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25 giugno 2010 - Sambenedetto Oggi - Cinzia Rosati
In Consiglio comunale Piano Casa e mercatino estivo
Due le sedute convocate a Martinsicuro, per lunedì 28 giugno e mercoledì 30. Dieci i punti all’ordine del giorno della prima assise civica, mentre la seconda sarà riservata alle interrogazioni e alle interpellanze dei gruppi di minoranza.
MARTINSICURO - Due Consigli comunali sono stati fissati a Martinsicuro per lunedì 28 giugno alle ore 9 e mercoledì 30 alle ore 15,30. Dieci i punti all'ordine del giorno della prima assise civica, tra cui il Piano Casa, con il recepimento della legge regionale che prevede una serie di agevolazioni a sostegno del settore edilizio, la ratifica della variazione della programmazione triennale dei Lavori Pubblici 2010/2012, l'approvazione della convenzione per la gestione delle spese di vitto e alloggio dei dodici agenti delle Forze dell'Ordine che si insedieranno nel Posto di Polizia estivo. Si tornerà anche a parlare del mercatino estivo di Villa Rosa, con la ratifica dello spostamento delle bancarelle da via Palizzi a via Filzi.
Nel consiglio comunale di mercoledì 30 giugno invece sarà dato spazio ai gruppi di minoranza, con la discussione di tutte le interrogazioni e le interpellanze che, presentate nelle sedute consiliari precedenti, di volta in volta per mancanza di tempo sono sempre state rinviate.
12 giugno 2010 - APCOM
Ambiente - L'85% dei comuni Abruzzesi a rischio frane e alluvioni
Il dissesto idrogeologico non risparmia certamente l'Abruzzo.
I dati sul dissesto idrogeologico riportati dal piano per l'assetto idrogeologico dei bacini abruzzesi e del bacino interregionale del fiume Sangro, approvato nel 2008, sono eloquenti: 258 le località abitate instabili, l'85% dei comuni Abruzzesi è a rischio frane, alluvioni ed erosioni.
In termini percentuali oltre il 12% del territorio regionale è interessato da dissesti. Questa la situazione abruzzese, descritta da Nicola Tullo, presidente dell'ordine dei geologi dell'Abruzzo, alla vigilia del Forum Nazionale sul dissesto idrogeologico in Italia sul tema "Le Frane in Casa", in programma il 16 giugno al centro congressi "Frentani" di Roma.
"Le cause del dissesto sono da ricercarsi quasi sempre nelle radicali modificazioni degli equilibri idrogeologici lungo i corsi d'acqua - ha proseguito Tullo - e nella scarsa manutenzione del territorio da parte dell'uomo che fa si che ogni qual volta piova un poco più del normale interi paesi vadano in crisi, come nel periodo 2003-2005 quando furono emessi ben 4 decreti di 'calamità naturale' a causa degli ingenti danni subiti che, in gran parte, potevano essere evitati solo con una normale manutenzione del territorio". Purtroppo a questi eventi si sono associati anche fenomeni di proporzioni notevoli come la frana di Caramanico (PE), che con una superficie di almeno 5.000 metri quadrati sta scivolando a valle verso il Fiume Orta, o l'imponente movimento franoso che interessa la località Colle Grande nel territorio del Comune di San Martino sulla Marrucina (CH).
8 giugno 2010 - Corriere della Sera - Fabrizio Caccia
Onna: la casa che riuscì a resistere al terremoto, ma non all'Anas
Una delle cinque abitazioni che rimasero in piedi sarà abbattuta per far posto a una strada
ONNA (L’Aquila) - Non riuscì a spianarla neppure il terremoto, forte e solida com’era, coi muri incatenati e il tetto di legno. Ma adesso arriva la «Variante Sud» dell’Anas e sembrano esserci davvero poche speranze. Il destino della casa-miracolo di Onna, una delle cinque (appena 5!) che si salvarono dal sisma mentre il resto del paese crollava (40 morti), appare segnato. La casa antisismica della maestra elementare Margherita Nardecchia Marzolo, l’ultima in fondo, a pochi passi dal fiume Aterno, verrà demolita (salvo ripensamenti o una sospensiva in extremis del Tar) perché in corrispondenza della cucina (secondo questo progetto) dovrà sorgere il sovrappasso della nuova strada (da Bazzano a San Gregorio, 6-7 chilometri in tutto) prevista dall’Anas per alleggerire il traffico della statale 17, ormai congestionato dopo la chiusura del centro storico dell’Aquila e la creazione in periferia dei 19 miniquartieri.
