Regione Lazio

Piano Casa Governo Berlusconi

 

 

26 giugno 2010 - Il Faro

Campidoglio, approvato il Bilancio dalla Giunta capitolina

Settimana decisiva per il bilancio del Comune di Roma. Dopo la presentazione ai cittadini, alle parti sociali e ai presidenti dei Municipi nei giorni scorsi, la manovra è stata approvata dalla Giunta capitolina.
Entro il 31 luglio la manovra comunale dovrà essere, infine, approvata dai Municipi e dal Consiglio comunale, come previsto dalla legge. In corso di iter istituzionale potranno essere presi in esame e approvati gli emendamenti presentati dai partiti, dai Municipi e dalle parti sociali.
Un bilancio di circa 5 miliardi di euro (3,6 per la spesa corrente e 1,2 per gli investimenti), una manovra da 210 milioni per riequilibrare il rapporto tra entrate e spese, senza però toccare la spesa sociale. Si riassume in queste cifre il "Rapporto alla città" sulla situazione finanziaria del Comune di Roma, presentato dal sindaco Alemanno e dall'assessore al Bilancio, Leo, il 21 all'Auditorium ai rappresentanti delle istituzioni e dell'imprenditoria, il 22 alle parti sociali e il 23 all'assemblea dei Presidenti dei Municipi.
Sullo sfondo, un debito di 12,2 miliardi di euro accumulato nel tempo. "Da qui – come ha ribadito il Sindaco – la separazione tra gestione commissariale e ordinaria: la prima riguarda il piano di rientro del debito che verrà finanziato con 300 milioni annuali a carico dello Stato fino al 2048 e con 200 milioni derivanti da maggiorazione dell' Irpef comunale (+0,4%) e addizionale di 1 euro sugli imbarchi aeroportuali".
"Quanto alla gestione ordinaria – ha proseguito Alemanno – il bilancio verrà riportato in equilibrio grazie all'aumento dell'Ici sulle seconde case sfitte, che dovrebbe fruttare 18 milioni di euro; al recupero dell'evasione (19,8 milioni), all'adeguamento delle tariffe (12,7 milioni)".
In particolare sulla razionalizzazione della spesa, si recuperano 69,2 milioni con una serie di misure: istituzione della centrale unica acquisti, accorpamenti di aziende partecipate e dei relativi consigli di amministrazione. Per dare il buon esempio si è deciso un taglio del 10 per cento sugli stipendi di Sindaco, Assessori, Consiglieri comunali, dirigenti e manager.
I contenuti della conferenza dell'Auditorium, trasmessi in diretta video streaming su questo portale, sono ora a portata di clic: vedi l'intervento del Sindaco e quello dell'assessore al Bilancio, Maurizio Leo.
Per dare il buon esempio si è deciso un taglio del 10 per cento sugli stipendi di Sindaco, Assessori, Consiglieri comunali, dirigenti e manager.
Quanto all'aumento delle entrate, nell'ambito della manovra comunale le principali misure previste sono: lotta all'evasione fiscale, rimodulazione delle tariffe, aumento dell'addizionale Ici sulle seconde case sfitte, aumento del canone per l'occupazione suolo pubblico (COSAP).
Queste risorse serviranno a garantire il funzionamento della macchina amministrativa a livello centrale e periferico e a realizzare interventi di manutenzione stradale(108 milioni di euro).
Gli investimenti previsti ammontano complessivamente a 1,2 miliardi di euro. Le voci principali: 120 milioni per avviare il rifacimento del lungomare di Ostia, 22 per allargare la via Tiburtina, 35 per la metro B1, 20 per la metro C, 40 per il ponte della Scafa, 5 per l'acquisto di nuovi convogli per la metro A. Altri investimenti di rililevo: treninio Anagnina-Torre Angela, piano fognature e illuminazione, banda larga e fibra ottica. "Una crescita notevole", ha sottolineato l'assessore Leo: si passa dai 649 milioni 777 mila euro del 2008 agli 822 milioni 836 mila del 2009 e al miliardo 272 milioni 347 mila del 2010.
"La spesa sociale non si tocca", ha detto il Sindaco. Stessi livelli del 2009, dunque, e così per i servizi scolastici. Saranno rimodulate nel 2010, però, le tariffe per gli asili nido: l'incremento delle entrate, previsto in 3,7 milioni di euro, servirà a creare nuovi posti nei nidi e nelle scuole dell'infanzia.
Nella manovra comunale anche il piano casa, con 10 mila nuovi alloggi previsti dai nuovi bandi, 5.000 con l'housing sociale, 500 per l'edilizia residenziale pubblica e oltre 4 mila dai privati. Prevista anche la vendita di 5 mila case popolari. "Il tempo è maturo per far partire 3,2 miliardi di investimenti privati nel settore delle valorizzazioni urbanistiche", ha poi detto il Sindaco, riferendosi all'opportunità offerta dal riuso e dall'immissione nel mercato di numerosi vecchi immobili pubblici presenti in città.
Sul fronte sicurezza e decoro, confermata l'assunzione entro l'anno di 391 agenti di Polizia Municipale, così come i 15 milioni di euro destinati a mezzi, attrezzature e spese correnti per i vigili urbani. E ancora: venti squadre di pronto intervento per cancellare scritte e curare la manutenzione urbana, una "cabina di regia" per controllare il degrado in città e l'attività degli operatori Ama.

