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30 aprile 2011 - Termoli On Line

Sulla new town Ceccarelli al contrattacco

SAN GIACOMO DEGLI SCHIAVONI. Tempo di elezioni e i riflettori si accendono non per le elezioni provinciali ma anche per le sentitissime amministrative, come a San Giacomo degli Schiavoni dove, quest'anno, si voterà anche per la nuova amministrazione comunale e quindi per il primo cittadino.
Archiviata l'esperienza di Antonio Galasso, giunto al termine dei suoi due mandati consecutivi permessi dalla legge, la corsa è a tre. Rino Bucci, Attilio Galasso e Graziano Ceccarelli. La campagna elettorale è iniziata da tempo ma ora si entra nel vivo tra confronti, dibattiti, accuse e quant'altro.
Ed a tal proposito non mancano gli 'sgambetti' elettorali all'uno o all'altro candidato alla poltrona di sindaco del paese. In particolare, a poche ore dalla presentazione della candidatura, proprio su Ceccarelli si sono puntate le attenzioni dell'opinione pubblica, con una campagna che ha evidenziato eventuali nodi riferiti ad una maxilottizzazione, denominata New Town. In paese non si parla d'altro, ci viene detto, ma qual è la reale posizione del candidato sindaco della lista San Giacomo in Comune? Dopo la conferenza stampa della scorsa settimana, il primo vero confronto sul tema è quello che andrà in scena stasera alle 21 presso il centro anziani di corso Umberto I, al quale abbiamo ritenuto di 'servire' sul piatto d'argento alla cittadinanza il verbo dello stesso aspirante primo cittadino.
Che sta succedendo a San Giacomo degli Schiavoni?
“Succede che, per stroncare la mia candidatura a Sindaco, si sta strumentalizzando la mia attività professionale, liberamente svolta da privato cittadino. Hanno attaccato un intervento costruttivo, previsto all'interno del Piano Casa, solo perché proposto da me, e solo perché ora sono candidato a Sindaco di San Giacomo. Si è detto che il mio progetto è stato favorito superando, con un colpo di spugna, i vincoli di fabbricabilità e di tutela ambientale. Nulla di più falso. E' vero invece che la fabbricabilità dell'area deriva dalla diretta applicazione di una legge dello stato, il Piano Casa, e che le norme a difesa dell'ambiente e del paesaggio sono state pienamente rispettate. Sono state messe in dubbio le modalità di acquisto del terreno, affermando che fosse stato comprato per pochi euro partecipando ad un'asta fallimentare, quando invece il terreno è stato oggetto di un normalissimo atto di compravendita regolata a prezzo di mercato”.
Le è sembrato opportuno che il Consiglio Comunale abbia deliberato sul suo progetto proprio a ridosso delle elezioni, alle quali lei partecipa da candidato Sindaco?
“Guardi, credo proprio di no. Se fosse dipeso da me, non l'avrei portato in discussione, perché, come puntualmente verificatosi, mi ha esposto a una serie di attacchi del tutto strumentali, visto che sulla regolarità del mio progetto non nutro alcun dubbio. Tuttavia devo aggiungere che il Consiglio ha semplicemente dato seguito a una precisa richiesta del Servizio Beni ambientali della Regione Molise, formulata a tale proposito in data 7 marzo 2011. Consideri che io ho presentato il progetto a novembre 2010, quando non avevo nemmeno lontanamente maturato l'idea di candidarmi, e che siamo arrivati a questa data in modo del tutto casuale, semplicemente seguendo il normale iter approvativo".
Ma durante questo iter, lei ritiene di essere stato in qualche modo favorito?
"Assolutamente no. Si è affermato che, per rendere approvabile il programma costruttivo di edilizia convenzionata (social housing), il Consiglio Comunale abbia deliberato di spostare la distanza dal centro urbano (più precisamente, dal limite della zonizzazione non agricola) entro la quale erano state originariamente ritenute applicabili le norme del cosiddetto Piano Casa, portando la distanza massima da uno a tre chilometri, al solo scopo di favorire la mia proposta. Non ho beneficiato in alcun modo di tale delibera, perché il mio progetto rientrava già nei canoni comunali per l'applicazione del Piano Casa; peraltro, la completa eliminazione di tale limite consente di poter riferire le istanze abitative all'intero territorio comunale, con conseguente beneficio di tutti gli eventuali interessati”.
Insomma, in che cosa consiste questa "mega-lottizzazione"?
“Intanto devo ribadire che non si tratta di una lottizzazione, ma di un intervento di edilizia agevolata, mirato alle giovani coppie ed alle categorie disagiate, con prezzi di vendita controllati, tanto per gli alloggi quanto per i terreni. Le costruzioni sono progettate secondo criteri di ecosostenibilità e a costi di gestione nulli per gli acquirenti, dotate d'impianti alimentati da solare termico e fotovoltaico. Energia quest'ultima impiegata anche per l'alimentazione di tutte le reti d'illuminazione esterna, pubblica e privata, con ritorni economici per i surplus prodotti a vantaggio dell'amministrazione comunale. Non va sottaciuto il vantaggio del quale beneficerebbe il comune grazie all'incameramento dei connessi oneri di urbanizzazione, che potrebbero essere utilmente reinvestiti su tutto il territorio di San Giacomo, risultando tutte le opere di urbanizzazione a totale ed esclusivo carico di chi realizza il progetto”.
Quindi il suo piano porterebbe dei vantaggi alla comunità di San Giacomo?
“Il mio piano è stato molte semplicisticamente etichettato come una new town, una nuova San Giacomo completamente avulsa dal paese. Io non ritengo che sia così. La localizzazione del progetto è da ricondurre ad uno studio attento del territorio, che impone, come unica direzione di sviluppo possibile, quello lungo la direttrice di collegamento con Termoli, in sintonia con la proposta di un nuovo piano regolatore comunale approvata, all'unanimità, con la delibera consiliare n. 20 del 30 giugno 2010. Sta a noi, alla comunità e alla amministrazione, attivarsi perché si integri e si armonizzi con l'esistente centro urbano, potendo costituire un elemento trainante per la crescita del paese e per il ruolo sovracomunale che lo stesso potrebbe assumere. Consideri che il progetto già contiene elementi utili in tal senso: il giusto equilibrio tra costruito e spazi verdi, la realizzazione di circa due ettari di spazi verdi pubblici attrezzati, la previsione di servizi di utilità collettiva, e, non ultimo, il ritorno occupazionale pensato a favore degli operatori economici locali. A tale proposito, voglio sottolineare che il programma politico che io porto avanti, in uno dei suoi punti qualificanti, si propone di armonizzare il territorio in tutte le sue parti, anche con la partecipazione dei cittadini, che chiamerò a collaborare attivamente nelle scelte amministrative”.
Come vede il prosieguo della campagna elettorale?
“Ho bene in mente le linee d'intervento da sviluppare con la futura azione amministrativa, e di queste io avrei voluto parlare con i cittadini, confrontandomi anche con gli altri candidati. Tuttavia, a tutt'oggi, questo non è stato possibile, perché costretto a continuare a parlare solo ed esclusivamente della cosiddetta mega lottizzazione, che - di fatto - viene ad arte frapposta dai miei avversari politici tra me e il cittadino. In questo modo, continuiamo a parlare del nulla, distraendo l'attenzione da quelli che sono i veri problemi della nostra comunità e offendendo l'intelligenza e il buon senso dei miei concittadini, i quali - io credo - avrebbero tutto il diritto di conoscere i diversi programmi per poter liberamente ed in coscienza scegliere i propri rappresentanti in Comune. E' questo il modo "nuovo" di fare politica che i miei avversari intendono praticare? Io sono nuovo alla politica, ma sono soprattutto una novità in politica. Provengo dalla società civile e in quanto tale non posso assolutamente condividere una politica fatta di attacchi personali, piuttosto che di confronti di idee. Per quanto attiene ai miei avversari, posso dire che uno, sebbene si presenti come uomo del rinnovamento e di rottura rispetto all'ultimo decennio, in realtà risponde a regie occulte di uomini da sempre legati alla politica locale, facili a promesse e cura di ambizioni personali, mentre l'altro è espressione della passata vita politica, alla quale sembra ancora nostalgicamente legato”.

