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27 maggio 2010 - Toscana TV
Piano casa, a Prato il Comune allenta le maglie del provvedimento per spingere l'economia
Possibili, ma solo fino al 31 dicembre, ampliamenti del 20% anche nelle abitazioni gia' ingrandite in passato. Sufficiente presentare la Dia per l'avvio dei lavori. L'assessore all'Urbanistica: 'Agevolazione per famiglie e imprese'
Piano casa, a Prato si allentano le maglie del provvedimento del governo con l'obiettivo di agevolare le famiglie che intendono ampliare la loro abitazione e dare una spinta al comparto edile. La novita' e' stata presentata stamani dall'assessore all'Urbanistica del Comune di Prato e oggi ha passato l'esame del Consiglio comunale. Gli ampliamenti, fino ad un massimo del 20 per cento della superficie complessiva, sono possibili semplicemente presentando una Dia, ma solo fino al 31 dicembre di quest'anno. Prato vara un piano casa meno vincolante di quello regionale che ha recepito la normativa nazionale: l'ampliamento sara' cumulabile con ingrandimenti gia' previsti dal Regolamento urbanistico e anche gia' realizzati, e interventi di demolizione e ricostruzioni sono previsti anche per quegli immobili compresi nella categoria di quelli per i quali era possibile solo la ristrutturazione. Finora le domande presentate per il Piano casa sono state 35, praticamente un terzo di tutte quelle inoltrate in Toscana. Numeri bassi che ora potrebbero subire un'impennata, come vorrebbe il Comune. Il motivo sta nell'indotto economico di un'operazione di questo tipo: aggiungere una stanza ad una casa costa in media 40-50mila euro.
10 maggio 2010 - Edilportale - Paola Mammarella
Piano Casa, in Gazzetta Ufficiale la ripartizione dei fondi
A disposizione delle Regioni 377 milioni di euro per recupero, realizzazione di nuovi alloggi e rilancio del settore edile
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 104 del 6 maggio scorso il DM 8 marzo 2010, emanato dal Ministero per le Infrastrutture e Trasporti, Riparto delle risorse del Piano Nazionale di edilizia abitativa.
Il decreto stanzia 377 milioni per la soluzione del disagio abitativo attraverso interventi di recupero e realizzazione di nuovi alloggi, in grado di rilanciare il settore edile. Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, diventa quindi operativo il trasferimento dei fondi agli enti locali.
Analizzando la graduatoria dei fondi erogati, si nota che la Lombardia si colloca al primo posto. Saranno infatti a sua disposizione circa 55 milioni di euro. Seguono Campania, Lazio e Piemonte, con finanziamenti oscillanti tra i 41 e i 32 milioni.
Posizioni intermedie per Sicilia, con circa 28 milioni, e Puglia, alla quale ne sono stati assegnati quasi 25. Situazione analoga per Toscana e Veneto, che potranno usufruire rispettivamente di circa 22 e 23 milioni.
Fondo classifica, invece, per Basilicata, Molise e Valle d’Aosta. In quest’ultima regione le risorse disponibili si attestano infatti sotto il milione di euro.
Nell’ambito degli accordi di programma sarà possibile individuare le iniziative da inserire nelle linee di intervento. Gli accordi con regioni e comuni sono promossi dal Ministero delle Infrastrutture . A loro volta gli enti locali proponenti devono valutare con procedura a evidenza pubblica le proposte provenienti da soggetti pubblici, privati ed ex Iacp. Obiettivo principale è concentrare gli interventi sulle richieste effettive rapportate alla tensione demografica, garantendo vivibilità, sicurezza, sostenibilità, efficienza energetica e logistica nel sistema di trasporto.
Totale delle risorse stimate: Secondo le stime del Governo nei prossimi cinque anni il Piano Casa metterà in moto un indotto da 4 miliardi grazie a finanziamenti pubblici e intervento dei capitali privati, che renderanno possibile la realizzazione e il recupero di 50 mila alloggi.
Per arrivare a questa cifra bisogna considerare che il fondo iniziale di 77 milioni ha subito una variazione in aumento fino a 727 milioni. Ulteriori 200 milioni sono stati sbloccati a novembre con decreto del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti. La parte restante sarà coperta dalla partecipazione delle imprese private.
