Regione Marche

Piano Casa Governo Berlusconi

 

 

29 giugno 2010 - San Benedetto Oggi - Cinzia Rosati

Piano casa approvato, agevolazioni per chi ristruttura le abitazioni

Recepita la legge regionale a sostegno del settore edilizio. La maggioranza Di Salvatore individua le zone in cui abitazioni fatiscenti potranno essere demolite per fare posto ad opere pubbliche di riqualificazione urbana.
MARTINSICURO - Approvato il Piano Casa a Martinsicuro. La legge regionale n.16 del 19/8/2009, al suo secondo passaggio in Consiglio comunale dopo il rinvio dello scorso mese di aprile, è stata recepita dalla maggioranza Di Salvatore. Anche stavolta non sono mancati gli scontri con i gruppi di opposizione, tanto che il primo punto all'ordine del giorno è stato oggetto di discussione per diverse ore.
In base alla legge è possibile ampliare edifici esistenti - aventi una superficie pari o superiore al 50% d'uso residenziale - del 20% della superficie esistente entro i 200 metri cubi, e del 35% della superficie utile nel caso in cui l'intervento preveda l'ampliamento degli edifici esistenti con un integrale intervento di demolizione e ricostruzione con bioedilizia e fonti rinnovabili.
A questa percentuale può essere sommato un ulteriore 30% della superficie utile dell'edificio da demolire, nel caso in cui l'intervento preveda la ricostruzione in altre aree del territorio comunale e la cessione gratuita del terreno al Comune che lo utilizzerà per opere di urbanizzazione primaria o secondaria.
L'amministrazione Di Salvatore ha voluto sfruttare l'opportunità offerta dalla legge individuando a Martinsicuro alcune zone dove poter realizzare parcheggi o aree verdi, qualora i proprietari intendessero demolire i propri immobili cedendo l'area al Comune. La scelta è caduta su quelle zone dove insistono edifici fatiscenti o abbandonati che, una volta abbattuti, permetterebbero di intervenire con opere di urbanizzazione atte a riqualificare l'area e ad offrire un impulso al settore edilizio.
La prima area (ambito A) è quella che comprende gli edifici (tutti fatiscenti e inutilizzati) dell'isolato tra le vie Michetti, Roma e Paolucci, e su cui il Comune vorrebbe intervenire con opere di urbanizzazione primaria; la seconda (ambito B) riguarda l'edificio e l'area tra via Parini e via Roma, che una volta abbattuto, permetterebbe di congiungere le due vie, separate appunto da questo immobile; le zone C e D includono gli stabili all'incrocio fra via Roma e via Piemonte, mentre l'ambito E l'incrocio tra via Bolzano e la Statale 16, dove potrebbe sorgere una rotatoria.
Oggetto del contendere nel corso del Consiglio Comunale è stato soprattutto l'ambito A, poiché il criterio di applicazione della legge è riferito ai singoli edifici, ossia l'ampiezza dell'area che il Comune dovrebbe acquisire (e di conseguenza le relative opere da realizzare) dipenderà esclusivamente dalla volontà di uno o più proprietari di demolire i rispettivi immobili.
Questo aspetto non è piaciuto ai gruppi di opposizione, che a più riprese hanno rimarcato come alla volontà di riqualificare l'area nel centro di Martinsicuro non corrispondesse un progetto pianificato e coerente di sviluppo urbano portato avanti dall'amministrazione.
Critiche si sono avute anche per non aver preso in considerazione edifici fatiscenti nel quartiere Tronto o in zone di Villa Rosa.
Nel corso del dibattito, in alcuni passaggi piuttosto acceso, l'assessore all'Urbanistica Micozzi ha proposto tre emendamenti alla legge, costituiti da altrettanti ambiti: F, delimitato dall'angolo fra Via Roma, via Meucci e via Volta a Villa Rosa, G all'incrocio di via Piave, e H compreso tra l'incrocio di via Roma e la Statale, nei pressi della nuova rotatoria, dove ci sono due abitazioni che se abbattute potrebbero permettere la realizzazione di una rotatoria.
Il Piano Casa alla fine è stato approvato con il solo voto della maggioranza. Città Attiva e il Pd hanno votato contro, mentre gli ex An al momento del voto sono usciti dall'aula.