24 giugno 2010 - Adnkronos

Confindustria: Rieti, Giorgio Perotti confermato a guida sezione edili

"La ricetta giusta - ha ribadito il presidente Perotti - e' innanzitutto garantire un sempre maggiore dialogo con le istituzioni. Vale a dire che un continuo dialogo e contatto in questa direzione consente di essere protagonisti nelle fasi decisionali e di essere maggiormente propositivi, in particolare in una fase storica nella quale la legislazione prodotta, e mi riferisco ad esempio al Piano Casa, richiede una piu' diretta partecipazione del mondo imprenditoriale, in particolare dell'edilizia. Cosi' facendo, si possono proporre soluzioni alla pubblica amministrazione e si mettono in campo le giuste risorse finanziarie".

14 giugno 2010

Piano Casa Lazio - Analisi critica Legge regionale Lazio n. 21/2009

Riceviamo e pubblichiamo con piacere gli atti relativi all'intervento effettuato dall'Ing. Luca Montesi, Presidente della Commissione Urbanistica Ordine Ingegneri di Roma e Presidente Commissione Piano Casa Federazione Ordini Ingg. del Lazio, al convegno tenuto giovedì scorso presso l’Auditorium della Tecnica di CONFINDUSTRIA, nel quale ha esposto l’opinione della Federazione degli Ingegneri del Lazio sulla Legge regionale 21/2009.
Testo integrale dell'intervento
Slides di presentazione

14 giugno 2010 - Edilio

Come cambia il piano casa del Lazio

Obiettivo sbloccare la fase applicativa del piano nel Lazio
"Non lo rottamiamo, ma di certo ha bisogno di un tagliando". Usa una metafora automobilistica per parlare del piano casa laziale Daniele Iacovone, direttore dell’assessorato Urbanistica della Regione, il tecnico che più di ogni altro ha lavorato alla redazione della norma.
Una norma che si prepara a cambiare, almeno in quattro punti, sui quali il neoassessore all’Urbanistica, Fabio Armeni – ha riferito nel corso di un convegno di Edilportale – ha già dato mandato ai suoi uffici di lavorare. L’obiettivo è far saltare in un colpo solo tutti i tappi che hanno finora bloccato a poche decine di domande la fase applicativa del piano nel Lazio.
Emendando in primo luogo la disciplina degli adeguamenti sismici. Qui la legge prevede che, laddove ci si trovi in una zona a rischio sismico, anche basso (attualmente più del 98 per cento dei Comuni laziali sono classificati sismici), è necessario adeguare tutto il proprio fabbricato prima di fare l’ampliamento. Una misura durissima in termini di costi. Sarà allora rivista, puntando a garantire l’adeguamento sismico solo dell’intervento di ampliamento. Anche se bisognerà scontrarsi con i paletti rappresentati dalla legge nazionale.
Cambierà anche la disciplina delle zone agricole. In queste aree, attualmente, sono vietati gli interventi di demolizione e ricostruzione. Sono invece consentiti quelli di recupero e di ampliamento, ma solo ai coltivatori diretti, agli imprenditori agricoli e ai loro eredi. Limiti che, di fatto, hanno impedito a molti proprietari di ville di usufruire dei benefici della legge. L’idea è far saltare o ammorbidire l’apertura ai soli coltivatori diretti, pur mantenendo vincoli particolari per alcune zone, come l’agro romano.

