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1 marzo 2010 - Pupia

Piano Casa, socialisti commentano la mancata approvazione

MONDRAGONE. Il Partito Socialista di Mondragone, dopo le ultime vicende accadute nell’ultimo Consiglio comunale, interviene in merito alla mancata approvazione della deliberazione consiliare sul Piano Casa.
“Nostro è il senso di responsabilità e di fermezza decisionale per il rilancio dell’attività amministrativa, consapevoli di un atteggiamento leale, coerente e corretto nei riguardi del sindaco e dell’intera amministrazione”, affermano i vertici cittadini.
“Nonostante le perplessità legate al metodo con cui il sindaco ha portato all’attenzione del Consiglio Comunale la proposta di deliberazione sul Piano Casa, confidavamo nel senso di responsabilità delle forze politiche della maggioranza, data l’urgenza di un provvedimento importante, al fine di dare risposte immediate ai cittadini di Mondragone”, aggiunge afferma il capogruppo consiliare del Psi, Vincenzo Pagliaro.
“Tutto ciò – continua l’assessore Salvatore Saulle – rischia di provocare una situazione di paralisi nel comparto che può, invece, offrire importanti soluzioni in termini di vivibilità, di messa in sicurezza della città e incentivarne lo sviluppo rilanciando il settore edilizio con importanti ricadute sui livelli economici e occupazionali”.
“Nel Consiglio regionale della Campania – afferma il segretario cittadino Antonio Taglialatela – al primo punto all’ordine del giorno sarà prevista la proposta di prorogare tutti i termini perentori agli Enti Locali di sessanta giorni. Se è così quindi non possiamo far altro che auspicare l’apertura di un tavolo di confronto politico, più volte sollecitato dal Partito Socialista e anche dalle altre forze di maggioranza, al fine di favorire la predisposizione di un atto deliberativo legato ad una edilizia equilibrata e attenta alle esigenze delle fasce sociali più deboli. Un confronto aperto alle forze di opposizione che sia produttivo e ch e porti risultati concreti”.

1 marzo 2010 - Pupia

Piano Casa, Schiappa: "Doppio colpo alla città"

MONDRAGONE. Sulla alla mancata approvazione del Piano Casa interviene il capogruppo consiliare del Pdl e candidato alle provinciali Giovanni Schiappa.
La mancata approvazione nei termini del Piano Casa – afferma il pidiellino – ferisce la Città due volte. Prima perché potrebbe seriamente impedire ai proprietari di poter beneficiare di quanto previsto dalla relativa legge regionale e, secondo perché si rischia di non aiutare l'economia locale, sofferente da troppo tempo per una crisi evidente. La mancata approvazione di proprie linee di indirizzo sul Piano Casa impedirà a Mondragone di usufruire dei benefici di legge in modo specifico per la nostra realtà territoriale. Dovremo accontentarci delle linee guida generali predisposte dalla Regione. Come minoranza consiliare non possiamo non sottolineare la gravità di questa maldestra attitudine al governo della Città. Arrivare in aula l'ultimo giorno utile per discutere un così importante provvedimento per la Città significa solo un fatto: non volere bene alla Città. Se la sia ama veramente, nessuna diatriba politica può determinare il blocco e la paralisi di Mondragone. A nessuno di chi amministra attualmente la Città è consentito di non operare per il bene di Mondragone. Tutto questo, però, non risulta affatto una vicenda nuova: il Piano degli Insediamenti Produttivi, il Piano Spiaggia ed il Porto turistico sono soltanto alcuni dei principali progetti lasciati lì a morire senza che alcuno degli Amministratori di maggioranza se ne interessi seriamente. Tutto ciò fa ancora più male pensando che questa Amministrazione, fra poco, festeggerà ben due anni dal suo insediamento e, quindi, le relative responsabilità iniziano a pesare come macigni”.

