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17 luglio 2010 - Il Denaro
Piano casa 2, confronto con Regione e Comuni
Nuovo Piano casa, politica edilizia e interventi da adottare per fronteggiare la crisi del settore delle costruzioni. Sono i temi al centro dell'incontro "Abitare in Campania - Insieme si svolta", in programma lunedì 19 luglio. Il dibattito vedrà come protagonisti la Regione, rappresentata tra gli altri dal governartore Stefano Caldoro e dagli assessori all'Urbanistica (Marcello Taglialatela) e ai Lavori pubblici (Edoardo Cosenza), l'Ance Campania (interverrà il presidente Nunziante Coraggio) e l'Anci (ci sarà il presidente regionale dell'associazione dei comuni italiani, Nino Daniele).
Al convegno interverrà tra gli altri anche il capo dell'opposizione in Consiglio regionale, Vincenzo De Luca.
Con l'intesa Stato-Regioni, siglata il 31 marzo 2009, si è dato inizio a un programma per determinare occasioni di rilancio economico, sollecitando famiglie e imprese a investire sulla casa. A questo scopo, la Regione Campania ha approvato il cosiddetto "Piano casa".
"Per determinare concrete occasioni di sviluppo economico sostenibile - è scritto in una nota - la nuova Giunta Regionale, attuando le proprie linee programmatiche, ha sottoposto al Consiglio proposte di modifica alle disposizioni sul 'Piano Casa'. Ciò al fine di riaprire i termini per le amministrazioni locali, affinché compiano scelte volte all'identificazione di aree nelle quali realizzare iniziative di riqualificazione urbana, promuovendo l'edilizia sociale, nonché lo snellimento di alcuni passaggi legislativi". La conferenza intende appunto essere l'occasione per illustrare i contenuti della nuova proposta normativa, e, allo stesso tempo, per sollecitare un serrato confronto politico e tecnico, perché la Campania possa cogliere l'obiettivo del rilancio economico e della riqualificazione urbana, consentendo in questo modo la realizzazione di prodotti abitativi di qualità elevata ma caratterizzati da prezzi accessibili.
13 luglio 2010 - Il Denaro
Piano casa, entro luglio in aula la nuova legge
Con la pubblicazione sul Bollettino regionale del nuovo piano casa firmato dall'assessore al ramo Marcello Taglialatela, inizia l'iter della proposta di legge di modifica della norma varata dal precedente esecutivo alla fine dello scorso anno. Secondo quanto apprende il Denaro l'inizio della discussione in Aula è programmata entro il mese di luglio. Il disegno di legge dovrebbe imboccare in discesa la strada dell'approvazione in quanto le modifiche proposte sono già state concordate, in via preliminare, con le associazioni di categoria del settore.
Le principali modifiche riguardano la cancellazione del limite di 15mila mq che amplia la possibilità d'intervento a qualsiasi estensione, la possibilità di utilizzare il Piano casa non solo per gli edifici realizzati ma anche per quelli autorizzati e conformi alla legge. Inoltre le industrie situate all'interno del perimetro urbano potranno essere delocalizzate nei territori circostanti a patto che incrementino i livelli occupazionali. "Nel disegno di legge - commenta Taglialatela interpellato dal Denaro - sono previste specifiche misure di salvaguardia per gli immobili edificati o via di edificazione in aree a rischio idrogeologico, soprattutto le zone interessate dalle frane, dalle colate di fango e dai crolli rocciosi. Chi vive in queste zone a rischio e ha un'abitazione, anche condonata o condonabile, riceverà un bonus del 35 per cento di volumetria da utilizzare per una nuova casa in zone più sicure".
13 luglio 2010 - Catania Politica
Il Piano casa del Sindaco approda in Consiglio… e il coraggio?
Riceviamo e pubblichiamo una nota del Gruppo Azione Risveglio: “Il Comune di Catania si appresta a disciplinare l’applicazione della legge regionale n.6 del 2010. Il Consiglio pertanto sarà chiamato ad approvare “le norme per il sostegno dell’attività edilizia e la riqualificazione del patrimonio edilizio” così come presentate dal Sindaco e la sua Giunta. Ci preme dire immediatamente che: 1) Non c’è coraggio, 2) Non c’è sostegno all’impresa edile e 3) Non ci sarà nemmeno la voglia di riqualificare.
