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30 giugno 2010 - Città della Spezia
Nove punti per la legge regionale sul Piano Casa. Confartigianato scrive a Marylin Fusco
Confartigianato Liguria, in rappresentanza delle circa 20.000 imprese artigiane liguri del settore costruzioni, ha inviato a Marylin Fusco, assessore regionale all'Urbanistica e vicepresidente della Regione, il documento che, in nove punti, raccoglie le proposte di modifica al Piano Casa.
«Dopo l'incontro avuto circa un mese fa con il nuovo assessore – dice Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria – abbiamo sintetizzato i punti che la nostra associazione ritiene debbano essere affrontati con maggiore urgenza perché la legge regionale n.49 sul Piano Casa serva davvero per il rilancio del settore edile e per la riqualificazione del patrimonio urbanistico-edilizio». Confartigianato chiede una maggiore semplificazione della legge con particolare attenzione a definizioni normative che a oggi si possono prestare a varie interpretazioni, ingenerando dubbi nell'applicazione soprattutto a livello locale.
Per il settore artigiano è indispensabile l'estensione del Piano Casa agli edifici produttivi e, soprattutto, a quelli già sanati (da ogni tipologia di abuso) attraverso i condoni. Per snellire l'iter degli interventi di riqualificazione urbanistica e ambientale, Confartigianato chiede che siano sottoposti al solo rilascio del "permesso a costruire" gli interventi di demolizione e ricostruzione degli edifici produttivi. Un regime che andrebbe applicato ai casi di ricostruzione, sia che gli edifici mantengano la destinazione produttiva compatibile con la zona urbanistica, sia che cambino destinazione d'uso, rispettando il Sug (Strumento urbanistico generale). «A nostro avviso – dichiara Grasso – è preminente l’opportunità di estendere l’applicazione del Piano Casa agli edifici già parzialmente condonati e ai siti produttivi, in conformità a una richiesta fortemente sentita dal comparto edile, che potrebbe portare a una effettiva utilizzazione della legge 49, a oggi rimasta pressoché inapplicata».
Ecco il testo integrale della lettera aperta
Gent.ma Assessore,
desideriamo anzi tutto esprimerLe il nostro più vivo ringraziamento per la disponibilità dimostrataci nell’incontrarci, manifestando, inoltre, la nostra sostanziale condivisione in merito a quanto da Lei dichiarato circa la necessità di riformare la legge regionale sul Piano Casa, in un’ottica, da noi pienamente condivisa, di chiarezza e semplificazione per un’ effettiva attuazione della normativa medesima.
Riguardo alle considerazioni sopra esposte, cogliamo l’occasione per evidenziare alcune proposte modificative, per una, a nostro avviso, più agevole lettura e applicazione del Piano Casa (l.r. 3 novembre 2009, n. 49 “Misure urgenti per il rilancio dell’attività edilizia e per la riqualificazione del patrimonio urbanistico-edilizio”):
a) definire il significato di “volumetria esistente”, affinché sia stabilito in via normativa che con esso debba intendersi “l’involucro esterno che contiene per intero il fabbricato comprendente la parte emergente di eventuali volumi seminterrati, i volumi esterni di logge e/o porticati, i sottotetti ancorché non utilizzabili” e,conseguentemente, se eventuali coperture a falda o porticati di progetto debbano essere ricompresi nel volume massimo ammissibile (rif. lett. f, articolo 2, l.r. 49/2009);
b) preso atto che negli interventi di ampliamento la l.r. 49/2009 esplicita l’obbligo di rispetto delle distanze tra pareti finestrate solo nella fattispecie di “ampliamento in orizzontale”, si ritiene opportuno estendere la prescrizione anche per eventuali sopraelevazioni, fatta salva l’ammissibilità di costruzioni in aderenza stante la preesistenza di pareti cieche;
