Regione Calabria

Piano Casa Governo Berlusconi

 

 

25 marzo 2010 - ASCA

Calabria, Loiero, Governo sta mettendo in ginocchio il Sud (4)

D.: Il piano casa puo' essere l'occasione per sostenere il rilancio dell'edilizia. Cosa dobbiamo aspettarci nella sua Regione?
R.: ''Un Piano casa vero, la Calabria lo ha fatto molto prima del governo centrale. In questi 5 anni abbiamo gia' erogato 6.000 contributi, per un ammontare di 137 milioni di euro per l'acquisto o la ristrutturazione della prima casa e abbiamo realizzato programmi di edilizia residenziale che consentira' l'utilizzo di 2300 nuovi alloggi. In totale abbiamo destinato 155 milioni di euro al Piano Casa per la costruzione o il recupero di alloggi di edilizia sociale da concedere in proprieta' o in locazione. All'investimento pubblico si somma quello delle imprese cooperative e dei Comuni che stanno realizzando 3.000 alloggi per circa 260 milioni di euro.
Abbiamo gia' rimesso in piedi il settore edilizio''.

25 marzo 2010 - ASCA

Calabria: Callipo, rischiamo di diventare la Somalia dell'Occidente (4)

D.: Il piano casa puo' essere l'occasione per sostenere il rilancio dell'edilizia. Cosa dobbiamo aspettarci nella sua Regione?
R.: ''Loiero e' il presidente dell'unica Regione italiana che non ha approvato il piano casa ed e' stata commissariata dal Governo. Un'altra vergogna dinanzi al Paese. Io convochero' subito le parti interessate e in quindici giorni occorrera' trovare una soluzione. Quando l'interesse che muove la politica e' quello generale, i problemi si risolvono. L'edilizia e' uno dei motori del rilancio economico, specie in questi periodi di crisi acuta, ma se uno pensa che la politica ti deve fare aumentare i clienti per consentirti di ricandidarti, ogni cosa perde senso e finalita'. Su temi cosi seri, poi, non si puo' piu' scherzare. Troppe categorie e molti cittadini aspettano risposte non prese in giro''.

16 marzo 2010 - Edilportale - Paola Mamarella

Piano Casa, impugnato il testo della Calabria

CdM: il testo rimanda a norme non ancora esistenti e viola il principio di leale collaborazione
Impugnato dal Governo il Piano Casa della Calabria. Secondo il Consiglio dei Ministri la Legge Regionale 5/2010, approvata l’11 febbraio scorso, viola il principio di leale collaborazione tra Stato e Regione dal momento che rinvia l’attuazione delle norme per il rilancio dell’edilizia a un regolamento non ancora varato, ma da approvare in un periodo successivo. Benchè approvata, la legge non risulta quindi operativa.
Tra i principi fondamentali del provvedimento compaiono il miglioramento della qualità architettonica ed energetica degli edifici attraverso programmi definiti tra regione e comuni, la possibilità di realizzare interventi di demolizione e ricostruzione con premio volumetrico del 35% sugli immobili residenziali, la riqualificazione delle aree urbane degradate.
Un altro punto fondamentale è l’esclusione di fabbricati abusivi, centri storici, aree di in edificabilità assoluta, beni culturali, zone di pregio ambientale e paesaggistico.
Di fatto, però, le disposizioni rimangono lettera morta fino al 23 aprile. L’articolo 2 prevede infatti che la Giunta Regionale entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge adotti uno o più regolamenti di attuazione.
La legge ha inoltre una validità di diciotto mesi, decorrenti dall’emanazione dei provvedimenti attuativi.
Ricordiamo che l’approvazione del Piano Casa è frutto del commissariamento, subito dalla Calabria a causa dell’inerzia nell’avvio del procedimento legislativo per l’attuazione degli accordi del primo aprile scorso.
Il testo definitivo ha subito un drastico snellimento rispetto al disegno di legge, articolato in tredici articoli e contenente disposizioni chiare su percentuali di ampliamento legate agli interventi di riqualificazione, prevenzione del rischio sismico, disciplina della destinazione d’uso e titoli abilitativi.

