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31 gennaio 2010 - Agrigento Web

Iacolino, Piano casa: semplificare le procedure per l’attribuzione degli alloggi popolari

“Nei prossimi giorni il Parlamento siciliano voterà il piano casa. Fortemente osteggiato a livello nazionale, il piano casa regionale - afferma l’On. Iacolino – è stato invece varato con il concorso determinate del Pd nella compente Commissione legislativa, probabilmente perché “scambiato” dai vertici regionali del partito democratico come una riforma strutturale del Governo regionale che quindi andava appoggiata.
Confidiamo, invece che il piano casa, rimosse le esagerazioni contenute nel documento “liberal” varato dalla Commissione, preveda un iter semplificato e competenze chiaro nel rilascio dell’essenziale bene agli aventi diritto.
Dando cosi una chance di vita dignitosa a quelle famiglie ”invisibili” come quella di Favara, colpita dalla tragedia dei giorni scorsi. E nel medesimo contesto legislativo, prevedere una norma eccezionale che consenta in relazione ai fatti che si sono verificati e se pur in linea provvisoria, l’attribuzione di una casa alla stessa famiglia Bellavia e ad altre che si trovassero nella medesima condizione, in attesa della regolarizzazione delle procedure previste per l’assegnazione di alloggi popolari”.

30 gennaio 2010 - Sicilia Informazioni

Piano casa, il monito di Armao - "Puntare su architettura di qualità"

L'assessore regionale ai Beni culturali e all'Identità siciliana, Gaetano Armao, ha presentato un emendamento per la promozione della qualità del progetto d'architettura negli interventi previsti dal cosiddetto piano casa regionale. "I risultati di un sondaggio demoscopico appena pubblicato - sottolinea Armao - riferiscono che la maggior parte della popolazione teme che il piano casa possa peggiorare la qualità dell'immagine urbana e, di conseguenza, la vita dei cittadini". Il piano casa prevede infatti l'ampliamento sino a un massimo del 20 per cento per gli immobili isolati e del 35 per cento nel caso di demolizione e ricostruzione. "L'emendamento che abbiamo predisposto insieme con gli uffici e con il proficuo confronto con i presidi delle Facoltà di Architettura delle Università siciliane - aggiunge Armao - tende a scongiurare, o almeno a contenere, il rischio di un peggioramento della qualità urbana". Per Armao: "Occorre cogliere l'opportunità della riedificazione puntando sulla qualità sull'innovazione architettonica. E questo deve valere sia nelle periferie, dove il tema è più attuale, sia nei centri storici. Dobbiamo avere il coraggio di puntare su opere di architettura contemporanea. Per poter conservare al meglio il nostro passato guardando, contemporaneamente, al futuro delle nostre città".

