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3 marzo 2010 - Il Giornale - Marzio Fianese

Piano casa, opportunità per le imprese e il recupero delle periferie

Il presidente dell’Acer (l’associazione dei costruttori romani), Eugenio Batelli ha commentato positivamente l’avvenuta approvazione da parte del Consiglio comunale del Piano casa. «La sua attuazione - afferma Batelli in una nota - è uno strumento importante per dare risposte al fabbisogno abitativo, vera emergenza della nostra città».
«Il piano casa - fa notare, dal canto suo, Dario Coen, presidente dell’Associazione che riunisce gli imprenditori edili del terziario (Fedilter), aderente a Confcommercio - rappresenta un’ottima opportunità di crescita per le nostre imprese e di riorganizzazione del patrimonio urbanistico della città. In particolare penso che finalmente sarà possibile dare il via ai necessari interventi di recupero urbano, soprattutto per quanto riguarda le periferie e le zone più depresse della città, che ancora mancano di molti servizi e infrastrutture fondamentali per parlare di un concreto sviluppo sostenibile del territorio».
«Inoltre - continua Coen - il piano riserva grande rilievo a tutte le attività legate all’housing sociale e questa oggi ci sembra la giusta direzione da intraprendere. Si tratta, quindi, di un piano completo ed articolato che dimostra un’attenzione particolare alla riqualificazione urbana, attribuendo importanti premi di cubatura ad interventi considerati di elevato valore urbanistico».
Il consigliere del Pdl Fabrizio Santori ha presentato, invece, un ordine del giorno, approvato durante la ratifica della delibera quadro sul Piano «per risolvere il problema dell’emergenza casa anche sul tema del caro affitti, altra piaga sociale spesso considerata secondaria dalle istituzioni, ma che ha raggiunto livelli insostenibili testimoniati dall’aumento considerevole degli sfratti per morosità». L’ordine del giorno approvato a maggioranza impegna il sindaco a costituire, in collaborazione con la Regione Lazio, un’agenzia destinata a coordinare gli interventi per sostenere le famiglie e risolvere i gravi problemi legati al caro affitti, utilizzando strumenti operativi che permettano di avviare un’azione sinergica tra soggetti privati e inquilini al fine di realizzare una banca dati attraverso la quale monitorare costantemente le diverse situazioni emergenziali. «Questo consentirà - ha sostenuto Santori - di programmare nel breve, medio e lungo termine gli interventi finalizzati a risolvere le necessità abitative». «L’emergenza casa è un problema che investe a Roma migliaia di famiglie che a causa dell’aumento del canone d’affitto si trovano nell’impossibilità di pagare: scattano così sempre più numerose le procedure di sfratto per morosità. Proprio al fine di tutelare le fasce più deboli il Consiglio comunale chiede un tavolo di concertazione tra Comune, Regione e tutte le grandi proprietà pubbliche e private interessate da dismissioni, cartolarizzazioni o che hanno in corso procedure di sfratto.
Il consigliere Antonio Torre (lista civica), già generale dei Granatieri, ha fatto invece approvare due emendamenti: con il primo si chiede di «riservare al personale militare e a quello delle forze dell’ordine, che nel territorio del comune raggiunge le 50mila unità, un’aliquota del 5% degli appartamenti che nel tempo si renderanno disponibili». Con il secondo, invece, Torre chiede «l’abolizione, da effettuarsi in maniera progressiva, delle sistemazione di nuclei familiari nei residence. I nuclei sistemati in queste particolari strutture private, inventate dalle passate amministrazioni, risultano essere circa 1.500. La spesa attualmente sostenuta dal Comune ammonta a 32.8 milioni di euro, cioè circa 2mila euro al mese per ogni famiglia».

3 marzo 2010 - Corriere della Sera - Carlotta De Leo

Aumenti record negli affitti dell'ente in rivolta gli inquilini del fondo agricoltori

