Regione Sardegna

Piano Casa Governo Berlusconi

 

 

10 novembre 2010 - Alguer

Zone agricole fuorilegge: Sechi attacca

Carlo Sechi: «I Comuni non verificano accuratamente la coerenza e la connessione tra l’edificazione e la conduzione agricola e zootecnica del fondo, aggirando i principi di legge e stravolgendo gli assetti tradizionali della campagna»
ALGHERO - E’ tanta la pressione edificatoria in Sardegna, dalle coste alle zone interne, che la Giunta Regionale ha dovuto emanare una delibera che fornisce ulteriori indirizzi interpretativi sulle nuove edificazioni nell’agro. Numerosi comuni della Sardegna, tra i quali Alghero, hanno sollecitato la Regione a chiarire l’applicabilità della legge n.4/2009, definita “piano casa”, nelle zone agricole.
«In realtà - sottolinea il consigliere regionale algherese Carlo Sechi - non c’era bisogno di nessun chiarimento, dato che la materia è già disciplinata dalla normativa introdotta con l’adozione del Piano Paesaggistico Regionale, che prevede la possibilità di edificazione in agro, finalizzata allo svolgimento delle attività agricole e pastorali o a quelle di trasformazione e valorizzazione dei prodotti agricoli, con almeno tre ettari per colture intensive e cinque ettari per colture estensive».
«Inoltre - precisa l'onorevole - il Piano Paesaggistico Regionale approvato dalla Giunta Soru, pone dei limiti e dei vincoli ad un uso arbitrario e non coerente con l’attività agro pastorale delle zone classificate zone E agricole. Sono imposti dal Ppr limiti rigorosi, con l’obiettivo di contenere i confini dell’urbanizzato delle cinture periurbane, di consentire l’effettivo esercizio delle attività agricole nelle aree produttive, e di salvaguardare i segni dei vecchi e dei nuovi paesaggi dell’agricoltura e della pastorizia».
«Invece la Giunta Regionale - attacca Sechi - ignorando completamente questa norma, individua il Decreto del Presidente della Giunta Regionale n.228 del 1994 “Direttive per le zone agricole” che prevede che l’intervento edificatorio nelle zone agricole E, possa essere autorizzato con una superficie minima di un ettaro ed un indice massimo di edificabilità pari a 0,03 mc/mq». «Mi chiedo allora - continua - come sia possibile, a fronte di una normativa così precisa e inequivocabile, la presenza nel territorio rurale della Sardegna di una imponente diffusione di case e residenze, con tipologie, stili e decori non propriamente consoni e funzionali all’attività agro pastorale».
«Questo fenomeno è particolarmente accentuato nel territorio costiero della Sardegna e nella Nurra di Sassari-Alghero, caratterizzato dalla continua edificazione di case e villette, talvolta con piscina, che nulla hanno a che fare con l’attività agricola e pastorale. Si tratta semmai di seconde case - sottolinea il consigliere regionale di Sinistra Ecologia e Libertà - che vengono utilizzate nella stagione estiva e nei fine settimana e immesse nel mercato turistico, entrando in concorrenza con le strutture turistiche classificate, in piena violazione di legge. Le “case vacanze” nell’agro alterano il mercato dell’offerta turistica tradizionale, non impiegano dipendenti e sfuggono ad ogni tipo di controllo erariale».
«I Comuni - denuncia Carlo Sechi - non verificano accuratamente la coerenza e la connessione tra l’edificazione e la conduzione agricola e zootecnica del fondo, aggirando i principi di legge e stravolgendo gli assetti tradizionali della campagna». «Ribadisco, per l’ennesima volta - conclude in consigliere regionale - che occorre evitare l’indiscriminato utilizzo ai fini residenziali delle campagne, per salvaguardare il valore ambientale paesaggistico per l’interesse collettivo e per favorire un moderno ed effettivo sviluppo del sistema agro pastorale, della cui drammatica crisi sta discutendo in questi giorni il Consiglio Regionale».

