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16 luglio 2010 - Il Giornale - Marzio Fianese
Un Piano casa attento al sociale
La sentenza del Consiglio di Stato che ha sbloccato il Piano regolatore generale è coincisa con le proposte di rilancio dell’edilizia, con un elemento che accomuna le iniziative del Campidoglio e della Regione Lazio: l’attenzione al sociale, con un occhio all’emergenza abitativa e ai problemi delle famiglie a basso reddito, con disabili o anziani, e delle giovani coppie.
«Sul nuovo Piano casa della Regione Lazio leggiamo, in questi giorni, di tutto e di più. È legittimo che ognuno avanzi proposte e lanci idee - ha detto ieri l’assessore regionale alla Casa Teodoro Buontempo - e non a caso in assessorato abbiamo tenuto molte riunioni aventi per oggetto il Piano casa, nel corso delle quali abbiamo ascoltato tutti i soggetti interessati alla nuova legge. Alla fine, però, a contare saranno solo gli articoli di legge e noi vogliamo che, in quell’ambito, l’emergenza abitativa rappresenti una componente essenziale». «Oggi il problema dei problemi, per molti giovani, per molti anziani, per moltissime famiglie - ha ricordato Buontempo - è quello della casa. E noi abbiamo il dovere di dare risposte in questo senso. Ancora adesso, infatti, si parla del Piano Casa come della soluzione di piccoli problemi, come l’apertura di una finestra o giù di lì. Noi abbiamo una visione ben diversa del Piano Casa, che può e deve rappresentare un’occasione straordinaria per dare risposte sul fronte dell’emergenza abitativa».
«Ad esempio - ha aggiunto l’assessore - l’edilizia sociale, fortemente mortificata dalla precedente amministrazione regionale, dovrà essere implementata. E andranno ridefiniti i programmi per l’edilizia economica popolare, per quella sovvenzionata e per l’housing sociale. Su questo fronte, in particolare, si gioca una partita tutta nuova, in relazione ai nuovi bisogni dei cittadini. Oggi, infatti, c’è una fascia cosiddetta media che non è più in grado di sostenere i costi degli affitti a prezzi di mercato e rischia di perdere l’abitazione. Bene, l’housing sociale è destinato a questa fascia di popolazione, che non è quella a bassissimo reddito, ma che comunque vede messo in pericolo il bene-casa. Su questo percorso ci siamo già incamminati, nelle prime settimane di lavoro, con l’ex assessore all’Urbanistica, ora alle Risorse Umane e Patrimonio, Fabio Armeni, e sono convinto che anche con l’assessore Ciocchetti ci sarà un’ottima intesa».
Dal canto suo, Ciocchetti ha voluto rassicurare gli ambientalisti: «Non c’è nessuna cementificazione - ha spiegato - il piano casa su cui stiamo ancora lavorando dice esattamente il contrario. Gli interventi potranno essere ammessi solo su edifici preesistenti e legittimi in linea con l’accordo Stato-Regioni per il rilancio dell’economia nel rispetto dei valori storici e ambientali del nostro territorio e del nostro patrimonio edilizio. Noi escluderemo i centri storici che chiaramente sono vincolate. Gli interventi potranno riguardare ampliamenti nel limite massimo di 62 mq oppure ristrutturazioni con cambio di destinazione d’uso per introdurre il residenziale a favore delle classi più deboli e infine la sostituzione edilizia per il rinnovo del patrimonio fatiscente con il giusto incentivo».
15 luglio 2010 - Adnkronos
Lazio: Storace, su Piano Casa Sinistra ulula alla luna
''Sul piano casa la sinistra ulula alla luna. L'assessore Buontempo, come ha ricordato Buonasorte, ha parlato con grande chiarezza. E mi riuscirebbe difficile immaginare una pratica ostruzionistica contro la risoluzione dell'emergenza abitativa. La Giunta Polverini non ha ancora approvato nulla perche' si sta lavorando a un piano serio sul quale il giudizio andra' letto guardando gli articoli di legge e non a quelli del giornali''. Lo afferma in una nota Francesco Storace, capogruppo de La Destra alla Regione Lazio.