11 giugno 2010 - Edilportale

‘Tour Piano Casa’ Edilportale: conclusa la prima tappa a Roma

Grande partecipazione di tecnici all’Auditorium di Confindustria per discutere dell’attuazione della legge regionale del Lazio
Grande affluenza di tecnici ieri all’Auditorium della Tecnica di Confindustria a Roma per la data di avvio del “Tour Piano Casa” organizzato da Edilportale.
L’appuntamento di ieri, dedicato al Piano Casa della Regione Lazio, ha inaugurato il ciclo di 20 convegni sul Piano Casa - ideati e organizzati da Edilportale - che faranno tappa in tutte le Regioni italiane per approfondire le normative regionali, fare il punto sull’attuazione e raccogliere sul territorio le esperienze di amministratori e progettisti.
All’incontro, moderato da Alfredo Martini, hanno partecipato Daniele Iacovone, Direttore dell’Assessorato all’Urbanistica della Regione Lazio, e Antonio Sperandio, Direttore dell’Assessorato alle Politiche per la Casa della Regione Lazio, che hanno illustrato i contenuti della normativa regionale, il primo in generale, il secondo approfondendo il tema dell'housing sociale.
Sono emerse difficoltà oggettive sull'applicabilità della legge regionale, confermate dai dati del Cresme che registrano una riduzione dal 12 al 6% della potenziale risposta del mercato alle misure anticrisi. Il convegno è stato, tuttavia, una preziosa occasione di confronto con i tecnici, il cui contributo - in una fase di ripensamento della legge da parte della nuova Giunta regionale - consentirebbe di superare i lamentati vincoli.
Iacovone, in particolare, ha attribuito il basso impatto della legge all'impossibilità di monetizzare le opere di urbanizzazione secondaria, che allo stato attuale, devono essere realizzate a seguito della demolizione e ricostruzione.
Il primo a farsi portavoce del messaggio dei tecnici è stato Vittorio Meddi, Presidente della Consulta Regionale Geometri e Geometri Laureati del Lazio, dichiaratosi favorevole alla legge dal punto dei vista degli obiettivi, ma particolarmente critico sulla limitatezza dei tempi. Soffermandosi, in particolare, sulla sicurezza antisismica, ha proposto una nuova "più organica" norma, che non sia contenuta in un provvedimento limitato a 24 mesi, in grado di garantire premialità volumetriche abbinate all'adeguamento antisismico. Ha poi sottolineato la contraddittorietà della legge, in particolare sull'esclusione delle zone agricole, che impedirebbe il risanamento del patrimonio edilizio.
A presentare ulteriori criticità della norma è stato Luca Montesi, Presidente della Commissione Piano Casa della Federazione Regionale degli Ordini degli Ingegneri del Lazio, che ha analizzato l'aspetto relativo a demolizione e ricostruzione,"Per noi - ha sottolineato - la vera richiesta per il rinnovo del patrimonio edilizio". Sull'aumento della cubatura, ha definito inadeguato il 35%, proponendo piuttosto studi di fatibilità, anche economico-finanziaria, finalizzati allo studio concreto di percentuali di ampliamento adeguate alle specifiche aree del territorio. Ha inoltre sottolineato la discutibilità dell'applicabilità della legge ai soli edifici residenziali, nonchè del rispetto delle altezze degli edifici contermini.
Pietro Ranucci, Presidente del Dipartimento Ambiente e Territorio del CNAPPC, ha lamentato il mancato effetto della legge che non pone rimedio alla scarsa qualità urbana, auspicando programmi omogenei su tutto il territorio.
Stefano Usseglio, di ANCE Lazio - URCEL, e Alberto De Vizio, Direttore ATECAP, hanno invece portato all’attenzione le esperienze delle imprese del settore edile.
Tra i relatori, infine, Cecilia Scoppetta, Redattore capo di Urbanistica PVS, periodico dell’Università La Sapienza di Roma, ed Edovige Catitti, General Manager Italia Aareal Bank AG.
Ai partecipanti è stata consegnata la cartellina con la “Guida al Piano Casa Lazio” e il materiale tecnico delle aziende sponsor. L’evento è stato sponsorizzato da: Emmedue; Olimpia Splendid; Gruppo EPC; Gyproc Saint-Gobain; Bioisotherm; Aermec; Mosaico Digitale; Nemetschek.

