Regione Umbria

Piano Casa Governo Berlusconi

 

 

18 gennaio 2010 - Ance

Piano Casa: come cambiano le regole da Comune a Comune

UMBRIA – LR n. 13/2009
Le esclusioni previste dalla legge
- edifici nei centri storici
- edifici su aree soggette a inedificabilità assoluta
- edifici in zone agricole realizzati successivamente al 13/11/1997
- edifici in zone boscate
- edifici in zone a rischio frana e idraulico
- edifici in ambiti sottoposti a consolidamento abitati di cui all’art. 61 del Dpr 380/01
- edifici classificati come beni culturali o come edilizia speciale, monumentale o atipica
- aree sottoposte a vincolo paesaggistico
- immobili eseguiti in assenza del titolo abilitativo
- immobili ricadenti in zone omogenee o ambiti dove le normative o lo strumento urbanistico precludono la possibilità di realizzare ampliamenti o ristrutturazioni che riguardino la completa demolizione e ricostruzione dell’edificio.


Le facoltà assegnate ai Comuni
I Comuni entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge (termine scaduto il 30/6/2009) possono escludere l’autorizzazione agli interventi o stabilire limiti inferiori di ampliamento per specifici immobili o zone del territorio in ragione delle caratteristiche paesaggistiche e ambientali nonché del grado di saturazione edilizia esistente.


Le prescrizioni previste dalla legge
Per le realizzazioni degli ampliamenti e delle demolizioni ricostruzione è previsto dalla legge l’obbligo di non superare l’altezza massima consentita dallo strumento urbanistico, di assicurare il rispetto delle disposizioni sulla fasce stradali e ferroviarie .
Gli interventi di demolizione, ricostruzione e ampliamento di cui all’art. 35 sono inoltre subordinati al reperimento di spazi per parcheggi pertinenziali nonché all rispetto delle normative vigenti in materia di dotazione territoriali e funzionali relativamente alla parti ampliate.


Le principali scelte dei Comuni

Comune
Delibera

Perugia

La delibera disciplina unicamente l’applicazione di uno sconto pari al 50% sugli oneri primari, secondari e sul costo di costruzione e di un ulteriore sconto del 50% sul totale della spesa necessaria a chi demolisce e ricostruisce ex novo utilizzando tecniche costruttive di bioedilizia e di fonti di energia rinnovabili

Terni

In linea generale conferma le esclusioni, con ulteriori specificazioni, già previste dalla legge. Esclusi ad esempio gli edifici residenziali nelle zone di nuova trasformazione per attività produttive

Gubbio

Oltre alle esclusioni già previste dalle legge la delibera ne specifica di ulteriori in considerazione della specificità e delle peculiari emergenze del territorio comunale.

Foligno

La delibera ripropone con alcune specificazione gli ambiti e le zone di esclusione già indicate nella legge regionale.

 

13 gennaio 2010 - Regione Umbria

Umbria, ok alla legge sulle costruzioni in zona sismica

Adeguamento alla sentenza della Consulta; controlli differenziati in base alle zone di rischio
La Commissione consiliare Attività economiche e governo del territorio della Regione Umbria, presieduta da Franco Tomassoni, ha approvato il disegno di legge “Disciplina concernente le modalità di vigilanza e controllo su opere e costruzioni in zone sismiche”.
Il testo, predisposto dalla Giunta, illustrato da Luciano Tortoioli (direttore regionale dell’area ambiente, territorio e infrastrutture) mira ad “adeguare anche l’Umbria al dispositivo di una sentenza della Corte costituzionale che impone a tutte le Regioni di superare il vecchio sistema dei controlli a campione. Tutte le Regioni - ha spiegato Tortoioli - stanno predisponendo disegni di legge che prevedono il rilascio di autorizzazioni preventive da parte delle Province, per opere pubbliche e singole costruzioni, ricadenti nei territori dei comuni appartenenti alle prime due classi di pericolosità sismica: più di due terzi dei comuni umbri, 18 dei quali nella prima classe e 51 nella seconda. La legge delega alle due Province di Perugia e Terni il rilascio di queste nuove autorizzazioni e i successivi controlli, comporta oneri aggiuntivi stimati dalla Regione in un milione di euro, oltre al personale tecnico necessario ai due enti delegati per il rilascio delle autorizzazioni”.
Tortoioli ha anche spiegato che, rispetto al testo iniziale, dopo la discussione in Commissione sono state apportate delle modifiche che riguardano il sistema dei controlli, che sarà differenziato in base alle zone di rischio, con una conseguente riduzione dei costi e della complessità delle procedure. Il giudizio positivo della maggioranza non è stato condiviso dai rappresentanti del Pdl: il consigliere Raffaele Nevi ha spiegato il voto contrario parlando “dell’introduzione di una nuova tassa e di una legge che scarica sulle Province i costi delle autorizzazioni”. Per Armando Fronduti: “Le spese relative al pagamento dei nuovi tecnici della Provincia e altre spese collegate all’obbligo della verifica dei calcoli e dei progetti nelle zone sismiche 1 e 2 (intensità alta e media) in applicazione alla legge 380 del 2001 non possono essere riferite al committente – proprietario o al costruttore, presentatore dei progetti, ma devono rientrare nei consueti servizi a carico dell’ente pubblico, in questo caso della Provincia, utilizzando i tecnici attualmente in servizio o scegliendo ingegneri con maturata esperienza nelle normative sismiche e nella verifica dei cantieri all’interno dell’albo”. Relatori del provvedimento saranno Giancarlo Cintioli (Pd) per la maggioranza e Raffaele Nevi (FI - Pdl) per l’opposizione.