Proviamo a spiegare perché.
La legge prevede l’AUMENTO della volumetria per unità immobiliari già esistenti e con caratteristiche ben definite dal 20% al 35% quando addirittura si usano nuovi materiali tecnologici. Bisogna premettere però che in virtù della nuova legge in materia di rischio sismico, pochissimi sarebbero gli edifici che se non demoliti, potrebbero essere ampliati con la realizzazione di nuovi piani ovvero chiudendo una terrazza o al limite un ballatoio.
Inoltre: 1) nessuna variante alla proprietà si potrà fare nelle aree “private vincolate” dal Piano Regolatore Generale; 2) niente nell’ampio perimetro del vincolo paesaggistico del 2003; 3) nulla negli immobili definibili come villa o villino con terreno di pertinenza costruiti prima del 1940.
E’ concesso l’ampliamento in orizzontale (es. mi allargo la villa di una stanza ovvero una casa terrana) purché non rientri nei limiti che la Giunta ha individuato in ampie zone di San Cristoforo, di Picanello e Via Consolazione.
Possiamo dire fermamente che rimane ben poco per sostenere l’impresa edile e le attività economiche ad essa connesse.
Ed infine non ci sarà la voglia di DEMOLIRE E RICOSTRUIRE.
Troppe le spese e troppo poco l’arricchimento in termini di aumento della cubatura. E così una legge che doveva spingere a ridare vigore agli edifici e così alleviare i pericoli di un sisma eventuale, di fatto non sortirà alcun affetto. Non ci sottrarremo dal proporre, come è nostro costume, soluzioni per rendere coerente il Piano Casa con le norme che verranno sottoposte al Consiglio Comunale.
Pur condividendo la necessità di conservare a Picanello come a San Cristoforo e perché no a Consolazione la struttura originaria dei quartieri, fuori da questi perimetri spazio alla creatività, riteniamo sia più coerente col titolo della legge: 1) permettere di demolire e ricostruire utilizzando i prodotti del nostro territorio, gli artigiani locali della pietra locale, gli intagliatori, i fabbri, i falegnami e le maestranze dell’edilizia, 2) verificare con attenzione la bontà delle costruzioni e la loro rispondenza con l’edificio originario, lasciando intatti cortili e stradine; 3) sostenere di conseguenza realmente l’impresa, i professionisti e le maestranze.
Lo stesso vale per il Centro Storico a condizione che l’aumento di superficie utile corrisponda con una reale messa in sicurezza dell’intero edificio. Lo stesso vale per le ville e i villini non vincolati.
Se nel terreno di pertinenza c’è spazio sufficiente perché vietare la costruzione di un Giardino D’Inverno una o di una Pagodina Cinese, o di una Cupola in Vetro per collezioni private o grandi librerie o un’installazione artistica permanente?Perché non permettere un semplice aumento di superficie utile senza toccare il volume? Quel tanto che renderà più sicuro l’edificio?
Se si permette l’applicazione della legge nei luoghi su cui invece è stato vietata o limitata fortemente, immaginiamo perfettamente la tipologia dei proprietari degli immobili del centro, delle ville e dei villini -spesso più disposti ad investire per ovvie ragioni di conto in banca – scatta un circolo virtuoso. Mette in movimento denaro da lavoro che al momento risulta maledettamente fermo e bloccato. Se ci sarà rispetto e cura per la bellezza, la città ne avrà un giovamento.
A Berlino di fronte al Duomo stanno ricostruendo il Palazzo del Cinquecento non restaurato dopo i bombardamenti, ma abbattuto dal regime comunista che ivi costruì un edificio orribile ma simbolo del nuovo potere. L’anno Prossimo ci sarà il Palazzo esattamente com’ era nel 500. Vuoi che un catanese, se vincolato, non sappia ricostruirsi la casa così com’era prima? Certo che sì.
