Regione SardegnaPiano Casa Governo Berlusconi |
![]() |
24 maggio 2010 - Edilio
Piano casa: in Sardegna si punta all'edilizia sostenibile
Realizzazione di quartieri bio sostenibili massima inclusione sociale e ccomitato per la casa
Creazione dei fondi immobiliari, istituzione di un fondo di garanzia per la contrazione di mutui ad interesse agevolato da parte di soggetti finanziariamente esclusi, realizzazione di quartieri bio sostenibili a massima inclusione sociale e creazione del comitato regionale per la casa.
Queste le linee guida del disegno di legge in materia di edilizia abitativa e biosostenibile approvato dalla Giunta regionale. “Dall’approvazione da parte della Giunta di questo disegno di legge parte il Piano casa, che vuole essere un provvedimento innovativo per risolvere il problema della casa per tutti i sardi”, ha dichiarato l’assessore dei Lavori pubblici Angelo Carta, durante la conferenza stampa di presentazione del provvedimento.
Il disegno di legge, trasmesso al Consiglio regionale per l’iter di approvazione, è composto da 18 articoli e si prefigge l’obiettivo di soddisfare il fabbisogno abitativo per tutti i residenti della Sardegna, attraverso l’incremento del patrimonio residenziale, anche attraverso il coinvolgimento dei soggetti privati, ponendo particolare attenzione allo sviluppo sostenibile ed al “mix sociale”.
“Non esisteranno più i quartieri popolari – ha continuato Carta – ma quartieri bio sostenibili, dove abiteranno le diverse fasce di popolazione in termine di età, reddito, e professione. Saremo la prima regione in Italia, che in accordo con il Ministero della infrastrutture, sperimenterà lo strumento del Fondo immobiliare bio sostenibile”. Altra importante novità prevista nel disegno di legge, l’istituzione di un fondo di garanzia per la contrazione di mutui ad interesse agevolato da parte di soggetti finanziariamente esclusi: “La Giunta Cappellacci, già con il finanziamento di 50 milioni di euro sui contributi in conto interesse per l’abbattimento dei costi dei finanziamenti per l’acquisto della prima casa, ha fatto un grande sforzo. Ma la legge 32 – continua Carta – non consente ai lavoratori con contratti atipici, di accedere ai benefici, perché, come tutti sanno, le banche non concedono mutui ai lavoratori precari. Per questo motivo, nel disegno di legge, abbiamo previsto l’istituzione di un fondo di garanzia per i giovani lavoratori precari che consenta a questi cittadini, con la garanzia della regione, di poter richiedere ed ottenere un mutuo. Siamo la seconda Regione in Italia che propone questo tipo di aiuto – ha concluso Carta - e ne andiamo orgogliosi".
20 maggio 2010 - ASCA
Sardegna: Giunta, approvato DDL del Piano Casa
Creazione dei fondi immobiliari, istituzione di un fondo di garanzia per la contrazione di mutui ad interesse agevolato da parte di soggetti finanziariamente esclusi, realizzazione di quartieri bio sostenibili a massima inclusione sociale e creazione del comitato regionale per la casa. Queste le linee guida del disegno di legge in materia di edilizia abitativa e biosostenibile approvato dalla Giunta regionale della Sardegna.
''Dall'approvazione da parte della Giunta di questo disegno di legge parte il Piano casa, che vuole essere un provvedimento innovativo per risolvere il problema della casa per tutti i sardi'', ha dichiarato l'assessore dei Lavori pubblici Angelo Carta, durante la conferenza stampa di presentazione del provvedimento.
Il disegno di legge, trasmesso al Consiglio regionale per l'iter di approvazione, e' composto da 18 articoli e si prefigge l'obiettivo di soddisfare il fabbisogno abitativo per tutti i residenti della Sardegna, attraverso l'incremento del patrimonio residenziale, anche attraverso il coinvolgimento dei soggetti privati, ponendo particolare attenzione allo sviluppo sostenibile ed al ''mix sociale''.
