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19 maggio 2010 - Il Giornale - Marcello Viaggio
Neppure l’edilizia si salva dalla crisi: nel Lazio persi seimila posti di lavoro
Anche nell’edilizia il 2009 nel Lazio si chiude nel segno della recessione. Seimila posti di lavoro in meno, in calo del 10 per cento gli investimenti delle imprese. In calo del 17 per cento la produzione di edilizia residenziale. E il 2010 non sarà da meno: occorrerà ancora stringere la cinghia, soffrire. I dati sono stati forniti ieri nella conferenza stampa per la nascita di Edicola, nuova newsletter bimestrale dei costruttori, dal presidente dell’Ance Lazio-Urcel, Stefano Petrucci. Le cifre delle Casse Edili parlano chiaro: rispetto a un anno prima, a marzo 2010 si registrano nel Lazio mille imprese in meno, si sono perdute 3 milioni e mezzo di ore lavorate, l’occupazione è calata dell’8 per cento. Al contrario, il ricorso alla cassa integrazione è cresciuto del 130 per cento nel 2009 rispetto al 2008.
Quel che è peggio, la recessione nel 2010 sembra destinata a continuare. Secondo il Cresme, Centro di ricerche economiche e sociali, nessuna ripresa caratterizzerà l’anno a venire. «Gli effetti auspicati dal Piano Casa rischiano di non esserci - conferma Petrucci - Siamo di fronte a un mercato dove continueranno a contrarsi gli investimenti in nuove opere sia private che pubbliche. L’unico segnale positivo arriva dalle previsioni per le opere di manutenzione e recupero dell’esistente». Un’ancora di salvataggio. Uno scoglio, per così dire, fra i flutti procellosi della crisi. Nel Lazio, infatti, le domande di agevolazione fiscale legate alle riqualificazioni degli edifici sono cresciute nel 2009 del 15,1 per cento, più della media nazionale (+14,3 per cento). Il risparmio della famiglia - in crisi la Borsa, i titoli di Stato, tutto, - alla lunga si è incanalato in questa direzione. Ma è l’unico raggio di luce in uno scenario buio e tempestoso. La crisi ha colpito soprattutto nella costruzione di nuove case di edilizia residenziale. Che è calata nel 2009 del 17,5 per cento, e si ridurrà (-17 per cento) anche nel 2010. In termini assoluti, nel 2008 sono state ultimate 28.560 abitazioni, nel 2010 ne saranno completate 19.612. Con un calo di oltre il 34 per cento nel biennio 2008-2010.
Specchio della crisi anche i lavori pubblici. Nel 2009 è sceso il numero delle gare, ma soprattutto sono calate le aggiudicazioni: in numero assoluto da 366 a 255, in importo da 508 a 284 milioni. Come inevitabile conseguenza del minore fatturato, il calo occupazionale. Le ore lavorate sono scese da 39 milioni (ottobre 2008-marzo 2009) a 35 milioni e mezzo (ottobre 2009-marzo 2010). Con una perdita di 3 milioni e mezzo di ore. Gli operai attivi nei cantieri sono scesi da 73mila a 67mila. Seimila i posti di lavoro saltati (-8 per cento). A soffrire soprattutto Latina (-9,7) e Frosinone (-8,5), un po’ meno Roma (-7,5). Se questa è la situazione, per Petrucci è essenziale a questo punto che la giunta Polverini risponda in tempi rapidi e in modo deciso, favorendo gli investimenti pubblici sulle infrastrutture e consentendo procedure burocratiche più rapide. «Sappiamo bene che è necessario un forte rigore nella gestione amministrativa - puntualizza il presidente dell’Ance-Urcel - ma è essenziale che la nuova giunta insista con il governo nazionale affinché rispetti le decisioni prese, in particolare per i finanziamenti a infrastrutture come la Roma-Latina».
Secondo i costruttori bisogna anche snellire le procedure della legge regionale sul Piano Casa. L’auspicio è di innalzare i premi di cubatura, almeno in alcuni casi.
18 maggio 2010 - Edilportale - Paola Mammarella
Piano Casa Lazio, in 800 al convegno di BigMat
Il convegno sul Piano Casa organizzato daBigMat,il grande gruppo di rivenditori di materiali edili indipendenti, si è aperto con le importanti relazioni di Fabrizio Orlandi e Gabriele Bellingeri.
