Piano Casa Governo Berlusconi

 

Guida al Piano Casa promosso dal Governo Berlusconi.
Notizie, informazioni, approfondimenti e commenti sul piano per l'edilizia che dovrebbe rilanciare il settore e, più in generale, l'economia, consentendo ai cittadini di aumentare la cubatura degli edifici, oltre a venire incontro alle classi più disagiate dando nuovi alloggi alle giovani coppie e alle categorie maggiormente in difficoltà.

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26 marzo 2010 - ANSA

Piano casa parzialmente incostituzionale

Lo ha stabilito la Consulta con una sentenza depositata oggi
La Consulta ha giudicato parzialmente incostituzionale le norme del governo sul piano casa. Lo stabilisce una sentenza depositata oggi. Questa è relativa agli articoli 11 e 13 del decreto legge 112/2008 (convertito dalla legge 133/2008). L'articolo 11 contiene disposizioni sul piano casa, il 13 misure per valorizzare il patrimonio residenziale pubblico. Entrambi gli articoli sono stati oggetto di ricorsi alla Corte Costituzionale da parte di diverse Regioni.

26 marzo 2010 - APCOM

Casa/ Confedilizia: Parlamento modifichi norme

"La storia delle semplificazioni edilizie è una storia già scritta, è quella del Piano Casa. Anche quest'ultimo è stato di fatto e in gran parte svuotato di significato dalle normative regionali. E anche il decreto-legge sulla deregulation in casa è destinato a finire nel nulla, cozzando contro una congerie di normative regionali restrittive". Lo afferma il presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, a proposito delle nuove norme sull'edilizia varate dal governo. Secondo il presidente di Confedilizia il Parlamento deve modificare il decreto.
"C'è un modo solo per rimediare e dare fiducia e certezze ai proprietari di casa: il provvedimento del Governo - sottolinea - va modificato dal Parlamento, in sede di conversione in legge, espungendone le premesse che fanno riferimento alle leggi regionali o, meglio ancora e cioè per una maggiore chiarezza, dicendo che le Regioni sono chiamate a disciplinare i titoli abilitativi nell'ambito dei principii direttivi stabiliti dal decreto-legge".
Non bisogna dimenticare, infatti, prosegue, "che tutto nasce dalla (confusionaria) riforma della Costituzione varata nel 2001: il governo del territorio è materia di legislazione concorrente, ma la stessa Costituzione stabilisce la competenza dello Stato ad emanare i principii fondamentali di tale materia. E non a caso, infatti, la semplificazione edilizia è stata emanata come parte integrante del Testo unico sull'edilizia, che si apre proprio con la precisazione che tale testo contiene i principii fondamentali in materia di attività edilizia. In questo senso il Governo ha emanato il proprio decreto nei termini noti ma, davanti alle incertezze seminate dai conservatori dello status quo e dalle varie burocrazie, occorre precisarlo con chiarezza al di là di ogni ragionevole dubbio nei modi sopra indicati".

26 marzo 2010 - Borsa Italiana

Bankitalia: regolamento fondi mette a rischo piano casa

La bozza di regolamento sui fondi immobiliari messa a punto dalla Banca d'Italia potrebbe mettere a rischio il piano casa del governo, ossia la costruzione di 50.000 alloggi a canone calmierato nel prossimo quinquennio. A lanciare l'allarme e' Assogestioni. La norma proposta da Via Nazionale che limita i poteri dei comitati consultivi dei fondi immobiliari, rischia di scoraggiare la partecipazione dei grandi investitori al programma governativo, basato sulla costituzione di fondi immobiliari regionali per il social housing.
Come si legge in MF, "L'impatto della norma su alcuni progetti governativi, come il piano casa o la dismissione degli immobili della difesa", spiega a MF-Milano Finanza Sonia Maffei, direttore del settore immobiliare di Assogestioni, "deve essere valutato con attenzione, perche' rischia di scoraggiare la partecipazione degli investitori istituzionali alla costituzione dei relativi fondi immobiliari".
La norma studiata da Via Nazionale, in realta', ha come obiettivo quello di limitare la costituzione dei cosiddetti fondi di famiglia, utilizzati in genere per mera elusione fiscale. "Noi", dice ancora Maffei, "siamo disponibilissimi a confrontarci su questo tema con Bankitalia, per trovare una soluzione che risolva il problema senza pero' mettere a rischio l'intero settore dei fondi immobiliari".

26 marzo 2010 - ASCA

Berlusconi: regioni rosse ostili al Governo, non attuano il Piano Casa

''Quando c'e' sintonia politica si lavora bene con le regioni. Altrimenti, come e' successo a noi, le regioni rosse hanno ostilita' nei confronti del governo, soprattutto nei casi di competenze concorrenti''. Lo ha affermato il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi intervistato da Sky tg24.
Berlusconi ha citato l'esempio del piano casa con la possibilita' per una famiglia di ampliare la propria villetta. ''Le nostre regioni hanno applicato questa disposizione, mentre nelle regioni di sinistra qualcuno l'ha adottata ma ha mantenuto ai comuni la sindacabilita' sui progetti e cosi' la facilita' burocratica manca''.