28 giugno 2010 - San Benedetto Oggi

San Benedetto, Comune vende due immobili: beneficiano del Piano Casa

Entro il 1° settembre offerte per l’ex mattatoio e l’ex magazzino del settore Lavori pubblici
SAN BENEDETTO DEL TRONTO - Il Comune di San Benedetto mette in vendita due immobili con destinazione residenziale. Si tratta dell’ex mattatoio di via Manara 52 e il vicino ex magazzino dei Lavori pubblici in via Tonale 15. I privati che fossero interessati devono far pervenire le loro offerte in Comune entro le ore 12 di mercoledì 1 settembre.
La base d’asta per l’ex mattatoio è di 690 mila euro più IVA. In caso di demolizione e ricostruzione, in virtù del “Piano Casa Regionale”, si potrà realizzare una volumetria di 2395 metri cubi. Per l’ex mattatoio la base d’asta è di 1.050.000 euro. Il volume esistente è lo stesso di quello realizzabile in caso di demolizione: 5616 metri cubi.
Eventuali ulteriori informazioni potranno essere richieste all’ufficio Amministrazione Patrimonio Immobiliare del Comune. Il referente è il geom. Alessandro Candigliota, tel. 0735.794543. Il bando integrale e la modulistica sono pubblicati sul sito del comune www.comunesbt.it alla voce “Bandi”.

11 giugno 2010 - Edilportale - Paola Mammarella

Piano Casa Marche, ingegneri e comuni uniti per la modifica

Ance: il rilancio dell’economia passa attraverso l’edilizia sociale, a disposizione 7 milioni
Ingegneri e Comuni uniti per la modifica della Legge Regionale 22/2009 sul Piano Casa. La Conferenza dei Consigli Comunali delle Marche facente capo all’Anci, Associazione nazionale comuni italiani, nei giorni scorsi ha fatto proprie le richieste degli Ordini provinciali degli ingegneri, uniti per rendere maggiormente attuabile la norma.
I tecnici, nel rispetto della normativa tecnica ordinaria, hanno infatti proposto di parificare le attività edilizie ricadenti negli ambiti di bassa pericolosità, classificati come P1 e P2 in base al Pai, Piano per l’Assetto Idrogeologico della Regione.
Secondo Andrea Filippini, presidente della Conferenza dei Consigli Comunali dell’Anci, l’iniziativa, vista come una chance per il miglioramento della legge, si propone di tutelare la sicurezza degli interventi, creando occupazione e crescita economica.
Parere analogo è stato espresso da Confartigianato, che ha più volte chiesto un allentamento del patto di stabilità interna per dare la possibilità ai comuni virtuosi di attuare le opere pubbliche. Una necessità appoggiata da molte associazioni del settore costruzioni, che però si scontra con gli obiettivi della manovra economica varata dal Governo e attualmente in fase di conversione in legge al Senato.
Punta invece sulla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e sull’edilizia sociale il presidente di Ance Pesaro Roscini, che non nutre speranza nel Piano Casa per l’ampio margine di azione lasciato ai comuni.
Secondo Roscini il rilancio dell’economia potrebbe invece avvenire grazie al Social Housing. Il decreto di ripartizione dei fondi per l’edilizia sociale, che ha distribuito 377,8 milioni di euro, ha assegnato alle Marche 7 milioni di euro.
La Regione ha a disposizione 180 giorni, quindi fino ai primi giorni di novembre, per individuare gli interventi in base alla domanda di alloggi e alle risorse disponibili.