Una sola preghiera: una volta esaurita la fase amministrativa del Piano Casa, portate in Consiglio l’unico valido strumento di sviluppo urbanistico: il Piano Regolatore Generale.”.
13 luglio 2010 - Il Denaro - Aldo Carbone Presidenza nazionale Agci Abitazione con delega per il Mezzogiorno
Periferie urbane, un tema da rilanciare
Promuovere e incentivare un piano di rigenerazione dell'hinterland privo di infrastrutture e con edifici obsoleti e in molti casi anche brutti sarebbe oltretutto in linea con le norme e gli incentivi di Bruxelles
L'Agci, in relazione alle proposte di modifiche al Piano Casa della Regione, nel porre la centralità dell'abitare tra le politiche per uno Stato sociale riformato, richiede che siano disposti provvedimenti per un incremento di edilizia residenziale sociale e una maggiore attenzione alle periferie urbane, attraverso politiche di intervento volte sia alla loro riqualificazione che a favorirne la coesione sociale. Riteniamo infatti che nelle città grandi e medie della Campania il processo di rinnovamento trova il suo punto di criticità nelle periferie. Perciò nell'ambito della programmazione per il rilancio dell'edilizia potrebbe essere considerata prioritaria e strategica la riqualificazione delle periferie urbane, capace di fare da traino al settore economico produttivo ed essere elemento di coesione ed inclusione sociale.
Specialmente nelle città medie e nelle grandi città esistono problemi legati al sovraffollamento o alla cattiva distribuzione dell'edificato, conseguenza di un disegno urbano che si è andato a strutturare negli anni in maniera incoerente, con carenza di infrastrutture e settorializzazione di categorie sociali. Andrebbe perciò ripensata la dinamica interna agli spazi urbani e all'edificato, iniziando dalle periferie. Anche il problema della sicurezza urbana è legato alla struttura urbanistica: le periferie urbane delle grandi città sono per lo più luoghi dormitorio sovraffollati o, al contrario, poco abitati, comunque abbandonati, privi di negozi, di piazze, di servizi, di collegamenti adeguati con il centro cittadino. Qui cresce l'insicurezza e la paura. Solo spazi urbani frequentati, vissuti, dignitosi possono essere l'antidoto della paura e della violenza. Promuovere ed incentivare un piano di rigenerazione urbana dei quartieri periferici delle nostre città prive di infrastrutture e con edifici obsoleti ed in molti casi anche brutti, sarebbe anche in linea con le indicazioni e gli incentivi europei.
Infatti recentemente dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea, è entrato in vigore il Regolamento europeo di modifica del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) che prevede la possibilità di utilizzare fino al 3 per cento delle risorse dei Programmi operativi 2007-2013 finanziati con i Fondi strutturali europei per finanziare interventi edilizi, anche privati, nell'ambito di operazioni di riqualificazione urbana. In base al nuovo Regolamento europeo, i fondi comunitari potranno essere utilizzati per tre tipologie di interventi: rinnovo delle parti comuni in abitazioni multifamiliari esistenti (condomini), rinnovo e sostituzione (demolizione/ricostruzione) di edifici esistenti, cambio di destinazione d`uso di edifici di proprietà di autorità pubbliche o di soggetti senza scopo di lucro da destinare a famiglie a basso reddito o a persone con esigenze particolari.
La possibilità di utilizzo di competenza regionale di una consistente parte dei finanziamenti destinati al Mezzogiorno, circa 700 milioni di Euro, riguarda soprattutto programmi operativi regionali (Por) che attraverso una specifica modifica regionale degli stessi consentirebbe di finanziare, nell`ambito di operazioni di riqualificazione, interventi degli spazi pubblici, interventi residenziali anche privati, nelle zone urbane degradate.