''Non esisteranno piu' i quartieri popolari - ha continuato Carta - ma quartieri bio sostenibili, dove abiteranno le diverse fasce di popolazione in termine di eta', reddito, e professione. Saremo la prima regione in Italia, che in accordo con il Ministero della infrastrutture, sperimentera' lo strumento del Fondo immobiliare bio sostenibile''. Altra importante novita' prevista nel disegno di legge, l'istituzione di un fondo di garanzia per la contrazione di mutui ad interesse agevolato da parte di soggetti finanziariamente esclusi: ''La Giunta Cappellacci, gia' con il finanziamento di 50 milioni di euro sui contributi in conto interesse per l'abbattimento dei costi dei finanziamenti per l'acquisto della prima casa, ha fatto un grande sforzo. Ma la legge 32 - continua Carta - non consente ai lavoratori con contratti atipici, di accedere ai benefici, perche', come tutti sanno, le banche non concedono mutui ai lavoratori precari. Per questo motivo, nel disegno di legge, abbiamo previsto l'istituzione di un fondo di garanzia per i giovani lavoratori precari che consenta a questi cittadini, con la garanzia della regione, di poter richiedere ed ottenere un mutuo. Siamo la seconda Regione in Italia che propone questo tipo di aiuto - ha concluso Carta - e ne andiamo orgogliosi''.
20 maggio 2010 - L'Unione Sarda
Quartieri verdi e un'abitazione per tutti: ecco le novità del Piano Casa sardo
Quartieri biosostenibili aperti a cittadini di tutte le fasce sociali e di tutte le età e un fondo di garanzia per consentire a precari che non possono accedere ai finanziamenti delle banche di comprare una casa. Sono queste le due principali novità del disegno di legge varato dalla Giunta
"Questo è il vero Piano casa - chiarisce l'assessore ai Lavori pubblici Angelo Carta - Confermiamo l'obiettivo: vogliamo che tutti abbiano un'abitazione. Lo facciamo cercando di unire le forze tra pubblico e privato". Il Piano si reggerà con fondi immobiliari di circa 80 milioni di euro con il coinvolgimento di banche e fondazioni. I finanziamenti arriveranno da Comunità europea, Stato e Regione. Un disegno di legge che prevede un "mix sociale" per le residenze. "Non si devono più concepire le case popolari come dei ghetti - spiega l'assessore - Noi abbiamo pensato a dei quartieri nei quali coabitano le diverse fasce della popolazione in termini di reddito, età, professione". Capitolo precari. "Spesso le banche rifiutano i finanziamenti a lavoratori con certi tipi di contratti che ora sono molto diffusi - osserva Carta - Noi abbiamo istituito un fondo che garantirà la solvibilità di questi soggetti presso le banche". Il disegno di legge dovrà ora passare in commissione a giugno per poi approdare in Aula per il via libera definitivo.
19 maggio 2010 - La Stampa
Villa Certosa ampliata col piano casa - Il Pd chiede gli atti: fare trasparenza
La residenza sarda di Berlusconi circondata da nuovi bungalow.
L'ex assessore all'Urbanistica: "Un provvedimento discutibile"
Villa Certosa, la residenza del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in Costa Smeralda, potrà essere ampliata grazie al cosiddetto piano casa, la legge regionale sullo sviluppo dell’edilizia approvata in Sardegna nell’ottobre scorso. Secondo quanto riferisce stamane il quotidiano «la Nuova Sardegna», Idra Immobiliare, la società cui la Villa Certosa fa capo, ha presentato una richiesta alla commissione paesaggistica regionale che deve pronunciarsi anche su altre 21 domande di compatibilità. Il progetto comprende bungalow che dovrebbero sorgere nel terreno che circonda il corpo centrale della residenza estiva del premier.