2 novembre 2010 - Sassari Notizie - Michele Spanu

Piano casa, la Regione mette ordine alle regole per l'edificabilità nell'agro

La Giunta approva un documento con le linee guida per mettere fine al caos interpretativo dei Comuni
Dopo mesi di incertezza, la Giunta Regionale ha approvato il documento contenente gli indirizzi interpretativi sulla "Legge sul sostegno all'economia attraverso il rilancio dell'edilizia", meglio nota come "Piano casa". Il provvedimento cerca di dare indirizzi univoci in materia di nuove costruzioni nell'agro, superando così le divergenti interpretazioni delle amministrazioni locali emerse anche dalle numerose richieste di chiarimenti pervenute all'assessorato agli Enti locali. Alcuni Comuni credono infatti che le nuove residenze siano disciplinate dalle legge del 1994 altri invece ritengono che nella zona agricola non è ammesso alcun tipo di edificazione residenziali. Una controversia non di poco conto, che per tantissimo tempo ha impedito una uniforme interpretazione della legge.
Il documento è stato presentato su proposta del nuovo assessore gli Enti Locali e Urbanistica, Nicola Rassu. «Per offrire ai cittadini maggiore chiarezza per l’attuazione della legge 4 – ha commentato l’assessore - la Giunta regionale ha emanato un atto che agevola le amministrazioni comunali nell’esecuzione del disposto legislativo e, allo stesso tempo, salvaguarda l’esigenza di una uniforme applicazione della legge su tutto il territorio regionale». Nello specifico, il provvedimento ha definitivamente chiarito che è ammessa la possibilità di realizzare nuove residenze nell’agro, ma condizione che siano connesse con le attività agro-zootecniche del fondo, che la superficie minima di intervento sia di almeno un ettaro con un indice di edificabilità pari a 0,03 mc/mq. In altre parole, le cosiddette "case attrezzi", in base all'indice di edificabilità, potranno raggiungere anche i 100 metri quadri, anche se non è ancora chiaro se potranno essere abitabili o meno. Il documento precisa che le nuove disposizioni prevalgono sulle diverse previsioni dell'urbanistica comunale e hanno efficacia temporale limitata.

2 novembre 2010 - Edilio

Piano casa: nuovi chiarimenti per l'attuazione in Sardegna

Indirizzi interpretativi per nuove costruzioni
La Giunta Regionale su proposta dell'assessore degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica, Nicola Rassu, ha approvato il documento contenente gli indirizzi interpretativi sull'art. 3, comma 5 della Legge Regionale 23 ottobre 2009, n. 4, comunemente nota come "Piano Casa".
Il provvedimento dell'Esecutivo interviene a dare indirizzi univoci in materia di nuove costruzioni nell'agro, superando le divergenti interpretazioni delle amministrazioni locali emerse anche dalle numerose richieste di chiarimenti pervenute all'Assessorato Enti locali, finanze e urbanistica.
"Per offrire ai cittadini maggiore chiarezza per l'attuazione della legge 4 - ha commentato l'assessore Nicola Rassu - la Giunta regionale ha emanato un atto che agevola le amministrazioni comunali nell'esecuzione del disposto legislativo e, allo stesso tempo, salvaguarda l'esigenza di una uniforme applicazione della legge su tutto il territorio regionale".
Nello specifico, il provvedimento ha definitivamente chiarito che è ammessa la possibilità di realizzare nuove residenze nell'agro a condizione che siano connesse con le attività agro-zootecniche del fondo, che la superficie minima di intervento sia di almeno un ettaro con un indice di edificabilità pari a 0,03 mc/mq. Il documento precisa che tali disposizioni, contenute nelle Direttive per le zone agricole (adottate con decreto del presidente della regione 3 agosto '94), hanno carattere cogente, prevalgono sulle diverse previsioni della strumentazione urbanistica comunale e hanno efficacia temporale limitata. Si tratta infatti di norme transitorie, valide per un periodo di 18 mesi decorrenti dalla data di entrata in vigore della legge e, pertanto, saranno efficaci fino al prossimo 1° maggio 2011. "L'atto di indirizzo oggi assunto - ha concluso l'esponente della Giunta - da attuazione all'ordine del giorno adottato dal Consiglio Regionale nella seduta del 16 dicembre 2009 che impegnava l'Esecutivo a emanare un'apposita direttiva per assicurare l'esatta interpretazione della norma, secondo l'orientamento fornito dallo stesso organo consiliare".