15 luglio 2010 - ASCA
Lazio/Regione: Tortosa, Piano Casa per ora è solo annuncio eclatante
'Per ora mi sembra soltanto uno dei tanti annunci eclatanti nel perfetto stile del centrodestra, al quale evidentemente anche Ciocchetti si e' adeguato. La questione e' molto delicata, anche perche' si tratterebbe di interpretare una legge governativa precedentemente bocciata.
Capisco che per alcuni puo' sembrare un'iniziativa interessante volta anche a risolvere l'emergenza abitativa, ma al momento non c'e' nulla di concreto''.
Lo dice Oscar Tortosa, vicesegretario regionale dell'Italia dei Valori del Lazio, commentando il nuovo Piano Casa annunciato dall'assessore all'Urbanistica, Luciano Ciocchetti, che prevede percentuali piu' elevate di cubature, anche nel centro storico, interventi per i condomini e non solo per le ville, semplice presentazione della Dia (Denuncia d'inizio attivita'), edificabilita' anche nelle zone agricole, soppressione di alcuni vincoli, tra i quali quello antisismico che riguardera' solo la parte ampliata e non piu' l'intero edificio.
Tortosa, in merito alla possibilita' di apportare modifiche negli stabili del centro storico, osserva che ''e' obbligatorio non deturpare le citta', specie la Capitale nelle sue aree piu' prestigiose e di importanza culturale''.
''Mi auguro solo - precisa l'esponente di Idv - che questo progetto non diventi una grossa speculazione edilizia per agevolare gli interessi di qualche amico della cricca''.
Infine, Tortosa indica la necessita' di ''aspettare che venga presentata una proposta seria e sostanziosa da valutare doverosamente con le accortezze e le riflessioni piu' attente''.
15 luglio 2010 - Il Tempo
Contributi straordinari - Il Prg può ripartire
Urbanistica Sentenza del Consiglio di Stato. Un sospiro di sollievo per il Piano regolatore della Città e per le casse del Comune che può tornare a contare sugli introiti dei contributi.
L'interesse pubblico vince su quello privato. La sezione IV del Consiglio di Stato ha accolto il ricorso di Comune, Provincia e Regione contro la sentenza del Tar del 13 marzo che metteva in dubbio la legittimità dello strumento della perequazione e più in particolare il meccanismo del contributo straordinario. Un sospiro di sollievo per il Piano regolatore della Città e per le casse del Comune che può tornare a contare sugli introiti dei contributi. Soldi che permetteranno di rimettere anche in moto il settore edilizio per un giro d'affari pari a 5 miliardi di euro. Una speranza anche per il Piano Casa e per i piani di recupero urbanistico delle periferie sulle quali ha puntato l'Amministrazione Alemanno.
Progetti che senza più questi strumenti avrebbero potuto contare solo sugli espropri, con una spesa che il Comune non potrebbe mai permettersi di sostenere. Per i giudici di Secondo grado che hanno limato, pur ribaltandola, la sentenza del Tar - a cui si era appellato un privato cittadino - il Tribunale amministrativo avrebbe quindi dato un'interpretazione troppo rigida delle norme che regolamentano i meccanismi perequativi che prevendono: a) che il proprietario possa acquisire superficie edificabile mettendone però una quota maggioritaria a disposizione del Comune per finalità di interesse pubblico; b) che la quota maggioritaria destinata al Comune sia soggetta al pagamento di un contributo finanziario straordinario che il Comune utilizzerà per le opere pubbliche.
Al contrario la sentenza del Consiglio di Stato - definita dall'assessore all'Urbanistica del Comune Marco Corsini - «moderna», proietta l'urbanistica in un futuro meno incerto. «Ciò non toglie - prosegue l'assessore - che le vecchie leggi nazionali, risalenti al '39, debbano essere cambiate». Soddisfazione unanime di tutte le forze politiche. Da una parte quella dell'Amministrazione che può uscire da un'incertezza giudiziaria che va avanti dall'autunno, dall'altra quella dell'opposizione che non ha mai spesso di credere in un pilastro normativo che ha permesso lo sviluppo edilizio negli ultimi 12 anni. «La sentenza del Tar aveva privilegiato l'interesse privato rispetto a quello pubblico - ha detto il sindaco Alemanno - la cui prevalenza è stata ora ripristinata: questo ci incoraggia a proseguire sulla strada delle valorizzazioni urbanistiche non per fare speculazioni ma per far crescere la città».