c)introdurre la possibilità di ampliamento agli edifici produttivi, da parametrare sulla base della superficie lorda utilizzabile, specificando quali sono le destinazioni ricomprese in tale dicitura;
d) stante le caratteristiche e la tipologia degli edifici rurali esistenti nella nostra regione, prevedere la possibilità di interventi in caso di manufatti “a possibile destinazione residenziale”, al fine di consentirne un effettivo recupero;
e) estendere l’applicabilità della l.r. 49 anche agli edifici derivanti in parte da titoli edilizi in sanatoria ricadenti nella tipologia di abuso 1, fatta salva la possibilità la possibilità di applicazione della l.r. 49 ai volumi derivanti da ogni altra tipologia di abuso, ipotesi, quest’ultima, non espressamente disciplinata dalla normativa in questione (rif. lett. b, comma 1, articolo 5 l.r. 49/2009);
f) specificare a livello normativo cosa si intende per “sito” nell’ipotesi in cui la costruzione risalga ad un’epoca in cui non vi era obbligo di licenza edilizia o, comunque, non esista agli atti del Comune il relativo asservimento ed escludere l’obbligo della Conferenza dei Servizi nel caso in cui l’edificio oggetto di demolizione (che manca della prova dell’asservimento) venga ricostruito all’interno della proprietà assoggettando, invece, l’intervento a semplice permesso di costruire. A nostro avviso, tale previsione è giustificata da una condizione oggettiva, legata alla proprietà del terreno, e deve valere sia per il residenziale che per il produttivo (rif. articolo 6 l.r. 49/2009);
g) semplificare e chiarire le ipotesi applicative di riqualificazione urbanistica e ambientale:
ammettere con semplice permesso di costruire la demolizione e ricostruzione con ampliamento di edifici produttivi nei seguenti casi:
a) ricostruzione in sito con mantenimento della destinazione produttiva, se compatibile con la destinazione della zona urbanistica di appartenenza;
b) ricostruzione in sito con cambio di destinazione, nel rispetto delle destinazioni ammesse dallo Strumento Urbanistico Generale per la zona medesima.
specificare la prevalenza della l.r. 49 sulle altre disposizioni in materia urbanistica, in forza della sua “specialità” e cioè chiarire i rapporti tra gli interventi di cui all’articolo 7 con gli Strumenti Urbanistici Generali sia vigenti che adottati ma ancora in itinere che, come tali, non contemplano le fattispecie previste dalla l.r.49, stabilendo in modo certo la prevalenza di quest’ultima sulle norme ordinarie;
specificare, nell’ipotesi di cambio di destinazione d’uso, i requisiti urbanistici di riferimento (funzioni insediabili e condizioni per il rilascio del titolo) nonché normare puntualmente le modalità sia di determinazione del contributo concessorio sia la necessità di eventuale reperimento degli standards urbanistici, generalizzando la possibilità della loro monetizzazione, anche in eventuale deroga alle previsioni del SUG, al fine di rendere coerente la normativa con le previsioni di cui alla l.r. 16/2008.
h) specificare la prevalenza della l.r. 49/2009, in quanto legge straordinaria;
i) chiarire e circoscrivere le ipotesi di divieto di cumulo, con particolare attenzione al caso in cui gli interventi risultino ancora in corso di realizzazione (rif. comma 1, articolo 8).
Concludendo, ribadiamo che, a nostro avviso, è preminente l’opportunità di estendere l’applicazione del piano casa agli edifici già parzialmente condonati e ai siti produttivi, in conformità ad una richiesta fortemente sentita dal comparto edile, che potrebbe portare ad una effettiva utilizzazione della legge 49, ad oggi rimasta pressoché inapplicata.
Ringraziando per l’attenzione, Le porgiamo i nostri più cordiali saluti.
24 giugno 2010 - Il Giornale - Francesca Nacini
Pellerano, il più giovane dopo la «trota»
Il sorriso è quello di un emozionato debuttante ma la visione no, è quella del giovane politico che pensa prima di tutto a far bene e intende portare una ventata di aria fresca in via Fieschi.
