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29 marzo 2010 - Il Giornale di Vicenza
Solo 18 domande «Ma il Piano Casa è un'opportunità»
MONTECCHIO. Parla il sindaco Cecchetto
Diciotto domande, quasi tutte per abitazioni private, e per piccoli interventi edilizi. Solo due da parte di aziende. È un primo bilancio delle richieste presentate in comune a Montecchio da parte dei cittadini in relazione al Piano Casa. Il numero, certamente non alto, di domande per le agevolazioni urbanistiche introdotte dalla legge adottata dalla Regione lo scorso anno sarebbe da attribuirsi alle norme limitative imposte dalla normativa: «La legge si applica nelle abitazioni singole e non ai condomini o alle villette a schiera - spiegano dall'ufficio edilizia privata - senza contare che la regolamentazione è di difficile comprensione ed applicazione».
Anche il sindaco di Montecchio, Milena Cecchetto, osserva: «Attualmente, in effetti, i numeri delle richieste presentate nel nostro Comune non sono alti. Questo va senza dubbio imputato al momento economico non favorevole agli investimenti immobiliari, sebbene la validità temporale della normativa sia limitata a due anni». E prosegue: «L'obiettivo della legge regionale è il rilancio dell'attività edilizia, ma non con il via libera indiscriminato alle nuove edificazioni bensì attraverso l'ampliamento degli edifici già esistenti, sia residenziali che produttivi, e l'aumento dell'utilizzo delle energie rinnovabili».
Il primo cittadino sottolinea, inoltre, l'importanza che aziende e privati cerchino di sfruttare le agevolazioni: «Che sono consentite in deroga alla normativa vigente ma limitate nel tempo - puntualizza -, attraverso le quali sarà possibile migliorare la qualità edilizia ed architettonica della città e dare risposte puntuali alle esigenze delle famiglie e delle nostre aziende locali».
25 marzo 2010 - Il Sole 24 Ore - Giorgio Santilli
Il piano casa nei sogni dei futuri governatori
Piena adesione dei candidati governatori di centro-destra alla deregulation del governo, con la promessa di adeguare le norme regionali là dove non prevedano il regime semplificato o non consentano l'applicazione del provvedimento del governo. Atteggiamenti non così monolitici sulle misure da prendere tra i candidati governatori di centro-sinistra dove la linea unitaria è data semmai da una maggiore attenzione al problema della sicurezza e delle verifiche tecniche da affiancare alla liberalizzazione. L'obiettivo dichiarato è quello di evitare conseguenze sulla tenuta statica degli edifici e anche di coinvolgere le professionalità tecniche (architetti, geometri, ingegneri) oggi escluse dal percorso della liberalizzazione.
Questa la sintesi delle risposte che i candidati governatori dei due schieramenti danno in sette grandi regioni (Veneto, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Campania e Puglia) alla domanda se si intenda rendere possibile o meno l'applicazione del decreto legge che prevede un regime libero per le manutenzioni edilizie straordinarie, senza più l'obbligo per il proprietario di casa di presentare la denuncia di inizio attività.
VENETO
Giuseppe Bortolussi
Candidato centro-sinistra
Istintivamente sono per la nuova norma, che va nella direzione della semplificazione e della sburocratizzazione. Le manutenzioni straordinarie, che comprendono interventi sugli infissi o sugli impianti energetici – non destano certo problemi o allarmi. Ma in Veneto, e in particolare in luoghi come Venezia, Verona e molte altre città d'arte, nelle Ville Venete e via enumerando, anche il più semplice intervento è sottoposto al vaglio della Sovrintendenza ai monumenti. Stando così le cose, lo spostamento di tramezzi interni, nelle dimore "censite", creerebbe sicuramente delle situazioni delicate, che potrebbero mettere a repentaglio il patrimonio artistico e architettonico del Veneto. Una possibilità potrebbe essere quella di distinguere queste due situazioni, mantenendo il controllo più stringente sulle dimore di pregio rispetto a tutte le altre, per cui è auspicabile la liberalizzazione.
