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18 luglio 2010 - La Nuova Sardegna
EOLICO, INCHIESTA P3 - Così Cappellacci cerca di uscire dai guai
Dopo l’interrogatorio a Roma, il governatore sotto pressione: rimpasto in giunta e scontro nel Pdl. Il Pd verso la mozione di sfiducia. Barracciu: crisi morale. Gelo con Flavio Carboni ma i pm hanno dubbi sull’improvvisa rottura
Cappellacci è uscito sorridente dall’i nterrogatorio del procuratore romano Capaldo, ma sul piano politico la sua posizione non è certo migliorata. Lunedì il presidente della Regione si metterà al lavoro per tentare di uscire da un anno e mezzo di guai piccoli e grandi e sa che l’impresa non è facile a causa delle divisioni nel Pdl e nel centrodestra e per l’offensiva del Pd: domani stesso la direzione potrebbe decidere di presentare la mozione di sfiducia.
L’inchiesta giudiziaria. A prescindere dai reati, le intercettazioni indeboliscono politicamente un presidente già accusato di essere succube dei poteri romani sin dalla campagna elettorale e poi nelle vicende di governo: il trasferimento del G8, il blocco dei Fondi Fas e il mancato rispetto dell’accordo sulle entrate finanziarie della Regione. Nei tre anni e mezzo che mancano alla fine della legislatura (sempre che non ci siano elezioni anticipate), Ugo Cappellacci riuscirà a scrollarsi di dosso questa immagine? A chiedergli maggiore autonomia sono settori del Pdl, i più scontenti, e gli alleati centristi, che hanno però sottolineato che sull’eolico il presidente si è almeno in parte riscattato reagendo alle pressioni esterne per gli appalti.
La Regione bloccata. Se il primo anno di legislatura non è stato positivo, il 2010 per la giunta è stato assolutamente negativo (e non solo per l’indagine romana): persino il fiore all’o cchiello del Piano casa non ha dato buoni risultati e la versione due è stata addirittura bocciata dai franchi tiratori in Consiglio regionale, a conferma che la stessa maggioranza vive un profondo malessere e dà della giunta un giudizio di inadeguatezza.
La mozione di sfiducia. Il segretario del Pd, Silvio Lai, riunisce domani la direzione. E’ probabile che ci sia un pronunciamento politico a favore della mozione di sfiducia da presentare in Consiglio nei confronti di Cappellacci. Il fatto che la posizione giudiziaria del presidente non si sia aggravata incoraggia l’opposizione a intensificare l’offensiva: non sull’i nchiesta («siamo garantisti», ripetono i democratici) ma proprio sull’azione di governo. E’ possibile che la mozione ricompatti la maggioranza, ma è anche vero che il centrosinistra deve battere un colpo proprio nel momento in cui governatore e centrodestra tentano l’operazione rilancio
Nuovo attacco del Pd. Dopo la presidente del partito Valentina Sanna, ieri Francesca Barracciu ha chieso le dimissioni di Cappellacci. L’ha fatto citando Flavio Carboni: «Il faccendiere non è l’unico a sostenere che il presidente ha combinato solo guai», ha detto la Barracciu, per poi aggiungere che «la vicenda è emblematica di un comportamento inaccettabile e deplorevole sotto il profilo etico». Replica di Alessandro Serra, portavoce del presidente: «E’ ridicola la pretesa di sostituirsi ai giudici». Serra ha affermato che la giunta non ha autorizzato impianto eolici e «ha cambiato la legge che dava ai politici la facoltà di trattare con i privati».
Si apre la verifica. Chiesta da tutti i partiti del centrodestra dopo la batosta elettorale e frenata proprio dagli sviluppi dell’inchiesta giudiziaria, la verifica della giunta partirà lunedì con i primi colloqui bilaterali tra Cappellacci e i partiti. Anche il presidente si è convinto che è necessario «rafforzare» l’azione di governo. Non vorrebbe licenziare tutti gli assessori tecnici (fosse per lui ne salverebbe la metà), ma a questo punto appare prevalente il peso dei partiti, dei quali certo il presidente non può certo fare a meno in questa fase così delicata. Dovrebbe esserci, quindi, un «rimpastone» politico, quasi una nuova giunta: con le conferma dei politici Giorgio La Spisa e Antonello Liori (e forse di un solo tecnico) e con l’ingresso di consiglieri regionali di tutti i gruppi della coalizione. «I politici - ha detto il capogruppo del Pdl, Mario Diana - garantiscono maggiore stabilità e un miglior rapporto con il Consiglio e con il territorio».
