Regione Sicilia

Piano Casa Governo Berlusconi

 

 

30 marzo 2010 - Edilportale - Paola Mammarella

Piano Casa, la Sicilia pubblica la legge

Ampliamenti solo in aderenza, sopraelevazioni per recupero a uso abitativo o ufficio
Pubblicato sul Bollettino Ufficiale il Piano Casa della Sicilia, approvato dall’Ars all’inizio del mese. In attuazione dell’intesa Stato Regioni dell’anno scorso, la norma si propone il sostegno al settore edile e la riqualificazione del patrimonio esistente attraverso interventi di messa in sicurezza e l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile nel rispetto del contesto storico e architettonico.
Ampliamenti: è consentito l’aumento di cubatura degli edifici residenziali uni e bifamiliari, esistenti al 31 dicembre 2009, in regola con titoli abilitativi e pagamento di Ici, Tia e Tarsu. Sono esclusi gli immobili condonati, tranne quelli oggetto di accertamento di conformità.
L’ampliamento è possibile fino al 20% del volume esistente, per ogni unità immobiliare, a condizione che sia armonizzato in un progetto unitario con il restante edificio. Dato che si possono ingrandire gli edifici fino a mille metri cubi, l’ampliamento non può superare i 200 metri cubi. I lavori devono essere realizzati in aderenza al corpo di fabbrica, mentre la sopraelevazione è consentita solo per il recupero a uso abitativo o ufficio.
La deroga agli strumenti urbanistici comunali non comprende le distanze minime e la normativa antisismica, che devono sempre essere rispettate.
Sostituzione edilizia: La legge prevede la demolizione e ricostruzione con premio volumetrico fino al 25% negli edifici residenziali, fermo restando l’obbligo di ricorrere alle tecniche della bioedilizia. Se gli interventi implicano l’autonomia dell’edificio dal punto di vista energetico il bonus sale al 35%. All’interno della stessa proprietà è consentita la riedificazione anche su una diversa area di sedime.
Non residenziale: Sugli edifici a uso diverso da quello abitativo sono previsti ampliamenti del 15% della superficie coperta fino a un massimo di 400 metri quadri. La demolizione e ricostruzione può essere effettuata con premio del 25%, limite incrementabile al 35% col ricorso ad rinnovabili che rendano indipendente l’edificio.
Gli oneri concessori per gli interventi di ampliamento sono commisurati solo alla parte ampliata e ridotti del 20%. La decurtazione sale invece al 30% per gli immobili destinati a prima casa e al 50% in caso di nucleo familiare con più di cinque persone o disabile a carico. Le demolizioni e ricostruzioni beneficiano di uno sconto del 50%, che può diventare totale per gli edifici adibiti a prima abitazione di giovani coppie di età non superiore a trentacinque anni ed entro cinque anni dalla data di matrimonio. L’adozione di sistemi di isolamento e dissipazione sismica dà luogo a ulteriori riduzioni del 20%.
Procedure: Ampliamenti, demolizioni e ricostruzioni sono subordinati al rilascio del permesso di costruire o alla presentazione della Dia, Denuncia di inizio attività, entro 24 mesi dall’entrata in vigore della legge. I Comuni hanno a disposizione 120 giorni per limitare la portata della norma escludendo determinate zone o edifici dall’applicazione delle misure anticrisi.
Sono escluse dagli interventi le zone poste sotto tutela naturalistica, centri storici, riserve naturali, fasce di rispetto dei territori costieri, aree sotto vincolo assoluto di inedificabilità, zone demaniali, immobili tutelati ai sensi del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio e aree a rischio idrogeologico.

25 marzo 2010 - AGI

Sicilia: Mancuso (PDL), Commissione ARS lavora a “Piano Casa 2″

“In linea con quanto stabilito dal Parlamento su indicazione del presidente Cascio, ho provveduto a rielaborare le varie proposte dei parlamentari non inserite nel ddl del cosi’ detto Piano casa. Questo nuovo disegno di legge, il numero 546, a mio avviso, avvia in modo serio e concreto il comparto dell’edilizia e riqualifica le molteplici realta’ degradate delle nostre citta’”. Lo afferma Fabio Mancuso (Pdl), presidente della commissione Territorio e ambiente dell’Ars, che aggiunge: “La commissione entro la prossima settimana valutera’ nel merito la proposta legislativa, apportando gli eventuali emendamenti, affinche’ il Parlamento, entro la fine del mese di aprile, possa consegnare ai molteplici operatori del settore e a tutti i siciliani un Piano casa ricco di soluzioni per il nostro patrimonio edilizio”.