Luca Zaia
Candidato centro-destra
Come noto all'interno del decreto incentivi sono state inserite delle misure riguardanti gli interventi all'interno delle abitazioni, che in qualche modo dovrebbero anticipare il piano casa. Ho votato in quanto membro del governo a favore del decreto incentivi. Ho condiviso questi provvedimenti come condivido quelli del piano casa perché rispondono al criterio che ognuno di noi sia padrone a casa propria e per questo possa, superando gli ostacoli burocratici, che finora hanno rallentato questo processo, realizzare ampliamenti all'interno e all'esterno della propria casa. Siamo convinti che questo non solo consentirà a chi ha avuto un figlio di costruirgli una stanza, e a chi ha bisogno di un po' più di spazio di costruirselo, ma farà anche da volano per l'economia del territorio. Fortunatamente il settore dell'edilizia del nostro paese non è stato sottoposto a uno stress simile a quello della bolla speculativa spagnola quindi crediamo che questo provvedimento sia adeguato alle esigenze del settore edilizia e che possa attribuire far uscire definitivamente dalla crisi internazionale. Resta fermo, però, il punto che per noi ogni intervento deve essere pienamente rispettoso dell'ambiente e del paesaggio circostante. Quando parliamo di sviluppo sostenibile ci riferiamo anche a questo.
(interviste a cura di Marco Alfieri, Andrea Biondi, Celestina Dominelli, Katy Mandurino, Mariano Maugeri, Vincenzo Rutigliano, Vera Viola e Maria Chiara Voci)
18 marzo 2010 - La Nuova di Venezia e Mestre - Mitia Chiarin
Piano casa, cento richieste di ampliamento a Venezia
Gli interventi nell’area centrale e nella periferia della terraferma. Le domande riguardano la chiusura di porticati e coperture di pompeiane. Per mille euro spesi in un ampliamento il valore sul mercato dell’immobile triplica
Il Piano casa, con la possibilità concessa da Regione e Comune di ampliare villette e case, attrae soprattutto i piccoli proprietari, mentre i big delle costruzioni restano alla finestra, complice la crisi economica. Da novembre ad oggi sono un centinaio i procedimenti aperti dall’Edilizia Residenziale del Comune a Mestre. Solo una decina sono transitati per il Suap, altrettanti quelli che riguardano gli uffici di Venezia.
Lo sportello dell’Edilizia residenziale di Mestre, in viale Ancona, diretto da Maurizio Dorigo, è uno specchio della situazione attuale del mercato immobiliare, dove il Piano casa si è messo in moto ma con numeri di molto inferiori alle aspettative. La delibera regionale del luglio 2009 ha prodotto pochi effetti immediati, solo 3 i procedimenti avviati dopo quella data.
Da novembre ad oggi, dopo l’approvazione della delibera comunale che recepisce il Piano con tutta una serie di vincoli (dall’e sclusione dei centri storici al rispetto delle norme ministeriali sui dieci metri e sulle altezze) invece i procedimenti sono stati un centinaio, tutti di privati cittadini che scelgono di ampliare la casa o la villetta (la percentuale di allargamento prevista è del 20 per cento che sale al 30 per cento se si sceglie di produrre energia con fonti rinnovabili, vedi i pannelli fotovoltaici). In alcuni casi si assiste anche ad accordi tra vicini di casa per allargare casa.
Gli interventi riguardano l’area centrale e la periferia della terraferma. Le richieste arrivano da Zelarino, via Vallon, via Porto di Cavergnago, via Eridesio, via Bonelli, via Cappuccina o via Gioberti, per citare alcune delle zone interessate, e dalle periferie, in particolare Favaro e Zelarino. Le domande riguardano la chiusura di porticati (è questo l’intervento più richiesto) e coperture di pompeiane.
Poche le sopraelevazioni. Interventi piccoli, quindi, che mirano al risparmio garantendo comunque un alto rendimento. Perché per mille euro spesi in un ampliamento il valore sul mercato dell’immobile triplica, spiegano gli addetti ai lavori. I grandi gruppi immobiliare hanno più difficoltà. L’impossibilità data dalla norma comunale di derogare alle distanze dai confini e da quella sulle altezze (normate da un decreto ministeriale) rallenta le aspirazioni di molti immobiliaristi: ad esempio chi costruisce nell’� area ex Enel di via Sansovino non potrà aggiungere un piano in più al progetto iniziale.
Altri attendono l’evoluzione del mercato. Insomma i cittadini sono arrivati prima degli immobiliaristi, e puntano su realizzare qualche stanza in più in casa non tanto per ampliare immobili per i figli, quanto per un investimento sicuro in tempi di crisi, come appunto resta il mattone. «Le previsioni di sviluppo sono comunque per una crescita delle richieste, visto il grandissimo numero di richieste di informazioni che riceviamo sull’applicazione pratica del Piano casa», spiega il Dorigo.