Lorenzo Pellerano, classe 1983, ha fatto il suo ingresso ieri mattina in Consiglio Regionale e, diventando il secondo consigliere più giovane d'Italia attualmente in carica dopo Renzo Bossi, è riuscito a rianimare una seduta un po' stanca, dedicata in buona parte alle preoccupazioni per la manovra Tremonti. Primo dei non eletti della lista civica Biasotti e chiamato proprio in surroga all'ex Governatore (che ha preferito la Camera dei Deputati alla Regione Liguria e le cui dimissioni sono state accettate ieri), Pellerano è in politica dal 2007, anno in cui è entrato nel Municipio Centro-Est, a Genova. «Abbiamo bisogno di ottimismo e voglio portare qui tutto il mio entusiasmo - ha spiegato ai colleghi prendendo la parola spontaneamente e spezzando la prassi consiliare - mi sento fortunato ad avere una possibilità così grande a soli 27 anni». Tra gli argomenti che stanno più a cuore al neoconsigliere ci sono il recupero dell'ex caserma Gavoglio e la realizzazione al mercato del Carmine di una vetrina dei prodotti tipici liguri; nel medio termine Pellerano desidera però impegnarsi su temi come i trasporti, il lavoro e il precariato giovanile che ha sperimentato sulle sue spalle.
«Mi piacerebbe diventare una sorta di referente per i giovani liguri, senza rinunciare a gettare uno sguardo giovane sui problemi di tutti» confessa, dichiarandosi disponibile a collaborare per questo pure con gli esponenti under 40 della maggioranza. Peccato solo che le priorità della Regione sembrino essere al momento tutt'altre.
Al centro dell'attenzione c'è infatti adesso soprattutto quel taglio anticrisi da 200 milioni di euro, deciso da Roma e oggetto anche ieri degli interventi critici del Governatore e dell'assessore Sergio Rossetti. Per la Giunta Burlando la manovra economica resta irricevibile, perché addosserebbe il 40% del suo costo sulle Regioni, bloccandone di fatto tutte le attività e i servizi che eccedono la mera sussistenza. La faccenda si intreccia, inoltre, con l'erogazione dei fondi FAS a rischio sforbiciata ma che saranno in ogni caso garantiti, ha assicurato Burlando, a quei Comuni dove sono in corso o si sono già concluse le gare d'appalto. Solo nuvole grigie dunque? Non ancora: dal Consiglio di ieri è uscito comunque qualcosa di buono. È stato approvato per esempio all'unanimità il disegno di legge Fusco che viene incontro alle difficoltà di alcuni Comuni con il Piano Casa e che intende uniformare i criteri di edificabilità su tutto il territorio ligure.
E l'assessore Chiesa si è impegnato a farsi promotore presso il Ministero dei Trasporti della proposta di Alessio Saso (Pdl) che mira a garantire agli invalidi, ovunque e non solo nei Comuni più sensibili a questi temi, la possibilità di parcheggiare nelle strisce blu gratuitamente.
14 giugno 2010 - Savona News
Loano: Cenere "Ecco perchè mi dimetto da Vice Sindaco"
Francesco Cenere si è dimesso dalla sua carica di Vice Sindaco e Assessore all'Urbanistica del Comune di Loano. La scelta è dovuta a ragioni personali: tra qualche settimana, infatti, Cenere prenderà parte al Tour de France in qualtà di giudice di Gara.
Le dimissioni di Francesco Cenere, che è stato Sindaco di Loano e di Boissano, arrivano a meno di dodici mesi dalle prossime elezioni comunali loanesi. La prossima primavera infatti si andrà alle urne per il rinnovo della Giunta Comunale. Fino ad allora l'incarico di Vice Sindaco rimasto vacante sarà ricoperto da un altro Assessore. Va precisato che da due anni Cenere era entrato nella Giunta Vaccarezza come Assessore esterno.
