Piano Casa Governo Berlusconi
Guida al Piano Casa promosso dal Governo Berlusconi.
Notizie, informazioni, approfondimenti e commenti sul piano per l'edilizia che dovrebbe rilanciare il settore e, più in generale, l'economia, consentendo ai cittadini di aumentare la cubatura degli edifici, oltre a venire incontro alle classi più disagiate dando nuovi alloggi alle giovani coppie e alle categorie maggiormente in difficoltà.
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15 dicembre 2011 - Il Sole 24 Ore
L'edilizia recupera lo sconto dell'11,5%
Via libera, in edilizia, al recupero dello sgravio contributivo (11,50%) riferito al 2011. I datori di lavoro che non vi hanno già provveduto hanno tempo fino al 16 marzo (scadenza del versamento della contribuzione riferita al periodo «febbraio 2012») per eseguire le operazioni di conguaglio. Per ottenere l'agevolazione occorre possedere il Durc (anche con riferimento alle casse edili) e autodichiarare l'assenza di condanne, passate in giudicato, per violazione delle norme in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro nel quinquennio precedente. Per rendere la dichiarazione, i datori di lavoro devono utilizzare l'apposito modello predisposto dall'Inps. Nella circolare 154/11, diffusa ieri, l'Istituto ricorda che la dichiarazione di responsabilità va comunque resa anche se l'azienda è in regola con gli aspetti contributivi, in quanto l'autocertificazione attesta il possesso di una caratteristica diversa da quella riconosciuta dal Durc.
Dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del relativo decreto ministeriale (si veda il Sole 24 ore del 22 novembre) arrivano, così, le istruzioni del l'Inps che consentono, ai soggetti che non ne hanno già fruito, di accedere alla facilitazione. La speciale riduzione contributiva (Dl 244/95, in legge 341) in favore delle aziende edili è stata di recente modificata dalla legge 247/07.
Dello sconto possono beneficiare anche le società cooperative di produzione e lavoro che svolgono attività edile con riferimento ai soci lavoratori (escluse le imprese impiantistiche del settore metalmeccanico).
15 dicembre 2011 - Edilportale
Edifici in legno, sarà più semplice realizzarli
FederlegnoArredo soddisfatta della modifica al TU Edilizia introdotta dalla Manovra Monti
FederlegnoArredo esprime soddisfazione per un importante risultato a vantaggio del settore delle costruzioni in legno: il DL Salva Italia, modificando il TU Edilizia, semplifica l’istruttoria per gli edifici a struttura di legno superiori ai quattro piani.
Si tratta dell’articolo 45 del Decreto Salva Italia (DL 201/2011) che sostituisce l’articolo 52 del TU Edilizia (Dpr 380/2001), secondo il quale “Qualora vengano usati sistemi costruttivi diversi da quelli in muratura o con ossatura portante in cemento armato normale e precompresso, acciaio o sistemi combinati dei predetti materiali, per edifici con quattro o più piani entro e fuori terra, l'idoneità di tali sistemi deve essere comprovata da una dichiarazione rilasciata dal presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici su conforme parere dello stesso Consiglio”.
La nuova formulazione dell’articolo 52 è la seguente: “Qualora vengano usati materiali o sistemi costruttivi diversi da quelli disciplinati dalle norme tecniche in vigore, la loro idoneità deve essere comprovata da una dichiarazione rilasciata dal Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici su parere dello stesso Consiglio”.
“Le numerose e straordinarie proprietà della materia prima - si legge nel comunicato di FederlegnoArredo -, unitamente agli sviluppi tecnologici che negli ultimi decenni hanno consentito la trasformazione del legno in prodotti derivati sempre più performanti ed idonei all’impiego in opere d’ingegneria anche di notevole importanza strutturale, hanno fatto del legno uno dei primari materiali da costruzione.
Maturata, quindi, la consapevolezza delle possibilità costruttive offerte non solo nel piano, ma nelle tre dimensioni, era naturale volgere lo sguardo verso l’alto. Un interesse sempre maggiore, sia all'interno della sfera privata che pubblica, si è rivolto verso gli edifici in legno a più piani, superando il pregiudizio sull’impiego del legno in elevazione, valorizzandone i tempi di costruzione estremamente brevi, le prestazioni rispetto a sisma, fuoco, isolamento termico e acustico, ma soprattutto esaltando le caratteristiche di sostenibilità del materiale”.
Ma c’era un ostacolo: l’articolo 52 “Tipo di strutture e Norme Tecniche” del Testo Unico in Materia Edilizia, che, nella sua formulazione originale, prevedeva che, per realizzare un edificio con sistema costruttivo di legno di più di quattro piani (entro e fuori terra), fosse necessario il parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici sull’idoneità del progetto. L’articolo 52 riprendeva esattamente le prescrizioni contenute nell’art. 1 della Legge 2 febbraio 1974, n. 64. Secondo FederlegnoArredo, l’appesantimento dovuto a tale iter di approvazione risultava essere sicuramente un disincentivo per la committenza.