13 luglio 2010 - Sardegna Oggi - Anna Toro
Edilizia sarda ancora in crisi
Puntare sulla bioedilizia, sulle abitazioni ecosostenibili, sul risparmio energetico, riqualificare il patrimonio edilizio esistente invece che puntare su nuove costruzioni. E' la soluzione proposta dalla la Confederazione Nazionale dell'artigianato sarda (Cna), che stamane a Cagliari ha presentato al pubblico il nono rapporto semestrale sulla situazione economica del comparto costruzioni sull'Isola. Rapporto che conferma, per il sesto anno consecutivo, un ulteriore contrazione del mercato del settore, che per il 2010 sarà del 5%. “Certo meglio del -10% dello scorso anno” ha affermato il segretario della Cna sarda Francesco Porcu, che però non nasconde una preoccupazione per un comparto il cui “motore economico e' fermo da due anni”.
CAGLIARI – Neanche il cosiddetto “Piano Casa” varato dalla Regione l'ottobre scorso è riuscito a migliorare questo trend negativo. “Questo anche a causa della confusione montata attorno al provvedimento, che ha alimentato la percezione di una legge non operativa” ha proseguito Porcu. Ma se anche il Piano Casa non ha portato benefici immediati, una stessa indagine della Cna (che verrà presentata sabato prossimo) rivela che il 10% delle famiglie sarde ha dichiarato di volerlo utilizzare. Secondo Porcu "il Piano casa potrebbe produrre effetti sul mercato dalla seconda parte di quest'anno, ma bisogna accelerarne l'operatività". Si prevede nel triennio la costruzione di 50 mila piccoli cantieri per un giro d'affari di 2 miliardi di euro.
I dati. Secondo il rapporto della Cna, la provincia che più ha risentito della contrazione degli investimenti nel 2009 è il Nuorese (-15,4%), seguita da Cagliari (-12,5%), anche se si prevede che quest'anno il trend negativo rallenterà per entrambe. Contrazione più contenuta a Sassari (-6,5%) e Oristano (-8,7%). Se Sassari quest'anno si troverà ad affrontare cali più marcati degli investimenti, a Oristano la perdita sarà contenuta al -0,1%, grazie al mercato del rinnovo, in crescita del 10%. Sempre secondo l'organizzazione di categoria, gli investimenti per costruire nuove abitazioni (settore che rappresenta il 41% del mercato totale) nel biennio 2009-2010 avranno perso più di un quinto. Il trend negativo riguarda anche le opere pubbliche che 6 anni fa rappresentavano il 29% del settore, e che ora si è ridotto al 17%, con ripercussioni immediate sull'occupazione. Il primo trimestre di quest'anno ha così fatto registrare 3000 posti in meno rispetto a un anno fa. Questo nonostante nel primo trimestre del 2010 le circa 22.500 imprese del comparto abbiano tenuto, diminuendo soltanto dello 0,2%.
Un appello alla politica. Ecco come puntare sulla riconversione del settore diventa, per il segretario della Cna, la strada giusta da intraprendere: “Bisogna aprire spazi nuovi di business, in termini di riqualificazione, riuso e ristrutturazione degli immobili secondo criteri di edilizia ecosostenibile e di qualità” ha detto il presidente di Cna Costruzioni Paolo Porru, presente anche lui alla presentazione del rapporto. Qui la politica gioca un ruolo fondamentale “accelerando l'avvio dei molti cantieri tuttora bloccati”, ma anche coordinando gli enti locali e incentivandoli a intraprendere misure che potrebbero dare un sospiro di sollievo a questo settore in affanno. Tra le priorità ci sarà anche limitare il ricorso al ribasso, che favorirebbe l'assegnazione a imprese fuori dall'isola.
La preoccupazione, però, permane. “Non valutiamo positivamente i tagli agli enti locali della manovra regionale – ha concluso Porcu – e anche nella manovra nazionale vi sono misure restrittive. Il problema è che la coperta è troppo corta, la pressione fiscale resta troppo forte sul lavoro e le imprese, e non vengono tassate le rendite finanziarie”.