1 marzo 2010 - Caserta News

Piano casa, definite le zone di esclusione

Vico Equense - Piano casa, individuate le aree dove non è possibile costruire. La delibera, frutto del lavoro dell'assessorato all'urbanistica e degli amministratori di maggioranza e opposizione, è stata approvata all'unanimità durante il consiglio comunale del 26 febbraio.
Sul Burc numero 80 del 29 dicembre 2009 è stata pubblicata la legge regionale del 28 dicembre 2009, numero 19, recante "Misure urgenti per il rilancio economico, per la riqualificazione del patrimonio esistente, per la prevenzione del rischio sismico e per la semplificazione amministrativa", meglio conosciuta come "Piano Casa". La Regione Campania, però, non ha ancora ufficializzato le linee guida, ossia i criteri esplicativi per l'applicazione della legge. Pertanto, il servizio urbanistica e pianificazione del Comune di Vico Equense, ha operato, attraverso il sistema informativo territoriale e i numerosi incontri chiarificatori con i responsabili regionali di riferimento, una ricognizione e uno studio delle ricadute che la legge ha sul territorio nonché delle fattibilità, ovvero dell'esclusione, degli interventi introdotti dalla norma. Da i vincoli indicati dalla legge è stata realizzata una perimetrazione che ha definito le zone di esclusione in cui il Piano casa non può essere applicato. Le aree off-limits rientrano in sei tavole.
Escluse, dunque, le zone territoriali omogenee, gli immobili e le aree di valore storico, culturale ed architettonico, quelle di inedificabiltà assoluta e quelle sottoposte a vincoli in difesa delle coste marine, lacuali, fluviali e a tutela della difesa militare e della sicurezza interna, territori di riserve naturali o parchi nazionali o regionali, aree dichiarate a pericolosità idraulica e geomorfologica elevata o molto elevata. "Questa delibera è stato il frutto di un lavoro di squadra – ha affermato l'architetto Brigida De Somma, assessore all'urbanistica del Comune di Vico Equense – a cui hanno partecipato molti amministratori, sia del gruppo di maggioranza che di quello di opposizione. Rappresenta un esempio di come si possa ottenere un confronto produttivo che porti a dei risultati concreti".

1 marzo 2010 - Caserta News

Di Patria: "Battaglia in Consiglio Comunale sul “Piano-Casa”

S. Maria C. V. - "Venerdì 26 Febbraio, Consiglio Comunale di S. Maria C. V. sull'argomento "Piano casa" all'ordine del giorno: seduta movimentata, grazie alle "performances" dei consiglieri Rauso e Chirico, che, seppur con azioni evidentemente non concordate, hanno ciascuno per la sua parte eroicamente contrastata l'avanzata a carro armato dell'Amministrazione Giudicianni.
Far saltare il "Piano casa" predisposto per S. Maria C. V. era una missione impossibile per chiunque: quanto meno loro hanno provocato la discussione in aula e scompigliato alquanto schieramenti ed obiettivi.
Alla fine della battaglia la perimetrazione delle zone in cui si attua il "Piano casa" ha perduto qualche orpello di troppo, come le zone agricole periurbane, la cui edificabilità al momento è una scelta indifendibile anche da parte della più compiacente delle amministrazioni, tenuto conto che non si saprebbe neppure quali indici di fabbricabilità possano essere loro legittimamente assegnati.
Su queste ovviamente la partita è solo rimandata… al nuovo Piano Regolatore.
La Giunta dunque nonostante tutto incassa un discreto successo sul provvedimento complessivo: incrementi volumetrici del 20% per i fabbricati in zona B, senza alcuna preventiva verifica della sussistenza dei presupposti urbanistici, infrastrutturali e topografici; demolizione e ricostruzione con incremento del 50% delle Case della Protezione Civile, che sarebbero "fatiscenti" già a pochi anni dalla loro costruzione; possibilità di conversione di grandi aree a destinazione produttiva in quartieri-dormitorio.
E può vantarsi anche di un successo d'immagine: il sindaco Giudicianni brandisce il trofeo della "salvaguardia del Centro Storico, come se fosse merito suo che in zona A e sui fabbricati vincolati non si applicano le disposizioni di cui agli artt. 4, 5, 7 della L. R. 19/2009, e non sia invece la legge stessa a prevedere esplicitamente la suddetta esclusione; e la "salvaguardia" del territorio agricolo, che di fatto ha dovuto lasciare momentaneamente sul campo agli oppositori che si è ritrovato di fronte in Consiglio Comunale.
Una mezza vittoria per la Giunta poi rischia di essere il "pericoloso" emendamento voluto da Rauso con riferimento al Campo Sorbo, in quanto non si comprendono gli esiti di una inclusione nel beneficio degli incrementi volumetrici sui fabbricati esistenti in un comparto che, come è ben noto, è sorto in maniera irregolare ed è assolutamente sprovvisto di attrezzature collettive.
Di rilievo positivo è invece l'"impegno" che in Consiglio Comunale Rauso sembra essere riuscito a strappare all'amministrazione: dal resoconto della seduta ci sembra di aver capito che l'Ufficio Tecnico sarà costretto a rielaborare l'istruttoria tecnica posta alla base della redazione della planimetria allegata alla Delibera, dovendo precisare tutta una serie di aspetti rimasti oscuri e/o arbitrari in merito alla quantificazione del fabbisogno di case, ed in merito alla effettiva presentazione all'amministrazione di "manifestazioni di interesse" da parte di operatori e di imprese, tali da giustificare la conseguente estensione delle aree. Vedremo cosa scriverà il Dirigente dell'Ufficio Tecnico Comunale.
Forse apparirà in tutta la sua evidenza che l'operazione "Piano Casa" inventata dai politici non ha neppure validi presupposti di mercato e l'entusiastico favore di investitori privati, mentre rischia di creare solo una inutile fibrillazione nel settore dei proprietari di suoli e dei fabbricati esistenti".

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