Regione Piemonte

Piano Casa Governo Berlusconi

 

 

24 giugno 2010 - TargatoCn - Gisella Divino

Alba: Maurizio Marello e il primo anno di amministrazione centro-sinistra

Bilancio positivo. “Di fronte ad un quadro economico generale complicato abbiano dimostrato capacità, solidità, senso di responsabilità, giusto confronto ed equilibrio”.
Il 23 giugno primo compleanno per l’Amministrazione comunale di Alba. Abbiamo incontrato il sindaco per fare un bilancio. Maurizio Marello ha festeggiato la mattinata del primo anno del suo mandato a Roma, protestando contro la manovra finanziaria di Governo attualmente all'esame della Commissione Bilancio del Senato. Il pomeriggio incontro nella Sala consigliare con il Vescovo di Alba, Monsignor Sebastiano Dho. Noi l’abbiamo incontrato il 22 giugno nel suo ufficio in Comune. Sindaco, un bilancio di quest’anno …
Positivo. Si è lavorato in modo intenso e molto. Abbiamo affrontato difficoltà significative. Il sottoscritto, la Giunta e tutto il Consiglio comunale sono stati messi alla prova di fronte ai problemi della città, di fronte ad un quadro economico generale italiano, albese complicato. Credo mi stia capitando di fare il sindaco in uno dei periodi più difficili dal punto di vista economico anche per gli enti locali. In questo quadro credo che le istituzioni albesi abbiano dimostrato capacità, solidità, senso di responsabilità e giusto confronto ed equilibrio.
Cose fatte in quest’anno …
Abbiamo partecipato al ‘Piano Casa’ della Regione per 10 mila alloggi. Abbiamo ottenuto finanziamenti rilevanti. Dal ‘Piano’ abbiamo avuto anche 170 mila euro per l’agenzia LocAlba. Partirà a fine mese. Dovrebbe creare incontro tra domanda ed offerta per locazione ed affitti a prezzi più contenuti. Poi abbiamo cercato di arginare i primi effetti negativi della Riforma Gelmini sulla scuola garantendo il sostegno, l’assistenza prescolastica al mattino, l’assistenza alla mensa ed il tempo pieno. L'Assessore alle Politiche Familiari e Sociali Mariangela Roggero Domini ha fatto un lavoro importante sulle pari opportunità con seminari contro la violenza sulle donne, coinvolgendo associazioni varie. Un cantiere ancora aperto. Poi il Mercato di San Cassiano, la campagna sul bere consapevole, la pedonalizzazione da attivare concretamente sugli attraversamenti di Via Maestra, il distretto commerciale sta andando avanti, l’apertura del ‘Mercato della Terra’, la differenziata al 53% e le politiche sul compostaggio. Nel settore sport, l’organizzazione delle Olimpiadi delle Città gemelle per il prossimo anno con qualche migliaio di ragazzi ad Alba da tutta Europa. Importante l’adesione alla carta etica dello sport che è stato un bel segnale.
Lavori pubblici ….
Si stanno completando i lavori in Piazza Savona che proseguirà con la ristrutturazione anche di Via Don Alberione. Saranno completati entro l’estate. Finirà prima della Fiera del Tartufo anche la ristrutturazione già iniziata di Piazza Garibaldi e la parte frontale verso Piazza Cagnasso. Il prossimo anno, ‘Patto di stabilità’ permettendo, ristrutturazione della vicina Piazza San Francesco. C’è il progetto MoviLinea con la riqualificazione delle fermate del trasporto urbano. Finiranno i lavori della Scuola Montessori in Corso Europa.
Altri interventi?
Deliberati ed in partenza in questi giorni a Piana Biglini e San Cassiano. Partiranno i lavori alla Scuola della Moretta. La ristrutturazione del Complesso della Maddalena va avanti. Poi siamo in attesa dell’approvazione del progetto per il terzo ponte sul Fiume Tanaro.
L’ampliamento del cimitero. Ci sono novità?
