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9 giugno 2010 - ASCA

Umbria: Modena (PDL), serve passo diverso, sinistra non ha strumenti

'Ci vuole un passo diverso, ma il centrosinistra non ha strumenti culturali adeguati''.
Lo ha detto Fiammetta Modena, portavoce del Pdl, in replica all'intervento della presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini che ha illustrato in Aula le linee programmatiche 2010 - 2015. ''Il programma illustrato - ha spiegato Modena - ci ha allarmato per la non comprensione del momento europeo e del quadro generale di interventi previsti dal Governo, che da questa Regione vengono ignorati. E' necessario partire da una diminuzione vera della spesa pubblica, che e' fuori controllo e che non puo' essere scissa dalla partita del federalismo fiscale. Altri temi decisivi sono quello delle pensioni di invalidita', che fa registrare un tasso di crescita altissimo, e del tasso di evasione fiscale, che in Umbria e' fra i piu' alti''.
Nel proporre i punti programmatici del centrodestra, Modena ha elencato ''fare una selezione delle risorse pubbliche come altre Regioni hanno gia' fatto, chiamando a raccolta Comuni, Province, Universita' e Fondazioni su un patto complessivo riguardante obiettivi strategici condivisi, concentrandosi sulle specialita' da costruire a partire dalle Universita' e non sulle ''eccellenze'.
Secondo punto - ha ribadito - sfruttare l'occasione del federalismo fiscale, che e' la vera riforma strutturale del Paese, per arrivare ad un progetto-pilota che evidenzi la tracciabilita' di ogni decisione assunta, che chiami in causa la responsabilita' di ogni singolo centro di governo locale. Terzo punto, aprire questa regione alla sussidiarieta' orizzontale ed alla bilateralita', le vere scommesse per far arretrare un Pubblico troppo invadente''. ''Perche' l'Umbria non produce ricchezza?'' si e' poi chiesta Modena, rispondendo ''perche' ancora ci sono termini che sono considerati tabu', attivita' privata, merito, competizione e c'e' la cronica impostazione anti-industriale.
Occorre accorpare agenzie, ridurre le Asl, rilanciare l'edilizia, ma nel programma Marini non c'e' una parola sul Piano casa e si ignora la delibera sul fotovoltaico che ha bloccato tutto, come sostengono anche gli operatori e le amministrazioni comunali''.