Regione Lombardia

Piano Casa Governo Berlusconi

 

 

25 marzo 2010 - ASCA

Lombardia: Pezzotta (UDC), serve una road map per uscire da crisi (4)

D.: Il piano casa puo' essere l'occasione per sostenere il rilancio dell'edilizia. Cosa dobbiamo aspettarci nella sua Regione?.
R.: ''Il piano casa lo si lancia sempre alla vigilia delle elezioni. Mi faccia la stessa domanda dopo le elezioni, vedremo se nel frattempo avranno cominciato ad realizzarlo''.
D.: Il Governo sta spingendo l'acceleratore sulla strada del nucleare. Crede che si tratti di un' ''invasione'' di campo?
R.:''Non ho nessuna particolare obiezione sul nucleare. Occorre perco' garantire un livello di sicurezza adeguato per la popolazione, chiarire come verranno eliminate le scorie e precisare dove saranno realizzate le centrali. E sarebbe meglio dire tutto cio' prima delle elezioni''.

25 marzo 2010 - ASCA

Lombardia: Agnoletto (FES), federalismo Lega maschera egoismo sociale(4)

D.: Il piano casa puo' essere l'occasione per sostenere il rilancio dell'edilizia. Cosa dobbiamo aspettarci nella sua Regione?
R.: ''Il piano casa della Lombardia e' stato approvato il 14 luglio 2009 e sostanzialmente ignora del tutto le esigenze dei cittadini: il suo elemento fondamentale e' una maxi deroga alle norme urbanistiche ed edilizie con bonus volumetrici generalizzati della durata di 18 mesi. E' un piano che mette a dura prova i Comuni che ancora vogliono cercare di garantire un minimo di controllo e assicurare lo sviluppo e l'evoluzione del proprio territorio. Il piano casa lombardo e' una mano libera a qualunque tipo di privato, ossia alle grandi famiglie che qui in Lombardia gestiscono il business del mattone. Sul piano istituzionale, il piano casa lombardo aumenta la confusione all'interno di un quadro normativo complicato e incoerente e non rispetta nemmeno i vincoli previsti dall'accordo tra governo e regioni del 1 aprile 2009. Questo significa che non c'e' nessuna possibilita' di controllo sul territorio e sull'ambiente, con in piu' il rischio concreto di un ulteriore peggioramento della qualita' della vita. Non dimentichiamoci che meno di un anno fa la giunta regionale ha tolto 500 milioni di euro destinati al piano regionale di edilizia pubblica utilizzandoli per la costruzione della nuova sede della Regione, con tanto di eliporto per l'elicottero del governatore e giardino pensile: uno scandalo, considerato che riesce ad ottenere alloggio in case di edilizia pubblica solo il 5% di chi e' regolarmente in lista''.

25 marzo 2010 - ASCA

Lombardia: Formigoni, al Sud c'è un problema di classe dirigente (5)

D.: Il piano casa puo' essere l'occasione per sostenere il rilancio dell'edilizia. Cosa dobbiamo aspettarci nella sua Regione?
R.: ''In Lombardia abbiamo gia' deliberato un piano casa in pieno accordo con gli imprenditori, purtoppo taluni comuni hanno dimostrato di avere il braccino corto, nel senso che hanno ristretto le possibilita' di intervento previste dalla Regione. Intendiamo riprendere il piano casa perche' e' un'occasione straordinaria per dare piu' liberta' ai cittadini che hanno la possibilita' di costruire e allargare di piu' la propria abitazione, ma sempre nel rispetto dell'ambiente. Il piano casa lombardo coniuga compatibilita' ambientale e qualita' degli edifici''.

25 marzo 2010 - Il Sole 24 Ore - Giorgio Santilli

Il piano casa nei sogni dei futuri governatori

Piena adesione dei candidati governatori di centro-destra alla deregulation del governo, con la promessa di adeguare le norme regionali là dove non prevedano il regime semplificato o non consentano l'applicazione del provvedimento del governo. Atteggiamenti non così monolitici sulle misure da prendere tra i candidati governatori di centro-sinistra dove la linea unitaria è data semmai da una maggiore attenzione al problema della sicurezza e delle verifiche tecniche da affiancare alla liberalizzazione. L'obiettivo dichiarato è quello di evitare conseguenze sulla tenuta statica degli edifici e anche di coinvolgere le professionalità tecniche (architetti, geometri, ingegneri) oggi escluse dal percorso della liberalizzazione.
Questa la sintesi delle risposte che i candidati governatori dei due schieramenti danno in sette grandi regioni (Veneto, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Campania e Puglia) alla domanda se si intenda rendere possibile o meno l'applicazione del decreto legge che prevede un regime libero per le manutenzioni edilizie straordinarie, senza più l'obbligo per il proprietario di casa di presentare la denuncia di inizio attività.

LOMBARDIA
Filippo Penati
Candidato centro-sinistra

Il Piano del governo per la realizzazione di 50mila alloggi destinati alle fasce più deboli della popolazione può essere un passo nella giusta direzione solo a condizione che si proceda in tempi rapidi alla riforma del mercato privato delle locazioni. L'housing sociale senza nuove regole per le locazioni non basta. Decisiva è, inoltre, la mia proposta di cambiare la tassazione con l'introduzione della cedolare secca del 20% sui proventi degli affitti. Il superamento della Dia mi lascia perplesso per il venir meno del ruolo dei Comuni nell'opera di contrasto dell'abusivismo.

Roberto Formigoni
Candidato centro-destra

La Regione Lombardia ha già introdotto elementi di semplificazione per accelerare le procedure previste dalla normativa nazionale. In particolare con la legge regionale 12 del 2005 ha esteso alla quasi totalità degli interventi edilizi la facoltà di utilizzare la dichiarazione di inizio attività (Dia) - in sostituzione del permesso di costruire - con formazione del silenzio assenso in caso di mancata risposta entro 30 giorni da parte del Comune. Proprio a partire da questi passi concreti compiuti in Lombardia porteremo a livello nazionale la nostra positiva esperienza. Rispetto alla disciplina approvata dal Governo, raccoglieremo tutti gli elementi di ulteriore semplificazione nel rispetto delle garanzie di qualità e sicurezza degli interventi. Fedeli allo stile di Regione Lombardia, eventuali modifiche alla normativa regionale saranno effettuate con il dialogo e il confronto tra tutti i soggetti coinvolti, enti locali e operatori del sistema edilizio.
(interviste a cura di Marco Alfieri, Andrea Biondi, Celestina Dominelli, Katy Mandurino, Mariano Maugeri, Vincenzo Rutigliano, Vera Viola e Maria Chiara Voci)

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