9 giugno 2010 - ASCA

Roma: Di Cosimo (PDL), bene variante PRG per aree demanio

'Condivido quanto afferma il sindaco Alemanno circa la necessita' di operare una variante al Piano Regolatore per le aree del demanio''. E' quanto dichiara il presidente della commissione Urbanistica del Comune di Roma, Marco Di Cosimo.
''Un'operazione questa - precisa il presidente della commissione urbanistica - che si aggiunge alle altre che stiamo gia' predisponendo per gli ambiti di riserva, che ci permettera' di dare spazio vitale al piano casa del Comune, e per la riqualificazione delle periferie, che da troppo tempo attendono uno strumento urbanistico efficace che porti a un effettivo recupero dei quadranti meno centrali di Roma''.
''Ritengo tuttavia indispensabile - continua Di Cosimo - che la revisione del Piano Regolatore venga realizzata in modo organico e che pertanto le varianti vengano coordinate in modo da programmare uno sviluppo omogeneo della citta' e conferirle il volto da Capitale che merita''.

9 giugno 2010 - ASCA

Roma/Emergenza Casa: Pedica (IDV), Alemanno pensa a edilizia extralusso

''In un momento di grave emergenza abitativa come quella che sta vivendo la Capitale, e' scandaloso che la giunta Alemanno si concentri sull'edilizia extralusso''. Lo afferma Stefano Pedica, segretario regionale del Lazio dell'Italia dei Valori.
''Secondo i dati resi noti nel piano casa del Comune di Roma - continua Pedica - sono 42mila le richieste per una casa popolare, ma il sindaco Alemanno, pur avendo promesso 6mila alloggi di edilizia popolare, inaugura il cantiere piu' alto e lussuoso della Capitale: la Eurosky Tower''.
''Il sindaco - continua l'esponente Idv - dimostra cosi' che il suo vero interesse non e' per le fasce popolari ma per quella sua stretta cerchia di amici che vorrebbero fare guadagni rendendo Roma un cantiere a cielo aperto''.
Pedica conclude sottolineando l'importanza della questione abitativa, invitando il primo cittadino a ''stare piu' a fianco delle famiglie in difficolta' che alla lobby dei costruttori romani''.
Pedica assicura il suo impegno nel ''vigilare che i fondi comunali destinati a risolvere l'emergenza abitativa siano effettivamente destinati alle fasce piu' deboli della popolazione piuttosto che ai palazzinari, ad iniziare dal controllo dell'iter di assegnazione delle case popolari e degli appalti per l'edilizia residenziale pubblica''.

2 giugno 2010 - Il Giornale - Rita Smordoni

Visconti: «Housing sociale È questa la vera priorità»

