Piano Casa Governo Berlusconi

 

Guida al Piano Casa promosso dal Governo Berlusconi.
Notizie, informazioni, approfondimenti e commenti sul piano per l'edilizia che dovrebbe rilanciare il settore e, più in generale, l'economia, consentendo ai cittadini di aumentare la cubatura degli edifici, oltre a venire incontro alle classi più disagiate dando nuovi alloggi alle giovani coppie e alle categorie maggiormente in difficoltà.

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30 novembre 2010 - AGENPARL

Edilizia: Realacci (PD), sostegno a manifestazione di domani, stabilizzare ecobonus 55%

Il pieno sostegno alla manifestazione organizzata domani da sindacati e imprenditori del mondo dell’edilizia contro l’inefficacie politica del Governo.
E’ giusta la richiesta di sbloccare il patto di stabilità per liberare le risorse necessarie per le piccole opere che servono ai territori e rilanciare l’edilizia e il suo ruolo nell’economia in particolare nel mantenimento di livelli occupazionali. Come rivendicano i protagonisti del settore un altro fronte su cui l’edilizia può svolgere un ruolo importantissimo è quello dell’efficienza e del risparmio energetico e per questa ragione è fondamentale stabilizzare il credito di imposta del 55% che per il settore si è dimostrata la misura anticiclica di gran lunga più importante che è stata attivata in questi anni”, lo afferma Ermete Realacci, alla vigilia della manifestazione di domani a Roma organizzata dall’Associazione Nazionale dei Costruttori edili e agli Stati Generali delle Costruzioni.
“L’ecobonus del 55%”, prosegue Realacci, “ha mosso un volume complessivo al dicembre 2010 stimato in 11,1 miliardi di euro per un totale di 843.000 interventi. Sono stati attivati ogni anno oltre 50.000 mila posti di lavoro nei settori coinvolti, soprattutto piccole e medie imprese nell'edilizia e nell'indotto: dalle fonti rinnovabili alla domotica, dagli infissi ai materiali avanzati. Ha contrastato la crisi nel settore dell'edilizia e ha contribuito a ridurre le bollette energetiche degli italiani. Si è inoltre favorita un'importante innovazione e una spinta di tutto il comparto verso la qualità.” “E’ stato questo il vero piano casa”, conclude Realacci, “una misura di cui si è tanto favoleggiato ma che a un anno dalla sua approvazione è stato un totale fallimento. Basti pensare che in una regione importante la Lombardia questo ha prodotto nella provincia di Milano 71 richieste di intervento e 189 in tutta la Lombardia, mentre il credito di imposta del 55% 120.000 interventi”.

26 novembre 2010 - ASCA

Piano Sud: Galletti (UDC), solo fuochi d'artificio ma niente sostanza

''I cento miliardi annunciati da Berlusconi per il Sud? Sono come le case del Piano casa? Come la cedolare secca sugli affitti a partire dal primo gennaio 2011? Come i finanziamenti per la riforma universitaria? Siamo alle solite: molti fuochi d'artificio ma niente sostanza. Avremmo preferito un piano per il Sud piu' contenuto, ma realizzabile: pochi fatti invece di molte parole''. Lo dichiara Gian Luca Galletti, vice presidente dei deputati Udc.