10 giugno 2010 - Sanbenedetto Oggi

Tremonti blocca aumenti ai funzionari pubblici, il Comune con il risparmio paga l'estate

San Benedetto: in consiglio comunale la variazione di bilancio per la programmazione del cartellone "Scenaperta". Una parte dei fondi deriva dal blocco degli adeguamenti contrattuali per i funzionari disposto dalla Manovra. Piano Casa: in via San Francesco un 35% di volume in più dopo una demolizione
SAN BENEDETTO DEL TRONTO - La presidente Giulietta Capriotti ha convocato il Consiglio Comunale per lunedì 14 giugno alle ore 17,30. Tra i punti all’ordine del giorno si segnalano:
- Un’interrogazione del consigliere Lorenzetti in merito allo stato della progettazione del recupero ambientale della Sentina.
- La variazione al bilancio per reperire 462.593 euro per esigenze manifestatesi nel corso degli ultimi mesi. Tra gli interventi da finanziare, 316.500 per il calendario delle manifestazioni estive e 18.400 per i servizi di salvataggio nelle spiagge libere e di vigilanza notturna dell’arenile. Le somme necessarie vengono recuperate, tra l’altro, per circa 72.000 euro grazie ai minori oneri per le rate di ammortamento dei mutui e per 125.000 dal blocco degli adeguamenti contrattuali per i dipendenti disposto dal Decreto legge sulla manovra economica. La variazione prende atto anche di 176.663 euro di maggiori entrate provenienti, tra l’altro, dall’addizionale sul consumo di energia elettrica, dai maggiori trasferimenti della compartecipazione all’Irpef, dall’attività di recupero dello sportello unico per le imprese. Per quanto riguarda il piano degli investimenti, si propone di finanziare con mutui alcune opere che originariamente si pensava di pagare con la vendita di immobili (operazione che subirà uno slittamento a causa della modifica della normativa nazionale). Tra le opere che verranno finanziate con mutui per 685mila euro, i cofinanziamenti per il parcheggio scambiatore di piazza del Pescatore e per il campo di rugby, il collegamento delle acque bianche in piazza S. Giovanni Battista, gli interventi sui quartieri nell’ambito del bilancio partecipato, la manutenzione straordinaria delle scuole cittadine e degli impianti sportivi. La rata annuale dei mutui, stimata in circa 51 mila euro, verrà finanziata con risparmio che si otterrà sull’appalto calore grazie alla messa a norma degli impianti.
- Gli indirizzi da dare al sindaco che parteciperà all’assemblea dei Comuni soci del CIIP spa prevista per il 25 e 26 giugno in cui si dovrà approvare il bilancio e rinnovare le cariche sociali.
- L’adozione di un piano di iniziativa privata per cambiare destinazione ad un edificio di via Zandonai da residenziale a turistico ricettivo. Il progetto prevede infatti la realizzazione di un residence alberghiero composto da 23 unità abitative autonome.
- L’adozione di un piano di recupero di iniziativa privata in via San Francesco d’Assisi / via Colleoni che prevede la parziale demolizione con ricostruzione e un incremento del 35% del volume esistente in base a quanto previsto dalla legge Regionale in materia di "Piano Casa" per realizzare in tutto 40 appartamenti.
- Alcune modifiche ai regolamenti sull’utilizzazione del litorale marittimo e per la gestione delle aree di alaggio e sosta di natanti per adeguarli al piano di spiaggia recentemente approvato.

9 giugno 2010 - Go Marche - Dino Latini

Latini: il settore edilizio va aiutato

Il settore edilizio va aiutato con interventi diretti e immediati, in attesa della modifica delle nuove norme in materia.
Innanzitutto, per alleggerire i lunghi tempi burocratici occorre che si costituisca un gruppo di lavoro (tecnico-giuridico-amministrativo) regionale che si ponga in aiuto a tutte le altre amministrazioni locali (provincie e comuni) per aiutare a snellire e risolvere le pratiche complesse e difficili. Il tutto stabilendo tempi perentori certi nella risposta ai richiedenti. Non si deve per forza dire sì, ma dare una risposta certa in tempi accettabili. Eersquo; davvero fuori tempo ormai che per pratiche di notevole importanza economica si debba attendere due o tre anni, perché ciò significa deprimere totalmente le poche possibilità che i soggetti interessati al settore hanno di promuovere ricchezza e lavoro. Inoltre, anche in questo settore bisogna costituire un canale privilegiato e efficace di credito alle imprese, capace di essere da supporto certo nelle operazioni.
Un ruolo importante per la costituzione di tale strumento di credito agevolato potrebbe essere della SGRM che con opportune scelte potrebbe appunto costituire un castelletto particolare di garanzia per il settore edile. In ogni caso, il credito alle imprese va rivisto in breve con nuove forme più agevole forme di sostegno vero. Ancora, avviare in breve la rivisitazione della legge sul piano casa che dovrà essere più adeguato alla realtà delle esigenze dei cittadini e permettere tutte quelle piccole operazioni di ampliamento e ristrutturazione che pure è un importante veicolo di tenuta di lavoro del settore edile e del suo indotto. In una seconda fase è necessario modificare la legge urbanistica regionale, magari con un immediato stralcio esecutivo per le più importanti necessità e poi con uno studio più completo della medesima. Infine, va istituzionalizzato il ruolo delle scuole edili al fine di non perdere lersquo;esperienza e la capacità professionale degli addetti ai lavori e rendere il ruolo compiuto di pari dignità professionale e istruttiva rispetto a molte altre attività economiche.