Il cimitero ha le tempistiche di Piazza San Paolo. Sono due progetti in project financing. Quando ci siamo insediati c’era da approvare il progetto preliminare. E’ stato approvato. Adesso sono in fase di redazione gli esecutivi. I lavori dovrebbero partire entro fine anno. Sono lavori che richiedono quattro o cinque anni. Ci sono ritardi e c’è urgenza di loculi. Da un’analisi dell’ufficio competente si rischiava di entrare in crisi già dal prossimo anno. Proprio per questo abbiamo deciso un investimento di 200 mila euro per realizzare 128 nicchie. Così traghetteremo questo periodo con una certa tranquillità.
Quali grosse difficoltà sono state affrontate in quest’anno?
Difficoltà iniziale lo sforamento del ‘Patto di stabilità’ di circa 700 mila euro a giugno 2009. Poi, un po’ per merito, un po’ perché abbiamo avuto la fortuna di incrociare qualche aiuto del Ministero, abbiamo cercato di contenere al massimo la spesa e siamo riusciti a rispettare il ‘Patto’. In più, nonostante il ‘Patto di Stabilità per il prossimo anno non abbiamo aumentato né tasse, né tariffe e neanche la mensa cittadina. Non solo. Grazie ai cittadini che attraverso oneri, tasse, tariffe hanno contribuito significativamente alle casse del Comune, a fine anno siamo riusciti anche a pagare molti debiti verso imprese del territorio. Abbiamo accantonato pure 120 mila euro per le nevicate del prossimo anno.
Se non nevicherà?
Li spenderemo per fare altro.
Altre difficoltà?
Abbiamo dovuto impostare il lavoro nuovo da un lato, dall’altro proseguire ciò che era stato iniziato con alcuni nodi che sono venuti al pettine, come quelli sull’autostrada Asti-Cuneo, il piano regolatore, la pianificazione della Legge Gozzini sostanzialmente ferma che avrebbe dovuto portare in città alloggi di edilizia più accessibile. E poi abbiamo dovuto muoverci con questa spada di Damocle del ricorso elettorale portata dietro fino a marzo. E’ vero che non avevamo il tempo di pensarci, è vero che si è lavorato con i medesimi stimoli ma non è stato un fatto positivo. Per fortuna è prevalsa la legge e il buonsenso. Credo che tutto sommato alla fine tutto questo abbia reso tutto più bello.
Come sono i rapporti con la maggioranza dopo la sentenza del Consiglio di Stato sull’esito elettorale?
Da dopo il 2 marzo per noi non è cambiato nulla. Siamo partiti dando un segnale istituzionale cui io tenevo molto. Per dieci anni all’opposizione ho sempre pensato la presidenza del Consiglio comunale dovesse essere espressione dell’opposizione per una questione di garanzia, di segnale di apertura istituzionale. Abbiamo dato questo segnale (ndr il presidente del Consiglio comunale di Alba è Sebastiano Cavalli esponente del Pdl). Poi, abbiamo continuato a manifestare apertura anche nel modo in cui sono maturate molte delibere come quella sul ‘Piano casa’ come quella che sta maturando adesso sul fotovoltaico, etc. Sempre con un atteggiamento di grande trasparenza. Si va in commissione, l’Amministrazione fa una proposta e la discute in maniera molto aperta senza pregiudizi e senza avere alcun interesse particolare nel difenderla se non il miglior interesse pubblico. Questo è un metodo di lavoro che ha fatto si che l’opposizione sia stata coinvolta. Poi, l’opposizione su alcune cose ha partecipato in maniera attiva, su altre meno, su altre ha assunto posizione contraria ma questo è normale. Mi sarei aspettato una posizione favorevole sull’ordine del giorno sulla scuola discussa nel Consiglio comunale del 15 giugno scorso. Una delibera unanime era meglio nell’interesse della scuola albese, del tempo pieno.
Sull’ordine del giorno relativo all’offerta formativa della scuola, l’opposizione aveva chiesto più tempo per coinvolgere l’assessore regionale all’Istruzione Alberto Cirio ...