24 novembre 2010 - ASCA

Giovani: Meloni presenta 'Diritto al Futuro', pacchetto da 300 MLN

'Sappiamo che la crisi colpisce soprattutto i giovani. Il governo ha ben presente questa problematica e sta lavorando. Per questo abbiamo messo a punto iniziative, con cui il ministero della Gioventu' mette a disposizione 300 milioni di euro per investire su Lavoro, Casa, Talento e Imprese, Formazione e Opportunita'''. Lo spiega il ministro della Gioventu', Giorgia Meloni, presentando a palazzo Chigi, al fianco del premier Silvio Berlusconi, un pacchetto di iniziative chiamato ''Diamogli Futuro - Bamboccioni a chi?''. ''I nostri giovani - continua il ministro - non sono bamboccioni. Con questo pacchetto vogliamo dire alle attivita' produttive del Paese di investire in questa genereazione''.
Parlando poi nello specifico delle iniziative, la Meloni spiega che ''216 milioni di euro sono messi a disposizione direttamente dal ministero della Gioventu' mentre il resto dal cofinanziamento pubblico e privato''.
''La prima iniziativa - argomenta il ministro - riguarda il lavoro stabile per i giovani disoccupati o precari con meno di 35 anni e con figli, e porta in dote un bonus di 5mila euro alle aziende che assumono a tempo indeterminato.
Abbiamo messo a disposizione uno stanziamento complessivo di 51 milioni di euro''.
Il secondo provvedimento riguarda la casa. ''Un fondo di garanzia di 50 milioni di euro - continua - per nuclei familiari che non posseggono altre case, il cui reddito complessivo non superi i 35mila euro, finalizzato ad offrire garanzie bancarie e permettere l'acquisto della prima casa alle coppie sotto i 35 anni''.
''Il terzo provvedimento abbraccia talento e impresa e prevede la mobilitazione di 100 milioni di euro per coloro che decidono di rischiare e investire in proprio sulle capacita' e il talento dei giovani under 35''.
''La quarta si riferisce alla formazione: un prestito garantito per gli studenti meritevoli, attraverso un fondo di garanzia di 19 milioni di euro. Le erogazioni, a cadenza annuale, potranno variare tra i 3mila e i 5mila euro, per un massimo di 25mila euro complessivi. La restituzione del finanziamento inizia 30 mesi dopo l'erogazione dell'ultima rata'', sottolinea la Meloni.
''Il quinto e ultimo provvedimento mira a far incontrare domanda e offerte di lavoro con 20 campus per il job placement dei migliori laureati'', conclude.

12 novembre 2010 - Terra - Diego Carmignani

«Il flop è il Piano casa»

L'ESPERTO. L’opinione di Paolo Gurisatti, responsabile ricerca e sviluppo di Habitech, Distretto tecnologico Trentino per l’energia e l’ambiente, che conta 300 realtà fra imprese, enti di ricerca e agenzie pubbliche.
Cosa ne pensa dell’annullamento del bonus del 55 per cento?
Una follia: è una delle poche modalità attraverso cui si riescono a incentivare gli investimenti, cioè le spese che si fanno per avere ritorno economico futuro. Non investire nel risparmio energetico in questo momento è sbagliato. L’errore del governo non è tanto la poca considerazione degli incentivi, ma nell’impostazione del Piano casa, l’occasione d’oro per incentivare in maniera molto più forte gli interventi di ristrutturazione degli edifici certificati attraverso sistemi autorevoli, rigorosi e riconosciuti dal mercato. Casaclima ad esempio è un metodo di certificazione valido per le case piccole, ma per gli edifici più grandi potrebbe esserci la certificazione Leed. L’impressione è che il fallimento sia aver impostato il Piano casa come grande rilancio dell’economia, invece di spostare l’attenzione dei consumatori verso l’efficienza energetica.
Oltre alle opportunità economiche, si frena anche il mondo dei “green jobs”?
Noi, come consorzio, svolgiamo funzioni di aggiornamento dell’albo dei professionisti che si accreditano come certificatori energetici. Il meccanismo sta iniziando a funzionare, ma registriamo le resistenze delle associazioni ad accettare logiche “all’americana” di accreditamento e controllo permanente delle competenze. Bisognerebbe spostare l’attenzione delle associazioni dei professionisti verso un sistema di certificazione legato al lavoro svolto e ai risultati ottenuti e non semplicemente al rispetto di procedure formali. È un cattivo costume italiano quello di fermarsi sempre alla superficie della burocrazia, di non poter parlare dei certificati energetici come strumento di misura del consumo energetico, ma come strumenti di autorizzazione e “pezzi di carta”. Tutti i professionisti, e ci metto anche i notai, stanno svolgendo una funzione non adeguata rispetto a queste problematiche.
Qual è, da dentro, il punto di vista e l’attesa dei consumatori per sistemi sostenibili come il fotovoltaico?
C’è grande confusione sotto il sole, anche l’agevolazione per i pannelli fotovoltaici è un ostacolo, laddove non permette ragionamenti più seri su tutte le fonti alternative. Sono dell’idea che la frontiera futura sia un giusto mix di impianti, a seconda delle risorse disponibili in una specifica località. Privilegiare il soloare in posti dove sarebbero più opportune, per esempio, le biomasse è sbagliato. L’idea è che, nel realizzare le leggi, non si sia lavorato di fino sugli incentivi, per suscitare l’interesse degli investitori e delle famiglie, e che non si siano garantiti i necessari strumenti contrattuali, anche per avere facilità con le banche. Come Distretto tecnologico che coinvolge trecento operatori, abbiamo svolto questa missione in mezzo a mille difficoltà. È importantissima la questione certificazione, perché i clienti che vogliono efficienza energetica, non trovano con facilità professionisti che li aiutino a seguire linee guida anche semplici nei rapporti coi fornitori. Ho paura che oltre alla volontà politica, manchi anche la competenza.