Raggiunto telefonicamente da SavonaNews.it, il Sindaco di Loano Angelo Vaccarezza non ha voluto commentare la notizia: "Aspetto di conoscere nel dettaglio le motivazioni che hanno portato Cenere alla sua scelta".
Qui la lettera-intervista del vice sindaco dimissionario
“Voglio andare al Tour libero da impegni e con qualche giorno a disposizione per organizzarmi al meglio”.
Così Francesco Cenere inizia una lunga chiacchierata su Loano e sul futuro amministrativo della città che lo ha visto Sindaco per due mandati.
“E’ vero, Lei è stato designato Presidente della Giuria al Tour 2010”
“Ne sono orgoglioso. Per noi è un po’ il coronamento di una “carriera” arbitrale. Le responsabilità sono molte e per questo, non intendendo essere distratto da altri problemi, dal 15 giugno restituirò la delega di Assessore all’urbanistica e di vicesindaco nelle mani di Vaccarezza”.
“Ciò comporterà ancora più confusione nel panorama loanese in vista delle elezioni del 2011?“
“Al contrario penso che questo mio gesto obbligherà il PDL a fare delle scelte rispettando i tempi che si era prefissato. Una chiarezza è necessaria ed i mesi dopo l’estate (tra Tour ed agosto) sono oramai molto pochi”.
“Vaccarezza dice che le cose da fare sono ancora molte.”
“E’ vero solo in parte. Credo che il programma amministrativo sia stato quasi totalmente rispettato e Vaccarezza ne può essere contento.
Certo oggi, ormai in scadenza di mandato, risulta difficile ipotizzare qualcosa che non sia l’ultimazione delle numerose opere in corso o all’inizio, dalla Palestra alla Biblioteca,dalle rotonde alla bretella dei Meceti. Per non parlare del lavoro che sarà necessario per seguire la progettazione del nuovo Teatro e delle aree ad esso adiacenti in Via Caselle-Via Matteotti. Voglio ancora sottolineare che, nonostante, la strozzatura del patto di stabilità nel corso del 2010 sono interamente programmate le manifestazioni sportive, culturali e turistiche per la stagione estiva ed invernale prossima.”
“Ma Lei è stato nominato Assessore all’Urbanistica con l’impegno di presentare il nuovo Piano Urbanistico Comunale. Almeno in questo converrà che non è stata rispettata la tempistica”.
“Concordo solo in parte. Al momento della mia nomina due erano le problematiche aperte: la prima il reperimento dei soldi necessari per un incarico così importante, la seconda le procedure della gara di appalto. Le procedure sono complesse e solo oggi possiamo dire di aver completato l’iter con l’assegnazione della scrittura urbanistica del progetto del futuro della città alla Veneto-progetti, che sono certo saprà indicare e tradurre in pratica lo sviluppo di Loano. Al momento ci sono già stati incontri tecnici con gli Enti sovra-ordinati di Provincia e Regione”
“Certo, però, difficilmente questa Amministrazione potrà arrivare all’approvazione almeno del progetto preliminare”.
“Penso che saranno gettate le basi di discussione pubblica e politica del nuovo Piano. Penso però, sinceramente, che dovrà essere una Amministrazione con davanti due mandati (come mi auguro possa fare la prossima) a dover gestire tutte le fasi di discussione ed approvazione con gli Enti sovra-comunali:Provincia e Regione, oltre che beninteso con i Cittadini. Una Amministrazione in scadenza di mandato non credo abbia la forza per fare scelte importanti sul territorio. Ne ho avuto qualche esempio recente anche sulla applicazione del piano-casa dove la volontà di pochi ha prevalso, per timori elettorali, su quella della maggioranza. E il non scegliere per paura è l’errore peggiore che si possa fare oltre che un danno alla collettività”.