15 luglio 2010 - ASCA
Lazio: Nieri (SEL), Giunta Polverini per speculazione edilizia selvaggia
''Se le indiscrezioni emerse circa lo stravolgimento del Piano Casa della Regione Lazio da parte della nuova Giunta regionale dovessero essere confermate sarebbe un fatto di una gravita' inaudita''. E' quanto dichiara Luigi Nieri, capogruppo di Sinistra Ecologia Liberta' nel Consiglio regionale del Lazio.
''Il Piano approvato dalla precedente Amministrazione, nonostante un lungo e travagliato percorso, era un Piano equilibrato - afferma Nieri - e puntava a salvaguardare l'ambiente, affrontando contestualmente, e per la prima volta in maniera seria e organica, il problema delle case popolari e dell'edilizia pubblica. Evidentemente la Giunta Polverini e' poco interessata a questi aspetti, e' invece piu' interessata alla speculazione edilizia selvaggia. La cosa che lascia interdetti - continua Nieri - e' rilevare che addirittura gli adeguamenti antisismici previsti dalla legge, per l'attuale Giunta regionale, sarebbero troppo costosi. Ma come si puo' dare un prezzo alla sicurezza delle cittadine e dei cittadini del Lazio? A poco piu' di un anno dalla tragedia dell'Abruzzo, c'e' chi non si fa scrupoli a liquidare in termini economicistici una questione di vitale importanza che, in caso di drammatici eventi, potrebbe salvare tante, tantissime vite, come e' stato tristemente dimostrato proprio in terra abruzzese - conclude Nieri -. Se il provvedimento arrivera' in Aula cosi' com'e', la nostra opposizione sara' durissima, e certamente il movimento di lotta per la casa, nonche' i movimenti ambientalisti, saranno al nostro fianco''.
15 luglio 2010 - ASCA
Lazio/Regione: FDS, adeguamento antisismico non va rimosso da Piano Casa
'Mentre all'Aquila scorrono ancora le lacrime c'e' chi, come il neo Assessore all'Urbanistica della Regione Lazio, dimostra di non aver imparato la lezione''. Lo affermano in una nota Ivano Peduzzi e Fabio Nobile, capogruppo e consigliere della Federazione della Sinistra alla Regione Lazio.
''Per Ciocchetti, infatti, - proseguono i due - la norma regionale per l'adeguamento antismico e' un ostacolo da rimuovere, un precetto di legge troppo costoso se eseguito su tutto l'edificio. Per questo lo vorrebbe attuare solo per la sezione di casa che viene ampliata''.
''Eppure quando un terremoto 'parte' non partecipa preventivamente ad una conferenza di servizi con la Regione Lazio ne' chiede tavoli di concertazione con le istituzioni.
Di solito - commentano i due esponenti di Fds - il sisma colpisce con violenza inaudita senza chiedere deroghe e permessi''.
''Siamo in mano ad una classe dirigente troppo distratta - commentano - che, invece di rilanciare l'edilizia per aiutare le famiglie a rendere sicura la propria abitazione, si inventa, con la scusa della crisi, 'fantasiosi' piani casa a favore dell'occupazione''.
''Un balcone in piu' non risollevera' la drammatica situazione del comparto edilizio - concludono Peduzzi e Nobile - mentre un grande piano antismisico garantirebbe diversi anni di lavoro, la creazione di un settore edilizio dedicato e soprattutto la sicurezza abitativa dei cittadini''.
15 luglio 2010 - Il Giornale - Rita Smordoni
Housing sociale bandi comunali per 3200 alloggi
Il Piano Casa del Comune entra nel vivo. Ieri sono stati approvati dalla giunta capitolina due nuovi bandi per un totale di 3.200 alloggi.