11 marzo 2010 - Edilportale - Rossella Calabrese

La Sicilia approva il Piano Casa

Quattro mesi di tempo ai Comuni per deliberare esclusioni e restrizioni all’applicazione sul proprio territorio
Con 54 voti a favore, 9 contrari e 13 astenuti l’Assemblea Regionale Siciliana ha dato il via libera definitivo al Piano Casa.
Soddisfatto il presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo: “La legge sul Piano Casa, approvata dal nostro Parlamento, è una riforma importantissima ed enormemente attesa, che servirà alla Sicilia per rimettere in moto l’edilizia, un settore importante che dà lavoro a migliaia di persone nell’isola. La norma - ha aggiunto il governatore - ottiene un doppio obiettivo: la riqualificazione degli immobili, anche per migliorarne la sicurezza da un punto di vista geologico, e l’attivazione di investimenti privati”.
“Il Piano Casa risponde alle esigenze di semplificazione normativa, superando ogni ostacolo burocratico ed interpretativo - ha detto l’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Luigi Gentile”. “La legge - ha aggiunto - recupera per intero l’Intesa siglata tra Stato, Regioni ed Autonomie locali con tutti i limiti, in particolare a favore delle aree a rischio idrogeologico, e le agevolazioni, senza alcuna deroga né speculazione”. “Abbiamo tenuto fuori le parti non attinenti alla materia - ha concluso Gentile -, molte delle quali saranno inserite in un apposito ddl sull’urbanistica nel quale intendo riproporre la tanto contestata norma sulle delocalizzazioni che a mio parere è molto utile: anzi, poteva essere il fiore all’occhiello di questa legge”.
Sarà quindi possibile, anche in Sicilia, ampliare fino al 20% del volume gli edifici residenziali mono e bifamiliari, e gli uffici; l’ampliamento non potrà comunque superare i 200 metri cubi. Sono esclusi gli immobili parzialmente o interamente abusivi, anche se condonati. Gli interventi possono essere effettuati su edifici ultimati entro il 31 dicembre 2009 e sono subordinati alla verifica delle condizioni statiche dell’intero immobile e all’eventuale adeguamento antisismico della struttura.
L’ampliamento può arrivare fino al 35% in caso di demolizione e ricostruzione dell’edificio, a condizione che si impieghino fonti rinnovabili e tecniche costruttive di bioedilizia.
Il Piano prevede, inoltre, la possibilità, per i privati, di realizzare parcheggi sotterranei in aree destinate a verde pubblico, purché si provveda contestualmente all’arredo a verde attrezzato dell'area in superficie.
Nelle aree artigianali e gestite dai Consorzi Asi, sono consentiti ampliamenti del 15% della superficie coperta, e del 25% in caso di demolizione e ricostruzione. In queste aree gli interventi devono essere realizzati entro i limiti dell’altezza degli edifici esistenti e non possono riguardare edifici a destinazione commerciale, alberghiera e turistico-ricettiva.
Dall’entrata in vigore della legge, i Comuni hanno 120 giorni di tempo per limitare o escludere interventi in determinate zone del proprio territorio: successivamente ci saranno 24 mesi di tempo per presentare le istanze.

9 marzo 2010 - Adnkronos

Sicilia, via libera definitiva all'ARS al Piano Casa regionale

Dopo un iter non sempre lineare l'Assemblea regionale siciliana ha dato il via libera definitivo al Piano casa: il provvedimento sostenuto da Mpa, Pdl-Sicilia e Pd, ha ottenuto in Aula 54 voti a favore e 9 contrari (12 gli astenuti). La legge disciplina gli ampliamenti degli edifici esistenti consentendo nuovi volumi. Sono ampliabili solo gli edifici ultimati entro il 31 dicembre 2009 e aventi una volumetria non superiore a 1000 metri cubi. Occorre che si tratti di edifici legittimamente costruiti, con esclusione, quindi, di immobili che hanno usufruito di condono edilizio, ed in regola con il titolo abitativo e con il pagamento delle tasse sugli immobili.
Al fine di favorire il rinnovamento del patrimonio edilizio esistente e' possibile demolire e ricostruire edifici residenziali, ultimati entro il 31 dicembre 2009, anch'essi in regola con il titolo abitativo e con il pagamento delle tasse sugli immobili. Gli interventi sono praticabili attraverso aumenti fino al 25 per cento del volume esistente, utilizzando tecniche costruttive di bioedilizia. Il limite e' incrementato del 10 per cento fino ad un massimo del 35 per cento qualora siano adottate tecniche costruttive che utilizzano fonti di energie rinnovabili. E' inoltre possibile ricostruire il medesimo edificio su di un'area diversa, sempre all'interno della stessa area di proprieta', purche' la superficie originariamente occupata dal primo fabbricato demolito sia destinata a verde privato o a parcheggi a servizio dell'immobile.
E' inoltre consentita la costruzione di uno o piu' piani interrati destinati a parcheggio, a condizione pero' della cessione gratuita al Comune di superfici destinate a verde pubblico anche attrezzato. Negli edifici diversi dall'abitazione sono consentiti interventi di ampliamento entro il limite del 15 per cento della superficie coperta, comunque non superiore a 400 metri quadri. In tali fattispecie sono altresi' consentiti interventi di demolizione e ricostruzione con ampliamento del 25 per cento della superficie coperta. Il limite del 25 e' incrementabile del 10 per cento qualora siano utilizzate fonti di energia rinnovabile che consentano l'autonomia energetica dell'edificio. Da tale tipologia di interventi sono esclusi gli edifici alberghieri, turistico - ricettivi e commerciali, ed in ogni caso dovranno ricadere in aree classificate dagli strumenti urbanistici generali come zone industriali.