«Siamo delusi dal piano casa - ha detto Bellingeri - perché è una manovra che ha perso l’occasione di riqualificare a livello energetico gli edifici. La legge ha messo vincoli precisi per l’antisismica ma non per il risparmio energetico (anche se alcune regioni in Italia nel recepimento del piano ha inserito vincoli energetici, ma non il Lazio).
Per ora questo piano si sta rivelando un flop per la scarsissima presentazione di Dia: in Lazio credo che il motivo sia da ricercare nel premio cubatura, troppo basso rispetto al corrispettivo economico da sborsare». Così, per il momento i lavori avviati legati al piano casa in Lazio sono meno di 50: «Diciotto richieste a Roma, 15 a Frosinone, 6 a Latina, nessuna a Rieti, altre 5 sparse per il Lazio», prosegue Bellingeri. Il Piano casa ha effetti migliori nel pubblico: «Ater ha lanciato un bando di concorso – fa sapere Bellingeri – in collaborazione scientifica con Dipsa, rivolto alla riqualificazione energetica e generale del quartiere Tibrutino Terzo. Il bando si chiama Pass: inizialmente prevedeva un contributo economico di 1 miliardo di euro in dieci anni, ora l’importo si è abbassato a 650 milioni, ma è sempre una cifra considerevole che consentirà una riqualificazione importante».
Gli esperti relatori presenti al convegno sono chiamati a chiarire tutti gli aspetti della legge sul Piano Casa per la Regione Lazio e ad evidenziarne le opportunità. È questa l’undicesima tappa del tour di 13 convegni sulla manovra, che è la nuova, attualissima proposta di BigMat. Si tratta del primo e unico tour organizzato a livello nazionale sull’argomento: un’iniziativa che dimostra la sensibilità del Gruppo di rivenditori edili su una tematica così cruciale per la ripresa del settore edile.
Con la L.R. 21/2009, meglio conosciuta come Piano Casa, la Regione Lazio garantisce qualità, sicurezza, trasformazione urbanistica e difesa del territorio. Oltre a contrastare la crisi economica e favorire il rilancio del settore edilizio, la legge promuove l'adeguamento del patrimonio edilizio esistente alla normativa antisismica, il miglioramento della qualità architettonica e la sostenibilità energetico-ambientale del patrimonio stesso, secondo le tecniche, le disposizioni ed i principi della bioedilizia.
È ammesso l’ampliamento degli edifici residenziali fino ad un massimo del 35% a condizione del totale adeguamento antisismico della struttura ed il rispetto delle disposizioni del D.Lgs. 192/2005 e della L.R. 6/2008. La medesima percentuale di ampliamento (volumetrico o di superficie utile) è confermata anche negli interventi di demolizione e ricostruzione: la legge richiede una prestazione energetica dell’edificio inferiore al 10% rispetto ai valori limite di legge (D.Lgs. 192/2005 e L.R. 6/2008) e un adeguato equipaggiamento arboreo. Sono previste percentuali minori per l’ampliamento di edifici destinati all’artigianato e alla piccola industria. È possibile inoltre anche il recupero del patrimonio esistente da riqualificare con riduzione del fabbisogno annuo di energia e con possibili ampliamenti, solo se il fabbricato è ricostruito in altra area.
In tale contesto il gruppo BigMat, avvalendosi dell’organizzazione di Edicom Edizioni, ha ritenuto opportuno promuovere un seminario tecnico in cui, partendo dalle novità legislative, diffondere la conoscenza delle tecnologie e dei materiali per l’edilizia sostenibile disponibili sul mercato laziale.
Ad affiancare gli interventi di funzionari ed esperti gli approfondimenti tecnici che rappresentano un’occasione unica per gli operatori del settore. Un pool di tecnici di varieaziende leader del settore (gli sponsor sono: Boero, Celenit, Dorken, Ibl, Isolmant, Laterlite, Knauf, Rdb, Volteco e Sika), infatti, saranno a loro disposizione per parlare e suggerire le soluzioni tecnologiche più idonee a rispondere ai requisiti necessari per usufruire del Piano casa, anche in materia di risparmio energetico.