Con il nuovo articolo 52, come modificato dalla Manovra Monti - prosegue FederlegnoArredo -, si ha finalmente quell’armonizzazione normativa tanto auspicata dal settore con le disposizione delle Norme Tecniche delle Costruzioni(DM 14/01/2008), rendendo non più necessaria la pesante istruttoria descritta sopra.
Giovanni De Ponti, Direttore Generale di FederlegnoArredo, sottolinea l’attività svolta. “La Federazione, promuovendo un’armonizzazione normativa verso le vigenti Norme Tecniche delle Costruzioni, si è più volte interfacciata con i soggetti istituzionali maggiormente coinvolti nell’iter di aggiornamento, arrivando a sensibilizzare le più alte cariche governative alla liberalizzazione di un mercato in netta crescita e che costituisce un’opportunità di business per le nostre imprese associate”. “Un’istruttoria troppo dilatata nei tempi - precisa Giovanni De Ponti - rischierebbe infatti di limitare fortemente lo sviluppo del settore impedendo inoltre il raggiungimento in tema di sostenibilità e limitazione dei gas serra di quei traguardi fissati dall’Unione Europea e condivisi anche dal Governo Italiano”.
In questo lungo iter, che ha visto fortemente impegnati gli uffici tecnici e quelli per i rapporti istituzionali, assumono una particolare valenza le parole delPresidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, Prof. Franco Karrer, inserite nella sua missiva indirizzata all’Ufficio Legislativo del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti: “… Pertanto non si può che concordare con quelle proposte avanzate dalle associazioni di categoria (…) che propongono di modificare il citato art. 52 del DPR380/01 nel senso di comprendere anche il legno tra i materiali “usuali” per i quali non è più necessario il ricorso all’istituto della dichiarazione di idoneità”.
Questo importante risultato, sia di natura tecnica che legislativa viene opportunamente evidenziato dal Presidente di FederlegnoArredo, Roberto Snaidero. “Si tratta di un successo estremamente prezioso che testimonia l’impegno della Federazione nello stare vicino alle nostre imprese, ascoltando le loro necessità e definendo le opportune strategie, al fine di aiutarle a sviluppare progetti di sviluppo aziendale che mirino alla diffusione e alla valorizzazione dei sistemi costruttivi in legno, legandosi a nuovi segmenti di mercato come quello, ad esempio, del Social Housing”.
14 dicembre 2011 - Energia24
Finco: l'efficienza energetica in edilizia può compensare l'addio all'atomo
Amici della Terra, intanto, mette sotto accusa il parco di generazione elettrica nazionale, che dissipa 164 TWh di energia termica l'anno
Il 25% di fabbisogno energetico che avrebbe dovuto essere assicurato nel nostro Paese dal nucleare, può essere sostituito con una efficace azione di sostegno all'efficienza energetica in edilizia. È quanto sostiene Finco, la Federazione nazionale di settore di Confindustria che rappresenta le industrie dei comparti produttivi di beni, servizi e opere specialistiche per le costruzioni. Le soluzioni di riqualificazione energetica sia parziale che integrale, effettuate su almeno il 10% degli edifici esistenti, possono ridurre i fabbisogni, sia per la fase invernale che per quella estiva, assicurando un risparmio compreso tra gli 8.000 e i 16.000 GWh/annui, pari all'apporto di una/due nuove centrali nucleari di terza generazione (che il piano energetico nazionale prevedeva di realizzare entro il 2017). Per arrivare a questo risultato Finco richiede al nuovo Governo di mantenere immutata l'aliquota prevista dal bonus per la riqualificazione energetica degli edifici (55%) e, anzi, di allargare le tipologie ammesse all'agevolazione (immobili pubblici, schermature solari, verde pensile).
Sempre a favore dell'efficienza energetica si esprime Amici della Terra, che mette invece sotto accusa il cattivo rendimento della generazione elettrica nazionale, che dissiperebbero ogni anno 164 TWh di energia termica. Secondo uno studio diffuso dall'associazione, gli impianti privi di recupero del calore presentano in Italia una potenza installata di 54 GWsu un totale di 78 GW, con un rendimento energetico medio di appena il 40,6% (dal 32,5% per impianti a vapore a condensazione al 51,3% del ciclo combinato senza recupero di calore). L'inefficienza, secondo Amici della Terra, riguarderebbe anche gli impianti nazionali di cogenerazione (24.400 MW di potenza installata) che, pur assicurando una produzione combinata di elettricità per 108 TWh e di calore utile per 56 TWh, sprecherebbero ben il 41% di energia termica (dato relativo all'energia immessa).