7 luglio 2010 - Regione Sardegna
Piano Casa: approvati i primi piani particolareggiati e di recupero
La Regione approva la coerenza dei primi tre piani attuativi dei Comuni di Quartu Sant’Elena e Carbonia all'art. 52 del Ppr.
Sono stati approvati, ai sensi dell’art.9 della LR 28/98, i piani particolareggiati dei quartieri "Cepola-S.Efisio" e "Piazzale Azuni e S.Elena" a Quartu Sant’Elena, e dei nuclei di Carbonia, Cortoghiana e Bacu Abis.
In applicazione della Legge Regionale 23 ottobre 2009 n. 4, meglio nota come “Piano Casa”, infatti, il Consiglio comunale di Quartu Sant’Elena ha deliberato la coerenza dei due piani attuativi all'art. 52 del PPR, ottenendo la necessaria approvazione dal Servizio tutela paesaggistica per le province di Cagliari e di Carbonia-Iglesias.
Il parere ai sensi del D.Lgs. 42/2004 sui progetti degli interventi previsti nei piani sono delegati al competente organo comunale, qualora in possesso dei necessari requisiti di organizzazione e di competenza tecnico-scientifica previsti dal Codice Urbani.
6 luglio 2010 - L'Unione Sarda
Centrodestra, il vertice della verità
Oggi è in programma il vertice di maggioranza. Verrà presentata la manovra correttiva da 380 milioni
Confronto sull'assestamento di bilancio varato dalla Giunta, ma sguardo più ampio rivolto verso un'azione politica un po' troppo balbettante. Il vertice di maggioranza in programma oggi dovrà dare molte risposte. Il centrodestra sardo prova a uscire dalle sabbie mobili, dopo lo scivolone in Consiglio regionale sulle modifiche al Piano casa. Questo pomeriggio Ugo Cappellacci illustrerà i contenuti della manovra, che taglierà 380 milioni di spesa regionale. E potrebbero saltar fuori i maldipancia che negli ultimi tempi stanno agitando le forze della maggioranza.
VERTICE FEBBRILE Il capogruppo del Pdl Mario Diana ammette che servono chiarimenti: «Dobbiamo cercar di capire come vanno le cose con i nostri alleati» dopo il voto segreto che ha affossato il Piano casa. «Quello che stupisce è che in commissione c'era stato il via libera all'unanimità». Significa che «esiste qualcosa che va oltre» le modifiche del piano casa. Il Pdl deve fare i conti con i malumori interni, ma il leader del partito in Consiglio regionale è convinto che i problemi vengano soprattutto dall'esterno, perché i numeri del dissenso interno «sono molto limitati».
I TAGLI POSSIBILI Nell'ordine del giorno della riunione compare solo l'indicazione della discussione sulla correzione del bilancio 2010 approvata la settimana scorsa in viale Trento. Ma - come ha peraltro già annunciato il governatore - si inizierà anche a ragionare sul contenimento dei costi della politica. Sul tavolo arriverà l'ipotesi di taglio delle nuove Province e si parlerà poi delle agenzie regionali e delle società partecipate dalla Regione.
L'ITER DELLA MANOVRA Il documento finanziario passerà al vaglio dei sindacati confederali, convocati per domani mattina (alle 9) in viale Trento. Subito dopo approderà in commissione Bilancio del Consiglio regionale dove è già prevista (sempre domani) l'audizione dell'assessore alla Programmazione. Giorgio La Spisa illustrerà le scelte alla base dei tagli programmati nella «manovrina estiva». Il ddl approderà in Aula entro luglio. Dal punto di vista tecnico, il provvedimento della Giunta arriva sotto forma di un «maxiemendamento» al collegato, già affidato alla Terza commissione.
L'INTERVENTO DI CAPELLI Intanto dal versante Udc Roberto Capelli boccia il piano del taglio delle Province e chiede «riforme serie e durature», legate a «un chiaro e unitario progetto di sviluppo», da impostare «con tutte le forze politiche, di maggioranza e di minoranza, nell'ovvio rispetto dei ruoli e delle responsabilità». Ma serve «una rivoluzione» che grava «soprattutto sul presidente della Regione». Spetta a lui «rendere noti, se ci sono, concreti e validi progetti di riforma», che poi «devono essere attuati con il coinvolgimento delle forze politiche, delle imprese, dei sindacati, delle rappresentanze sociali e culturali sarde».