E per chiudere il cerchio, BigMatad ogni incontro offrirà (anche in questo caso gratuitamente, come è gratuita la partecipazione ai convegni) un Quaderno Piano Casa, una sorta di memorandum dove si potranno trovare riassunti – in modo semplice ma preciso - i principali punti della legge, personalizzato per ogni regione, accompagnato da un CD Rom contenente l’intera normativa regionale. Il Quaderno sarà anche disponibile presso tutte le rivendite BigMat della regione in cui si è svolto il convegno (la mappa completa su www.bigmat.it).
4 maggio 2010 - Il Giornale - Marco Morello
Italia nostra protesta: «Troppe piazze occupate E i grattacieli progettati non piacciono ai romani»
Vogliono portare piazza del Popolo in tribunale. Non per denunciare l’obelisco Flaminio o le chiese gemelle, è chiaro, ma per puntare il dito contro tutto quello che gira loro intorno: «un bivacco per iniziative multiple»; «una gigantesca occupazione».
Il riferimento è alle continue manifestazioni che si avvicendano in uno dei cuori più noti della Città Eterna. E le definizioni, così taglienti, sono quelle di Italia Nostra, che per bocca del presidente capitolino Carlo Ripa di Meana ha annunciato ieri battaglie e ricorsi: «Esporremo alla magistratura penale questo stato di fatto, i giudici decideranno a riguardo». Tra le violazioni principali evidenziate dall’associazione che si batte per la tutela del patrimonio artistico del Bel Paese, c’è la continua presenza di enormi gru nella zona. Polemiche anche sul cosiddetto «sviluppo verticale», cioè i grattacieli progettati all’Eur che non piacerebbero ai romani.
Ad allargare la prospettiva ci ha pensato Pietro Samperi, presidente della commissione Urbanistica dell’associazione, sottolineando mancanze legate sia alla «pianificazione» che a «realizzazioni concrete». «Alemanno - ha spiegato - ha messo in cantiere una serie di grandi e interessanti operazioni che potrebbero risultare determinanti per il futuro di Roma. Ma se non saranno concepite nel quadro di un disegno unitario della città, rischiano di avere conseguenze devastanti».
Immediato il riferimento al piano regolatore, di cui Samperi chiede un aggiornamento complessivo, «necessario dopo 10 anni dal concepimento»; al piano strategico della mobilità perché, per esempio, «è necessario il blocco delle procedure per realizzare la linea D, il cui tracciato è da rivedere»; al piano casa e all’eccessivo ricorso di archistar venute da lontano, senza privilegiare il dibattito interno. «Italia Nostra - ha aggiunto - propone piuttosto di lasciare spazio a giovani architetti italiani». Non si è fatta attendere la replica del Campidoglio, punto per punto, per bocca dell’assessore all’Urbanistica Marco Corsini: «L’affermazione di Italia Nostra circa una presunta inattività in campo urbanistico - si legge in una nota - è frutto quantomeno di scarsa informazione, per non dire di disattenzione.
Il problema della revisione del piano regolatore ha dovuto fare i conti con l'altrettanto necessaria sua tempestiva attuazione». E poi, più avanti: «Abbiamo dovuto affrontare le numerose problematiche poste dalle situazioni di criticità del piano, ripetutamente evidenziate dalle note vicende giudiziarie e soprattutto abbiamo voluto impostare un serio discorso di riflessione strategica, prendendo le mosse dalla mobilità fino a dare vita al progetto Millenium, che si concluderà con gli Stati Generali della città, con l’obiettivo di guardare al futuro di Roma con un orizzonte almeno decennale».
4 maggio 2010 - Il Giornale
Ecco le proposte: canoni concordati e piano casa con più partecipazione
Riduzione dell’attuale pressione fiscale sul bene casa che è il principale motivo dell’attuale “caro affitti”; immediato rinnovo della convenzione sui contratti a canoni concordati che è ormai scaduta dal 2004, allo scopo di diffondere maggiormente quella tipologia locativa; ripresa dell’edilizia residenziale pubblica per venire incontro alle esigenze dei meno abbienti che non possono accedere al mercato privato; attuazione immediata del piano casa, senza le ingiustificate limitazioni poste da alcune Regioni, soprattutto per quanto concerne la riqualificazione urbana e il recupero dell’edilizia fatiscente privata e pubblica, con la semplificazione delle procedure. Sono le proposte avanzate dal coordinamento unitario dei proprietari immobiliari (Arpe-Federproprietà, Confappi, Uppi) che chiede anche più spazio alla partecipazione dei cittadini e delle loro associazioni nelle decisioni sui problemi del territorio e della casa.