“Si legge che Lei abbia deciso di ritirarsi dalla vita pubblica. Cosa corrisponde al vero?”
“Da tempo ho deciso di chiudere, dopo 32 anni, la mia esperienza amministrativa. Ricordo che sono stato eletto Sindaco di Boissano per tre volte e per due volte a Loano, dove oltre al ruolo di Vice-Sindaco, che ricopro ora, sono stato anche Consigliere Comunale a fine anni 70. Sento una forte stanchezza che unita ad una certa sfiducia nel sistema politico-amministrativo odierno, mi ha fatto prendere questa decisione. Per il momento, al di là di oggi, non riesco ad assicurare il mio impegno pubblico”.
“Lei è sempre stata considerato, politicamente parlando, un cane sciolto. Sono note le sue battaglie contro una certa politica.”
“Ho lottato dall’interno e dall’esterno del PDL (o Forza Italia, comunque nel centro-destra) perché si arrivasse ad un vero Partito. Ciò non è mai avvenuto ed oggi il partito-azienda sta fallendo ed ancor più succederà quando Berlusconi si dedicherà ad altro. Non ho mai creduto che un sistema non basato su una vera democrazia interna, ma solo su ordini di qualche capo o capetto locale più o meno in disgrazia (e non parlo solo della Liguria), possa avere un grande futuro. Che credibilità ha un Partito che si regge solo su persone nominate e non elette al proprio interno?”
“Però Le è stato chiesto di fare il Vice-Sindaco di Loano”.
“Vero, però si badi l’ho fatto perché volevo rimarginare una vecchia ferita del 2001, quando, sempre per evidenziare un sistema politico che non mi piaceva ( lo stesso odierno, del resto), creai una Lista civica contro quella ufficiale di Forza Italia capitanata da Vaccarezza. E questa è la partita che ho voluto chiudere: essere a fianco di Vaccarezza che stimo essere un ottimo politico nella sua scalata alla Provincia. Il motivo, sarà ridicolo affermarlo in questo ambiente, è racchiuso nella parola Amicizia. Oggi, però, neppure l’Amicizia può essere così forte da obbligarmi a restare al mio posto. Sono sicuro che Vaccarezza sappia valutare positivamente il lavoro di questo periodo di “interregno” che abbiamo e stiamo vivendo. E poi nessuno è indispensabile”.
“Per quella Lista nel 2001 che presentò contro il “potere” ne ebbe delle conseguenze?”
“Al di là del fatto che, sul piano della vita di Partito, non mi è mai stato perdonato di aver 'disturbato il macchinista' venni sospeso dal Partito per un anno. Trattamento un po’ diverso, mi pare, lo abbiano oggi coloro i quali magari sono Assessori in Amministrazioni di centro-sinistra ( benché nascoste sempre dietro alla magica parolina 'civica') e, in contemporanea, hanno incarichi nel PDL a livello provinciale. Ma potrebbero essere mille i casi di disparità di trattamento. Preferisco non polemizzare più di tanto”.
“Quali i segni sul territorio della sua attività amministrativa?”
“Sono molti, mi permetto di dirlo. Dalla ristrutturazione urbana del centro di Boissano , con la nuova piazza e Municipio, al nuovo plesso scolastico appena inaugurato e che consentirà a Boissano di continuare a sperare di avere un centro socio-economico di difficile concretizzazione. A Loano mi piace ricordare le lotte che, negli anni, come Amministrazione abbiamo fatto per arrivare ad avere, come oggi possiamo dire di avere, un grande porto turistico, con zero edilizia privata e con attività collegate di qualità elevata: il futuro della città passerà anche dal porto. Poi molte sono le cose di cui vado orgoglioso : dalla nuova passeggiata alle dighe soffolte che, al di là delle polemiche, continuano a salvare parte di Loano dalle mareggiate, al rifacimento di parte del centro storico e, da sportivo, a quello che si è fatto, negli anni, a Loano per arrivare ad essere Città Europea della sport. E non voglio qui dimenticare l’impegno decennale per arrivare ad avere il Depuratore consortile”.