Data la gravità del problema nelle nostre aree periferiche cittadine, le disponibilità di utilizzo di finanziamenti può divenire un'opportunità di sviluppo socio-economico della nostra Regione. Si propone pertanto di adottare, attraverso emendamenti e integrazioni alla modifica di legge del Piano Casa in approvazione, una specifica direttiva sulle periferie urbane in modo che con l'adozione di un programma integrato di riqualificazione sia possibile riqualificare gli ambiti urbani e le periferie con presenza di funzioni eterogenee e tessuti edilizi disorganici o incompiuti, aree di cui alla legge 167/62, nonché di edifici isolati a destinazione industriale dismessi, parzialmente utilizzati o degradati.
La proposta di programma integrato per le periferie potrebbe interessare interventi di sostituzione edilizia, modifiche di destinazione d'uso di aree e di immobili e l'incremento della volumetria o superficie demolita, a condizione che la ristrutturazione urbanistica sia legata a una dotazione straordinaria degli standard urbanistici e delle opere di urbanizzazione primarie, e a una quota destinata ad Edilizia residenziale sociale.
Sul tema dell'abitare, è importante per le nostre zone sviluppare, e questo è compito di urbanisti e progettisti, il discorso sul disegno urbano e sulla qualità, che riporti gli spazi emarginati all'interno di una rete, anche economica, e dia spazio ad una progettazione sensibile all'ambiente e ai suoi delicati e già troppo compromessi equilibri.
9 luglio 2010 - Il Denaro - Antonietta Miceli
Piano Casa: Sos per il Genio Civile
Piano Casa: la Federarchitetti Regione Campania chiede ai rappresentanti regionali l'emanazione di provvedimenti urgenti di modifica della legge regionale 19/2009.
L'obiettivo: sbloccare la situazione di stallo creatosi negli uffici provinciali del Genio Civile. Con una lettera indirizzata al presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, alla Giunta, ai consiglieri regionali e a tutti i soggetti interessati, il presidente di Federarchitetti Campania, Nazzareno Iarrusso, denuncia: "A sei mesi dall'entrata in vigore della legge regionale sul Piano, si constata la mancata preventiva strutturazione degli uffici provinciali del Genio Civile, deputati ad adempiere ai nuovi compiti che la legge regionale assegna loro, essendo divenuto obbligatorio il rilascio dell'autorizzazione sismica". Ad oggi, come evidenzia Iarrusso, risultano rilasciate meno del 5 per cento delle autorizzazioni sismiche richieste "e le previsioni temporali per il rilascio di una autorizzazione sono di gran lunga superiori rispetto alla previsione di legge di sessanta giorni". Per la guida regionale di Federarchitetti, la circostanza sta "congelando di fatto qualsiasi iniziativa economica nel comparto edilizio e ciò in palese contrasto con gli obiettivi che la stessa legge si era prefissata".
Poi Iarrusso stigmatizza: "Nel trovarci di fronte ad un'evidente forzatura di competenze a scapito di chi è abilitato per legge a produrre atti di libera professione, che non trova similitudini nelle altre professioni liberali (nessuna prestazione professionale svolta da un medico, notaio, avvocato, commercialista, è soggetta a controllo preventivo di un ente pubblico per avere efficacia ed attuazione), si arriva al paradosso di assistere all'emanazione di provvedimenti per avvalersi di professionisti esterni all'amministrazione pubblica per adempiere al compito che la legge regionale affida agli uffici provinciali del Genio Civile con ulteriori costi a carico della collettività". A fronte di ciò, si richiede pertanto un provvedimento legislativo urgente affinché "si sblocchi la situazione di stallo creatosi negli uffici provinciali del Genio Civile e si ridia la possibilità di iniziare i lavori dopo il deposito degli atti progettuali".
9 luglio 2010 - Il Denaro
Certificazioni antisismiche: prime modifiche al Piano casa
Procedure e tempi più veloci per ottenere le certificazioni antisismiche degli edifici.
