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28 giugno 2010 - Corriere della Sera - Marco Gasperetti
Piano casa a Forte dei Marmi: Nuove abitazioni per i residenti
Previsti 75 alloggi a condizioni agevolate. Il sindaco: «Bisogna difendere la comunità locale»
FORTE DEI MARMI - Sembra la vendetta della storia, il contro-capitolo del romanzone che ha fatto grande Forte dei Marmi, scoperta e colonizzata dalle grandi e blasonate famiglie del Nord. Dai Piemontesi (Agnelli docet) ai Lombardi (Moratti) e da una lunga lista di nomi celeberrimi della Padania, del Nord Est e pure di Firenze e della Capitale. E, ultimamente, da quei russi arricchiti dal boom del capitalismo dopo il flop del comunismo sbarcati in massa dopo le follie di Abramovich. Un’invasione che ha messo in crisi il borgo fondato, si dice, nientepopodimeno che da Michelangelo. Qual è la nemesi storica? Semplice: la voglia del fortedeimarmini (dopo aver goduto della colinizzazione) di non essere dispersi e di restare padroni del loro territorio invece di fuggire (consenzienti) negli esili delle colline versiliesi dopo aver venduto o affittato casa ai "nuovi barbari" e incassato un sacco di soldi.
IL PIANO CASA - Il consiglio comunale del Forte ha approvato uno strumento urbanistico, volgarmente ribattezzato Piano Casa, con il quale si prevede la costruzione di un bel po' di alloggi solo per nativi e residenti. Insomma, un modo per far tornare all'ovile i transfughi, ma anche e soprattutto consentire ai giovani di trovare a un prezzo accettabile casa nel comune dorato del Forte. E’ la prima volta che accade in Toscana. L'idea è del sindaco Umberto Buratti (Pd), un politico pragmatico, per niente allergico al "turistume" (che sa benissimo resta nonostante gli eccessi il gioiello più prezioso del suo comune e della Versilia), ma anche deciso a non cancellare l'identità dal ricco paesone. «Nella prima parte del Piano - spiega Buratti - abbiamo previsto 50 alloggi su suolo pubblico, ognuno dei quali con una superficie utile lorda di circa 150 metri quadrati e prezzi di mercato accettabili. Case riservate a residenti, o comunque a persone nate nel nostro comune, e non alienabili per vent’anni. Inoltre, nello stesso piano, sono stati previsti altri 25 alloggi, stavolta su terreni privati, destinati sempre a compratori residenti e vincolati per vent'anni. Poi ne saranno decisi altri».
COMUNITA' LOCALE - L'obiettivo politico? «Creare le condizione affinché le persone nate o residenti al Forte - risponde Buratti - possano tornare e ricreare quella comunità locale indispensabile per salvaguardare il genus loci del nostro territorio». Insomma, uno stop alle seconde case e all'immancabile vendute ai turisti. I dati sono effettivamente a rischio. Su un totale di 7700 abitazioni, si calcola che quelle abitate da residenti (non tutti indigeni) siano 3200 e il resto 4500 siano seconde case. Con un trend in continua crescita. Non fraintendete. I vacanzieri sono ancora benvenuti sotto gli ombrelloni e nei negozi del centro, per carità, ma cresce al Forte la voglia del rispetto della peculiarità fortedeimarmina, razza padrona e purtroppo in via d'estinzione. E pure in via d'estensione. Perché dati alla mano, se si va a contare il numero di nativi del Forte che negli ultimi anni hanno preso casa nei comuni vicini, c'è da restare a bocca aperta. Un esercito, pare, tra Pietrasanta (soprattutto nelle frazioni collinari come Strettoia), Seravezza, persino Massarosa e Camaiore. Per accorgersi della grande ritirata basta fare quattro passi nel centro di Forte dei Marmi, oppure curiosare tra le ville del quartiere di Roma Imperiale: invece di Mario il bagnino incontrerete i signori Brambilla e magari qualche colbacco. L'adozione del "piano anti padani" (l’impropria metafora è volutamente scherzosa) è stato salutato con entusiasmo durante il consiglio comunale dall'assessore all'Urbanistica Michele Molino. "Questo è un passo decisivo di un'amministrazione verso scelte urbanistiche legate alla necessità della popolazione residente - ha detto l'amministratore - un atto forse unico nel panorama nazionale". A dir la verità un provvedimento simile è stato deciso in alcune localitù del Nord e a volte ha incontrato problemi di carattere legislativo. Forse nella perla della Versilia potrebbe avere maggiore successo. Anche perché in questi ultimi decenni l'identità del Forte si è molto appannata e il genus loci è sotto sfratto.