“Lei ha toccato un argomento spinoso: l’edilizia”.
“Spinoso quanto inevitabile. Sono stato accusato, come la maggior parte dei Sindaci della Riviera, di aver cementificato Loano. Rifiuto questo giudizio perché forse ci si dimentica che buona parte delle edificazioni degli anni di mia “competenza” sono derivate dal recupero delle vecchie colonie estive che erano diventate ricettacolo di immondizia e nelle quali alloggiavano extracomunitari o barboni. Ritengo, invece, che il Piano Regolatore di Loano, ormai scaduto, abbia consentito incrementi volumetrici ed edificatori non così devastanti come viene detto. Eventualmente sono state la Legge Regionale sui sotto-tetti, prima, e, temo, il piano casa,oggi, a far sballare le previsioni da noi messe in atto. Certo esiste la problematica delle case agricole di Verzi. Ritengo che l’analisi dovrebbe avvenire su più livelli:ci sono gli abusi, emersi dai controlli comunali, dei privati e come tali sono e saranno sanzionati. Al Comune si potranno imputare errori amministrativi o tecnici nelle procedure che come tali potranno essere valutati. Agli Amministratori si potrà chiedere conto dell’approvazione dei Piani aziendali collegati alle case agricole, ma si tratta di atti dovuti previsti dal nostro Piano Regolatore che le Giunte non potevano rifiutarsi di approvare. Ho la sensazione che si voglia sollevare un gran polverone con poco costrutto. E poi mi si permetta una annotazione: sull’argomento edilizia/cemento non accetto lezioni moraleggianti da nessuno, specialmente da chi continua a pensare che il cemento degli altri puzzi mentre il proprio profumi. Prima di parlare a vanvera sull’argomento consiglio a molti di guardarsi allo specchio e di farsi degli esami di coscienza. A Loano, nel bene e nel male di questa situazione, pochi sono coloro i quali possono parlare a fronte alta dell’argomento”.
"Lei è anche nel CDA della Servizi Ambientali. Continuerà questo mandato?"
"Il CDA è in scadenza ed ho chiesto di non essere più rinominato."
“Qualche rammarico?”
“Quelli ci sono sempre. Si poteva fare di più o meglio. L’impegno è stato molto. Oggi ho un solo dispiacere: far fatica a dire no a tanti loanesi ed amici i quali mi chiedono di essere ancora disponibile per il futuro ma, al momento, non ci sono più le condizioni né personali né del “sistema Italia” per continuare. Sul piano politico, infatti, mi spiace aver contribuito a votare un Governo che sta fortemente penalizzando i Comuni, cioè il primo interfaccia del Cittadino con lo Stato. I tagli alla spesa sono necessari ma occorre che i Comuni abbiano le risorse almeno per non soccombere e finire in bancarotta. Oggi i Comuni non hanno neppure più l’autonomia di spendere le tasse dei propri Cittadini. Ed allora come si fa a giudicare, dopo un mandato, l’Amministrazione votata se questa non ha un minimo di autonomia gestionale e di capacità di scelta e di decisione?”.
14 giugno 2010 - Sanremo News
Regione: risultati conf. del Pdl su inadempienze di Burlando
Questa mattina conferenza stampa del PdL in Regione sulle inadempienze della Giunta Burlando. I Consiglieri regionali del Polpolo della Libertà hanno evidenziato le inottemperanze di Burlando, dalla mancata presentazione dell’assestamento di bilancio e predisposizione del piano di rientro del deficit sanitario, alla mancata proroga dei termini per gli adempimenti dei comuni previsti dalla legge 16/2009 (regolamento edilizio). Inoltre gli esponenti del Popolo della Libertà chiedono che vengano discussi al più presto le modifiche al Piano Casa, quelle sul vincolo alberghiero, questioni annunciate sui giornali dalla Giunta Burlando ma mai prese seriamente in considerazione.
