Regione Campania

Piano Casa Governo Berlusconi

 

 

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25 marzo 2010 - Il Sole 24 Ore - Giorgio Santilli

Il piano casa nei sogni dei futuri governatori

Piena adesione dei candidati governatori di centro-destra alla deregulation del governo, con la promessa di adeguare le norme regionali là dove non prevedano il regime semplificato o non consentano l'applicazione del provvedimento del governo. Atteggiamenti non così monolitici sulle misure da prendere tra i candidati governatori di centro-sinistra dove la linea unitaria è data semmai da una maggiore attenzione al problema della sicurezza e delle verifiche tecniche da affiancare alla liberalizzazione. L'obiettivo dichiarato è quello di evitare conseguenze sulla tenuta statica degli edifici e anche di coinvolgere le professionalità tecniche (architetti, geometri, ingegneri) oggi escluse dal percorso della liberalizzazione.
Questa la sintesi delle risposte che i candidati governatori dei due schieramenti danno in sette grandi regioni (Veneto, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Campania e Puglia) alla domanda se si intenda rendere possibile o meno l'applicazione del decreto legge che prevede un regime libero per le manutenzioni edilizie straordinarie, senza più l'obbligo per il proprietario di casa di presentare la denuncia di inizio attività.
CAMPANIA
Vincenzo De Luca
Candidato centro-sinistra

Le prerogative comunali in tema di governo del territorio sono intangibili. La regione è dotata di una buona legge urbanistica ( la 16 del 2004) , ma occorre snellire le procedure di approvazione dei piani urbanistici comunali e di coordinamento provinciale. Tema delicato è il regime dei vincoli di tutela ambientale. Io penso a una profonda revisione dei piani paesaggistici trovando il giusto equilibrio tra la tutela delle risorse ambientali e lo sviluppo dell'edilizia residenziale, turistica e delle infrastrutture. Occorre semplificare le procedure amministrative e decentrare agli enti locali ed ai comuni piene competenze in materia.

Stefano Caldoro
Candidato centro-destra

Il piano casa del governo aveva l'obiettivo di consentire limitati aumenti di volumetrie come strumento per affrontare la crisi economica. La legge approvata dalla regione Campania invece non ha utilizzato appieno le possibilità del piano casa nazionale. Nel mio programma è già prevista una revisione di questa legge regionale, introducendo la reale possibilità di fare interventi di manutenzione interna senza Dia. Non solo penso di introdurre procedure snelle anche per altro tipo di interventi. Ad esempio: il recupero e l'adeguamento antisismico dell'edilizia turistica abusiva. Dal rilancio dell'edilizia ci aspettiamo una spinta alla ripresa dell'economia in una regione che attraversa un declino senza precedenti.
(interviste a cura di Marco Alfieri, Andrea Biondi, Celestina Dominelli, Katy Mandurino, Mariano Maugeri, Vincenzo Rutigliano, Vera Viola e Maria Chiara Voci)

22 marzo 2010 - La Repubblica - Cristina Zagaria

Piano casa a Bagnoli, il Pdl attacca la Giunta

Bagnoli non trova tregua. Polemiche a Palazzo San Giacomo sulla decisione della giunta di cancellare la variante, che prevedeva 2000 appartamenti (circa 700 appartamenti in più rispetto agli oltre 1.300 già previsti) nell'area dell'ex Italsider. A sferrare un attacco contro la marcia indietro della giunta è il Pdl. "Il vicesindaco ha fallito prima con il piano casa, con quattro consigli convocati e la maggioranza che non gli ha dato fiducia e ora ritira la modifica per Bagnoli, presentata con tanto di conferenza stampa: "Più case ai giovani e ai cittadini". La variante viene ritirata con una semplicità impressionante".
Ad attaccare Tino Santangelo è Raffaele Ambrosino, consigliere Pdl, che pone un altro quesito: "Perché questa fretta di tornare al piano regolatore originale, eliminando la variazione di volumetrie residenziali?". Ambrosino parla di "fretta sospetta" e di "un'operazione che accelera la possibilità di indire le gare senza il rischio di ricorsi".
A favore della decisione della giunta di cancellare la variante, sono invece i rappresentanti del Pdci al Consiglio comunale: "Siamo compiaciuti del passo indietro fatto dall'amministrazione con la cancellazione della variante adottata ad ottobre 2009. Oggi si ritorna al vecchio piano. Il confronto con il Consiglio comunale è indispensabile, nessun provvedimento di rilevanza può essere eseguito senza confrontarsi. L'eventuale idea di Palazzo San Giacomo di programmare un piano casa da presentare al Consiglio comunale trova la nostra condivisione"

22 marzo 2010 - La Città

Roccadaspide: Il Consiglio Comunale Approva Il Piano Casa

Il consiglio comunale approva il Piano casa, individuando sul territorio diverse aree per la riqualificazione urbanistica, così come prevede la nuova legge regionale 19 del 28 dicembre 2009, "Misure urgenti per il rilancio economico, per la riqualificazione del patrimonio esistente, per la prevenzione del rischio sismico e per la semplificazione amministrativa".
Una legge che fissa precise regole e disposizioni volte a migliorare il patrimonio edilizio esistente, dando la possibilitá di ampliare le strutture edilizie esistenti del 30% della volumetria totale dell’immobile, «allo scopo di contrastare la crisi economica e tutelare i livelli occupazionali, rilanciare le attivitá edilizie mediante il miglioramento della qualitá architettonica ed edilizia» spiegano dal Comune. «In particolare - spiega il sindaco Girolamo Auricchio - la nuova legge intende incrementare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica e privata anche attraverso la riqualificazione di aree urbane degradate o esposte a particolari rischi ambientali e sociali, favorendo l’abbattimento delle barriere architettoniche, prevedendo procedure autonome, immediatamente attivabili dai cittadini e procedure subordinate ad atti della pubblica amministrazione».
In attuazione della legge, l’amministrazione ha individuato delle aree urbane degradate per interventi di riqualificazione, subordinata alla cessione dei proprietari di aree o immobili da destinare a edilizia residenziale sociale in aggiunta alla dotazione minima di spazi pubblici o riservati alle attivitá collettive, a verde pubblico o a parcheggi. Le aree sono state individuate, anche su richiesta dei cittadini, in localitá Seude, Fonte, e Fontana Lazzara.

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