Regione Umbria

Piano Casa Governo Berlusconi

 

 

25 marzo 2010 - ASCA

Umbria: Marini(PD), a sfida federalismo arriviamo con i conti a posto

D. Il piano casa puo' essere l'occasione per sostenere il rilancio dell'edilizia. Cosa dobbiamo aspettarci nella sua Regione?
R.: ''L'esperienza del Piano casa varato in Italia ha piu' di un limite, sia nel fatto che non e' stato accompagnato da misure economiche volte ad incentivare la riqualificazione urbana, sia dall'assenza di politiche per la casa mirate a quelle fasce della societa' che non possono accedere ad una propria abitazione. Guardando oltre i nostri confini nazionali altri governi europei hanno messo in campo misure ''funzionali anche al contrasto della recessione economica'' in favore della bioedilizia, dell'adeguamento sismico e della sicurezza delle costruzioni, del risparmio energetico, del recupero urbano delle periferie. Tutte scelte che vanno verso uno sviluppo sostenibile che l'Umbria dovra' adottare, anche ''copiando'' le buone pratiche delle migliori regioni europee. In particolare, dopo la straordinaria esperienza del recupero dei centri storici, occorre spingere verso la riqualificazione di quelle parti delle nostre citta' cresciute in periferia tra gli anni Cinquanta e Settanta e che necessitano adeguamenti e riqualificazioni''.

25 marzo 2010 - ASCA

Umbria: Binetti (UDC), crisi minimizzata. Rilancio punti su famiglie (4)

D.: Il piano casa puo' essere l'occasione per sostenere il rilancio dell'edilizia. Cosa dobbiamo aspettarci nella sua Regione?
R.: ''Il piano casa rappresenta un volano di sviluppo essenziale in questa regione in cui occorre rilanciare la piccola media impresa, creare nuove opportunita' di lavoro e offrire l'opportunita' concreta di avere una casa propria alle nuove famiglie. Ma il piano casa deve valorizzare i centri storici dei nostri borghi anche attraverso processi di ristrutturazione e di bio-edilizia, per evitare di svuotare il centro, consegnandolo a nuove forme di abbandono e di degrado sociale, E nello stesso tempo creare nelle periferie quartieri residenziali di lusso o condomini anonimi che possono degenerare in entrambi i casi in nuove forme di ghetto, che alterano profondamente il profilo stesso dell'habitat in Umbria. Investiremo quindi in primo luogo nelle iniziative di rivalutazione e di ristrutturazione dell'attuale patrimonio edilizio e contemporaneamente creare centri abitativi che rispondano realmente ai bisogni dei cittadini e alla qualita' di vita desiderata''.

25 marzo 2010 - ASCA

Umbria: Modena (PDL), dobbiamo evitare che diventi una regione del sud(2)

D.: Lo scorso anno, l'accordo con il Governo centrale sugli ammortizzatori sociali ha dimostrato che le Regioni possono programmare un'azione di contrasto alla crisi economica ed occupazionale. Ora pero' alle Regioni viene chiesto un cambio di marcia anche nel sostegno alle imprese. Che strada intende seguire?
R.: ''Il sostegno alle imprese significa intanto dare piena attuazione dei provvedimenti del governo nazionale: il piano casa per l'edilizia, gli incentivi, la formazione professionale.
Inoltre in Umbria e' assolutamente necessario semplificare la vita alle aziende, garantire l'accesso al credito, rimodulare l'Irap e lasciarsi alle spalle una cultura diffidente nei confronti di chi fa impresa''.

25 marzo 2010 - ASCA

Umbria: Modena (PDL), dobbiamo evitare che diventi una regione del sud(3)

D: Lei crede che per risolvere i problemi del sud sia utile un piano straordinario che non solo preveda il contributo di tutte le Regioni attraverso ''una corsia preferenziale'' nei fondi perequativi ma che avvii anche una nuova cultura della ''qualita''' della spesa pubblica?
R: ''Dobbiamo evitare che l'Umbria diventi una regione del sud, quindi e' indispensabile, attraverso la semplificazione e riduzione degli enti, una nuova cultura della qualita' della spesa pubblica''.
D.: ''Il piano casa puo' essere l'occasione per sostenere il rilancio dell'edilizia. Cosa dobbiamo aspettarci nella sua Regione?
R.: ''Una volta al governo della regione daremo piena attuazione alle linee del governo ampliando le percentuali e inserendo le zone rurali. In sostanza il contrario di quello che ha fatto il centrosinistra''.