“Siamo preoccupati – spiega Marco Scajola – di fronte all’immobilismo della Giunta Burlando. Basti pensare che sono due mesi che siamo stati eletti in consiglio regionale e l’attività è ferma: le commissioni consiliari non lavorano, la giunta non delibera su argomenti di particolare interesse ed il consiglio regionale viene convocato esclusivamente grazie alle interrogazione presentate da noi dell’Opposizione”.
“Questo lassismo è allarmante - conclude il Vice Capogruppo del PdL - e dimostra quanto noi sosteniamo da tempo, ovvero che la Maggioranza di Sinistra non ha la forza politico-amministrativa per affrontare i problemi dei liguri, discuterli e superarli".
8 giugno 2010 - Il Vostro Giornale
Confartigianato Liguria incontra la Fusco: chiesti interventi anti-crisi alla Regione
I vertici di Confartigianato Liguria, questa mattina, a Genova, hanno incontrato Marylin Fusco, vicepresidente della giunta regionale e assessore all’urbanistica. Durante l’incontro, sono state illustrate le proposte di Confartigianato Liguria a favore del settore, alcune realizzabili nei primi 100 giorni della legislatura, e ne è stata chiesta la condivisione programmatica.
“Abbiamo sottoposto al vicepresidente Fusco i problemi più significativi delle piccole imprese artigiane resi ancora più gravi dalla crisi economica globale – spiega Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria –. Abbiamo sottolineato la necessità di un’effettiva semplificazione amministrativa e della burocrazia, il bisogno di vie più semplici di accesso al credito, una rivisitazione delle procedure degli incentivi, anche regionali, in particolare sulla certezza dei tempi di erogazione dei contributi. Allo stato attuale, le piccole imprese artigiane, quando partecipano a un bando e anticipano alcune spese, non hanno la certezza dei tempi di liquidazione. In un momento di crisi come questo, l’incertezza non aiuta né gli investimenti né i tentativi di ripresa”.
Giancarlo Grasso ha ricordato al vicepresidente Fusco i drastici tagli operati dalla Regione agli stanziamenti per l’artigianato nell’ultimo anno: “Dai circa 5 milioni previsti nel bilancio 2009 si è passati ai 3 del 2010. Siamo consci che il momento sia difficile e che la Liguria sia impegnata anche su altri fronti, per esempio sulla Sanità. Tuttavia se non si investe nell’economia reale, lo sviluppo tarderà a riprendere. L’artigianato rappresenta circa 47 mila imprese e 150 mila addetti, un’importante risorsa della nostra regione”.
Nel corso dell’incontro, Paolo Figoli, presidente regionale Edili di Confartigianato, si è dichiarato molto interessato alle recenti dichiarazioni espresse dal vicepresidente Fusco in merito alla riforma del Piano casa: “Quella della vicepresidente è stata una presa di posizione assolutamente necessaria per il comparto edile. Se ci sarà l’estensione del Piano agli edifici già parzialmente condonati e ai siti produttivi, si potrebbe aprire lo spiraglio a numerosi piccoli interventi, che metterebbero in moto l’economia delle piccole imprese artigiane. Inoltre, è prioritario intervenire sulla semplificazione delle procedure amministrative”.
“È mia intenzione portare in giunta entro i primi di luglio un testo di modifica alla legge regionale sul Piano casa, per venire incontro alle istanze che mi stanno arrivando dai Comuni e dalle categorie coinvolte. L’urgenza deriva dal fatto che i termini di validità della legge sono ristretti ai 24 mesi dalla sua entrata in vigore. Abbiamo già perso un anno inutilmente e ora dobbiamo procedere il più speditamente possibile” ha dichiarato Marylin Fusco.