La pratica, secondo quanto confermato al quotidiano dallo scultore Pinuccio Sciola, presidente della commissione, risale a una settimana fa. La legge, cui seguiranno modifiche contenute in un disegno di legge, consente ampliamenti edilizi anche nella fascia protetta dei 300 metri dal mare, previo nullaosta della commissione paesaggistica regionale: fino al 10% per residence e hotel, fino al 20% per ville e fra il 30 e il 35% in caso di demolizione e ricostruzione di fabbricati sul mare che vengano spostati più all’interno.
L’ex assessore regionale all’Urbanistica e ora consigliere regionale del Pd, Gian Valerio Sanna, ha chiesto gli atti riguardanti la domanda. «La trasparenza è d’obbligo, soprattutto quando riguarda atti conseguenti l’applicazione di una delle leggi più discusse di questa legislatura ovvero il provvedimento chiamato “piano casa”», afferma Sanna, che ha richiesto i documenti, ai sensi dell’articolo 105 del regolamento interno del Consiglio regionale, inviando una lettera all’assessore regionale all’Urbanistica, Gabriele Asunis, e al direttore generale dell’Urbanistica Marco Melis. In particolare, l’esponente dell’opposizione ha richiesto la domanda di Idra Immobilare, gli atti istruttori della commissione regionale per il Paesaggio e l’eventuale parere finale quando saranno disponibili.
14 maggio 2010 - L'Unione Sarda - Michele Ruffi
Alfieri, sul teatro scende il sipario: al suo posto ci saranno case e negozi
Costruito nel 1962, l'Alfieri ha garantito per quasi trent'anni uno spazio per ospitare la stagione di prosa cagliaritana.
L'accerchiamento è stato silenzioso e inarrestabile: «Ora c'è il Massimo, poi si sono aggiunti anche i teatri di Quartu, Sinnai e di tutta la provincia», elenca Guido Cossu, figlio di Umberto, costruttore che nel 1962 tirò su l'Alfieri quando ancora via della Pineta era una strada di periferia, un vialone «quasi malfamato» che portava al mare.
LA DECISIONE Trentotto anni dopo il cine-teatro, fino a pochi anni fa l'unico spazio a disposizione per la prosa (e per molto tempo, fino all'apertura di Lirico e Auditorium, l'unico spazio e basta) chiude e si trasforma. «Non ha più senso resistere: quando mio padre creò questo palcoscenico non c'era l'affollamento di adesso. Per più di trent'anni abbiamo assicurato alla città un luogo dove veniva fatto sia cinema che teatro, abbiamo fatto in modo che Cagliari avesse la sua stagione di prosa». Ancora qualche mese, poi il possibile cambiamento radicale: l'intero palazzo potrebbe essere buttato giù e ricostruito, con un aumento di cubatura che dovrebbe sfruttare anche lo spazio utilizzato fino a pochi anni fa per il cinema all'aperto.
PIANO CASA Per ora esistono solo le bozze di un progetto legato alla sorte del Piano casa, ancora fermo a livello comunale. Di sicuro demolizione e ricostruzione non sono connesse a problemi di stabilità - questa una delle mille voci che circolano sull'edificio -, visto che teatro e condominio sono in ottime condizioni. Nei prossimi mesi gli inquilini, distribuiti su quattro piani, lasceranno i loro appartamenti. Poi la costruzione, circa 12 mila metri cubi, aumenterà grazie alla legge che permette un bonus di cubatura che può arrivare fino al 30 per cento.
IL FUTURO L'Alfieri, inteso almeno come palcoscenico, sparirà: «Forse rimarrà un bar o un punto di ristoro, come quello attuale del foyer. Al pian terreno probabilmente ci saranno negozi. Un supermercato? Abbiamo avuto molte richieste in questi anni, ma abbiamo sempre rifiutato. Credo che un centro commerciale o un grande supermarket non abbiano senso qui in centro. Vedrei meglio botteghe e altre attività piccole», precisa Cossu, proprietario dell'edificio insieme ai quattro fratelli. Il progetto prevede anche due piani di parcheggi sotterranei.