14 aprile 2011 - ANSA

Edilizia: detrazioni fiscali uso rinnovabili; Molise ultimo

Appena lo 0,3 per cento di domande presentate
Il Molise e' all'ultimo posto tra le regioni come numero di interventi per fruire delle detrazioni fiscali sulla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente attraverso l'uso delle rinnovabili e delle tecnologie volte al risparmio energetico. La percentuale e' dello 0,3.
Al primo posto per numero di interventi - secondo quanto rende noto l'Enea - e' risultata la Lombardia, con il 21,5% delle domande, seguita dal Veneto (14%), Piemonte (12,3%) e Emilia Romagna (10,9%).

5 aprile 2011 - Agenparl

Piano Casa: Assessore Molise, non ha avuto successo sperato

“Non ha avuto il successo sperato. Le aspettative sono state un po’ disattese”.
Così Filoteo Di Sandro, assessore all’Urbanistica della Regione Molise, commenta con l’AgenParl i risultati che il piano casa ha avuto nella sua Regione. “Non saprei a cosa è dovuto - prosegue - ci aspettavamo molto di più. Abbiamo creato un comitato interno per supportare gli enti locali, i privati, con tutte le spiegazioni necessarie, abbiamo anche fatto qualche modifica nella finanziaria scorsa per snellire le procedure. Abbiamo fatto di tutto. E’ andato bene - conclude - ma non benissimo”.