IL PD E LE PROVINCE «Se il punto è semplicemente risparmiare allora bisogna tagliare le Province, il numero dei consiglieri regionali e tutto ciò che appesantisce il bilancio e lascia vuote le tasche dei sardi». Nel dibattito sul taglio delle quattro nuove Province s'inserisce il presidente del Pd regionale Valentina Sanna. «È inutile dare risposte demagogiche a una domanda reale: dire che una provincia costa quanto tre consiglieri regionali (solo per fare un esempio), non sposta il problema di una virgola». È invece fondamentale «tagliare sprechi, consulenze, prebende, enti inutili». Poi magari, sottolinea la leader del Pd, «scopriremo che sarà utile tagliare anche il numero delle Province e dei consiglieri regionali».
5 luglio 2010 - ASCA
Sardegna: convegno su edilizia residenziale pubblica il 9/7 a Cagliari
'Fondi immobiliari e housing sociale: la nuova strategia della Regione Sardegna per l'edilizia residenziale pubblica' e' il titolo del convegno che si terra' a Cagliari al T Hotel venerdi' 9 Luglio a partire dalle 9, iniziativa promossa dall'assessorato regionale dei Lavori Pubblici in collaborazione con il Dipartimento di Scienze economiche e commerciali dell'Universita' di Cagliari.
Durante il convegno si intende fare il punto sulle problematiche e le prospettive dell'housing sociale nella Regione Sardegna.
Nel mercato immobiliare l'aumento dei costi per l'acquisto e l'affitto delle abitazioni sta provocando difficolta' spesso insormontabili nel reperimento e mantenimento della prima casa per una fascia di popolazione sempre piu' ampia.
''L'attuale congiuntura economica - afferma l'assessore regionale sardo dei Lavori pubblici Angelo Carta - rende il 'problema casa' naturalmente ancor piu' grave e richiede un pronto e saggio intervento da parte delle istituzioni''.
''Da piu' parti in Europa - continua l'assessore Carta -, cosi' come nel nostro Paese, l'housing sociale e' un tema prioritario nelle agende politiche e il grande interesse si sta traducendo nella realizzazione di interventi pilota di trasformazione urbana che mostrano significative innovazioni sia sul piano della sperimentazione di nuove filosofie abitative che sulle modalita' di finanziamento, con il coinvolgimento di partner finanziari di matrice privata''.
Durante il convegno un approfondimento particolare sara' riservato allo strumento dei Fondi immobiliari con riferimento al sistema integrato nazionale e locale previsto dal ''Piano casa nazionale'.
3 luglio 2010 - L'Unione Sarda - Enrico Pilia
Dopo il tonfo in Consiglio sul piano casa segnali di crisi nella maggioranza
Dopo la bocciatura delle modifiche alla legge sull'edilizia, la maggioranza procede a una verifica sulla reale tenuta della coalizione
Il Pdl ha votato compatto. Gli indizi di voto contrario portano dritti verso i Riformatori, l'Udc e il Partito sardo. Dopo la rovinosa caduta dell'impalcatura allestita dalla giunta per sostenere il Piano casa, chi ha dovuto incassare la sfiducia ora deve capire come sia potuto accadere. Il centrodestra che traballa e cede di fronte a un ostacolo importante, i vertici del partito-guida della coalizione che sottovalutano i segnali in arrivo da gran parte degli alleati, tutto questo si chiama “crisi”. I cecchini hanno colpito protetti dal voto segreto, aprendo di fatto la prima profonda ferita dentro la maggioranza. Dalla giunta, tuttavia, arriva una prima risposta: nessun problema, la legge del Piano casa resta in vigore.
LO SCENARIO Il vertice di maggioranza di una settimana fa, convocato dal governatore Ugo Cappellacci, si era aperto con una proposta del presidente. Quella di cominciare una serie di consultazioni con i coordinatori dei partiti della coalizione, dei faccia a faccia utili a individuare e, se possibile, risolvere le ragioni del malessere che regna nei corridoi del palazzo di via Roma, ma non solo. Proposta accettata dai presenti, anche se con riserva: «Bene per i colloqui col presidente, ma occorre capire dove vogliamo andare e se ci sono ancora i numeri a reggere questa maggioranza», questa la sintesi dei commenti. Più preciso il segnale lanciato dai sardisti: «D'ora in avanti voteremo con maggiore attenzione e severità», questo il concetto espresso dal segretario Giovanni Colli. Fra verifiche politiche e incontri ufficiosi, alla prima occasione dopo l'incontro fra Cappellacci e i leader, la coalizione è implosa.
