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22 maggio 2010 - La Gazzetta del Mezzogiorno
Affitti +17,6% - Bari città più cara dopo Torino
Bari è la seconda città in Italia a registrare un aumento delle quotazioni immobiliari dopo Torino e la più cara in assoluto per quanto riguarda i valori di locazione. Notizie migliori, invece, sul fronte degli sfratti per morosità, dove la Puglia si attesta tra le meno attive dopo Calabria, Campania e Lazio. Sono i dati salienti contenuti nel 5° Rapporto Uil “Famiglia, reddito casa”, pubblicato a maggio, a cura del Servizio Politiche territoriali della stessa organizzazione sindacale.
Il tema del Rapporto quest’anno è “Il fabbisogno abitativo, rinnovata emergenza”: in una quarantina di cartelle è stata affrontata in maniera dettagliata la spesa delle famiglie per l’abitazione, sia sul fronte dell’acquisto (con i valori immobiliari aggiornati al II semestre 2009), che su quello dell’affitto,con valori delle locazioni aggiornati al II semestre 2009 e relativa incidenza sui redditi delle famiglie. Nella terza parte si prendono invece in esame i provvedimenti di sfratto eseguiti in Italia nell’anno solare 2009.
Il tutto partendo da una comparazione col resto d’Europa, arrivando alla conclusione che il nostro Paese continua a rimanere il fanalino di coda a livello comunitario per quanto riguarda le politiche abitative.
«I dati evidenziano che il Piano Casa risulta essere una opportunità inespressa – dice il segretario generale della Uil di Puglia e di Bari, Aldo Pugliese – perché l’impatto delle misure anticrisi per il rilancio dell’edilizia è stato deludente.
Intanto aumenta sempre più il numero di famiglie in cerca di abitazione in affitto ma il classico meccanismo del mercato basato su domanda e offerta pare non avere seguito nel settore immobiliare, dove all’aumento della domanda non corrisponde un aumento dell’offerta altrettanto sostenuto. I prezzi degli affitti, infatti, risultano essere ancora troppo onerosi.
Servirebbe l’introduzione di politiche fiscali premianti: la cedolare secca del 20 % sul reddito derivante da locazione, per esempio, e la possibilità, per l’inquilino, di detrarre dalle tasse una parte dell’affitto, sarebbero già u n’ottima soluzione che potrebbe determinare, un aumento dell'offerta di abitazioni, contribuendo a calmierare il mercato degli affitti. Una misura in grado di far emergere, tra l’altro, le tantissime locazioni in nero che hanno, normalmente, un carattere speculativo”.
Quotazioni immobiliari. Dal 2007 al 2009, nelle grandi città, il costo medio di un appartamento di 70 mq. è aumentato mediamente del 4,3 %, con picchi a Torino, dove si è registrato un aumento del 20,1 %, Bari del 17,6% e Genova del 7,5%.
10 maggio 2010 - Edilportale - Paola Mammarella
Piano Casa, in Gazzetta Ufficiale la ripartizione dei fondi
A disposizione delle Regioni 377 milioni di euro per recupero, realizzazione di nuovi alloggi e rilancio del settore edile
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 104 del 6 maggio scorso il DM 8 marzo 2010, emanato dal Ministero per le Infrastrutture e Trasporti, Riparto delle risorse del Piano Nazionale di edilizia abitativa.
Il decreto stanzia 377 milioni per la soluzione del disagio abitativo attraverso interventi di recupero e realizzazione di nuovi alloggi, in grado di rilanciare il settore edile. Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, diventa quindi operativo il trasferimento dei fondi agli enti locali.
Analizzando la graduatoria dei fondi erogati, si nota che la Lombardia si colloca al primo posto. Saranno infatti a sua disposizione circa 55 milioni di euro. Seguono Campania, Lazio e Piemonte, con finanziamenti oscillanti tra i 41 e i 32 milioni.
Posizioni intermedie per Sicilia, con circa 28 milioni, e Puglia, alla quale ne sono stati assegnati quasi 25. Situazione analoga per Toscana e Veneto, che potranno usufruire rispettivamente di circa 22 e 23 milioni.
Fondo classifica, invece, per Basilicata, Molise e Valle d’Aosta. In quest’ultima regione le risorse disponibili si attestano infatti sotto il milione di euro.
Nell’ambito degli accordi di programma sarà possibile individuare le iniziative da inserire nelle linee di intervento. Gli accordi con regioni e comuni sono promossi dal Ministero delle Infrastrutture . A loro volta gli enti locali proponenti devono valutare con procedura a evidenza pubblica le proposte provenienti da soggetti pubblici, privati ed ex Iacp. Obiettivo principale è concentrare gli interventi sulle richieste effettive rapportate alla tensione demografica, garantendo vivibilità, sicurezza, sostenibilità, efficienza energetica e logistica nel sistema di trasporto.
Totale delle risorse stimate: Secondo le stime del Governo nei prossimi cinque anni il Piano Casa metterà in moto un indotto da 4 miliardi grazie a finanziamenti pubblici e intervento dei capitali privati, che renderanno possibile la realizzazione e il recupero di 50 mila alloggi.
Per arrivare a questa cifra bisogna considerare che il fondo iniziale di 77 milioni ha subito una variazione in aumento fino a 727 milioni. Ulteriori 200 milioni sono stati sbloccati a novembre con decreto del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti. La parte restante sarà coperta dalla partecipazione delle imprese private.