14 giugno 2010 - Regione Toscana - Federico Taverniti
«Con il piano straordinario casa della Regione resi disponibili 143 mln»
La Regione negli ultimi anni ha fatto ampiamente la sua parte per provare a tappare le falle che si sono aperte nel settore dell'edilizia residenziale pubblica. In primo luogo stanziando risorse ingenti con il piano straordinario: qualcosa come 143 milioni di euro. Una cifra consistente se pensiamo che il governo ne ha stanziati 'soltanto' 200 per tutto il Paese e si è impegnato a stanziare una seconda tranche che ancora non sappiamo né quando arriverà né a quanto ammonterà.
Il piano Prodi, poi bloccato da Berlusconi, ne prevedeva 550. Chiedo ai consiglieri leghisti di impegnarsi insieme a noi affinchè il governo rispetti gli impegni e sblocchi tutti i soldi». L'assessore regionale al welfare e alla casa Salvatore Allocca risponde alla nota diffusa oggi pomeriggio dal gruppo consiliare della Lega Nord che invita la Regione ad intervenire per rendere disponibili alloggi pubblici sfitti perchè non utilizzabili.
«Da una lettura attenta delle misure che vengono finanziate grazie al piano straordinario regionale – aggiunge Allocca – risulta chiaramente che ben 25 dei 143 milioni di euro sono destinati alla misura a, diretti cioè ad interventi di ristrutturazione e manutenzione straordinaria di alloggi di edilizia residenziale pubblica. Quando tutti soldi verranno impiegati contiamo di mettere a disposizione qualcosa come oltre 10 mila alloggi ristrutturati e 3000 di nuova costruzione. Al momento, con gli interventi approvati, gli alloggi interessati sono 693. Prevediamo di completare i lavori entro il 2010».
Tutte risorse messe a disposizione durante la precedente legislatura. «Tutti i bandi – conclude l'assessore - sono stati approvati e sono in corso. Un censimento puntuale di tutti gli alloggi pubblici è complesso ma stiamo lavorando anche a questo, con la costruzione dell'osservatorio regionale. Senza dubbio il sistema va reso più efficiente, le pratiche devono essere più snelle. Inoltre occorrono maggiori controlli nell'erogazione delle risorse».
10 giugno 2010 - Edilportale - Paola Mammarella
Piano Casa Toscana, Prato più permissiva
Ammessa la cumulabilità degli ampliamenti, incentivate le demolizioni e ricostruzioni
Si allentano i vincoli del Piano Casa in Toscana. Il Comune di Prato lo scorso 27 maggio ha deliberato interessanti novità per l’applicazione della legge regionale sul rilancio del settore edile.
In città gli ampliamenti saranno cumulabili con quelli previsti dal Regolamento urbanistico, anche se già realizzati.
Gli interventi di demolizione e ricostruzione diventano possibili anche sugli immobili per i quali in precedenza era ammessa solo la ristrutturazione.
Le iniziative mirano ad incrementare il numero di istanze presentate agevolando le famiglie che intendono ampliare la propria abitazione. La regione ha registrato all’incirca cento domande.
Più restrittiva la legge regionale, che prevede un premio fino al 20% della superficie complessiva per l’ampliamento degli edifici residenziali e del 35% per la sostituzione edilizia attraverso lavori di demolizione e ricostruzione. In entrambi i casi sono esclusi gli edifici con destinazione d’uso diversa da quella abitativa.
Per l’approvazione degli interventi è sufficiente la Dia, Denuncia di inizio attività, da presentare entro il 31 dicembre. A disposizione degli interessati restano quindi solo sei mesi.
La Toscana, prima regione ad aver varato le misure anticrisi a sostegno delle costruzioni, in attuazione dell’intesa Stato – Regioni del 31 marzo 2009, esclude dall’applicazione della legge gli edifici abusivi, i centri storici, gli immobili vincolati, le aree di inedificabilità assoluta e gli immobili situati in aree che richiedono piani attuativi.