IL RIMPASTO Nessuna accelerazione si registra verso un possibile ricambio degli assessori, il tradizionale segnale che ogni giunta in difficoltà lancia alle forze politiche alleate. Seppure sia chiaro, dicono alcuni rappresentanti del centrodestra, che una più robusta presenza di esponenti politici nell'esecutivo garantirebbe maggiore solidità alla squadra del governatore.
LA GIUNTA «La legge regionale 4 del 23 ottobre 2009, comunemente nota come “Piano Casa”, è pienamente efficace e continua a essere operativa su tutto il territorio regionale». Una sottolineatura che arriva dall'esecutivo regionale, firmata dall'assessore Gabriele Asunis: «tutti i cittadini possono continuare ad avvalersi delle agevolazioni previste dalla normativa stessa per migliorare la qualità delle proprie abitazioni e delle altre costruzioni». Secondo la giunta «le modifiche alla legge recentemente bocciate dal Consiglio non inficiano in alcun modo la validità di una norma che, in questi primi otto mesi di operatività, ha già dato buoni e incoraggianti risultati». Una legge che «grazie agli interventi permessi sarà in grado di dare nuova vitalità al mercato delle piccole e medie imprese operanti, in particolar modo, nel settore edilizio e in quello artigianale». Le modifiche, conclude Asunis, «sarebbero servite per spostare alcuni termini temporali che avrebbero consentito ai Comuni di poter agire sui centri storici e di avere un indirizzo certo sui parcheggi».
LA SANITÀ Nell'ultima seduta, su proposta dell'assessore Antonello Liori, la giunta ha deliberato la proroga fino al 31 dicembre 2010 dei contratti stipulati coi commissari delle Aziende sanitarie e ospedaliere. I commissari erano stati nominati il 28 settembre dello scorso anno.
2 luglio 2010 - Adnkronos
Sardegna: Delogu e Diana (PdL), dopo bocciatura Piano Casa 2" urgente riunione di maggioranza
''Riteniamo che sia assolutamente opportuno e anzi indispensabile riunire le rappresentanze di tutti i partiti che compongono la coalizione di centrodestra che governa la Regione per valutare la situazione che si e' determinata e per avviare un confronto che valga ad evitare il ripetersi di situazioni analoghe che potrebbero condizionare in maniera del tutto negativa l'azione della Giunta e del Consiglio della Regione''. Lo affermano il coordinatore regionale del Pdl della Sardegna, Mariano Delogu, e il capogruppo in Consiglio regionale, Mario Diana, dopo che la maggioranza di centrodestra e' stata battuta merc oledi' sera 37 a 27, sul passaggio alla votazione del Dl della Giunta sulla modifiche al Piano casa.
''Gli elettori che poco piu' di un anno fa ci hanno accordato la loro fiducia - sottolineano Delogu e Diana - si attendono, infatti, l'assunzione di provvedimenti concreti che valgano ad avviare a soluzione i gravi problemi della Sardegna e non vane e sgradevoli diatribe''. ''Quanto accaduto - concludono Diana e Delogu - dimostra la necessita' di un rilancio dell'azione politica dell'esecutivo e della maggioranza consiliare, che deve necessariamente passare attraverso una chiara definizione dei rapporti interni alla coalizione e un'univoca assunzione di responsabilita' da parte di tutti coloro i quali fanno parte della coalizione di maggioranza''.
1 luglio 2010 - ANSA
Piano casa affossato: centrosinistra, maggioranza in affanno
Ora subito in Aula manovra correttiva
La debacle della maggioranza sulle modifiche al Piano Casa mette in luce una ''crisi vera nei metodi e Cappellacci dovrebbe trarne le conseguenze''.
Il centrosinistra torna all'attacco dopo lo scivolone di ieri in Aula del centrodestra (Piano casa 2 bocciato a scrutinio segreto con una quindicina di franchi tiratori) e rilancia l'urgenza di portare in Consiglio la manovra di assestamento (tagli per 400 mln) questo pomeriggio all'esame della Giunta. Una manovra, spiegano gli esponenti della minoranza, che dovra' prevedere "interventi strategici per fronteggiare la crisi".