Certe decisioni si prendono adesso. Comunque, questo fa parte anche della dialettica politica. L’importante è che il confronto avvenga sulle questioni.
Durante l’intervista sui Suoi primi 100 giorni da sindaco, Le chiesi quale settore del Suo programma elettorale lascerebbe per ultimo. Lei rispose: “Il settore turistico è quello più autosufficiente”. La pensa ancora così?
No. Meno bisogno di attenzione l’avevo detto perché comunque c’erano una serie di meccanismi ormai oleati e c’è un volano positivo sulla nostra città. Non rifarei più in maniera così netta quest’affermazione per due ragioni. Una perché da noi la crisi è arrivata quest’anno, anche se, il settore turistico sta andando abbastanza bene. Tuttavia, sul commercio e sui consumi qualche difficoltà si è sentita in occasione di ‘Vinum’ e si è avvertita anche la preoccupazione dei commercianti. Poi l’assessore al Turismo ed alla Cultura Antonio Degiacomi ha fatto un lavoro intenso per ritessere le manifestazioni nella veste anche di promozione della qualità del vino. Altro lavoro si sta facendo sulla Fiera del Tartufo per mantenere la dimensione popolare, valorizzare la qualità dei nostri prodotti, la tipicità, le manifestazioni collaterali. Credo che sia un settore in cui si è dovuto e voluto lavorare molto.
Durante ‘Vinum’ avete attraversato un momento difficile quando le botteghe enogastronomiche del centro storico hanno minacciato la chiusura durante la manifestazione per gli stand di prodotti tipici inseriti all’interno del ‘Palavinum 2’ e del ‘Mercato della Terra’ …
Abbiamo raccolto la protesta, ci siamo trovati, abbiamo capito che alcune tensioni originavano dalla delicatezza del momento economico e altre erano questioni incancrenite da tempo dal punto di vista organizzativo in cui non si teneva conto di chi opera tutto l’anno ed è un presidio favorendo altri tipi di commercio. Ci è stata chiesta maggiore qualità, anche obiettivo nostro. Di lì è partito un tavolo che è andato avanti. Sono molto contento perché proprio la scorsa settimana ci siamo rincontrati per due ore e alla fine ho visto molta soddisfazione. Alcune richieste coincidevano con la nostra volontà di cambiamento, altre sono delle sollecitazioni positive cui non avevamo pensato, su altre abbiamo detto di no perché coglievano un problema di quella categoria, ma c’era anche il problema di un’altra categoria che era anche da tutelare. Comunque sono stati molto contenti del fatto che non era accaduto che ci si parlasse così e si avesse la consapevolezza reciproca dei problemi.
Momento difficile anche con la movida albese …
La movida ha portato alla ribalta l’esigenza in centro storico di tenere assieme la vitalità della città con la vivibilità che sono due facce della stessa medaglia. E’ emerso anche che in questa città non solo per merito dell’Amministrazione ma soprattutto per merito di tante associazioni ci sono in media tre o quattro manifestazioni ogni fine settimana.
Sull’argomento com’è andato il dialogo con l’A.c.a.?
Bene. L’iniziativa dei Bar per il venerdì sera è stata fatta anche in collaborazione con l’A.c.a. (Associazione Commercianti Albesi) e con l’Amministrazione. Con delle regole sui volumi, con musica compatibile.
Com’è il rapporto dell’Amministrazione con i poteri economici della città?
Credo si sia impostato un rapporto istituzionalmente corretto. Con l’industria albese, con il mondo produttivo, con i loro rappresentanti. Ogni volta che ci sono problemi siamo disponibili. Con la grande industria c’è un rapporto costante d’interlocuzione, di conoscenza per capire come va. C’è sicuramente un’attenzione particolare ed un rapporto istituzionale molto cordiale, corretto.