6 giugno 2010 - Confartigianato Ascoli e Fermo

Confartigianato: preoccupante la crisi per l’edilizia di Ascoli e Fermo

Confartigianato Imprese di Ascoli Piceno e Fermo sottolinea i numeri della crisi che sono preoccupanti in vari ambiti: calo degli investimenti in costruzioni, caduta dei livelli occupazionali, chiusura e fallimenti delle imprese, calo dei bandi di gara per lavori pubblici, caduta delle compravendite immobiliari.
"Tutto questo nonostante un anno fa a Roma in occasione degli 'Stati Generali delle Costruzioni' al quale hanno partecipato gli imprenditori di tutte le associazioni del settore, pensavamo si fosse nel pieno della crisi. Il peggio purtroppo non solo non è passato ma sta ancora arrivando. I numeri nazionali sono pesantissimi, ma quelli regionali, per il 2009, ancora peggiori e parlano chiaro: oltre 2600 posti di lavoro persi e 35-40% ore lavorate in meno e oltre 70 imprese fallite.
Lo scorso anno il saldo fra imprese aperte e chiuse ha fatto registrare una flessione del 43% (1.391 imprese nate, 1.821 dismesse) e nel primo trimestre del 2010 siamo gia' a -149 aziende. 'Manca un Piano casa che funzioni, sottolinea Confartigianato, il Patto di stabilita' interno non e' stato modificato, e non c’è un piano di opere pubbliche piccole e medie'.
Nelle province di Ascoli e Fermo la crisi rispecchia i dati regionali se non sono ancora peggiorativi. Tante potrebbero essere le soluzioni da tentare, ma ad oggi non abbiamo visto alcun passo verso di noi, sia a livello nazionale che locale. Esistono priorità per uscire dalla crisi: modificare il Patto di Stabilità, garantire i pagamenti dovuti alle imprese, sbloccare le risorse per le infrastrutture, attuare il Piano Casa 1 per l'housing sociale, garantire la regolarità del mercato del lavoro, utilizzare la leva fiscale e snellire le procedure. Senza questi accorgimenti morirà un settore che nelle Marche è prioritario". La crisi tra l’altro evidenzia che gran parte dei 2600 lavoratori che hanno perso il posto di lavoro sono immigrati, rischiando anche di avere problemi di ordine sociale. Confartigianato imprese quindi concorda con quei sindaci che chiedono al Governo di rivedere il Patto di Stabilità interna, così da dare la possibilità ai comuni virtuosi di attuare opere pubbliche".
Significative anche le parole di Bruno Crescimbeni presidente della Confartigianato Edili Marche: "La politica si sta movendo in maniera lenta e le misure prese in ritardo fanno vedere i loro effetti. Speriamo che l'amministrazione regionale rimetta mano al Piano Casa, dato che è fallito, per snellirlo e renderlo più veloce. Le energie alternative stanno prendendo campo in tutta Italia. Purtroppo nelle Marche abbiamo un freno a mano tirato. Inoltre è altrettanto importante per Confartigianato che le pubbliche amministrazioni attivino quanto prima i lavori pubblici, con appalti o trattative a portate di piccola impresa marchigiana, ciò per far lavorare gli imprenditori locali che sono possessori di grandi competenze.