ASSEDIATI DALLE AUTO - Il tempo stringe. A dicembre scorso è stato approvato il progetto definitivo, a febbraio si è chiusa la gara. Sarebbero già pronte le lettere d’esproprio dei terreni: «Arriva la strada che asfalta la speranza», sospira Franco Papola, presidente dell’associazione Onna Onlus. «Ma come?», protestano in coro i cittadini della frazione alla fine dell’ennesima riunione. «Onna doveva rappresentare il simbolo della rinascita, della ricostruzione post-sisma in Abruzzo e adesso invece ci chiudono come indiani in una riserva, stretti tra la Statale e la Variante Sud. Assediati dalle auto e dall’inquinamento. Altro che turismo e agricoltura biologica, centro polivalente e piste ciclabili sul fiume. Sarà uno scempio...». Gli abitanti da mesi sono sul piede di guerra: Onna Onlus, la Proloco di Onna, il comitato cittadini di San Gregorio, hanno già presentato un ricorso al Tar e annunciano ora nuove iniziative. Non solo.
DIPLOMAZIA - Si rischia pure l’incidente diplomatico: Onna, come si ricorderà, dopo la catastrofe del 6 aprile 2009, fu «adottata» dal governo tedesco di Angela Merkel (in memoria della strage compiuta in loco dalla Wehrmacht l’11 giugno 1944, quando i nazisti uccisero 17 persone e rasero al suolo le case). L’ex ambasciatore Michael Steiner (tornato da poco a Berlino) ha lavorato per più di un anno fianco a fianco con gli onnesi per ricostruire la chiesa, le case, le scuole, mettendo a disposizione i migliori architetti e ingegneri per la realizzazione di un masterplan. Un piano di rinascita che adesso finalmente è pronto. E proprio l’ambasciata, nei giorni scorsi, ha scritto all’Anas per provare a sventare la minaccia: lettere cautissime «e molto diplomatiche» - chiosano a Onna Onlus - per suggerire l’adozione di un percorso alternativo a quello descritto nel progetto di dicembre. Una strada che, cioè, passi al di là del fiume, in mezzo alla campagna, lontana dalle case. Finora, però, senza esito.
RICORSO - L’avvocato Fausto Corti, che assiste la maestra Nardecchia Marzolo nella sua battaglia per evitare l'abbattimento della casetta-miracolo, dice che un primo ricorso, già presentato al Tar, è stato respinto due settimane fa in assenza di «danno grave e irreparabile». È naturale: la demolizione non c’è ancora stata... Ma se e quando partiranno i cantieri lui, è chiaro, tornerà alla carica. È su un altro punto, però, che oggi l’avvocato vorrebbe attirare l’attenzione: «La Variante Sud», osserva, «fu approvata in un giorno, nell’ambito della stessa conferenza di servizi che doveva dare l’ok sulla nuova viabilità del post-terremoto. Capito? Anche qui, anche in questo caso, le procedure d’urgenza della Protezione civile, come per il G8 e i Grandi Eventi, hanno giocato un ruolo fondamentale. La Variante Sud», ricorda Corti, «faceva parte della Legge-Obiettivo, ci sarebbero voluti cioè ben altri tempi e ben altri passaggi per approvarla. E invece in un lampo eccoci qua, con 33 milioni di euro già pronti. Oltretutto», conclude il legale, «il progetto scelto dall’Anas è il più oneroso, perché far passare la strada vicino a Onna, dove si è visto che è alto il rischio idrogeologico, significherà costruirla non a raso, ma sopra un terrapieno. Che vuol dire? Camion e camion di terra. In faccia al paese sorgerà una collina...».