A Roma la casa è il problema numero uno. Da un’indagine dell’istituto Cresme del 2009 risulta che la domanda a Roma del segmento «debole» della popolazione è stimata in 48mila alloggi, dei quali 36.600 per famiglie alla ricerca di abitazioni in locazione a canoni sostenibili e gli altri per studenti, famiglie con disagio economico e lavoratori fuori sede. «Il Piano casa del Comune, approvato a marzo in consiglio, dovrebbe però a breve cominciare a dare i primi risultati. L’obiettivo è attuare una serie di misure urbanistiche e di bandi per realizzare nell’arco di cinque anni 25mila nuove case», dice Marco Visconti, da qualche giorno tornato delegato del sindaco alla casa e all’emergenza abitativa. «Per la prima volta - promette Visconti - il Comune non realizzerà solo alloggi di edilizia pubblica popolare, ma anche in housing sociale. Gli enti stanno facendo pagare ai cittadini le loro scorribande azionarie, mettendo in vendita il patrimonio immobiliare a prezzi di mercato. Solo alcuni tutelano gli inquilini come la legge prevede».
Intende dire che il ceto medio non riesce più a riscattare le case dagli enti?
«Esattamente questo. Il Piano casa, di cui la parte più rilevante riguarda l’housing sociale, si rivolge a giovani coppie, famiglie in difficoltà, che potrebbero ottenere la casa comunale a riscatto, come succedeva negli anni Settanta».
Pagare oggi e poi diventare proprietari?
«Sì, dopo circa 20-25 anni queste persone sarebbero in grado di riscattare l’alloggio, magari pagando un affitto leggermente più alto del canone concordato. Nessuno butterebbe i soldi dalla finestra, perché alla fine la casa diventerebbe di proprietà sua e dei suoi figli».
Quando si vedranno i primi risultati?
«Come delegato del sindaco posso anticipare che nelle prossime settimane Alemanno presenterà alla stampa una serie di interventi urbanistici inseriti nella delibera sul Piano casa che produrranno gli effetti desiderati. Già stanno per partire una serie di bandi».
Il Piano prevede anche la riqualificazione dei casali agricoli.
«Il bando ha già raccolto circa 1500 domande da parte dei privati, nei prossimi giorni le cominceremo a esaminare. Si tratta a volte di casali che cadono a pezzi. Con gli incentivi potranno essere riqualificati a uso locazione a studenti e giovani coppie. E allo stesso tempo eviteremo il pericolo che quei casali diventino terra di nessuno».
Ora in Regione c’è un governo amico.
«Ci aspettiamo la massima collaborazione fra Comune e Regione. L’auspicio è una nuova legge regionale sul piano casa, che aumenti i premi di cubatura per le demolizioni e ricostruzioni degli stabili. In particolare per housing sociale e alloggi Erp penso che si possa arrivare tranquillamente al 50 per cento. Ad esempio alla ex Bastogi, Corviale, Tor Bella Monaca, con quella quota potremmo fare delle cose molto positive».

2 giugno 2010 - Il Giornale - Stefania Scarpa

Piano casa, consegnati altri 52 appartamenti

Da dieci anni attendeva la casa popolare. È stato un gran giorno, quello di ieri, per Gabriella Colasanti, che ha ricevuto dalle mani del sindaco Gianni Alemanno le chiavi del suo nuovo appartamento in via Giorgio Bo, in zona Colle Aurelio. Quello di Gabriella è uno dei 52 appartamenti della prima palazzina completata di un complesso che ne prevede due; la seconda verrà terminata a luglio. Tutti vanno dai 35 ai 55 metri quadrati e rientrano nel piano casa del Comune (che prevede il reperimento di 25.700 alloggi) acquistate dall’amministrazione a 2436 euro al metro quadro e assegnate per il 96 per cento a famiglie collocate nella graduatoria del bando generale del 2000. «Oggi è una bella giornata per cambiare vita - ha detto Alemanno rivolgendosi ai neoinquilini - e credo che queste famiglie, dopo tantissimi anni, oggi si potranno considerare parte integrante di Roma. Una città che non riesce a dare una casa ai propri cittadini è menomata ecco perché lavoreremo con la Regione in massima sinergia per andare avanti con il Piano Casa con la massima decisione. Fare e consegnare case vuol dire dare un segnale al mercato».
Con Alemanno c’erano anche l’assessore capitolino al patrimonio, Alfredo Antoniozzi, il delegato del sindaco alle politiche abitative, Marco Visconti, e il presidente del XVI Municipio, Fabio Bellini. «Il piano prevede unità abitative ma ci sono difficoltà di accesso e di raccolta della nettezza urbana - ha affermato Bellini - ci deve essere più attenzione per l’intero complesso di Colle Aurelio» tanto che un gruppo di cittadini della zona ha consegnato un dossier ad Antoniozzi sulle problematiche del territorio connesse in particolare alla raccolta dei rifiuti. «È la conclusione di un lungo cammino - ha dichiarato Antoniozzi - soprattutto per gli assegnatari che aspettano la casa anche da 11 anni. Il Piano Casa è un piano costoso ma sappiamo che è per le famiglie e le stiamo consegnando a coloro che ne hanno diritto. Dal primo giorno abbiamo rispettato la graduatoria». Le case di residenza pubblica possono rimanere in possesso dei parenti degli assegnatari attraverso i requisiti della legge 12/99 che sono la residenza da almeno due anni nell’appartamento, non essere proprietari di altri immobili e rispettare i limiti di reddito.