IL TEATRO Lo spazio teatrale è ancora gestito dall'associazione Teatro di Sardegna, che nel 2002 firmò un contratto d'affitto d'azienda per la gestione completa della struttura, che dal 1981 ospitava la stagione di prosa. Un accordo rinnovato più volte, l'ultima fino al 2011. Ma visto il buon rapporto tra proprietari e compagnia e la disponibilità del Massimo, il termine potrebbe essere anticipato.
LA CONCORRENZA Una scelta, quella della chiusura dell'Alfieri, dovuta anche alla concorrenza: «Quando abbiamo iniziato il Conservatorio era inagibile, il Lirico ancora non esisteva. Senza contare la nascita dei multisala, che ha affossato i cinema. Siamo sempre andati avanti senza contributi pubblici. Tutto quello che abbiamo guadagnato, è stato reinvestito per mantenere e migliorare il teatro», ricorda Cossu mentre nel retropalco le maestranze allestiscono sui listoni di legno scuro uno degli ultimi spettacoli. Poi, sarà il sipario.
11 maggio 2010 - Adnkronos
Eneriga: maggioranza in regione Sardegna, su rinovabili posizione chiara
"Con tre delibere dello scorso marzo, inoltre -prosegue il testo frutto del vertice della maggioranza nella Regione Sardegna- la Giunta ha ribadito il divieto assoluto di realizzare impianti off-shore, la cui costruzione era stata gia' vanificata con la legge di rilancio dell'edilizia (Piano casa) che proibisce il posizionamento di linee elettriche entro i 300 metri dalla costa. Con le stesse delibere e' stato deciso di istituire un'apposita societa' (Sardegna Energia a totale partecipazione della Regione) per la realizzazione e gestione dei parchi eolici al fine di garantire ricadute economiche e occupazionali a beneficio dei territori e delle popolazioni locali''.
''E' stato altresi' vietato ai privati di realizzare parchi eolici, salvo quelli per autoproduzione e autoconsumo. Questi impegni - conclude il documento della maggioranza - assieme all'azione complessiva della Giunta guidata da Ugo Cappellacci, sono la migliore testimonianza che il progetto proposto oltre un anno fa ai sardi, ottenendo il loro consenso, va avanti secondo le linee politico-programmatiche. Nel solco di quella politica dell'ascolto, del confronto e della partecipazione concreta dei territori e delle comunita' locali per costruire insieme la Sardegna 2020, un'isola che deve poter coniugare un presente con meno incertezze e un futuro con maggiori prospettive''.
8 maggio 2010 - Alghero Notizie - Dolores Serra
Borgate: "Vogliamo un Puc meno restrittivo"
A Maristella incontro sul Puc con gli assessori comunali. La riunione si è svolta in un clima teso con gli stessi residenti che incalzavano gli assessori per avere risposte certe in merito allo sviluppo del territorio e non solo promesse
ALGHERO - Chiedono risposte precise gli abitanti di Maristella che ieri nella sala sociale si sono riuniti in assemblea ed hanno incontrato alcuni amministratori algheresi. Tema centrale che si è voluto discutere, oltre ai vari problemi che affliggono la borgata, il Piano Urbanistico Comunale.
E’ stata la presidente del comitato Tonina Desogos ad introdurre l’argomento agli assessori che hanno raccolto l’invito, Ennio Ballarini, Maria Grazia Salaris, Nunzio Pais e naturalmente il delegato della giunta Tedde all’Urbanistica, Maurizio Pirisi. I punti principali illustrati dalla presidente sono stati, la previsione del più basso tasso di crescita di nuovi abitanti insediabili fra tutte le borgate cittadine e quindi l’impossibilità di costruire la casa per i propri figli contribuendo così alla crescita della borgata anche in termini economici.