E’ l’obiettivo della proposta di legge presentata ieri dal capogruppo del Pdl in consiglio regionale, Fulvio Martusciello, e dal presidente della commissione Ambiente, Luca Colasanto. Con la nuova normativa diventerebbe più agevole applicare le direttive del Piano Casa. “Gli uffici provinciali del Genio Civile –evidenziano i firmatari della proposta- non sono ancora strutturati per concedere l’assegnazione delle certificazioni antisismiche, obbligatorie con il nuovo Piano Casa, e stanno bloccando la costruzione di numerosi edifici”. I numeri forniti dai due consiglieri regionali del Pdl forniscono la dimensione esatta del problema. “Allo stato attuale –denunciano Martusciello e Colasanto- soltanto il cinque per cento delle autorizzazioni richieste è stato rilasciato e si prevedono tempi molto più lunghi dei sessanta giorni previsti dal Piano Casa per il nulla osta ad ogni singola certificazione di conformità alle misure antisismiche”. La legge approvata dal centrosinistra durante la scorsa legislatura va modificata “per sbloccare la situazione di stallo che si è creata –sottolineano Martusciello e Colasanto- e accogliere le richieste avanzate da ordini professionali e associazioni di categoria preoccupate per lo stato di difficoltà economica che l’attuale situazione determina a discapito delle imprese”.
5 luglio 2010 - Regione Campania
III Conferenza sulle Politiche Abitative in Campania
L'Assessorato all'Urbanistica della Regione Campania,insieme all'ANCE, l'ACEN e l'ANCI della Campania affronterà nella mattinata del 19 luglio presso l’Hotel Continental le importanti tematiche legate al tema della casa attraverso una approfondita riflessione sulla legge 19 e le sue modifiche ed il Piano Casa Nazionale. Interverranno le autorità del Governo Regionale della Campania e Professionisti di alto profilo.
La manifestazione offrirà l'opportunità ad Amministratori Locali, Professionisti del comparto e Tecnici, in vario modo impegnati nel Settore della Politiche Abitative, di poter usufruire di una vera e propria giornata di aggiornamento professionale utile ad affrotare con maggiore consapevolezza il nuovo modo di concepire lo spazio abitativo.
Va precisato che occorre effettuare la preiscrizione per poter ricevere l'attestato di partecipazione.
Iscrizione on line
5 luglio 2010 - Corriere del Mezzogiorno
Idv, Passariello confermato segretario - Durissima critica di Petteruti al partito
Il primo cittadino di Caserta ha stigmatizzato l'atteggiamento del partito di Di Pietro in consiglio
CASERTA - Congresso Idv tranquillo (per quanto riguarda l'elezione del segretario) visto che Luigi Passariello è stato riconfermato con sole quattro astensioni - era anche l'unico candidato - e senza troppe discussioni. Invece è stato un congresso esplosivo per l'arrivo del sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti che non ha lesinato critiche la partito di Di Pietro per l'atteggiamento avuto a fine legislatura. Non ha usato mezzi termini il sindaco di Caserta: ha definito ambigua la posizione dell'Idv che secondo lui avrebbe remato contro e con l'intento di far sciogliere l'amministrazione attuale anche se mancano pochi mesi allo svolgimento delle elezioni. Petteruti ha sostenuto inoltre che di fronte alle critiche si doveva andare in Procura. Poi ha cercato di ricucire lo strappo sostenendo che l'Idv è stato sempre (a cominciare dalle primarie) al fianco dell'amministrazione. E per tutto il mandato ha liquidato come maldicenze le illazioni secondo le quali la frattura sarebbe avvenuta per il blocco del Prg e la relativa variante che impedisce l'ampliamento di una clinica in cui è interessata la famiglia di Amerigo Porfidia, deputato e leader Idv nel Casertano.
La replica non s'è fatta attendere. Formisano ha contrattaccato tacciando Petteruti di squilibrio, mentre il consigliere comunale Emilio Melorio aggiungeva nuovi particolari sulla rottura con l'amministrazione casertana, rivelando che il crac è avvenuto sul piano casa. Il consigliere regionale Eduardo Giordano ha detto che il nodo centrale del dissidio è stato il bilancio e la scarsa documentazione che lo accompagnava. Non ultima critica quella che il bilancio è stato votato con rappresentanti dell'opposizione. Insomma lo scontro invece che essere finito sembra soltanto essere appena iniziato e in ogni caso sia l'Idv che l'amministrazione comunale non ci stanno facendo una bella figura.