26 marzo 2010 - Il Sole 24 Ore - Giorgio Santilli

Tutto pronto per il Piano Casa

Il programma prevede la realizzazione di 50 mila nuovi alloggi, per un valore di 4 miliardi di euro in 5 anni
Tutto pronto per il programma Piano Casa, che prevede la realizzazione di 50 mila nuovi alloggi in 5 anni per un ammontare circa di 4 miliardi di euro, che saranno coperti grazie a finanziamenti pubblici e privati.
Come ultimo atto dell'iniziativa è stato firmato il decreto che avvia la procedura di pubblicazione del bando di gara per la scelta della società di gestione del risparmio. "Nella realizzazione del piano è stato ed è fondamentale il ruolo della Cassa Depositi e Prestiti che - ha spiegato il ministro dell'Economia e delle Finanze, Giulio Tremonti - con la realizzazione della Sgr dedicata e del relativo fondo si è dotata di uno strumento imprescindibile e innovativo per dare ai crescenti bisogni di edilizia sociale risposte non più rinviabili".
"Entro il prossimo mese - ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli - saranno convocate le Regioni e sarà pubblicato il bando di gara per l'attivazione dei fondi immobiliari di housing sociale".
Edilizia residenziale pubblica (comuni ed ex IACP)
200 milioni di euro sono destinati per acquisto, affitto, recupero e nuova costruzione; i primi 77 milioni di euro sono stati impegnati con decreto 18 novembre 2009, la successiva integrazione di 123 milioni è stata impegnata con decreto del 30 dicembre 2009. Il primo anticipo è stato trasferito alle Regioni nel mese di dicembre e successivi anticipi saranno attribuiti in relazione allo stato di avanzamento dei lavori o della conclusione degli atti contrattuali di acquisto o di affitto.
Fondi immobiliari nazionali
140 milioni di euro saranno destinati al bando di gara per la scelta della società che dovrà gestire il fondo immobiliare, tale linea di intervento attiverà fondi dell'importo presumibile da 1 a 3 miliardi di euro; a loro volta, i fondi contribuiranno per il 40% al finanziamento di fondi locali. In definitiva l'importo dei finanziamenti derivanti da tale linea d'intervento al settore dell'housing sociale può ragionevolmente valutarsi, complessivamente tra fondi nazionali e fondi locali, intorno ai 4 miliardi di euro. Il bando di gara conterrà un capitolato d'oneri formulato sulla base di criteri già proposti dall'apposito gruppo di lavoro.
Insieme al capitolato d'oneri, con il decreto viene approvato il disciplinare di gara che sarà reso pubblico con la pubblicazione del bando. In estrema sintesi, gli elementi principali della procedura saranno:
- Bando di gara diviso in 2 lotti di 70 milioni di euro ciascuno;
- Possibilità che un unico soggetto vinca entrambi i lotti costituendo un unico fondo;
- 60 giorni dalla pubblicazione per presentare le domande;
- Il o i vincitori avranno 120 giorni per l'approvazione del regolamento dei fondi nazionali;
- Durata del contratto: 30 anni;
- Remunerazione obiettiva del capitale investito 2% oltre l'inflazione reale;
- Obbligo di trasparenza sia rispetto costi di gestione e retribuzione dei manager e consulenti sia in relazione al rispetto della normativa sulla sicurezza nei cantieri;
- Coerenza degli interventi che saranno prescelti sia con il Piano Casa nazionale sia con le programmazioni territoriali.