12 novembre 2010 - Edilportale - Paola Mammarella

Scia, i chiarimenti restano al palo

Giudicato inammissibile parte del maxiemendamento presentato dal Governo alla legge di stabilità
Dovevano confluire nella legge di stabilità 2011 le misure per le semplificazioni in materia di urbanistica, edilizia e Segnalazione certificata di inizio attività. Mercoledì il Governo ha presentato in Commissione Bilancio un maxiemendamento al ddl 3778, di cui alcune parti sono state però giudicate inammissibili.
Scia
Bloccato l’articolo 4. La disposizione avrebbe dovuto chiarire l’ambito di applicazione della Scia con un comma aggiuntivo alla Legge 241/1990 per il rimando ai contenuti della nota del Ministero per la Semplificazione normativa.
Resta quindi ancora confusa l’applicazione all’edilizia della Segnalazione certificata di inizio attività. Sono in molti a sostenere che la Scia non possa sostituire la Denuncia di inizio attività e che il nuovo procedimento, introdotto con la manovra estiva, non semplifichi le procedure, ma implichi solo uno spostamento delle responsabilità, raddoppiando di fatto i tempi per far partire i cantieri. I lavori possono iniziare lo stesso giorno in cui viene presentata la segnalazione, ma la possibilità di blocco o ripristino nel caso in cui il comune accerti entro 60 giorni una mancanza dei requisiti, può allungare i termini di attesa.
Allo stato attuale, la Scia sostituisce la Dia ma non la SuperDia. Resta anche l’obbligo di acquisire i nulla osta delle amministrazioni preposte alla tutela delle aree vincolate.
La nuova procedura è stata inserita anche nel Piano Casa della Calabria, destando però ulteriori dubbi interpretativi. In altri casi, come in Puglia, i tecnici regionali hanno espresso parere contrario alla sostituzione.
Una soluzione definitiva potrebbe derivare da una legge coordinata con il Testo Unico dell’edilizia, così come chiesto di recente dai progettisti.
Semplificazione
L’articolo bocciato era stato pensato anche per la riqualificazione urbana. La norma demandava alle leggi regionali l’incentivo degli interventi di demolizione e ricostruzione degli immobili dismessi, ferma restando l’esclusione dei fabbricati abusivi o situati in centri storici ed aree ad inedificabilità assoluta.
Tra le altre proposte del Governo, dovranno trovare una collocazione diversa anche la possibilità che i Comuni possano omettere la relazione acustica ai fini dell’esercizio dell’attività urbanistica, la modifica della disciplina sulla Conferenza di Servizi e l’obbligo di utilizzare procedure telematiche per gli sportelli unici per l’edilizia.

10 novembre 2010 - ASCA

Maltempo: Bonelli(Verdi), serve prevenzione. Danni costano 10 volte più

''Al Veneto ed all'Italia che frana o viene sommersa dalle alluvioni non serve l'elemosina di Berlusconi, che dovrebbe assumersi la responsabilita' politica di aver tagliato i fondi al dissesto idrogeologico, ma interventi strutturali. I danni da eventi franosi ed alluvioni sono costati fino ad oggi oltre 40 miliardi di euro al nostro Paese: dieci volte in piu' di quando si sarebbe speso per la messa in sicurezza del territorio''. Lo dichiara il Presidente nazionale dei Verdi per la Costituente ecologista Angelo Bonelli che aggiunge: ''Se si fosse fatto un piano per la prevenzione avremmo speso molto di meno. Il governo ha ormai creato il business dell'emergenza: viene da pensare che ci sia chi guadagna dalle frane e delle alluvioni cosi' come si e' scoperto che c'era chi ha guadagnato dal terremoto dell'Aquila''. ''Mentre l'Italia letteralmente frana i provvedimenti del governo come il Piano casa, le deroghe alle deroghe per aumentare le cubature ed il cemento, i condoni edilizi continuano ad aggravare una situazione che e' gia' drammatica. Le frane in Calabria, la alluvioni in Veneto, ora il fiume Sele in Campania dimostrano che e' urgentissimo un piano di messa in sicurezza di tutto il territorio nazionale.
Negli ultimi 10 anni 400 italiani sono morti per frane ed alluvioni - conclude Bonelli -. Negli ultimi 20 anni le vittime sono state 1600. Cosa deve accadere di piu' prima che il governo decida di rinunciare a buttare 8 miliardi di euro sul Ponte sullo Stretto di Messina? Quei fondi sono necessari a mettere in sicurezza il Paese: gli appetiti delle lobby del cemento possono aspettare''.

