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24 gennaio 2010 - Guida Finestra
Verande in Alto Adige. La Provincia di Bolzano le consacra come possibile ampliamento all’interno del Piano Casa provinciale.
Il Piano Casa dell’Alto Adige, redatto all’insegna della riqualificazione energetica - in sintesi: ampliamento sì ma solo se in classe di consumi energetici CasaClima C per l'intero edificio – prevede tra i possibili ampliamenti delle costruzioni esistenti anche la chiusura di verande . Lo esplicita chiaramente la Circolare esplicativa dell’Assessore all’urbanistica, ambiente e energia Michl Laimer, qui allegata.
Tuttavia questo non è il primo provvedimento a favore delle verande essendo queste costruzioni già previste dall'articolo 127, comma 3 della legge urbanistica provinciale, L.P. 11 agosto 1997, n. 13. La stessa Provincia le ha regolamentate poco più di un anno fa con la delibera n. 4172 del 10/11/2008 Direttive ai sensi dell'articolo 127, comma 3 della legge urbanistica provinciale, L.P. 11 agosto 1997, n. 13 - (Costruzione di verande su edifici esistenti).
Questa stessa legge prevede che i nuovi impianti e la realizzazione di opere relativi al contenimento dei consumi energetici ed all’utilizzo delle fonti rinnovabili di energia sono esenti dagli oneri di legge e non vengono considerati ai fini del calcolo della cubatura se eseguiti su edifici esistenti alla data 12 gennaio 2005. Nello specifico l'articolo 127, comma 3 della legge urbanistica provinciale dispone che anche la costruzione di verande vale come misura per il contenimento dei consumi energetici.
Ma a quali regole devono sottostare le verande in Alto Adige?
Prima condizione è che si tratta effettivamente di interventi per il contenimento dei consumi energetici garantiti in ciò da caratteristiche tecniche ben precisate. L'efficienza energetica risulta dall'accumulo di calore nella parete esposta al sole. La veranda dev'essere isolata e deve avere una vetrata sufficientemente grande in relazione all'immissione del sole. Per lo sfruttamento passivo dell’energia solare deve essere interamente esposta al sole diretto, il giorno 23 dicembre, per almeno 3 ore. Deve essere costruita su una parete esterna di massa sufficiente, in relazione alla capacità di accumulo di calore, ed essere termicamente divisibile dai locali retrostanti e va garantita la trasmissione del calore all’interno dell’edificio.
Inoltre, una veranda, che non può essere dotata di sistema di riscaldamento, può avere una superficie lorda di piano della veranda superiore a 9 m² e in nessun caso essa deve superare il limite di 30 m².
La delibera prevede coefficienti di trasmittanza termica per le parti strutturali Uf ≤ 2,0 W/(m²K) e per le parti vetrate Ug = 1,1 W/(m²K) con una superficie vetrata non inferiore al 70% della facciata della veranda.
In Allegato:
- la Delibera provinciale sulle verande
- la Circolare esplicativa del Piano casa provinciale
19 gennaio 2010 - Edilportale - Paola Mammarella
Bolzano, Piano Casa a tempo indeterminato
Abolito il termine del 31 dicembre 2010 per gli ampliamenti legati all’efficienza energetica
Piano Casa a tempo indeterminato. È la decisione della Provincia Autonoma di Bolzano, che elimina il termine del 31 dicembre 2010 dalla Delibera 1609/2009, approvata lo scorso 15 giugno.
Gli ampliamenti sono possibili solo per gli edifici in cui almeno il 50% della volumetria sia destinato ad uso residenziale, che dal 12 gennaio 2005 contano su un volume fuori terra, esistente o in concessione edilizia, di almeno 300 metri cubi. Gli aumenti fuori terra possono raggiungere al massimo un volume di 200 metri cubi e un’altezza di un metro.
Nei condomini l’ampliamento di un appartamento, a seguito del suo risanamento energetico, può riguardare balconi, verande e giardini di inverno. I lavori riferiti all’immobile nel suo complesso ammettono l’innalzamento di un metro dell’immobile, ma solo previo accordo di tutti i proprietari.