1 luglio 2010 - L'Unione Sarda - Giuseppe Meloni
Il piano casa viene bocciato da un blitz dei franchi tiratori
Tredici franchi tiratori seppelliscono la versione 2.0 del piano casa, e aprono un problema grande appunto come una casa in maggioranza. Con 37 no e 27 sì, a voto segreto, il Consiglio regionale rinvia almeno a gennaio 2011 la legge sul rilancio dell'edilizia (meglio: le modifiche alla prima versione, dell'ottobre 2009). Accade al momento della votazione sul passaggio agli articoli del provvedimento: quella che chiude la discussione generale, e avvia l'esame dei singoli commi.
Se il voto è contrario, come in questo caso, il testo non può ritornare in aula prima di sei mesi. Ma nello scivolone consiliare non ci sono solo dissensi su quelle norme: è evidente il riflesso dei problemi della coalizione, dal deludente risultato elettorale al rimpasto di Giunta (che forse qualcuno ora vorrebbe accelerare). E il caso getta ombre sui prossimi passaggi consiliari: a partire dall'assestamento di bilancio, che oggi arriva in Giunta.
I FATTI Il voto segreto (chiesto dal capogruppo dei Comunisti-Sinistra sarda-Rossomori, Luciano Uras) chiude una giornata tesissima, iniziata col duro intervento in aula di Renato Soru. L'ex governatore conferma la linea di tutta la minoranza: meglio ritirare la legge e passare alla manovra correttiva, anche perché le modifiche al piano casa «non servono a rilanciare l'economia: ci state solo costringendo a parlare degli interessi di certe zone e certe persone».
In maggioranza è Cristian Solinas a dar voce alle obiezioni di parte del Psd'Az (Paolo Maninchedda lo farà sul suo blog), chiedendo agli alleati di «fermarci a riflettere». Dal Pdl, accanto alle difese convinte del capogruppo Mario Diana, di Oscar Cherchi e di Giorgio Locci, traspare anche la delusione di Nanni Campus e Silvestro Ladu.
La replica dell'assessore all'Urbanistica, Gabriele Asunis, è dura con l'opposizione («il piano casa di ottobre 2009 non è un fallimento, sta già dando risultati»). E forse anche un po' con parte della maggioranza: «Sono deluso che ci sia chi è deluso»). Poi si passa al voto (segreto): in aula sono 24 i consiglieri dell'opposizione, quindi i franchi tiratori sono almeno 13.
LE REAZIONI A CALDO, in maggioranza ciascuno sospetta degli altri: «Il Pdl è stato compatto», giura Oscar Cherchi, d'accordo con Matteo Sanna (che aggiunge: «Con questo voto ci perdono solo i sardi»). Ma molti pensano che anche nel primo partito della coalizione ci siano dissidenti. Sereno l'assessore Asunis: «È la democrazia. Però il testo presentato dalla Giunta aveva raccolto consensi in maggioranza e anche in opposizione». Testo poi modificato in commissione.
«La verità è che la maggioranza è in pezzi», attacca il capogruppo del Pd Mario Bruno, «e ha insistito su una legge che interessava a poche persone». Sempre dai democratici, il relatore di minoranza Gavino Manca avverte: «Non ci hanno voluto ascoltare, questo è il risultato». «Avevamo ragione a chiedere di fermarci e lavorare alla manovra correttiva», dice Luciano Uras, «il centrodestra è in grave crisi». «È certo un preoccupante segnale di scarsa coesione», ammette Michele Cossa dei Riformatori (forse l'unico gruppo su cui non si addensano sospetti): «Ora, come avevamo chiesto dopo le disastrose amministrative, il presidente Cappellacci deve assumersi l'onere di fare chiarezza e ricompattare la maggioranza».
LA MANOVRA Il governatore ha saputo dell'accaduto a Roma, dov'era per verificare i conti reali a proposito dei tagli di Tremonti sulle regioni. E oggi sarà in Giunta per discutere l'assestamento finanziario, su cui ieri ha lavorato fino a tarda ora l'assessore al Bilancio Giorgio La Spisa. Si prevede una sforbiciata di circa 350-400 milioni alle spese del 2010: colpirà più o meno tutti gli assessorati, senza toccare le politiche per il lavoro, l'istruzione, le famiglie. Non si escludono però nuovi vertici di maggioranza: dopo quanto accaduto in Consiglio sul piano casa, sarà meglio chiarire in anticipo eventuali dissensi.