10 novembre 2010 - AGI

Finanziaria: Realacci, bene FLI su Piano Casa è nostra battaglia

“E’ giustissimo, e’ una battaglia anche nostra, e’ una delle misure piu’ efficaci per mantenere e rilanciare l’economia”. Lo dice a Radio Radicale il deptato del Pd Ermete Realacci a commento della richiesta fatta da Fli di rifinanziare il bonus fiscale del 55% per le ristrutturazioni edilizie ad efficienza energetica.
“In questi anni questa – spiega Realacci – misura e’ stata utilizzata da oltre 840mila famiglie italiane o piccole imprese italiane, ha prodotto un giro d’affari di oltre 11 miliardi di euro, non solo l’edilizia ma anche l’indotto, un settore norme di piccole e medie imprese che si sono qualificate in un settore strategico come quello della green economy e che oggi sarebbero morta,mente ferite dall’eliminazione. Si pensi solo che in Lombardia a fronte di 140mila famiglie che hanno utilizzato il bonus fiscale, il numero delle 189 domande in tutta la regione presentate per il piano casa”.

10 novembre 2010 - Edilportale - Paola Mammarella

Edilizia, Piano Casa e riqualificazione per la ripresa

Chiude col -20% il triennio 2007-2010, il Cresme analizza le possibilità di rilancio
Continua la crisi del settore costruzioni, ma con qualche spiraglio di ripresa. È quanto emerso dal diciottesimo rapporto congiunturale e previsionale del mercato delle costruzioni, presentato dal CRESME al Centro Congressi di Verona Fiere nell’ambito del Construction Day di lunedì scorso.
La situazione attuale
In base ai dati forniti, il 2009 per l’edilizia è stato l’anno peggiore del secondo dopoguerra. Una situazione che continua nel 2010: l’anno in corso chiuderà infatti con un altro sensibile calo. Ne consegue una perdita complessiva del 20% per il quadriennio 2007 – 2010.
Per il direttore del CRESME Lorenzo Bellicini l’attuale congiuntura economica sfavorevole determina una crisi più lunga del previsto e con effetti più rilevanti, caratterizzata da una erosione di circa un quinto del mercato.
Gli elementi principali da tenere in considerazione sono il peggioramento della stima relativa al 2010 rispetto a quanto previsto alla fine del 2009, passata da un meno 2,8% a meno 5,9%, e la contrazione della crescita preventivata nel 2011 da un 1,6% a un +0,9%.
Possibilità di rilancio
Per assistere ad un’inversione di tendenza sarebbe necessario arrestare lo slittamento degli investimenti pubblici e risolvere la contrazione nella spesa pubblica degli enti locali. La scarsità delle risorse disponibili ha finora colpito le piccole opere, ma si intravede qualche possibilità nel partenariato pubblico e privato, facility management, ed energy technology.
La situazione di stallo potrebbe cambiare nel 2011, con un nuovo ciclo produttivo innescato dal Piano Casa 2 per gli ampliamenti volumetrici e le sostituzioni edilizie. La crescita nel mercato del residenziale sarebbe comunque inferiore all’1%.
Se invece le leggi regionali per il rilancio dell’edilizia non dovessero sortire gli effetti sperati, anche il 2011 avrebbe un andamento in perdita, rimandando al 2012 l’avvio del nuovo ciclo.
Il prossimo anno dovrebbe comunque caratterizzarsi per una maggiore domanda di riqualificazione del patrimonio esistente. Secondo le previsioni, questa componente potrebbe assumere il ruolo di traino. L’aspetto tecnologico prevarrebbe inoltre su quello estetico.
Previsioni per il futuro
Positive le previsioni per il mercato immobiliare residenziale nel 2010, con una crescita delle compravendite del 2,4% e una ulteriore riduzione dei prezzi.
Le opere pubbliche vedono una contrazione degli investimenti del 5,5% nel 2009, del 4,8% nell’anno in corso, e del 2% nel 2011. La ripresa è prevista nel biennio 2012-2013, ma sarà modesta, +1% nel 2012 e +2% nel 2013, quando dovrebbero farsi sentire gli effetti dell’avvio dei nuovi cantieri per la realizzazione di infrastrutture connesse all’Expo Milano 2015, tratte ferroviarie ad alta velocità tra Milano, Brescia e Genova, tunnel del Brennero, tratte autostradali in project financing e per il proseguimento di importanti cantieri in corso. Appare invece ancora incerto l’avvio del Ponte sullo Stretto di Messina.
Continuano invece dal 2006 le dinamiche negative nelle compravendite di immobili non residenziali.