La superficie abitabile degli immobili può essere estesa del 5% o del 10% a seconda che si ottenga un certificato energetico di categoria A, B o Oro. Il bonus può essere applicato alle nuove abitazioni e ai sottotetti. La ristrutturazione delle vecchie case secondo i criteri dell’efficienza energetica rende possibile il rialzo di 60 centimetri delle soffitte.
Gli interventi di ampliamento sono vietati nelle zone di bosco, verde alpino e aree vincolate. Al contrario sono ammessi i centri storici osservandone il rispetto delle caratteristiche.
Vietati gli interventi di demolizione e ricostruzione totale. Sono invece ammessi gli abbattimenti che non coinvolgono più del 50% della cubatura esistente fuori terra.
Per l'autorizzazione è necessario il permesso di costruire, cui deve essere allegato il calcolo di un tecnico autorizzato che certifichi per l'intero edificio almeno lo standard Casa Clima C, cioè un consumo annuo, per il riscaldamento, non superiore ai 70 kw/h al metro quadrato.
Grande importanza è riservata ai certificati di fine intervento, senza i quali gli aumenti di cubatura sono considerati abusivi e deve essere ripristinata la situazione precedente.
13 gennaio 2010 - Edilio
Edilizia residenziale pubblica: la provincia di Trento ha pronto un piano
La provincia di Trento mette in campo un buon piano per l'edilizia residenziale pubblica.
Sono complessivamente 1.005 gli alloggi a canone sociale e 691 quelli a canone moderato che Itea S.p.A. potrebbe acquistare, realizzare o per i quali avviare l'iter di costruzione o ristrutturazione entro il 31 dicembre 2011.
Sono stati individuati dal "Programma triennale di attuazione per gli anni 2009-2011 del Piano Straordinario di Itea S.p.A.", varato dal comitato, appositamente costituito. Il documento individua su scala comunale, o zona limitrofa di influenza comunale, il fabbisogno quantitativo di alloggi a canone sociale e a canone moderato necessario per soddisfare la domanda abitativa pubblica.
L'assessore Rossi, presenterà il documento alla Giunta provinciale nei prossimi giorni per la definitiva approvazione.
Il documento presenta due parti, una dedicata al canone sociale e l'altra al canone moderato.
Per quanto riguarda il canone sociale, il documento prevede la realizzazione di 1.005 alloggi; di questi, 245 saranno acquistati da Itea sul libero mercato, mentre i restanti 760 sono già ricavabili da aree o immobili di Itea spa o per i quali la società ha in corso le trattative di acquisto.
L'acquisto di immobili sul libero mercato, che avverrà attraverso lo strumento di un unico bando pubblicato da Itea spa, consente di evitare l'individuazione da parte dei Comuni di nuove aree edificabili e di accelerare le procedure. La localizzazione dei 245 alloggi è prevista nei comuni limitrofi a quelli ad alta tensione abitativa.
Con riferimento agli alloggi a canone moderato, il comitato ha ritenuto di localizzare gli stessi nei 12 comuni ad alta tensione abitativa (Trento, Rovereto, Pergine Valsugana, Riva del Garda, Arco, Mori, Lavis, Ala, Cles, Levico Terme, Borgo Valsugana, Mezzolombardo) con possibilità di intervento anche dei comuni limitrofi.
Itea ha già in corso di realizzazione o in fase di acquisizione 415 alloggi e il comitato ha ritenuto di individuare ulteriori 255 alloggi nei comuni ad alta tensione abitativa che non hanno iniziative attualmente in corso.
Con particolare riferimento a questi ultimi alloggi, il comitato ha rilevato, come la collaborazione delle amministrazioni comunali risulti determinante; diversamente, trascorsi 180 giorni dall'approvazione del documento, la Provincia potrà esercitare il potere sostitutivo previsto dalla legge.
In aggiunta a quanto sopra, è importante precisare che, con la recente legge finanziaria per l'anno 2010, sono stati introdotti ulteriori strumenti sia a lungo termine che a breve periodo per incentivare il ricorso al canone moderato, quali il fondo immobiliare e il contributo a favore dei privati che potrebbe consentire la realizzazione di un numero ulteriore di alloggi.