25 marzo 2010 - IMG Press

Chiarezza su “Piano Casa”, Energia, Caccia e Biodiversità

Alla vigilia delle elezioni regionali il WWF richiama i temi caldi non risolti nella passata legislatura e chiede ai candidati di tutti gli schieramenti di dichiarare i propri orientamenti su 4 temi chiave, “piano casa”, scelte energetiche, caccia e tutela della biodiversità. Il WWF spera che, in quest’ultimo scorcio di campagna elettorale, i candidati Governatori abbandonino finalmente il cerchiobottismo e stupiscano gli elettori con affermazioni chiare sugli argomenti che dovranno affrontare se saranno eletti.
Quest’ultimo appello chiude un mese di pressing da parte del WWF che ha presentato ai candidati delle 13 regioni prossime al voto un “Decalogo dell’ambiente” e documenti elaborati dalle sezioni regionali dell’associazione con richieste di impegni concreti e positivi per la tutela dell’ambiente. Alle richieste del WWF molti candidati hanno risposto anche in occasioni di incontro o inviando note.
“Come dimostra la vicenda del nucleare e l’ultimo annuncio sul superamento della Dichiarazione di Inizio Attività per i lavori edili di manutenzione ordinaria e straordinaria per decreto, inattuabile senza il consenso della Regioni, il Governo nazionale fa continue invasioni di campo su materie che sono di competenza concorrente (governo del territorio, edilizia ed energetica) delle Regioni – commenta Stefano Leoni, presidente del WWF. - Le Regioni non devono solo attestarsi in difesa delle proprie prerogative costituzionali, ma dimostrare di avere disegni alternativi e di essere capaci di tutelare efficacemente, come richiesto dalla stessa Carta costituzionale, la salute dei cittadini e il paesaggio, e quindi l’ambiente”.
Ecco i 4 temi ‘caldi’ indicati dal WWF:
PIANO CASA: il Governo voleva imporlo con decreto; il WWF ricorda l’alzata di scudi della Regioni sulla giusta difesa delle proprie prerogative costituzionali che portò l’1 aprile 2009 alla stesura dell’Accordo con il Governo in Conferenza unificata (Stato-Regioni ed Enti locali), ma fa anche notare che se la maggior parte delle Regioni hanno limitato i danni (impedendo l’aumento di cubature del 20% e la demolizione e ricostruzione con ampliamenti sino al 35% in aree tutelate e nei centri storici e non prevedendo il cambiamento di destinazione d’uso), altre amministrazioni invece hanno approvato leggi peggiorative della proposta governativa: Campania (che prevede oltre al premio del 35% in più della volumetria, anche un 20% in più in altezza, in caso di demolizione e ricostruzione), Lazio (che prevede ampliamenti del 20% anche per il non residenziale e un aumento del 50% delle volumetrie nel caso di abbattimento e spostamento di edifici oltre i 300 metri della costa, e sino al 60% se con destinazione alberghiera), Molise (che contempla il cambiamento della destinazione d’uso sia per gli ampliamenti che per le ricostruzioni), Veneto (che prevede ampliamenti anche per il non residenziale). Il WWF fa notare nel contempo che le Regioni,non si sono dotate di strumenti innovativi efficaci di “governo del territorio” a Consumo di Suolo Zero, né hanno inserito questa previsione nei piani paesistici.
ENERGIA: il WWF chiede coerenza alle 11 Regioni (Basilicata, Calabria, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Toscana e Umbria) che hanno impugnato di fronte alla Corte Costituzionale le disposizioni della delega al Governo in materia nucleare (legge n. 99/2009) riguardanti le procedure di localizzazione degli impianti nucleari. Il WWF chiede che siano conseguenti anche i “governatori in pectore” delle due Regioni che hanno detto “No” al nucleare nella propria Regione (Formigoni in Lombardia e Zaia in Veneto). Ma questi orientamenti, osserva il WWF, si devono trasformare anche in scelte energetiche alternative e, quindi, portare alla revisione dei Piani energetici regionali, che devono essere adattati ai nuovi obiettivi internazionali di riduzione dei gas serra (-30% entro il 2020 e -80% entro il 2050, rispetto ai livelli del 1990), privilegiando il risparmio, l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili e contrastando qualsiasi realizzazione/riconversione di impianti a carbone.
CACCIA : il WWF ricorda la distanza tra Paese reale e quadro politico (in un recente sondaggio IPSOS il 79% degli Italiani chiede una forte riduzione o l’abolizione della caccia, l’81% si dichiara contrario all’allungamento del periodo di caccia, il 77% non vuole la caccia agli uccelli migratori), alla luce del bilancio negativo della Stagione venatoria 2009-2010, che vede assegnare il primo premio per la deregulation della caccia alle Regioni Lombardia (la quale ha visto la legge regionale “sospesa” dalla Corte di Giustizia europea) e Veneto (la quale ha accumulato un grave contenzioso amministrativo) mentre anche in Abruzzo (il TAR ha bocciato la pre-apertura della caccia alla quaglia e il posticipo al 31 gennaio della caccia alla beccaccia) non sono rispettate le regole europee sulle specie cacciabili e non, a cui il WWF fa riferimento.
BIODIVERSITA’: Sulla sua tutela, nel 2010 “Anno internazionale della biodiversità, il WWF ricorda che sono appena 4 le Regioni che hanno una propria legge in materia (Emilia Romagna, Liguria, Piemonte e Toscana), ma ancora nessuna Regione si è dotata di un Piano d’azione (solo la Toscana ha avviato il percorso), mentre tutte sono in estremo ritardo nella definizione dei Piani di gestione dei siti della rete Natura 2000, tutelata dall’Europa e ancora, rileva il WWF, la tutela della biodiversità non viene considerata nella pianificazione territoriale e nei programmi operativi economico-finanziari.

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