9 novembre 2010 - ASCA

Costruzioni: CRESME, mercato ha perso il 20% tra 2007 e 2010

Il 2009 e' stato per il mercato delle costruzioni l'anno peggiore dal secondo dopoguerra. E l'anno in corso chiudera' con un altro sensibile calo che determinera' per il quadriennio 2007 - 2010 una perdita complessiva intorno al 20%. E' quanto emerge dal 18* Rapporto Congiunturale e previsionale del mercato delle costruzioni del Cresme presentato oggi a Verona, presso il Centro Congressi di Verona Fiere nell'ambito del Construction Day.
''Se esaminiamo le fasi critiche principali per le costruzioni dal secondo dopoguerra - ha rilevato il direttore del Cresme, Lorenzo Bellicini, nella sua presentazione - : il triennio 1975-1977; i bienni 1982-1983 e 1993-1994; il quadriennio 2007-2010 risulta immediatamente evidente la gravita' dell'attuale congiuntura. Nel primo periodo la contrazione del mercato fu dell'11,7%, nel secondo periodo del 7,5%, nel terzo del 9,1%, oggi siamo di fronte ad una crisi innanzitutto piu' lunga e soprattutto dagli effetti ben piu' rilevanti con una erosione di circa un quinto del mercato''.
Due sono i dati piu' rilevanti in termini di analisi delle stime sull'andamento e sulle prospettive del settore. Il peggioramento della stima relativa al 2010 rispetto a quanto previsto alla fine del 2009, passata da un meno 2,8% a meno 5,9%, la contrazione della crescita preventivata nel 2011 da un 1,6% a un +0,9%.
''Nella nostra previsione - ha sottolineato Bellicini - peggiorano i dati delle nuove costruzioni residenziali e, non residenziali, mentre migliora e torna positiva la stima degli investimenti in riqualificazione residenziale, ma in misura assai piu' contenuta rispetto alla perdita del nuovo. Il risultato e' che nel 2010 il mercato delle costruzioni complessivamente registrera' un ulteriore calo intorno al 6%.
Mentre nel 2011, auspicando che il Piano Casa 2 e l'ampliamento del patrimonio esistente inizino a produrre i primi effetti sul mercato residenziale ripartira' un nuovo ciclo edilizio con una crescita comunque inferiore all'1%. In caso contrario anche il 2011 avra' un andamento in perdita e l'avvio del nuovo ciclo verra' rimandato al 2012. Cio' anche come conseguenza del trend ancora negativo del mercato pubblico dovuto allo 'slittamento' dei programmi delle grandi opere e alla contrazione della spesa degli enti locali, che nel 2010 tocca anche le Aziende Speciali. Piu' dinamica del previsto dovrebbe invece essere nel 2011 la domanda di riqualificazione residenziale che dovrebbe caratterizzare il prossimo ciclo edilizio''.