30 gennaio 2010 - La Gazzetta del Sud - Giorgio Antonelli

Piano casa, centri storici esclusi

Si muove la Cna: vertice operativo con parlamentari e ordini professionali
La Regione in soccorso del settore edile. Ma non solo: il Piano casa che l'Assemblea regionale siciliana dovrebbe presto licenziare non darà soltanto nuova linfa all'asfittico comparto produttivo delle costruzioni (e, quindi, anche nuova occupazione), ma favorirà anche l'adeguamento strutturale e antisismico di vetusti edifici, nonché l'ammodernamento di storici immobili con l'utilizzo di energie rinnovabili e l'utilizzo di tecniche costruttive di bioedilizia.
Commenti, dunque, positivi al disegno di legge che presto approderà all'Ars, dopo che la bozza di legge è stata approvatata dalla commissione regionale Ambiente e Territorio. Un'ipotesi legislativa, però, che non è immune da critiche anche da parte di chi licenzia positivamente l'operato dell'organismo consultivo, poiché si evidenzia la necessità di apportare doverosi correttivi alla bozza di legge. È il caso del sindaco Nello Dipasquale che, per l'appunto, «reputa positivi i contenuti del disegno di legge, perché si tratta di norme importanti per sostenere l'attività edilizia e per la riqualificazione urbanistica ed ambientale». Ciò nondimeno, il primo cittadino del capoluogo, esprime «preoccupazione legata all'esclusione dei centri storici dalle opportunità di risanamento che questa legge offre». La bozza legislativa, infatti, prevede la possibilità di ampliamento delle abitazioni mono e bifamiliari. Contempla persino una premialità per la demolizione e ricostruzione di fabbricati non idonei sul piano della sicurezza e degli standard igienico-sanitari, ma per l'appunto, sembrerebbe escludere gli immobili siti nei centri storici cittadini: «A mio avviso – sostiene invece il sindaco Dipasquale – non va persa l'occasione di consentire anche ai cittadini che abitano nei rioni storici (purché dotati di piani particolareggiati) di poter sistemare, risanare e ristrutturare le proprie abitazioni. Anche le amministrazioni locali realizzerebbero un triplice obiettivo: recupero del patrimonio edilizio, rivitalizzazione dei centri storici e riqualificazione di ambiti degradati e fatiscenti, scongiurando fatti tragici come quelli avvenuti a Favara». Conseguenziale l'appello alla deputazione iblea perché, in sede di confronto d'aula, attenzionino la proposta, con l'obiettivo di salvare i centri storici, tramite un apposito emendamento.
Anche la Cna, e specificamente la sezione "Unione costruzione ed installazione impianti", saluta con soddisfazione il varo del Piano casa da parte della commissione dell'Ars. Già per lunedì, l'organizzazione sindacale ha chiamato a confronto gli iscritti, aprendo il dibattito anche ai parlamentari, agli amministratori locali, agli ordini professionali, alle organizzazioni dei lavoratori e dei consumatori. L'obiettivo è quello di sviscerare il disegno di legge, per capire se, e come, possa essere migliorato, nell'ottica prioritaria che la nuova legge favorisca interventi che rispettino criteri di qualità. Caratteristica questa che deve essere anche al centro del modus operandi delle imprese edili.
«Parole d'ordine come efficienza energetica, utilizzo delle energie rinnovabili e delle tecniche di bioedilizia, prevenzione del rischio sismico e idrogeologico – ha anticipato Maurizio Scalone, presidente della Cna-installazione e impianti – non sono più patrimonio di ristrette cerchie di addetti ai lavori, ma coinvolgono settori sempre più vasti di cittadini e larghe fasce dell'opinione pubblica».
Vittorio Schininà, responsabile provinciale della "Cna-Costruzioni" conferma la necessità di dover approfondire, in uno ai vari attori interessati alla problematica, il disegno di legge licenziato dalla commissione: «L'obiettivo – asserisce Schininà – è quello di promuovere un'edilizia di qualità che riesca ad offrire alle imprese anche occasioni imprenditoriali di rilievo. Riteniamo che la nostra tradizione imprenditoriale edile vada valorizzata e questo disegno di legge ne offre la possibilità. Le imprese avranno maggiori possibilità di mercato, si risponderà alle esigenze dei cittadini e si potranno, contestualmente, soddisfare esigenze di riqualificazione dell'ambiente e del patrimonio edilizio».

27 gennaio 2010 - Coordinamento regionale siciliano di Sinistra Ecologia e Libertà

Il Piano casa di Lombardo: un insulto per la Sicilia

La Sicilia sta vivendo tempi particolarmente bui per quanto riguarda il proprio territorio. Ad ogni temporale più insistente smottano terreni con il rischio di lesionare le fondamenta.
Mai i siciliani, dopo il grave disastro di Giampilieri, sono stati col cuore in gola così come adesso. Sembra che il nostro ambiente fisico abbia deciso di far pagare tutto insieme il conto di decenni di malversazioni e costruzioni abusive o edificate in maniera inconsulta.
Da tempo Sinistra Ecologia e Libertà dice di ripensare la gestione del nostro ambiente e di iniziare un risanamento idrogeologico che sarebbe la più grande opera pubblica da intraprendere.
Invece la Giunta Lombardo, cinicamente, sta elaborando in Commissione Territorio un Piano casa che potrebbe finire di devastare quel che resta dei nostri Centri Storici e di tutti gli insediamenti abitativi siciliani.
Il Piano infatti, se venisse promulgato così come è stato prodotto, permetterebbe: parcheggi in aree di verde pubblico; ampliamenti delle abitazioni del 20%; ricostruzioni "ex novo" fino al 35%; possibilità di trasformare immobili destinati ad attività produttive in abitazioni; progetti in deroga ai Piani Regolatori; il 20% in meno degli oneri accessori e fino al 50% in caso di ricostruzione; assunzioni eccezionali di personale tecnico; infine sarà sufficiente la semplice dichiarazione di inizio attività per fare scattare i lavori e potere usufruire di queste disposizioni.
In una terra ormai devastata da abusivismi e scempi edilizi, con un'emergenza abitativa che costringe i più poveri a dormire in containers della Protezione Civile, il Governo Lombardo emana un incentivo per le classi più ricche ad ampliare le abitazioni che posseggono già.
Tutto secondo la filosofia berlusconiana, pieno liberalismo che si trasforma in mancanza di divieti e de-regulation a vantaggio delle classi dominanti. Si sta consumando l'ultimo misfatto ai danni del nostro ambiente già massacrato.
E così Sel, che ha previsto nei suoi programmi politici una ristrutturazione e messa in sicurezza del proprio territorio, si opporrà con tutti i mezzi possibili a questa legge ingiusta e dice chiaro alle forze politiche del centrosinistra presenti in Assemblea che questo Piano non è certo una riforma di cui si sente il bisogno ed a vantaggio di tutti i siciliani, ma un sopruso legislativo da impedire.
Con la scusa strumentale di dare slancio al settore edilizio, Lombardo devasta il territorio, prevede incentivazioni e premialità per i più abbienti ed anche per chi aveva costruito irregolarmente e abbandona i siciliani più sfortunati non prevedendo alcun aiuto per le fasce più deboli.
Sel si attende allora che si sollevi in aula un'opposizione ferma e dura perché non passi questo ennesimo scempio e perché finalmente le forze sane della nostra regione comincino a difendere il bene comune di tutti noi siciliani che è costituito prioritariamente dalle nostre città e dall'ambiente fisico nel quale sono inserite.

