'Ars.
"Quello della sicurezza degli edifici nei centri storici siciliani è un tema, purtroppo, di assoluta attualità: una norma in questa direzione c’è già, e prevede che la Regione paghi gli interessi sui mutui per le ristrutturazioni, ma due anni aspettiamo il decreto che la renda operativa", osserva Antonello Cracolici, presidente del gruppo Pd. "Nel 2008 – continua – su nostra proposta è stata inserita nella finanziaria regionale una norma che prevede che gli interessi sui mutui fino a 300 mila euro richiesti per la ristrutturazione di immobili nei centri storici, siano a carico della Regione. Successivamente, nel 2009, abbiamo modificato la stessa norma e resa più snella, proprio per velocizzarne l'attuazione. E invece, ancora aspettiamo il decreto che la renda operativa attraverso le convenzioni con gli istituti bancari. Chiediamo un immediato intervento dell'assessore alle Infrastrutture perché, in attesa di varare eventuali altri provvedimenti sulla materia, intento si rendano operativi quelli che già ci sono".
"Le agevolazioni economiche per interventi di recupero di immobili ubicati nei Centri storici, previste dall'articolo 33 della legge regionale del 14 maggio 2009 n. 6, saranno attivati a breve", replica l'assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Luigi Gentile. Dall'assessorato fanno sapere che è già partito l'iter perché si proceda alla formale adesione delle Aziende di credito. Non appena sarà acquisita la condivisione da parte della Ragioneria generale della Regione si provvederà poi alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana e sul sito internet del Dipartimento del bando per il recupero degli immobili nei centri storici. "In questo modo – afferma Gentile - saranno attuate compiutamente le disposizioni normative, conseguendo le finalità che hanno ispirato le stesse disposizioni di legge. In particolare, le risorse regionali a disposizione consentono un importo mutuabile a tasso vigente di circa 300 milioni di euro. Si tratta di fondi che garantiranno ossigeno sia per la ripresa degli investimenti nel settore edilizio sia per il soddisfacimento dell'obiettivo di Governo ovvero il recupero degli immobili ubicati nei centri storici".
26 gennaio 2010 - ASCA
Sicilia: Armao ad Università, elaborare emendamento a Piano Casa
Nel corso di una riunione convocata a Palermo, presso l'assessorato regionale ai Beni culturali e all'Identita' siciliana, l'assessore, Gaetano Armao, ha chiesto ai rappresentanti delle facolta' di Architettura della Sicilia di ''contribuire all'elaborazione di un emendamento al piano casa''.
Il piano casa interverra' nei centri storici e nei restanti tessuti urbani dei Comuni dell'Isola. Con l'emendamento in corso di elaborazione, si vuole fare in modo che gli interventi edilizi nei nuclei antichi non alterino la morfologia esistente, pur elevando gli standard di sicurezza e di igiene che oggi, in alcuni casi, si presentano carenti.
Nelle restanti parti delle citta', e soprattutto nelle periferie, si puntera' a migliorare il decoro urbano e architettonico.
26 gennaio 2010 - Sicilia Today
Crollo Favara, Faraone (PD): “Piano casa da correggere in aula per incentivare la riqualificazione delle aree urbane degradate”
Interventi dci ultimati entro il 2003
“La tragedia di Favara deve far riflettere: il ‘Piano casa’ recentemente approvato dalla commissione Ambiente dell’Ars é un primo passo importante per dotare la Sicilia di una legge utile per far fronte all’emergenza abitativa, ma può e deve essere migliorato tenuto conto delle condizioni in cui versa il patrimonio edilizio e urbano della maggior parte delle città siciliane”.
Lo dice Davide Faraone, deputato regionale del PD e componente della commissione Territorio e Ambiente all’Ars.
“Ripresenterò in aula gli emendamenti che non sono stati approvati dalla commissione e che riguardano proprio la ‘riqualificazione di ambiti urbani degradati e la programmazione, in capo ai comuni, di interventi per la qualità urbana’ dando così concreta risposta non solo al tessuto urbanistico delle città ma anche – conclude faraone - ai tanti cittadini che vivono in condizioni precarie e di rischio”.
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