9 marzo 2010 - ViviEnna.it

Maira (UdC): Piano Casa pastrocchio che aiuta affari poco trasparenti

''Voteremo contro la legge sul Piano casa perche' il Governo e la sua maggioranza hanno voluto snaturarla rispetto ai principi cardine dell'accordo Stato-Regioni. Questa norma che, tra l'altro, ha evidenti parti di dubbia costituzionalita', non aiuta il comparto dell'edilizia ne' tanto meno innova la materia urbanistica. Al contrario, la norma si presta a far realizzare affari poco trasparenti''. Lo afferma Rudy Maira, capogruppo Udc all'Assemblea regionale siciliana, che aggiunge: "Noi abbiamo a cuore lo sviluppo dell'Isola e lavoriamo per aiutare le imprese ad uscire dalla crisi, ma questo Governo asserragliato dal Pd non e' stato in grado di varare una delle riforme annunciate".
"La pseudo maggioranza - attacca l'esponente dell'udc - licenzia quindi un pastrocchio che, per la controversa applicazione, mettera' in crisi tanti uffici tecnici comunali e diverra' applicabile solo marginalmente, cosi' come prevedono anche le associazioni dei costruttori e le organizzazioni sindacali degli edili''.

9 marzo 2010 - Adnkronos

Sicilia, Assessore Gentile, con Piano Casa evitate cementificazioni selvagge

"Il Piano Casa risponde alle esigenze di semplificazione normativa, superando ogni ostacolo burocratico ed interpretativo. Si tratta di uno strumento volano per il rilancio delle politiche abitative ed edilizie in Sicilia". Lo afferma l'assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilita' della Sicilia, Luigi Gentile, che prosegue: "La legge recupera per intero l'intesa siglata tra Stato, Regioni ed Autonomie locali con tutti i limiti, in particolare a favore delle aree a rischio idrogeologico, e le agevolazioni, senza alcuna deroga ne' speculazione".
Per Gentile "la normativa produrra' benefici ed effetti positivi sul comparto dell'edilizia nel rispetto degli strumenti urbanistici. Ed ancora, gli investimenti saranno incentivati dalla semplificazione burocratica e interpretativa delle disposizioni. Tutto - conclude Gentile - a vantaggio della riqualificazione e dell'ammodernamento tecnico degli edifici esistenti, al sicuro da cementificazioni selvagge e nuove costruzioni, tra sistemi antisismici e per la bioedilizia, tutelando i centri storici e gli immobili di valore storico - culturale".

9 marzo 2010 - Adnkronos

Lombardo, Piano Casa regionale rimetterà in moto edilizia

"La legge sul piano casa, approvata dal nostro Parlamento, e' una riforma importantissima ed enormemente attesa, che servira' alla Sicilia per rimettere in moto l'edilizia, un settore importante che da' lavoro a migliaia di persone nell'isola. Siamo stati attenti a fare in modo che la ripresa produttiva delle imprese di costruzione, ferma da tempo, fosse ben regolamentata: la legge, infatti,contribuira' a migliorare il nostro patrimonio edilizio". A dirlo e' il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, che puntualizza: "La norma ottiene un doppio obiettivo: da un lato la riqualificazione degli immobili, anche per migliorarne la sicurezza da un punto di vista geologico; dall'altro permettere l'attivazione di investimenti privati che contribuiranno a far ripartire la nostra economia".
"Il polemico atteggiamento di vari settori dell'Aula sulla legge - prosegue il presidente - non ha trovato alla fine concreti riscontri e validi motivi, e la sua approvazione ne e' la prova. Il lungo dibattito ha contribuito a migliorare il testo con l'apporto di tutti i deputati, soprattutto di quanti avevano un reale interesse alla sua approvazione. Abbiamo cercato di utilizzare questa occasione anche per colmare un vuoto che si era creato in Sicilia, regione in cui ormai da troppi anni mancava una legge organica in materia. Dunque, complessivamente e' stato fatto un buon lavoro".
"A chi ha parlato di un nuovo 'sacco' di Palermo - aggiunge Lombardo - mi basta dire che il 'sacco' di Palermo e' stato fatto da altri in altri momenti ed e' davanti ai nostri occhi. Noi facciamo azioni trasparenti da gente per bene. Il voto di questa sera - conclude il presidente della Regione - segna il conseguimento di un altro degli obiettivi prioritari, che il mio governo si e' dato e che continuera' a perseguire con le altre leggi che sono pronte per la discussione in aula. Procederemo con lo stesso metodo, chiedendo il consenso per il reale interesse dei siciliani e non per schieramenti preconcetti".

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