27 gennaio 2010 - Adnkronos

Sicilia: Lombardo, in Piano Casa censimento edifici fatiscenti

Un censimento degli edifici fatiscenti dei centri storici e delle periferie e risorse per la ricostruzione: sono le misure che saranno inserite in un emendamento al Piano casa della Regione Siciliana. A spiegarlo e' stato il governatore della Sicilia Raffaele Lombardo a margine della Conferenza delle Regioni, a qualche giorno dal crollo della palazzina di Favara, nell'agrigentino, costato la vita a due bambine.
"La Regione Sicilia -ha spiegato Lombardo- sta approntando un emendamento alla legge sul Piano casa per il rilancio dell'edilizia, che imponga ai comuni, con la collaborazione dei nostri uffici tecnici cioe' il Genio civile e la Protezione civile, una sorta di censimento degli edifici dei centri storici e delle periferie molto spesso fatiscenti, che vanno sgomberati e abbattuti". Un emendamento che conterra', ha proseguito Lombardo, "al tempo stesso misure finanziarie per la ricostruzione. Abbiamo delle risorse non spese che possiamo impiegare in questo lavoro".
Lombardo ha ricordato di aver destinato un finanziamento di 10mila euro alla famiglia coinvolta nel crollo di Favara. Famiglia che "nei prossimi giorni andro' a trovare", ha annunciato il presidente. "Mi dicono che a Favara, nel centro della citta', ci sono un centinaio di case inagibili e certamente inabitabili -ha concluso- per cui ci occuperemo anche di queste famiglie".

27 gennaio 2010 - Sicilia Informazioni - Claudio De Pasquale

Piano casa, un'altra trovata demagogica?

La proposta di legge sul piano casa per iniziativa del Governo Regionale e licenziata dalla Commissione competente dell'Assemblea Regionale non risponde alle esigenze della collettività. Così come concepito non muoverà nessuna economia e non consentirà pochi interventi edilizi. E' un piano casa fallimentare sin dall'origine. Innanzi tutto, la possibilità di ampliare è legata alla eventuale regolarità fiscale. L'intervento urbanistico possibile se si è in regola con Tarsu (tassa rifiuti) ed Ici. Ma che c'entra il fisco con l'urbanistica? Si creeranno disparità di trattamento tra cittadini e chissà quante distorsioni nell'applicazione pratica della norma. Purtroppo, l'aver dimenticato di pagare una di queste tasse preclude la possibilità di ampliamento.
Ma l'intervento è precluso pure se non si diminuisce il consumo energetico: è un paradosso pur ampliando l'edificio si devono diminuire i consumi (!!) Non è che sia impossibile, ma per fare un modesto ampliamento si dovrebbe spendere chissà quanto nell'isolamento termico del preesistente edificio. Gli interventi limitati ad abitazioni unifamigliari e bifamigliari, che solitamente si trovano nel territorio aperto e che derivano da costruzioni spontanee poi condonate. Ma proprio le case sottoposte a condono edilizio non possono essere ampliate. Quindi quasi nessuna dato che , purtroppo, in Sicilia, a causa della insufficiente programmazione urbanistica, i cittadini sono stati “costretti” a fare da se, costruendo abusivamente e poi sanando, pagando somme tanto alte quanto scandalose e per colpa dell'inefficienza degli altri si sono trovati anche privi delle più elementari opere di urbanizzazione.
Vi è la possibilità di demolire interi edifici non idonei e sostituirli con altri nuovi, aumentando la volumetria. Però, in questo caso si devono utilizzare i metodi della bioedilizia, che non si sa nemmeno cosa sia, tanto che per l'applicazione di questa legge, si dovrà attendere (chissà fino a quando) la emanazione di una circolare esplicativa (così dice la proposta di legge). Oltre le mille incombenze alle quali si deve sottoporre un cittadino, adesso ci mancava, la bioedilizia (!!). Di demagogia in questo testo c'è n'è tanta, ma ogni tanto si dovrebbe avere il coraggio di fare cose serie, utili ed efficaci. Modifiche al testo originario sono necessarie, salvo ritrovarsi con un “Piano Casa” di fatto impraticabile e che non porterà alcun beneficio economico. Tutto il contrario di quelle che erano le intenzioni del Governo centrale. Speriamo che l'Assemblea Regionale sarà messa in grado di fare le dovute correzioni.

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