L'Enpaia ritocca i canoni: da 500 a 8-900 euro; sit-in di famiglie. Il Comune pensa a un'agenzia per gli aiuti
ROMA - Si aspettavano un piccolo ritocco, e invece l’affitto è aumentato in maniera esorbitante. Alcuni hanno visto il canone salire anche dell’80%. Una situazione insostenibile per gli inquilini delle case della Fondazione Enpaia (Ente nazionale di previdenza per gli addetti e gli impiegati in agricoltura) che martedì hanno protestato sotto la sede di viale Beethoven.
«Adesso molti anziani e famiglie che già facevano fatica a tirare avanti saranno impossibilitati a pagare i nuovi affitti, con il rischio di essere sbattuti in mezzo alla strada» attacca il presidente dell'XI Municipio, Andrea Catarci.
NUOVA EMERGENZA ABITATIVA - Quella che è già stata ribattezzata «la nuova via Pincherle» - ricordandola rivolta dei residenti del maggio 2009- è un'emergenza che riguarda circa 3.000 persone che vivono in 1.500 appartamenti dell’Enpaia sparsi per tutta Roma. «La dismissione di molti immobili, in via Carnera, in via Grottaperfetta, via Benedetto Croce, via Andrea da Bonaiuto, per quanto riguarda il Municipio XI (ma vi sono casi simili anche nei Municipi IV, VII, IX e XII), rischia di sfociare in un'altra grave crisi abitativa e sociale, che la città non può tollerare» aggiunge Catarci, che martedì 2, con una delegazione di inquilini, ha incontrato un dirigente dell’Enpaia.
«Abbiamo ottenuto un incontro per lunedì 8 marzo con Gabriele Mori, direttore generale dell’Ente». In quell’occasione sotto la sede di viale Beethoven è prevista (dalle 9.30) una nuova manifestazione. «TRADITI DAI SINDACATI» – Gli inquilini protestano vivacemente non solo contro l’Enpaia, ma anche contro i sindacati che hanno siglato il rinnovo dei contratti di locazione. A rifiutarsi di firmare l’accordo è stato soltanto il sindacato di base, l’Rdb-Cub che ora guida la protesta. «I sindacati firmatari non hanno mai chiesto a noi inquilini la delega a rappresentarli – si legge nel volantino della protesta -. Non ci hanno mai portato in visione alcuna bozza dell’accordo che sono andati a sottoscrivere in completa autonomia. Non abbiamo saputo nulla dell’inizio delle trattative, del loro protrarsi e della loro conclusione».
Insomma, i cittadini si sono trovati spiazzati. «Le lettere con la comunicazione dell’aumento di affitto sono arrivate pochi giorni fa e hanno sorpreso tutti – afferma Catarci -. Ho visto io stesso che da 400-500 euro si è passati quasi al doppio. Ed è una situazione insostenibile per i pensionati e gli impiegati che abitano in queste case». Non solo: il nuovo contratto non garantisce agli inquilini un diritto di prelazione in caso di vendita e prevede un sostanzioso aumento del deposito cauzionale. APPELLO AD ALEMANNO – Di fronte all’emergenza anche il Consiglio dell’XI Municipio voterà un «atto di solidarietà a queste persone e chiederemo anche ai consiglieri comunali di fare lo stesso». Ma, aggiunge Catarci, è necessario l’intervento del prefetto, del sindaco Alemanno e dell’assessore comunale alla Casa Alfredo Antoniozzi. «Vogliamo un incontro istituzionale perché si deve scongiurare un nuovo massacro sociale in tema di politiche abitative – afferma -. Il nuovo Piano casa del Comune non stanzia nemmeno un euro per le dismissioni. Non abbiamo strumenti per arginare il fenomeno degli inoptati (ovvero gli appartamenti messi in vendita a prezzi di mercato che alcuni inquilini non possono sostenere, ndr) e degli aumenti spropositati di canone come in questo caso».
E dopo via Pincherle e l’Enpaia, prosegue Antoniozzi, «sta per partire l’altra grande operazione di dismissione dell’Enasarco con 17 mila abitazioni a rischio». Della stessa opinione Giovanni Carapella, consigliere Pd della Regione Lazio: «È necessario che Enpaia, d'intesa con i sindacati degli inquilini, intervenga da un lato per assicurare la stabilizzazione dei contratti di locazione e relativo aumento dei canoni – afferma - e dall'altro, per offrire tutela e forme di sostegno in favore degli inquilini che si trovano in situazioni più disagiate, in particolare le persone più anziane».
REGIA CONTRO IL CARO AFFITTI - Sul tema del caro affitti, l'aula Giulio Cesare lunedì ha approvato un ordine del giorno (proposto dal consigliere comunale Fabrizio Santori) che impegna il sindaco a costituire con la Regione Lazio un'agenzia per coordinare gli aiuti alle famiglie. E proprio per tutelare le fasce più deboli, il «Consiglio comunale di Roma chiede l'apertura di un tavolo di concertazione tra Comune, Regione e tutte le grandi proprietà pubbliche e private interessate da dismissioni, cartolarizzazioni o che hanno in corso procedure di sfratto».
«In questo contesto ­- conclude Santori - anche gli enti privatizzati, Cassa Ragionieri, Cassa Geometri, Inpgi, Cassa Forense, Cassa del Notariato, Enpam, Enpaf, Inarcassa hanno spesso rifiutato un confronto che le istituzioni devono invece pretendere».

2 marzo 2010 - Adnkronos

Casa: Sartori, agire subito contro caro affitti a Roma

"E' indispensabile agire subito per risolvere il problema dell'emergenza casa anche sul tema del caro affitti, altra piaga sociale spesso considerata secondaria dalle istituzioni, ma che ha raggiunto livelli insostenibili testimoniati dall'aumento considerevole degli sfratti per morosita'". E' questo il nodo centrale dell'ordine del giorno, primo firmatario il consigliere comunale di Roma Fabrizio Santori, approvato ieri in Aula Giulio Cesare durante la ratifica della delibera quadro sul Piano casa.
"L'ordine del giorno approvato a maggioranza impegna il sindaco di Roma a costituire, in collaborazione con la Regione Lazio, un'agenzia destinata a coordinare gli interventi per sostenere le famiglie e risolvere i gravi problemi legati al caro affitti, utilizzando strumenti operativi che permettano di avviare un'azione sinergica tra soggetti privati ed inquilini al fine di realizzare una banca dati attraverso la quale monitorare costantemente le diverse situazioni emergenziali. Questo consentira' -prosegue Santori- di programmare nel breve, medio e lungo termine gli interventi finalizzati a risolvere le necessita' abitative".
L'emergenza casa e' un problema che investe a Roma migliaia di famiglie che a causa dell'aumento del canone d'affitto si trovano nell'impossibilita' di pagare: scattano cosi' sempre piu' numerose le procedure di sfratto per morosita'. "Proprio al fine di tutelare le fasce piu' deboli -conclude Santori- il consiglio comunale di Roma chiede l'apertura di un tavolo di concertazione tra Comune, Regione e tutte le grandi proprieta' pubbliche e private interessate da dismissioni, cartolarizzazioni o che hanno in corso procedure di sfratto. In questo contesto anche gli enti privatizzati, Cassa Ragionieri, Cassa Geometri, Inpgi, Cassa Forense, Cassa del Notariato, Enpam, Enpaf, Inarcassa hanno spesso rifiutato un confronto che le istituzioni devono invece pretendere".

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