16 giugno 2010 - Regione Piemonte

Il piano straordinario per l’occupazione in Piemonte

Quattro assi di intervento che la Regione finanzia con 400 milioni
Più lavoro, più competitività, più credito, meno burocrazia sono i quattro pilastri che reggono il piano straordinario per l’occupazione, che la Regione ha predisposto per fronteggiare la crisi economica e per la cui attuazione vengono stanziati 400 milioni di euro.
Il piano - primo in Italia nel suo genere, redatto con caratteri di emergenzialità a poche settimane dall’insediamento della nuova Giunta, coordinato dall’assessorato allo Sviluppo economico, e frutto di un confrontato con le organizzazioni economiche - è stato presentato il 16 giugno dal presidente della Regione, Roberto Cota, e dagli assessori allo Sviluppo economico, Massimo Giordano, al Lavoro e Formazione professionale, Roberto Rosso, al Turismo, Alberto Cirio, e agli Affari istituzionali, Elena Maccanti.
La considerazione che gli effetti della recessione già pesano molto sulle famiglie e le imprese piemontesi ed il convincimento che essi possano accentuarsi ulteriormente hanno indotto l’amministrazione a concentrare nel piano misure dotate di caratteristiche comuni: la rapidità con la quale possono essere attivate e la loro capacità di produrre effetti già nel breve periodo.
I 400 milioni di euro sono individuati per la gran parte nei fondi europei, nelle risorse a disposizione delle direzioni regionali e in fondi residui di alcune misure attivate in passato e scarsamente utilizzate. A questo proposito va evidenziato che proprio per consentire alle imprese una maggiore possibilità di utilizzo delle misure adottate, verrà realizzata una speciale “task force antiburocrazia”, con l’obiettivo di agevolare il più possibile l’ottenimento dei finanziamenti necessari.
Quattro gli assi di intervento: politiche attive del lavoro, dotato di 189.600.000 euro; rilancio della competitività piemontese, che ha a disposizione 178.550.000 euro; semplificazione e sburocratizzazione, con 1.100.000 euro; accesso al credito delle imprese, finanziato con 21.000.000 di euro. Riguardano gli incentivi diretti alle assunzioni, strumenti di natura indiretta che mirano a far crescere le imprese piemontesi e ad attrarne di nuove sul territorio, forme di defiscalizzazione e semplificazione per facilitare l’accesso al credito.
Abbiamo voluto compiere una precisa scelta di valori e di priorità, e al primo posto di queste priorità c’è il lavoro. Vogliamo creare opportunità e miriamo a premiare la stabilità favorendo l’incremento dei contratti a tempo indeterminato - ha dichiarato Cota - Importante è anche il ruolo delle fondazioni bancarie, che contribuiscono con 30 milioni”. “Il piano - ha approfondito Giordano - è un misto di innovazione e tradizione, in quanto contiene misure molte create appositamente e altre già esistenti ma rimodulate, che vuole essere immediatamente applicabile per affrontare una situazione purtroppo molto seria”. Rosso si è soffermato “sul riequilibrio delle misure a favore delle piccole imprese e la sostituzione del sostegno al reddito con il reinserimento nel mondo del lavoro”, Cirio ha evidenziato che “per ottenere nuovi finanziamenti le imprese turistiche devono dimostrare di aumentare l’occupazione e si sosterranno le scuole delle aree disagiate”, Maccanti ha posto l’accento “sul coinvolgimento delle società partecipate dalla Regione, come Finpiemonte, Ceip e consorzi di garanzia”.
I contenuti del piano sono stati quindi illustrati da Cota e Giordano al ministro per le Riforme, Umberto Bossi, in visita in Regione. “Il lavoro è importante - ha commentato il ministro - e il Piemonte in questo modo va nella direzione giusta”.
Pareri postivi sui contenuti del documento sono stati espressi anche da Confindustria, Cgil, Cisl, Uil e Ugl.