15 marzo 2010 - ASCA

Regionali/Calabria: Callipo, pubblicare elenco consulenti su Piano Casa

''Siamo alle solite anche col Piano Casa. Una nuova bocciatura che dimostra il pressapochismo legislativo di una Regione che pensa solo a fare clientela ed assistenza. Ma e' ancora una volta la procedura a lasciare molti dubbi. La Regione Calabria anche qui e' inadempiente, e' stata l'unica Regione d'Italia a non avere approvato il Piano Casa nei termini, cosi' il Governo la commissaria''. Lo ha detto Pippo Callipo, candidato a Presidente della Regione Calabria. ''Ma incredibilmente, anziche' affidare a un terzo il compito di riparare il danno, il Governo nomina quale commissario lo stesso Presidente della Regione - dice Callipo - che il danno l'ha provocato.
Questo meccanismo a me sembrava uno scherzo. Invece e' la verita', funziona cosi' in Italia e cosi' le Regioni piu' spendaccione e inadempienti come la Calabria, con i commissariamenti ci vanno a nozze. Non solo ma, nonostante le inadempienze ed i commissariamenti - sostiene callipo - seguitano a non rigare dritto, a non rispettare le regole ed a violare, come segnala il Governo per il Piano Casa, la Costituzione. Si accusa Berlusconi di non essere un fan della Costituzione, ma la Regione Calabria ha il primato per le leggi approvate e impugnate dal Governo per violazione della Costituzione. Eppure la Regione Calabria di consulenti giuridici ed esperti ne ha a bizzeffe. E' urgente, subito dopo il voto - conclide Callipo - che chiunque vada a governare si impegni a pubblicare l'elenco dei consulenti giuridici e non a disposizione della Regione''.

12 marzo 2010 - Strill.it

Governo impugna piano-casa regionale: sorpresa di Loiero

“Attendo di leggere le motivazioni, perché non servono quelle politico-elettorali del comunicato stampa del ministero, prima di vedere cosa eventualmente eccepire all’impugnativa del governo delle legge regionale sul cosiddetto piano casa che ho approvato come commissario del governo”. Così il presidente della Regione Calabria Agazio Loiero, il quale si è detto “sorpreso della decisione dell’esecutivo nazionale, sebbene fosse stata preannunciata, anche perché, proprio per lealtà istituzionale e prima ancora per lealtà costituzionale, sul merito della legge ho avuto un serrato scambio di idee con il ministro Raffaele Fitto”.
La vicenda che ha portato alla sollevazione di profili di incostituzionalità della legge regionale n. 5 dell’1 febbraio scorso, ha avuto inizio il 30 dicembre 2009, allorquando il ministro Fitto, inviò una diffida sostenendo che il Consiglio regionale era inadempiente nell’approvazione della legge e incarica Loiero di provvedervi come commissario del governo, sostituendosi al Consiglio Regionale. “Mi sono chiesto – afferma Loiero – se il governo poteva delegarmi poteri che non ha, come quello di approvare una legge e ho sottoposto un quesito al Comitato di consulenza giuridica che mi rispose manifestando perplessità”.
Loiero scrisse allora a Fitto spiegando i suoi dubbi e invitando il ministro, ad ogni buon conto, a fornirgli istruzioni su come procedere. Il ministro rispose dandogli tempo fino al 9 febbraio per fare la legge con la minaccia di sostituire Loiero con un commissario-prefetto. Loiero, quindi – spiega una nota del suo portavoce – preparò la legge sperando di farla comunque approvare dal Consiglio regionale che, però, non fece in tempo. “Pure non convinto della procedura – afferma Loiero – l’approvai come commissario proprio per la leale collaborazione tra istituzioni. Ho fatto una legge di soli principi, scrissi al ministro, per i dubbi che ho e perché non intendevo fare una legge che vada a incidere direttamente e da un giorno all’altro sugli strumenti urbanistici dei comuni. In data 11 febbraio ho tuttavia promulgato la legge, avvertendo il ministro che avevo dieci giorni di tempo per pubblicarla. Chiesi a Fitto di farmi sapere in tempo se l’articolato andava bene o no”.
Il termine scadeva sabato 21 febbraio ma fino a quella data nessuna osservazione è arrivata da parte del governo. Il 23 mattina, dunque, la legge, “fatta – dice Loiero – in base alle indicazioni ricevute”, è stata promulgata. Solo alle 7 di sera del 23 febbraio al fax dell’Ufficio di Gabinetto è arrivata una lettera del ministro delle Regioni che, ovviamente, è stata protocollata il giorno dopo, dopo 13 giorni cioè dal ricevimento della nota di Loiero da parte del ministro. “Fitto faceva sapere che il testo di legge non andava bene – conclude Loiero – ma ormai non c’era nulla da fare. A parlare di mancata leale collaborazione, secondo me, bisogna stare attenti. Ma vedremo nel merito e ci regoleremo di conseguenza”.