11 marzo 2010

Piano casa Regione Umbria - Interventi per il miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici

Il Piano Casa della Regione Umbria (L.R. 13/2009) nasce con la finalità di regolamentare il governo e la pianificazione del territorio mediante il rilancio dell’economia e la riqualificazione architettonica, strutturale ed ambientale del patrimonio edilizio esistente grazie ad interventi di ampliamento e di recupero.
La legge prevede, negli interventi di ampliamento, un limite massimo consentito di incremento della Superficie Utile Coperta del 20%, stabilendo inoltre una riduzione dei valori di trasmittanza delle superfici opache verticali e orizzontali del 20% rispetto a quanto previsto dal D.Lgs. 192/2005 e del 10% per le chiusure trasparenti. Per gli ampliamenti inoltre è richiesta una riduzione del fabbisogno di energia primaria per la climatizzazione invernale (sempre rispetto a parametri del D.Lgs. 192/2005) del 3% o del 10% a seconda che gli edifici siano posteriori o antecedenti all’entrata in vigore del suddetto decreto legge. È consentita inoltre la completa demolizione di edifici residenziali esistenti e la loro ricostruzione con ampliamento (fino al 25% della Superficie Utile Coperta), a condizione che sia raggiunta la Classe B di certificazione di sostenibilità ambientale secondo quanto previsto dalla L.R. 17/2008.
In tale contesto EdicomEdizioni, in collaborazione con il gruppo BigMat (CE.M.ES SRL, EDILIZIA RUFFINELLI SRL, F.LLI PAOLINI SRL, PESCIARELLI EDILIZIA SRL, PROCACCI SPA, RICCI MANFREDO SRL), ha ritenuto opportuno promuovere un seminario tecnico in cui, partendo dalle novità legislative, promuovere la conoscenza delle tecnologie e dei materiali per l’edilizia sostenibile disponibili sul mercato umbro.
Per maggiori informazioni scarica il programma.

8 marzo 2010 - ANCE

Piano casa: le regole poste dai Comuni

UMBRIA – LR n. 13/2009
Le esclusioni previste dalla legge
- edifici nei centri storici
- edifici su aree soggette a inedificabilità assoluta
- edifici in zone agricole realizzati successivamente al 13/11/1997
- edifici in zone boscate
- edifici in zone a rischio frana e idraulico
- edifici in ambiti sottoposti a consolidamento abitati di cui all’art. 61 del Dpr 380/01
- edifici classificati come beni culturali o come edilizia speciale, monumentale o atipica
- aree sottoposte a vincolo paesaggistico
- immobili eseguiti in assenza del titolo abilitativo
- immobili ricadenti in zone omogenee o ambiti dove le normative o lo strumento urbanistico precludono la possibilità di realizzare ampliamenti o ristrutturazioni che riguardino la completa demolizione e ricostruzione dell’edificio.
Le facoltà assegnate ai Comuni
I Comuni entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge (termine scaduto il 29/08/2009) possono escludere l’autorizzazione agli interventi o stabilire limiti inferiori di ampliamento per specifici immobili o zone del territorio in ragione delle caratteristiche paesaggistiche e ambientali nonché del grado di saturazione edilizia esistente.
Le prescrizioni previste dalla legge
Per la realizzazione degli ampliamenti e delle demolizioni ricostruzioni è previsto dalla legge l’obbligo di non superare l’altezza massima consentita dallo strumento urbanistico, di assicurare il rispetto delle disposizioni sulle fasce stradali e ferroviarie.
Gli interventi di demolizione, ricostruzione e ampliamento di cui all’art. 35 sono, inoltre, subordinati al reperimento di spazi per parcheggi pertinenziali nonché al rispetto delle normative vigenti in materia di dotazione territoriali e funzionali relativamente alle parti ampliate.
Gli incrementi premiali riconosciuti ai sensi della legge regionale 13/2009 non si cumulano con quelli eventualmente consentiti dagli strumenti urbanistici comunali o da norme regionali.
Le principali scelte dei Comuni

Comune
Delibera
Perugia La delibera introduce ulteriori esclusioni in riferimento ad alcuni parti e ambiti del territorio quali: nelle riserve naturali, negli ambiti di protezione, in quelli di promozione economico‐turistica e in quelli di interesse paesaggistico. Divieto anche per gli edifici sparsi di interesse storico e architettonico. Escluse le zone agricole di rispetto, quelle di elevato interesse paesaggistico e aree agricole urbane e periurbane.
Terni In linea generale conferma le esclusioni, con ulteriori specificazioni, già previste dalla legge. Esclusi, ad esempio, gli edifici residenziali nelle zone di nuova trasformazione per attività produttive
Gubbio Oltre alle esclusioni già previste dalla legge la delibera ne specifica di ulteriori in considerazione della specificità e delle peculiari emergenze del territorio comunale.
Foligno La delibera ripropone con alcune specificazione gli ambiti e le zone di esclusione già indicate nella legge regionale.

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