“Ho chiesto, per questo motivo, di incontrare i rappresentanti degli enti locali e delle categorie, tra cui Confartigianato Liguria, per ascoltare le loro richieste per costruire un percorso condiviso che possa essere di effettiva utilità per la nostra Regione. Resto in attesa anche delle osservazioni di Confartigianato Liguria sul Piano casa, certa che solo un confronto costante con il territorio e con le sue esigenze possa portare a reali benefici” conclude il vicepresidente della Regione.
3 giugno 2010 - Edilportale - Paola Mamarella
Piano Casa Liguria, nuove chance per gli edifici condonati
Dall’Assessorato all’Urbanistica ipotesi di revisione per la legge regionale
Liguria di nuovo incerta sull’inclusione degli edifici abusivi. In una recente intervista l’assessore all’urbanistica e vicepresidente della Regione Marylin Fusco ha sostenuto il possibile allentamento dei vincoli gravanti sul Piano Casa.
A beneficiare degli interventi sarebbero gli immobili condonati, ma solo per la parte di volumetria non interessata dalla sanatoria. Potrebbero inoltre essere ammessi gli edifici industriali, artigianali e agricoli. Secondo l’assessore, infatti, la legge è scritta male in quanto determina dubbi interpretativi.
Dopo le polemiche sorte all’interno dell’Italia dei Valori, partito di cui fa parte l’assessore Fusco, è stato chiarito che verrà aperta una discussione dopo i dovuti approfondimenti da parte della Giunta Regionale e un percorso partecipativo da sottoporre al confronto con la maggioranza.
Favorevole alla revisione, ma anche all’integrazione con programmi di social housing, anche l’assessore alla Politiche Abitative Giovanni Boitano, che in un moderato allentamento dei vincoli, senza depauperare il patrimonio ambientale, vede la soluzione per far ripartire gli investimenti e ridare slancio al settore edile.
L’ampliamento delle misure è stato salutato positivamente anche dal presidente dell'ordine degli architetti della Provincia di Imperia Silvano Toffolutti, che ha rinnovato all’Amministrazione regionale l’offerta di collaborazione per colmare le lacune della legge e consentire la riqualificazione del patrimonio esistente in alternativa al consumo di territorio per la realizzazione di costruzioni ex-novo.
Parere negativo è stato invece espresso dal presidente di Legambiente Liguria Stefano Sarti, che nell’estensione della legge alle abitazioni condonate vede un cattivo esempio per l’approccio al tema della legalità.
Secondo l’associazione ambientalista, infatti, una valida risposta alla crisi potrebbe derivare non tanto dall’ampliamento della portata della legge, ma dall’applicazione di rinnovabili e bioedilizia a ristrutturazioni e nuove costruzioni.
Ricordiamo che nei mesi scorsi la Regione ha più volte cambiato posizione sulla possibile inclusione degli immobili condonati. Con la Circolare PG/2009/184296 di dicembre era stata accordata l’estensione delle misure di ampliamento, demolizione e ricostruzione agli immobili realizzati in modo parzialmente abusivo, limitatamente alla volumetria non interessata dalla sanatoria.
Il mese successivo la Regione ha però fatto marcia indietro. Con la Circolare PG/2010/4421 è stato ritirato il documento precedente perché il Consiglio Regionale ha rivendicato la propria competenza all’elaborazione di interpretazioni estensive delle leggi. Il disaccordo verteva infatti su ciò che può essere considerato edificio condonato. Secondo l’Assessorato all’Urbanistica, che ha fornito una versione maggiormente tecnica, i Comuni non considerano condonato l’intero edificio all’interno del quale viene operata una sanatoria edilizia. Il Consiglio Regionale indica al contrario come edifici condonati tutti quelli che hanno utilizzato il condono della tipologia 1. Che prevede opere realizzate in assenza o difformità del permesso di costruire e non conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.