9 novembre 2010 - ASCA

Maltempo: Bonelli (Verdi), da Berlusconi e Bossi solo elemosina

''Quella di cui parlano Bossi e Berlusconi e' solo elemosina. Dopo aver tagliato i fondi alla lotta al dissesto idrogeologico, e non aver affrontato una priorita' storica del Paese, ora Berlusconi e Bossi parlano di aiuto sostanzioso al Veneto senza scendere nei contenuti''. Lo dichiara in una nota il presidente nazionale dei Verdi per la Costituente ecologista, Angelo Bonelli.
''Noi Verdi - sottolinea Bonelli - facciamo una proposta concreta. Il governo rinunci al ponte sullo Stretto di Messina, che costera' 8 miliardi di euro gettati a mare per affrontare, subito, le criticita' piu' acute casate dal dissesto, non solo aiutando chi ha subito i danni delle alluvioni ma mettendo in sicurezza il territorio italiano su cui insistono oltre 500 mila frane ogni anno''.
''Questo sarebbe un modo serio e concreto per affrontare il problema - conclude il leader ecologista -. Ma dubito che il governo Berlusconi andra' oltre gli annunci generici.
D'altronde, i fondi per la messa in sicurezza sono stati tagliati dalla scure di Tremonti, mentre quelli per l'acquisto di caccia bombardieri, elicotteri, navi da guerra non sono stati minimamente toccati raggiungendo la cifra record di 40 miIiardi di euro: con quella cifra si potrebbe realizzare un grande Piano Strategico contro il dissesto idrogeologico e per mettere in sicurezza il territorio''.

8 novembre 2010 - ASCA

Famiglia: Federconsumatori, tornare a parlare suoi problemi concreti

''A vivere una situazione di profondo disagio non sono solo le famiglie 'gia' consolidate', ma anche e soprattutto quelle in via di costituzione, formate da giovani coppie''. E' quanto dichiara Federconsumatori nella giornata dedicata alla famiglia, sottolineando che ''il Governo che, troppo impegnato a districarsi tra crisi reali o fittizie, ha perso di vista da molto tempo quali sono le reali condizioni dei nuclei familiari del nostro Paese''.
''Il quadro che ci troviamo di fronte - sottolinea Federconsumatori - e' sconcertante: crescono incessantemente i prezzi delle case e degli affitti, vengono tagliati i servizi sociali, vi e' un'incredibile carenza degli asili nido, i costi per mantenere i figli sono vertiginosi (da 5.828 a 12.988 per un bambino nel primo anno di vita), aumenta in maniera allarmante la disoccupazione giovanile (oltre il 27,9%), i giovani hanno sempre piu' difficolta' a trovare lavoro e, quando lo trovano, nella maggior parte dei casi si tratta di un posto precario. Tutto cio' accompagnato da un costante e inarrestabile crollo del potere di acquisto della famiglie, pari al -9,6% dal 2007 ad oggi registrato dall'O.N.F. - Osservatorio Nazionale Federconsumatori (vogliamo ricordare che, dal 2002 al 2010, le famiglie, complessivamente, hanno subito rincari di oltre 11.388 Euro)'' .
''In un contesto di questo genere, non si puo' parlare di famiglie senza l'intenzione di affrontare seriamente e con determinazione tale situazione - dichiara Rosario Trefiletti, Presidente Federconsumatori - con provvedimenti che dovranno riguardare tutte le famiglie, senza discriminazioni, distinzioni o categorizzazioni di sorta''.
''A partire dalla definizione di un piano casa, per arrivare ad agevolazioni per affitti; bonus bebe';potenziamento degli assegni familiari; stabilizzazione del precariato; incremento degli asili nido''.
Federconsumatori ribadisce inoltre ''la necessita' di manovre di rilancio per la nostra economia, da realizzarsi attraverso un sostegno al potere di acquisto delle famiglie a reddito fisso, con una detassazione di 1.200 euro annui a partire dalla tredicesima, nonche' attraverso una ripresa degli investimenti per lo sviluppo e la ricerca, indispensabili perche' il nostro Paese non rimanga indietro sul piano internazionale, e perche' non si aggravino sempre di piu' la disoccupazione e la caduta di produzione determinate dalla crisi''.

6 novembre 2010 - AGI

Casini, il patto del Governo è tirare a campare

Poche illusioni per Pier Ferdinando Casini sul patto di legislatura avanzato da Silvio Berlusconi e che dovrebbe riportare la pace tra Pdl, Fli e Lega Nord. "Il loro patto e' sul non far nulla e tirare a campare. Ma tirare a campare non serviva nella prima Repubblica e oggi ancora meno, perche' non ce lo possiamo consentire", ha detto il leader dell'Udc a margine di una convention dei moderati. "E' da due anni e mezzo che sentiamo grandi spot - ha aggiunto Casini - basta pensare al piano casa, ne abbiamo parlato per 6 mesi e poi non si e' riusciti a fare una casa. La politica degli spot vede un regista insuperabile che e' Berlusconi, la politica dei fatti purtroppo e' un'altra cosa.
Se vogliono fare un 'patto' lo facciano, almeno facessero qualcosa per il Paese". "L'Udc e' pronta a fare il suo dovere nell'interesse del Paese ma non e' disposta ad aggiungere un posto a tavola per sedersi su uno strapuntino, questo lo ritengo umiliante, per i nostri elettori e per il nostro percorso politico". Il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, a margine un incontro a Desenzano, replica cosi' a chi gli chiede se il suo partito e' pronto a entrare in un governo tecnico. "L'Udc deve fare la sua parte - ha aggiunto - l'opposizione non puo' salvarsi la coscienza dicendo che va tutto male per cui aspettiamo sulla riva del fiume il cadavere dell'Italia.
Nessuno se lo puo' consentire, l'Italia e' in grandissima difficolta'".