Più in dettaglio, 2.700 alloggi in housing sociale e 500 di edilizia sovvenzionata (Erp), da realizzare mediante cambi di destinazione d’uso di fabbricati non residenziali e di zone urbanistiche non residenziali. I privati avranno tempo fino a dicembre 2010 per le proposte, poi i progetti approvati passeranno alla fase attuativa. Gli alloggi in housing sociale saranno destinati a nuclei familiari a basso reddito o con a carico portatori di handicap, anziani in condizioni socio-economiche svantaggiate, studenti fuori sede, famiglie di sfrattati, immigrati regolari a basso reddito residenti da almeno 10 anni in Italia o da 5 nel Lazio, addetti all’ordine pubblico e alla sicurezza.
I bandi, che saranno pubblicati nei prossimi giorni, sono stati illustrati ieri in Campidoglio dal sindaco Gianni Alemanno, dall’assessore alla casa Alfredo Antoniozzi e dall’assessore all’urbanistica Marco Corsini. Con loro il delegato del sindaco all’emergenza casa Marco Visconti. Gli alloggi dovranno essere assegnati in locazione per una durata minima di 25 anni a canone sociale mensile pari a 6 euro a metro quadro. «Si tratta di un canone inferiore del 50% ai prezzi di mercato - spiega Alemanno - È la prima volta che a Roma si fa un’operazione del genere. A questi bandi ne seguiranno presto degli altri». Il primo in dirittura d’arrivo è quello per la densificazione dei Piani di Zona del II Peep mediante l’utilizzazione delle aree extra-standard per un totale di 2.400 alloggi. È in corso anche l’individuazione di aree nei cosiddetti Ambiti di riserva (previsti 10.000 alloggi in housing sociale).
«I bandi illustrati ieri sono a costo zero per l’amministrazione comunale», precisa Antoniozzi. Con il primo verranno trasformati in appartamenti edifici dismessi per un totale di 3.500 alloggi, di cui il 30% (1.000) dovrà essere destinato all’housing sociale. Con il secondo, invece, saranno 4.250 gli alloggi realizzati, di cui 1.700 in housing». I cambi di destinazione d’uso dovranno essere associati a interventi di recupero urbanistico (ristrutturazione edilizia o urbanistica, demolizione/ricostruzione). I lavori non dovranno oltrepassare la durata di 27 mesi dalla data di rilascio del permesso di costruire.
Per quanto riguarda i cambi di destinazione d’uso di zone non residenziali gli interventi potranno essere proposti all’interno di zone che il Prg identifica come edificabili, nel rispetto degli standard urbanistici (verde pubblico, parcheggi, servizi pubblici) minimi. In ogni caso fuori dall’agro e dal centro storico. I due progetti attiveranno circa 2.200 nuovi posti di lavoro nel comparto edile romano, con una movimentazione di capitali stimata in 850 milioni. «Nella somma sono compresi anche 140 milioni destinati alla realizzazione di edilizia Erp e relative opere di urbanizzazione» precisa Marco Visconti.
15 luglio 2010 - ASCA
Lazio: Forte, Piano Casa di Ciocchetti è risposta concreta
'E' strano che proprio la sinistra che continua a parlare di crisi sociale attacchi il piano casa dell'assessore all'urbanistica Ciocchetti che invece rappresenta una risposta concreta per rimettere in moto quello che e' uno dei comparti trainanti dell'economia della nostra Regione''. Lo dichiara Aldo Forte, assessore alle Politiche sociali e Famiglia della Regione Lazio.
''Non si puo' pensare, come invece fanno Zaratti e Montino che l'unica risposta alla crisi sociale sia la cassa integrazione. Le modifiche del piano casa - sottolinea Forte - forniranno delle risposte efficaci sul fronte dell'emergenza abitativa, prevedendo la semplificazione e l'accelerazione delle norme urbanistiche per l'housing sociale''.
''In piu', -aggiunge l'assessore - gli attacchi sulla presunta cementificazione di Roma e del Lazio di cui parla il consigliere Bonelli sono chiaramente pretestuosi. Infatti il piano casa esclude i centri storici come previsto dai parametri ptpr (piano territoriale paesistico regionale) e come giustamente piu' volte dichiarato dallo stesso assessore Ciocchetti''.
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