L’inapplicabilità del Piano Casa per ampliamenti e ricostruzioni nella zona definita A della borgata. Sul tavolo anche limitazioni per quanto riguardano i metri cubi da utilizzare. Dopo l’esposizione della presidente del comitato a turno i delegati di Giunta hanno espresso le loro opinioni. Ballarini e Pais hanno riferito soprattutto per quanto riguarda la toponomastica dando notizia che entro 10 giorni verranno finalmente sistemate cinquenta targhe bifacciali con le vie assegnate, l’assessore alle manutenzioni ha inoltre rassicurato per quanto concerne l’illuminazione che a breve sarà ripristinata. L’assessore Salaris è entrata in merito al Puc ritenendo positivo il fatto che almeno adesso, dopo quasi trent’anni, si ha una bozza di piano sulla quale discutere. Ha definito la stesura del piano un lavoro difficile di pianificazione per il territorio e che non sarà comunque fattibile accontentare tutti.
Pirisi, competente per l’Urbanististica, ha comunicato che il piano sarà presentato a breve alla cittadinanza e solo dopo dunque potranno essere discusse le problematiche e le cose che non vanno bene con la città di Alghero, i suoi centri rurali associazioni ed enti. “Il piano lo fa la città” ha detto Pirisi - Dev’essere uno strumento dinamico che può subire modifiche in continuazione”. L’assessore ha comunque ribadito come non tutto ciò che si vuole si potrà realizzare dato che si è vincolati da norme ben precise anche perché Maristella, così come le altre borgate, è classificata come un bene storico e comunitario. Dello stesso avviso anche i consiglieri Piras e Grossi intervenuti alla riunione. Numerose poi le domande e le richieste avanzate in argomento ai rappresentanti politici cittadini dai presenti che hanno voluto comunque sottolineare come forse sarebbe stato meglio essere interpellati prima della stesura del puc magari prendendo in considerazione qualche proposta da parte di chi la borgata la abita 365 giorni all’anno. La riunione si è comunque svolta in un clima teso con gli stessi residenti che incalzavano gli assessori per avere risposte certe in merito allo sviluppo del territorio e non solo promesse.
5 maggio 2010 - Alghero Notizie
Puc: borgate penalizzate. Incontro a Maristella
Un’idea di borgata, si legge, che penalizza fortemente centinaia di persone a vantaggio di pochi. Saranno presentate proposte di modifica al Piano Urbanistico Comunale
ALGHERO - Il Piano Urbanistico Comunale continua ad essere tema principe delle assemblee nella borgata di Maristella. La volontà del comitato è quella di discutere di PUC con particolare riferimento al territorio e alla borgata.
Venerdì prossimo 7 Maggio, è stato fissato un incontro che vede invitati anche anche gli amministratori comunali, sindaco assessori e consiglieri. Durante il dibattito che seguirà gli abitanti, che dimostrano il loro interesse con una partecipazione massiccia a riunioni di questo tipo, illustreranno i principali motivi di contrarietà emersi già nelle precedenti assemblee.
I punti principali sono la previsione del più basso tasso di crescita di nuovi abitanti insediabili fra tutte le borgate cittadine, la previsione del regime vincolistico dei centri storici, calato nelle corti coloniche degli insediamenti originari. La conseguente impossibilità di realizzare la casa per i propri figli nelle stesse corti coloniche o la realizzazione di un’idea innovativa in termini di albergo diffuso in borgata. E ancora la previsione di migliaia di metri cubi per la creazione di strutture turistiche e di svariati servizi generali a discapito delle zone C2 previste dal vigente PRG.
L’inapplicabilità del Piano Casa per ampliamenti e ricostruzioni nella zona definita A della borgata. E sempre rispetto a questo nell’agro dove il PUC prevede fra i tanti limiti anche la dimensione minima del lotto prevista in 4 ettari e un indice di 0,01 mc /mq. Un’idea di borgata, si legge, che penalizza fortemente centinaia di persone a vantaggio di pochi. Saranno presentate proposte di modifica al Piano Urbanistico Comunale per una programmazione sostenibile di sviluppo agrituristico nel centro rurale per i prossimo 30’anni.
Questo comitato, chiude la nota, ritiene che l’incontro tra amministrazione e abitanti sia indice di collaborazione attiva e costruttiva per risolvere insieme i problemi esistenti e per promuovere e valorizzare la borgata stessa.