3 novembre 2010 - Il Sole 24 Ore - Giorgio Santilli

Il ritardo nelle infrastrutture. Nel 2011 opere pubbliche ancora in frenata

Una boccata d'aria potrà venire solo dal decollo, finora sempre rinviato, del «piano casa». Se finalmente gli effetti di quelle misure si cominciassero a sentire, il settore dell'edilizia residenziale tornerebbe a crescere del 4,3% dopo quattro anni di caduta, trascinando sul segno positivo l'intero settore edilizio (+0,9%). Se, viceversa, la spuntassero ancora le resistenze, i rinvii, i veti sulle politiche abitative, il settore residenziale vivrebbe un ulteriore, drammatico crollo (-9%) per il quinto anno consecutivo, portando la perdita di investimenti per la realizzazione di nuove case nel quinquennio al 48%.
In questo scenario pessimista, anche l'intero settore delle costruzioni continuerebbe con il segno negativo (-1,6%) per la quinta stagione consecutiva. Gli effetti sulle imprese e sull'occupazione diventerebbero pesantissimi. A fare il punto sulla congiuntura nel settore delle costruzioni è il Rapporto 2011 del Cresme, che sarà presentato il 9 novembre a Verona. È l'evento congiunturale più importante dell'anno per il settore e Il Sole 24 Ore è in grado di anticipare i dati salienti del rapporto.
L'unica certezza al momento è l'ulteriore crollo delle opere pubbliche, un altro -3% dopo il -6% del 2008, il -7% del 2009 e il -4,9% del 2010. A confermare il ruolo negativo del settore pubblico, stimato in riduzione del 2,6% anche il settore del non residenziale pubblico. «L'Italia ha fatto una politica keynesiana alla rovescia», commenta il direttore del Cresme, Lorenzo Bellicini, ricordando il peso che oggi ha sulle aziende anche il ritardo patologico con cui le amministrazioni pubbliche pagano le imprese appaltatrici che pure hanno onorato il contratto.
Una situazione che si farà sentire nel 2011, quando comincerà una prima «selezione di mercato» per le imprese di costruzioni. Oggi a soffrire maggiormente sono invece i produttori di materiali edilizi. Per i costruttori l'anno prossimo promette di essere l'annus horribilis. «Il 20% delle imprese – dice il direttore del Cresme – sarà sotto pressione, in bilico fra chiusura e sopravvivenza. L'esito finale di questo fenomeno dipenderà da numerosi fattori, non da ultimo il fatto che molte famiglie proprietarie di piccole e medie imprese dovranno decidere se ripatrimonializzare l'azienda o andare via e comprare la barca». Un passaggio tanto più delicato in quanto avviene in molti casi contemporaneamente al passaggio generazionale. Il Cresme preferisce comunque in questo momento una lettura meno pessimista della congiuntura edilizia, guardando oltre il punto di svolta.
«Il 2011 – spiega Bellicini – sarà l'anno che chiuderà la crisi e porrà fine al sesto ciclo edilizio del dopoguerra. Sarà anche l'anno di avvio del settimo ciclo edilizio che somiglierà molto al quinto, quello del recupero edilizio. Non ci sarà, in altri termini, il boom del residenziale stile anni '50-60 che abbiamo visto nel decennio passato. Tuttavia anche il recupero edilizio non avrà le caratteristiche già viste negli anni '90, quelle che hanno fatto della "signora Maria" la committente per eccellenza del micro-recupero. Piuttosto - spiega ancora Bellicini - è l'occasione per una riqualificazione su larga scala delle nostre città, anche grazie alla leva del patrimonio pubblico e allo scenario che si apre con il federalismo».